{"id":19305,"date":"2020-05-20T19:49:15","date_gmt":"2020-05-20T19:49:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=19305"},"modified":"2020-05-21T07:55:54","modified_gmt":"2020-05-21T07:55:54","slug":"celleno-il-gioiello-della-tuscia-tra-le-bellezze-ditalia-qui-vive-enrico-castellani-principe-dellarte-italiana-e-artista-di-chiara-fama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/05\/20\/celleno-il-gioiello-della-tuscia-tra-le-bellezze-ditalia-qui-vive-enrico-castellani-principe-dellarte-italiana-e-artista-di-chiara-fama\/","title":{"rendered":"Celleno, il gioiello della Tuscia, tra le bellezze d\u2019Italia.Qui viveva Enrico Castellani, principe dell\u2019arte italiana e artista di chiara fama."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/1280px-Celleno-e1590002465805.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-19306\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/1280px-Celleno-e1590002465805.jpg\" alt=\"1280px-Celleno\" width=\"480\" height=\"360\" \/><\/a>Da un angolo della Tuscia quasi appartato in fondo a una strada secondaria a 1,<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Map_of_comune_of_Celleno_province_of_Viterbo_region_Lazio_Italy.svg_-e1590002492347.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19307 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Map_of_comune_of_Celleno_province_of_Viterbo_region_Lazio_Italy.svg_-e1590002492347.png\" alt=\"Map_of_comune_of_Celleno_(province_of_Viterbo,_region_Lazio,_Italy).svg\" width=\"266\" height=\"231\" \/><\/a><\/strong>5 km dal nuovo centro, aggrappata su uno sperone di tufo si erge questa citt\u00e0 in rovina che solo opere di riedificazione sono riuscite \u00a0a risvegliare dal suo forzato torpore. <strong>Siamo a Celleno.<\/strong> <strong>Eppure qualcuno abita ancora il palazzo del principe e una graziosa chiesa rimane in vita, quando ormai da un secolo tutti sono fuggiti altrove a costruire la loro nuova citt\u00e0.<\/strong> Il paesaggio circostante \u00e8 ampio e ridente e ricco di piante di ciliegio, siamo nella citt\u00e0 della ciliegia che ha dato\u00a0 pure corso alla\u00a0 produzione di un famoso maraschino. <strong>La Celleno Antica che descriviamo \u00e8 quella segnata dal terremoto del 1854 che determin\u00f2 l\u2019inizio della fuga generale degli abitanti.<\/strong> <strong>Un<\/strong><strong>\u00a0 <\/strong><strong>violento sisma ridusse tutte le case in grave <\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Celleno001-e1590002536701.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19308 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Celleno001-e1590002536701.jpg\" alt=\"Celleno001\" width=\"324\" height=\"216\" \/><\/a><strong>dissesto o ne determin\u00f2 il crollo totale. Gli abitanti andarono via a poco a poco edificando nel 1936 la nuova citt\u00e0 \u2013 ad un paio di chilometri pi\u00f9 sotto- in un posto pi\u00f9 sicuro.<\/strong>\u00a0<strong>Due begli esempi di architettura religiosa: la Chiesa di San Rocco e il suggestivo Convento di San Giovanni Battista dal chiostro affrescato delimitano i due nuclei.<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/celleno1-e1590002578240.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-19309\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/celleno1-e1590002578240.jpg\" alt=\"celleno1\" width=\"400\" height=\"260\" \/><\/a>Una salita conduce alla piccola porta del borgo in cui si accede all\u2019ampia piazza, ben tenuta, su cui si sporgono costruzioni dalle facciate ancora dignitose le cui finestre\u00a0 lasciano a vedere\u00a0 pavimenti sprofondati\u00a0 con suppellettili che nessuno ha avuto il coraggio di recuperare. Stessa situazione nelle stradine laterali che scendono verso quello che era l\u2019insieme delle antiche mura di difesa, da cui si god<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Il_castello_degli_Orsini.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19310 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Il_castello_degli_Orsini.jpg\" alt=\"Il_castello_degli_Orsini\" width=\"374\" height=\"249\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Il_castello_degli_Orsini.jpg 886w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Il_castello_degli_Orsini-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 374px) 100vw, 374px\" \/><\/a>e un impareggiabile panorama sulla bella campagna viterbese. <strong>Sulla piazza, quasi intatto, il Campanile di San Dona<\/strong><strong>to<\/strong><strong> con<\/strong><strong> l\u2019orologio<\/strong> che segna\u00a0 un\u2019ora improbabile, forse quella dell\u2019ultima scossa fatale che ha determinato l\u2019abbandono di questo luogo. Un luogo magico che riesce a scoprire\u00a0 chi ha una sensibilit\u00e0 artistica, pi\u00f9 difficile vederlo per chi lo ha a portata di mano. <strong>Sulla piazza<\/strong><strong>\u00a0 <\/strong><strong>le uniche due costruzioni ancora vive di questo<\/strong> <strong>luogo: il piccolo Palazzo Nobiliare, un castello appartenuto agli Orsini e la piccola Chiesa di<\/strong><strong>\u00a0 <\/strong><strong>San Carlo. <\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/La_cascata_dellInfernaccio_tra_Celleno_e_Grotte_Santo_Stefano.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-19311\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/La_cascata_dellInfernaccio_tra_Celleno_e_Grotte_Santo_Stefano.jpg\" alt=\"La_cascata_dell'Infernaccio,_tra_Celleno_e_Grotte_Santo_Stefano\" width=\"170\" height=\"251\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/La_cascata_dellInfernaccio_tra_Celleno_e_Grotte_Santo_Stefano.jpg 576w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/La_cascata_dellInfernaccio_tra_Celleno_e_Grotte_Santo_Stefano-203x300.jpg 203w\" sizes=\"(max-width: 170px) 100vw, 170px\" \/><\/a>Nel 1973 il Castello venne acquistato da Enrico Castellani, artista \u00a0di chiara fama internazionale &#8211; l\u2019artista delle estroflessioni e dei monocromi -, che<\/strong><strong>\u00a0 <\/strong><strong>lo scopr\u00ec<\/strong><strong>\u00a0 <\/strong><strong>a fine anni \u201860<\/strong><strong>\u00a0 <\/strong><strong>e se ne innamor\u00f2 a prima vista. L\u2019artista<\/strong><strong>\u00a0 <\/strong><strong>vi risiedeva\u00a0 nell\u2019ala che rappresenta il<\/strong><strong>\u00a0 <\/strong><strong>muraglione,\u00a0 che \u00e8\u00a0 facile da scorgere \u00a0a<\/strong><strong>\u00a0 <\/strong><strong>quanti arrivano sin lass\u00f9 per visitare la parte del castello aperta ai <\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Le_gole_dellInfernaccio_tra_Celleno_e_Grotte_Santo_Stefano.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19312 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Le_gole_dellInfernaccio_tra_Celleno_e_Grotte_Santo_Stefano.jpg\" alt=\"Le_gole_dell'Infernaccio,_tra_Celleno_e_Grotte_Santo_Stefano\" width=\"371\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Le_gole_dellInfernaccio_tra_Celleno_e_Grotte_Santo_Stefano.jpg 861w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Le_gole_dellInfernaccio_tra_Celleno_e_Grotte_Santo_Stefano-300x204.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 371px) 100vw, 371px\" \/><\/a><\/strong><strong>visitatori. Fino a tarda et\u00e0<\/strong><strong> conduceva una vita ritirata, amava\u00a0 poco le frequentazioni pubbliche, e preferiva\u00a0 una<\/strong><strong>\u00a0 <\/strong><strong>vita solitaria.Poi la morte nel 2017.\u00a0 <\/strong>Le sue opere girano per il mondo, sono \u00a0tra le pi\u00f9 richieste nel mercato dell\u2019arte, sono fra le pi\u00f9 ricercate e costose fra quelle del novecento italiano, con quotazioni che hanno raggiunto il milione di dollari e sono regolarmente scambiate nelle aste pi\u00f9 prestigiose. Numerose le mostre di rilevanza internazionale, la Biennale di Venezia nel 1964, 1966 e 2003, a Documenta di Kassel nel 1968, a The responsive eye al MoMa di New York nel 1965, Identit\u00e9 Italienne Pompidou di Parigi, Biennale di San Paolo del Brasile (\u201865). Fra le personali nel 1996 a Palazzo Fabroni di Pistoia, nel 1999 alla Galleria civica di Trento, alla <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Il_castello_orsini_allepoca_sede_comunale_in_una_cartolina_del_1947-e1590002735437.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-19313\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Il_castello_orsini_allepoca_sede_comunale_in_una_cartolina_del_1947-e1590002735437.jpg\" alt=\"Il_castello_orsini,_all'epoca_sede_comunale,_in_una_cartolina_del_1947\" width=\"420\" height=\"258\" \/><\/a>Fondazione Prada di Milano nel 2001 e al Puskin di Mosca nel 2004. Nel 2010 riceve il pi\u00f9 alto riconoscimento nel campo delle arti il Praemium Imperiale il Nobel nel campo delle arti, dalla Japan Art. Nel 2012 espone in tandem con G\u00fcnther Uecker alla C\u00e0 Pesaro di Venezia. Nello stesso anno, esce per Skira il catalogo ragionato <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/1920px-Castello_Orsini_-_Celleno-e1590002784484.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-19314 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/1920px-Castello_Orsini_-_Celleno-e1590002784484.jpg\" alt=\"1920px-Castello_Orsini_-_Celleno\" width=\"319\" height=\"213\" \/><\/a>delle sue opere con testi di Bruno Cor\u00e0 e Marco Meneguzzo. Nel 2014 alla Galleria Mazzoleni di Torino una esposizione di opere che segneranno\u00a0 il suo percorso artistico dal 1959 ad oggi. Pittore di mitica coerenza teorica ed etica, nella sua visione dell\u2019arte\u00a0 ha scelto di rimanere ancorato alla tela e al telaio come punti fermi, da l\u00ec poi muovendosi per la ricerca, con negli occhi \u00a0sempre presente \u00a0la vista\u00a0 sui\u00a0 paesaggi della Teverina, Celleno e il\u00a0 suo castello, segnale di \u00a0un senso infinito dello spazio e del tempo, \u00a0tra l\u2019incanto dei ritmi ondulati delle ombre e delle luci. Ecco perch\u00e9 in questo spazio\u00a0 tra i pi\u00f9 belli d\u2019Italia, in questo territorio mirabile che \u00e8 la Tuscia, corrispondente a \u00a0il Viterbese, tra mille tesori disposti fra terra\u00a0 e cielo, viveva Enrico Castellani la cui arte dalla quotazione inestimabile \u00e8 tra i gioielli da collezionare.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da un angolo della Tuscia quasi appartato in fondo a una strada secondaria a 1,5 km dal nuovo centro, aggrappata su uno sperone di tufo si erge questa citt\u00e0 in rovina che solo opere di riedificazione sono riuscite \u00a0a risvegliare dal suo forzato torpore. Siamo a Celleno. Eppure qualcuno abita ancora il palazzo del principe e una graziosa chiesa rimane in vita, quando ormai da un secolo tutti sono fuggiti altrove a costruire la loro nuova citt\u00e0. Il paesaggio circostante \u00e8 ampio e ridente e ricco di piante di ciliegio, siamo nella citt\u00e0 della ciliegia che ha dato\u00a0 pure corso [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/05\/20\/celleno-il-gioiello-della-tuscia-tra-le-bellezze-ditalia-qui-vive-enrico-castellani-principe-dellarte-italiana-e-artista-di-chiara-fama\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,44662,77048,31446,9894,252921,108050,53794,44545,44441,87,42,26,34308,44805,28369,51665,4625],"tags":[402795,59480,402790,402791,53733,402794,402796,319600,402793],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19305"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19305"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19305\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19319,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19305\/revisions\/19319"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19305"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19305"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19305"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}