{"id":19392,"date":"2020-05-28T20:10:18","date_gmt":"2020-05-28T20:10:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=19392"},"modified":"2020-05-28T21:38:49","modified_gmt":"2020-05-28T21:38:49","slug":"luniverso-naturale-di-giovanna-garzoni-resuscita-palazzo-pitti-a-firenze-100-opere-della-pittrice-barocca-amica-di-artemisia-gentileschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/05\/28\/luniverso-naturale-di-giovanna-garzoni-resuscita-palazzo-pitti-a-firenze-100-opere-della-pittrice-barocca-amica-di-artemisia-gentileschi\/","title":{"rendered":"L\u2019Universo naturale di Giovanna Garzoni resuscita Palazzo Pitti a Firenze. 100 opere della pittrice barocca amica di Artemisia Gentileschi."},"content":{"rendered":"<p><strong><em>100 opere per la prima grande mostra dedicata alla pittrice barocca amica di Artemisia Gentileschi, \u00e8 \u00a0cos\u00ec che torna alla vita la <\/em><\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/IMG_6916.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19394 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/IMG_6916.jpg\" alt=\"IMG_6916\" width=\"385\" height=\"513\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/IMG_6916.jpg 1000w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/IMG_6916-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/IMG_6916-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 385px) 100vw, 385px\" \/><\/a><strong><em>reggia granducale fiorentina dopo il lockdownche ha imprigionato l\u2019Italia. Il direttore Eike Schmidt: \u201cl\u2019arte della Garzoni sancisce la rinascita della Reggia dei Granduchi dopo un lungo momento di buio e silenzio\u201d.\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/IMG_6910-e1590695503458.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-19393\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/IMG_6910-e1590695503458.jpg\" alt=\"IMG_6910\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a>Fiori, piante e conchiglie esotiche, strani insetti, animali dall\u2019espressivit\u00e0 quasi umana: le forme e la poesia della natura sono protagoniste della mostra \u201c<strong>La grandezza dell\u2019universo nell\u2019arte di Giovanna Garzoni\u201d accolta negli spazi dell\u2019Andito degli Angiolini dal 28 maggio al 28 giugno 2020<\/strong>. Con questa grande rassegna \u2013 per proporzioni, la prima monografica dedicata alla pittrice barocca di origini marchigiane &#8211; le Gallerie degli Uffizi intendevano celebrare una grande figura femminile nella ricorrenza della Festa della Donna per il 2020. <strong>Circa 100 le opere che la compongono, tra dipinti, miniature su pergamena (il supporto prediletto dalla Garzoni), disegni, oltre ad un grande paliotto a tema floreale di oltre 4 metri di lunghezza, accompagnate e poste in dialogo con porcellane antiche, avori e bronzi rinascimentali.<\/strong> Fantasiosa, curiosissima, la Garzoni, originaria di Ascoli Piceno dove nacque intorno al 1600, increment\u00f2 notevolmente il proprio linguaggio stilistico grazie alla spiccata indole itinerante che la rese una delle pittrici pi\u00f9 colte e cosmopolite della sua epoca.<\/p>\n<p>Visse alle corti di Venezia, a Torino, fu a lungo a Firenze con i Medici, quindi a Napoli, in Francia, dove ebbe modo di realizzare il ritratto del Cardinale Richelieu (presente in mostra) e persino in Inghilterra, alla corte di Carlo I, come provano i documenti per la prima volta esposti nell\u2019ambito di questa rassegna. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/IMG_69171-e1590695580965.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-19395\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/IMG_69171-e1590695580965.jpg\" alt=\"IMG_6917(1)\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><strong>Fu amica di un\u2019altra grande eroina del \u2018600, Artemisia Gentileschi, con cui condivise viaggi ed esperienze e che costitu\u00ec per lei, pi\u00f9 giovane di alcuni anni, un modello a cui ispirarsi. <\/strong>Abile nel garantirsi il favore dei suoi committenti, l\u2019artista si specializz\u00f2 nella miniatu<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Palazzo-Pitti-e1590695616372.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-19396 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Palazzo-Pitti-e1590695616372.jpeg\" alt=\"Palazzo Pitti\" width=\"451\" height=\"176\" \/><\/a><\/strong>ra su pergamena, eccellendo in particolare nella rappresentazione di nature morte con oggetti esotici e soggetti tratti dal mondo vegetale ed animale: protagonista nella cultura del suo tempo, divenne ben presto nota e apprezzata in tutta Europa. Tanto da essere ritratta, ormai in et\u00e0 avanzata, dal principe dell\u2019Accademia di San Luca a Roma, Carlo Maratta, futuro restauratore di capolavori di Raffaello. <strong>Giovanna Garzoni rivela una straordinaria originalit\u00e0 e curiosit\u00e0 intellettuale, che traduce in una profonda, rigorosa osservazione del mondo naturale<\/strong>. In mostra, il vasto <em>corpus<\/em> dei lavori dell\u2019artista, di propriet\u00e0 del Gabinetto Stampe e Disegni degli Uffizi, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/IMG_68421-e1590695875430.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-19397 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/IMG_68421-e1590695875430.jpg\" alt=\"IMG_6842(1)\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a>\u00e8 impreziosito da una serie di prestiti da collezioni private, da musei nazionali ed esteri ed esemplifica l\u2019arco creativo di tutta la sua carriera. Da segnalare, in particolare, le <strong>preziose miniature floreali con vasi di foggia cinese e conchiglie provenienti da paesi tropicali<\/strong> e le tante <strong>nature morte \u201cma anche vive\u201d<\/strong> con frutta, piante esotiche e piccoli animali di ogni genere (dagli insetti rappresentati nella loro infinita variet\u00e0, a lumache, uccelli e cavallette), fino ad arrivare all\u2019opera simbolo della mostra, la celebre <strong><em>Canina <\/em><\/strong>(piccolo cane) inglese raffigurata su un tavolo accanto ad una tazza cinese e ad alcuni biscotti. Ma l\u2019unicit\u00e0 dell\u2019estro creativo della Garzoni si esprimeva anche nel confronto tra oggetti e figura umana, come testimonia il <strong><em>Vecchio di Artimino<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/IMG_6832-e1590695905399.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-19398\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/IMG_6832-e1590695905399.jpg\" alt=\"IMG_6832\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><\/em><\/strong> circondato dai prodotti del suo lavoro di contadino (salumi, frutta, uova, formaggi) e dalle bestie della sua corte (galline e un cane). <strong>Di sicuro impatto, poi la particolarit\u00e0 dell\u2019<em>Autoritratto<\/em> della giovane Garzoni nei panni del dio Apollo, realizzato dalla pittrice appena ventenne, e la insolita miniatura del principe etiope Zaga Christ, ritratto quando Giovanna si trovava alla Corte dei Savoia.<\/strong> Infine, non poteva mancare un omaggio a Raffaello, proprio mentre a Roma alle Scuderie del Quirinale \u00e8 in corso la grande mostra per il cinquecentenario della morte dell\u2019Urbinate: nell\u2019andito degli Angiolini \u00e8 esposta infatti anche la <strong>copia in miniatura dipinta dalla Garzoni nel 1649 della <em>Madonna della Seggiola<\/em><\/strong>, gi\u00e0 al tempo pezzo di punta della collezione medicea e tuttora visibile nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti. <strong>Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt:<\/strong><em>\u201cGiovanna Garzoni era una donna che spesso si trov\u00f2 a lavorare e dipingere con e per altre donne, e questi episodi di sororit\u00e0 contribuirono in parte \u2013 ma sempre positivamente \u2013 alle sue scelte e agli esiti del suo lavoro. Indipendentemente da questo la Garzoni riusc\u00ec da sola, con le proprie forze e il proprio ingegno, tramite un\u2019accorta politica di autopromozione e un\u2019intelligente flessibilit\u00e0 nel muoversi tra le corti italiane ed europee del tempo, a farsi valere e a creare, anche nel nascente genere della natura morta, un linguaggio originale e profondamente poetico. Nuovi studi e scoperte hanno reso maturi i tempi per la mostra monografica di quest\u2019anno, che contempla la produzione dell\u2019artista lungo tutto l\u2019arco della carriera. Il percorso, in questo caso, non \u00e8 esclusivamente concentrato su<\/em><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/IMG_6830-e1590695939912.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-19399 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/IMG_6830-e1590695939912.jpg\" alt=\"IMG_6830\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><\/em><em>lle nature morte e include opere diverse e oggetti che rievocano quelli riprodotti nei dipinti, dove la resa pittorica vibrante conferisce ai soggetti vitalit\u00e0 eterna, siano essi i personaggi eleganti dei ritratti o le meraviglie della natura. Gli eventi di quest\u2019anno hanno fatto s\u00ec che fosse proprio l\u2019arte della Garzoni a sancire la rinascita della Reggia dei Granduchi dopo un lungo momento di buio e silenzio\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>La curatrice dell\u2019esposizione Sheila Barker<\/strong>: \u201c<em>L\u2019obiettivo di questa esposizione \u00e8 di mostrare lo straordinario respiro geografico della Garzoni, e, allo stesso tempo, illustrarne la visione artistica penetrante, mozzafiato. Il suo punto di partenza \u00e8 sempre il cuore, il fulcro delle persone e delle cose, che poi vengono sottoposti ad una analisi quasi microscopica. In particolare, Giovanna Garzoni rivolse la sua attenzione agli oggetti esotici presenti nelle collezioni dei suoi committenti, organizzandoli in composizioni che parlavano del cosmopolitismo in crescita nella vita delle corti europee e della intensa circolazione dimerci in tutto il mondo durante questo particolare momento storico di primissima globalizzazione\u201d. <\/em>L\u2019esposizione \u00e8 tra l\u2019altro protagonista di una iniziativa di Advancing Woman Artists (Awa) che l\u2019ha scelta per lanciare una sfida globale ad artisti e istituzioni a livello globale a realizzare nuove creazioni ispirato proprio dall\u2019arte di Giovanna Garzoni (<a href=\"http:\/\/advancingwomenartists.org\/\">http:\/\/advancingwomenartists.org\/<\/a>).<em>\u201cCreando una challenge dedicata a questa mostra, noi speriamo che l\u2019esposizione stessa possa diventare un ponte culturale tra persone di svariate nazioni \u2013 <\/em>commenta la <strong>direttrice di Awa, Linda Falcone<\/strong><em> &#8211; Speriamo che gli artisti contemporanei si uniscano a questa conversazione globale sull\u2019arte e attraverso i loro lavori possano dirci quanto i risultati raggiunti dalla Garzoni colorano la loro creativit\u00e0 oggi\u201d. <\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giovanna Garzoni<\/strong> nacque ad Ascoli Piceno intorno al 1600 e giovanissima, a Venezia, apprese la tecnica della pittura ad olio, probabilmente dallo zio Pietro Gaia. Una delle sue prime commissioni fu un dipinto per la serie degli Apostoli nella chiesa veneziana dell\u2019Ospedale degli Incurabili, a cui avevano contribuito maestri prestigiosi fra cui Domenico Tintoretto. Nello stesso periodo si perfezion\u00f2 nelle arti della calligrafia, della miniatura, nell\u2019uso degli strumenti a corda e nel canto; abilit\u00e0 che pot\u00e9 dimostrare alla corte dei Medici all\u2019et\u00e0 di 19 anni. A 22 anni spos\u00f2 Tiberio Tinelli, ritrattista veneziano, ma la loro unione fall\u00ec a causa di un voto di celibato di Giovanna, pronunciato per fuggire la predizione di una morte per parto. Il matrimonio termin\u00f2 nel 1624 con i parenti di lei pronti a testimoniare il ricorso di Tinelli alla stregoneria. Accogliendo l\u2019invito del fratello a cercare la propria \u201clibert\u00e0\u201d, nel 1630 Giovanna si trasfer\u00ec a Napoli, a servizio del duca di Alcal\u00e0, insieme ad Artemisia Gentileschi. Passando per Roma, ottenne il patrocinio dei Barberini e fu introdotta all\u2019Accademia dei Lincei dall\u2019erudito Cassiano Dal Pozzo. Nel 1632 si trasfer\u00ec a Torino, dove ottenne il titolo di \u201cMiniatrice di Madama Reale\u201d. Nel 1637, alla morte del duca di Savoia, di nuovo in compagnia di Artemisia si diresse in Inghilterra alla corte di Carlo I e l\u00ec conobbe Inigo Jones. Alla fine del 1639 Giovanna era a Parigi, nella cerchia del cardinale Richelieu, quindi tra il 1642 e il 1651 visse principalmente a Firenze, lavorando per i Medici e dipingendo prevalentemente miniature. Stabilitasi infine a Roma, si spense nel 1670 e, prima donna\u00a0 ad ottenere questo onore, venne sepolta nella chiesa dell\u2019Accademia di San Luca.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>100 opere per la prima grande mostra dedicata alla pittrice barocca amica di Artemisia Gentileschi, \u00e8 \u00a0cos\u00ec che torna alla vita la reggia granducale fiorentina dopo il lockdownche ha imprigionato l\u2019Italia. Il direttore Eike Schmidt: \u201cl\u2019arte della Garzoni sancisce la rinascita della Reggia dei Granduchi dopo un lungo momento di buio e silenzio\u201d.\u00a0 Fiori, piante e conchiglie esotiche, strani insetti, animali dall\u2019espressivit\u00e0 quasi umana: le forme e la poesia della natura sono protagoniste della mostra \u201cLa grandezza dell\u2019universo nell\u2019arte di Giovanna Garzoni\u201d accolta negli spazi dell\u2019Andito degli Angiolini dal 28 maggio al 28 giugno 2020. 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