{"id":19453,"date":"2020-06-03T18:15:10","date_gmt":"2020-06-03T18:15:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=19453"},"modified":"2020-06-03T18:17:40","modified_gmt":"2020-06-03T18:17:40","slug":"cosi-nacque-lo-stemma-della-repubblica-italiana-lo-realizzo-il-massone-e-valdese-paolo-paschetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/06\/03\/cosi-nacque-lo-stemma-della-repubblica-italiana-lo-realizzo-il-massone-e-valdese-paolo-paschetto\/","title":{"rendered":"Cos\u00ec nacque lo Stemma della Repubblica Italiana. Lo  realizz\u00f2 il massone e valdese Paolo Paschetto."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Paolo-Paschetto.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-19454\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Paolo-Paschetto.jpg\" alt=\"Paolo-Paschetto\" width=\"351\" height=\"386\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Paolo-Paschetto.jpg 351w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Paolo-Paschetto-273x300.jpg 273w\" sizes=\"(max-width: 351px) 100vw, 351px\" \/><\/a>Ieri 2 giugno era la Festa della Repubblica. Voglio oggi ricordarla cos\u00ec. \u00a0Nella scheda per il referendum del 2 giugno del 1946 la Repubblica era stata rappresentata da due fronde di alloro e quercia con al centro la testa dell\u2019Italia turrita e sullo sfondo il profilo della penisola. Dopo quella storica data, <strong>la Presidenza del Consiglio dei Ministri nomin\u00f2 una Commissione incaricata di studiare il nuovo emblema dello Stato che in<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/referendum2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19455 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/referendum2.jpg\" alt=\"referendum2\" width=\"496\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/referendum2.jpg 859w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/referendum2-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 496px) 100vw, 496px\" \/><\/a><strong>disse un concorso tra gli artisti italiani. La gara non fu facile e solo nel 1948 l\u2019Italia ebbe il suo stemma, cos\u00ec ufficialmente descritto: composto di una stella a cinque raggi di bianco, bordata di rosso, accollata agli assi di una ruota di acciaio dentata, tra due rami di olivo e di quercia, legati da un nastro di rosso, con la scritta di bianco in carattere capitale \u201cRepubblica Italiana\u201d.<\/strong> <strong>Dal<\/strong> <strong>5 maggio 1948<\/strong> l\u2019Italia repubblicana ha il suo <strong>emblema<\/strong>, al termine di un tortuoso percorso creativo durato ventiquattro mesi, due concorsi pubblici e un totale di 800 bozzetti, presentati da circa 500 cittadini, fra artisti e dilettanti.<\/p>\n<p>Tutto inizi\u00f2 nell\u2019ottobre del 1946, quando \u00a0il Governo di De Gasperi istitu\u00ec una Commissione, presieduta da Ivanoe Bonomi, per la realizzazione dell\u2019emblema della neonata Repubblica italiana. Appena uscita dal referendun istituzionale, \u00a0l\u2019Italia aveva necessit\u00e0 di un simbolo che sostituisse lo stemma del Regno d\u2019Italia, e quello temporaneo stampato sulle schede\u00a0del referendum \u2013un\u2019Italia circondata da una cinta di torri tra due rami di alloro \u2013 non era soddisfacente.<\/p>\n<h4><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-19456\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed.jpg\" alt=\"unnamed\" width=\"301\" height=\"423\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed.jpg 301w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed-213x300.jpg 213w\" sizes=\"(max-width: 301px) 100vw, 301px\" \/><\/a>Si decise allora di bandire un concorso nazionale aperto a tutti, in modo che \u00a0il futuro emblema\u00a0veniva percepito dallo stesso Bonomi come il frutto di un impegno corale, il pi\u00f9 ampio possibile. <strong>A leggerlo si osserva che il brief era scarno ma rigoroso, con \u00a0esclusione dei simboli di partito, inserimento della\u00a0Stella d\u2019Italia\u00a0(una stella bianca a cinque punte che da molti secoli rappresenta la terra italiana)\u00a0e\u00a0\u201cispirazione dal senso della terra e dei comuni\u201d. Ai primi cinque classificati sarebbe andato un premio di 10.000 lire (circa mezzo milione di oggi). \u00a0Ecco il primo concorso. Al concorso arrivano 341 domande di candidatura e 637 bozzetti in bianco e nero. Solo cinque vennero \u00a0selezionati. Ai cinque vincitori la Commissione chiede di fare nuove proposte basate su un brief pi\u00f9\u00a0preciso: <em>\u201cuna cinta turrita che abbia forma di corona\u201d<\/em>, come simbolo della resistenza contro il nazifascismo, racchiusa da una ghirlanda di fronde della flora italiana, con la rappresentazione del mare in basso, la stella d\u2019Italia in alto e le parole \u201cunit\u00e0\u201d e \u201clibert\u00e0\u201d.<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/stemma-repubblica-italiana-650x360.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19457 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/stemma-repubblica-italiana-650x360.jpg\" alt=\"stemma-repubblica-italiana-650x360\" width=\"446\" height=\"247\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/stemma-repubblica-italiana-650x360.jpg 650w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/stemma-repubblica-italiana-650x360-300x166.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 446px) 100vw, 446px\" \/><\/a>La scelta cadde sul bozzetto di <strong>Paolo Paschetto<\/strong>, al quale andarono ulteriori 50.000 lire e l\u2019incarico di preparare il disegno definitivo. Il disegno venne trasmesso dalla\u00a0Commissione al Governo per l\u2019approvazione, e fu esposto\u00a0insieme con gli altri finalisti in una mostra in Via Margutta, nel\u00a0febbraio 1947.L\u2019emblema, per\u00f2, non piacque, qualcuno lo defin\u00ec addirittura una \u201ctinozza\u201d, mentre ognuno diceva la sua, non solo, \u00a0e voleva uno dei suoi simboli all\u2019interno: i cattolici avrebbero voluto al centro la croce, i comunisti la falce e il martello, ecc. E anche Alcide de Gasperi in una lettera a Umberto Terracini lo defin\u00ec <em>\u201cun simbolo non molto ben riuscito e rappresentativo\u201d<\/em>. Il secondo concorso. Fu\u00a0nominata una nuova Commissione, presieduta da Giovanni Conti, che band\u00ec attraverso la radio un secondo concorso. Del nuovo\u00a0bando\u00a0non rimane alcuna traccia negli archivi, ma secondo l\u2019esame di alcune lettere, risulta che l\u2019indicazione \u2013 quindi il nuovo brief \u2013 fosse quella di privilegiare un simbolo legato all\u2019idea del lavoro, a richiamo\u00a0del primo articolo della Costituzione Italiana. Anche questa volta,\u00a0su 197 disegni\u00a0risult\u00f2 vincitore <strong>Paolo Paschetto<\/strong>, il cui elaborato grafico fu sottoposto a ulteriori ritocchi da parte dei membri della Commissione. Finalmente la proposta approd\u00f2 all\u2019Assemblea Costituente dove, con non pochi contrasti, fu approvata nella seduta del 31 gennaio 1948. Ultimati altri adempimenti e stabiliti i colori definitivi, il 5 maggio il presidente della Repubblica Enrico De Nicola ratific\u00f2 la scelta firmando\u00a0il\u00a0decreto legislativo n. 535, che consegn\u00f2 all\u2019Italia il suo simbolo.<\/h4>\n<p><strong>L\u2019autore del bozzetto che era stato selezionato e che poi venne sottoposto all\u2019approvazione dell\u2019Assemblea Costituente era Paolo Paschetto, massone e valdese. Nato il 12 febbraio 1885 a Torre Pellice (TO) dove \u00e8 morto il 9 marzo 1963, Paolo Paschetto, \u00a0ha vissuto per un lungo periodo a Roma (sue sono le vetrate della chiesa valdese di Piazza Cavour e della chiesa metodista di via XX Settembre), \u00e8 stato attivo nel campo della decorazione d\u2019interni e delle arti applicate, dell\u2019illustrazione e della grafica editoriale, dell\u2019incisione e della pittura di paesaggio.<\/strong> <strong>Professore di Ornato all\u2019Istituto di Belle Arti di Roma dal 1914 al 1948,<\/strong> fu artista polivalente, passando dalla xilografia alla grafica, dall\u2019olio all\u2019affresco, dalla pittura religiosa al paesaggio. Fu autore, tra l\u2019altro, di numerosi francobolli, compresa \u201cla rondine\u201d della prima emissione italiana di posta aerea. <strong>Il Comune di Roma gli ha intitolato il viale sito all\u2019interno di Villa Torlonia dove gli era stata dedicata nel 2016 anche una mostra e dove, presso la Casa delle civette, sono conservate alcune sue opere e bozzetti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ieri 2 giugno era la Festa della Repubblica. Voglio oggi ricordarla cos\u00ec. \u00a0Nella scheda per il referendum del 2 giugno del 1946 la Repubblica era stata rappresentata da due fronde di alloro e quercia con al centro la testa dell\u2019Italia turrita e sullo sfondo il profilo della penisola. Dopo quella storica data, la Presidenza del Consiglio dei Ministri nomin\u00f2 una Commissione incaricata di studiare il nuovo emblema dello Stato che indisse un concorso tra gli artisti italiani. La gara non fu facile e solo nel 1948 l\u2019Italia ebbe il suo stemma, cos\u00ec ufficialmente descritto: composto di una stella a cinque [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/06\/03\/cosi-nacque-lo-stemma-della-repubblica-italiana-lo-realizzo-il-massone-e-valdese-paolo-paschetto\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,74779,35499,9894,10357,44441,87,35224,17493,35407,26,35185,17505,35188,64,28369,51665,4625],"tags":[59480,402883,402876,402888,402875,402878,402886,402877,402881,402882,402879,402880,402884,402885,402887],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19453"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19453"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19453\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19461,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19453\/revisions\/19461"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19453"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19453"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19453"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}