{"id":19496,"date":"2020-06-07T17:50:17","date_gmt":"2020-06-07T17:50:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=19496"},"modified":"2020-06-07T17:50:17","modified_gmt":"2020-06-07T17:50:17","slug":"abbattuto-il-teatro-kombetar-a-tirana-preziosa-memoria-storica-del-fascismo-era-il-teatro-nazionale-della-capitale-e-simbolo-della-cultura-albanese-uno-schiaffo-allitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/06\/07\/abbattuto-il-teatro-kombetar-a-tirana-preziosa-memoria-storica-del-fascismo-era-il-teatro-nazionale-della-capitale-e-simbolo-della-cultura-albanese-uno-schiaffo-allitalia\/","title":{"rendered":"Abbattuto il Teatro Kombetar a Tirana, preziosa memoria  storica  del Fascismo. Era il Teatro Nazionale della Capitale e simbolo della cultura albanese. Uno schiaffo all\u2019Italia."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Teatri_Komb\u00ebtar_WPWTR16-1068x710-e1591551535968.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-19497\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Teatri_Komb\u00ebtar_WPWTR16-1068x710-e1591551535968.jpg\" alt=\"Teatri_Komb\u00ebtar_WPWTR16-1068x710\" width=\"468\" height=\"311\" \/><\/a>La storia, piaccia o no, non va mai cancellata. Anche le architetture di ogni epoca storica vanno salvaguardate, specie se messe in piedi da illustrissimi architetti. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Teatro-nazionale-di-Tirana-e1591551564195.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-19498 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Teatro-nazionale-di-Tirana-e1591551564195.png\" alt=\"Teatro-nazionale-di-Tirana\" width=\"400\" height=\"218\" \/><\/a>Le ruspe hanno agito su questo edificio, il Teatro Kombetar, \u00a0in una\u00a0 notte\u00a0 dello scorso maggio 2020, intorno alle cinque del mattino ( per dirla con una poesia di Federico Garcia Lorca) \u2013 ne hanno operato la distruzione. Quel capolavoro architettonico non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/strong> \u00a0Nell\u2019indifferenza pi\u00f9 totale, dettata dalle priorit\u00e0 che affaccendano i nostri pensieri degli ultimi mesi, dal \u00a0Covid-19, la fase 1, la fase 2, chiusure e progetti del \u201cnuovo mondo\u201d. \u00a0Cos\u00ec, alle cinque del mattino di una sera di maggio dell\u2019anno 2020, ad essere abbattuto non \u00e8 stato il Palazzo H di Roma, ma un\u2019altra architettura di matrice fascista, vale a dire \u00a0il Teatro Kombetar di Tirana. La citt\u00e0 di Tirana \u00a0\u00e8 \u00a0stata svegliata dalle voci disperate degli attori da mesi barricati nell\u2019edificio e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/3937_tirana-europa-nostra-al-governo-albanese-non-demolire-il-teatro-nazionale-e1591551605229.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-19499\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/3937_tirana-europa-nostra-al-governo-albanese-non-demolire-il-teatro-nazionale-e1591551605229.jpg\" alt=\"3937_tirana-europa-nostra-al-governo-albanese-non-demolire-il-teatro-nazionale\" width=\"400\" height=\"240\" \/><\/a> dall\u2019inesorabile avvicinarsi delle ruspe scortate dalla polizia. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/05.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19500 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/05.jpg\" alt=\"05\" width=\"511\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/05.jpg 787w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/05-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 511px) 100vw, 511px\" \/><\/a>Basta poco, il tempo di un battito di ciglia, e il corpo dell\u2019edificio del Teatro nazionale di Tirana non \u00e8 esistito \u00a0pi\u00f9. Inserito nel 2020 da Europa Nostra nella lista dei 7 monumenti pi\u00f9 in pericolo d\u2019Europa, assieme ad esso sparisce una delle maggiori testimonianze dell\u2019architettura italiana degli anni Trenta in Albania e il suo nome si unisce alla serie dei tanti villini liberty italiani che negli ultimi 12 mesi hanno lasciato il posto ad una serie di edifici residenziali\/commerciali multipiano che dovrebbero rappresentare parte della rinascita economica della capitale albanese e la sua strada verso il futuro.<\/p>\n<p><strong>La struttura architettonica era a \u00a0firma dell\u2019architetto<\/strong> <strong>Giulio Bert\u00e8<\/strong>, <strong>come gran \u00a0parte della imponente impronta italiana sul vecchio piano urbanistico della citt\u00e0, ad iniziare da parte del Boulevard voluto e costruito dagli italiani.<\/strong> Ex architetture coloniali di cui le popolazioni si sono riappropriate nel tempo, tanto da sentirle ora loro, qui come altrove; in\u00a0 Albania ma anche in Somalia e in Eritrea. Sono divenute anch\u2019esse \u2013 e paradossalmente \u2013 espressioni delle \u201crealt\u00e0 particolari\u201d pasoliniane, di fronte alla forza di fuoco dell\u2019omologazione architettonica a vetrate. Al posto del teatro difatti, verranno innalzati altri torrioni e un nuovo teatro di cemento e vetro. <strong>L\u2019ultimo masterplan della citt\u00e0 di Tirana \u00e8 stato immaginato e firmato, qualche anno addietro, da un\u2019altra firma italiana:<\/strong> <strong>Stefano Boeri<\/strong>, lo stesso architetto che in questi giorni, sulle pagine di Repubblica, \u00e8 coprotagonista di una conversazione a due voci, dove si recrimina una nostalgica scomparsa delle lucciole, evocando pasoliniane nostalgie e restando per\u00f2 indifferente di fronte all\u2019abbattimento di un altro e quanto meno pi\u00f9 contingente simbolo. Ovvero proprio il teatro Kombetar di Tirana e soprattutto la comunit\u00e0 che si stringeva intorno allo stesso. Peccato che proprio queste comunit\u00e0 sono oggi le \u201clucciole\u201d da non far scomparire dal prossimo futuro.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Teatro-Nazionale-di-Tirana-4-1000x671.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-19502\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Teatro-Nazionale-di-Tirana-4-1000x671.jpg\" alt=\"Teatro-Nazionale-di-Tirana-4-1000x671\" width=\"612\" height=\"411\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Teatro-Nazionale-di-Tirana-4-1000x671.jpg 1000w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Teatro-Nazionale-di-Tirana-4-1000x671-300x201.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 612px) 100vw, 612px\" \/><\/a>Il Teatro Kombetar \u00e8 un simbolo, occupato e presieduto negli ultimi anni da una schiera di cittadini, artisti, attori e registi, mai ascoltati dal primo ministro albanese Edi Rama. <\/strong><strong>I suoi due volumi gemelli, raccordati nella parte posteriore da un porticato di \u2018timida\u2019 memoria metafisica, generavano uno spazio pubblico senza uguali nel centro della citt\u00e0. Il suo cortile esterno rappresentava un forte momento di tensione spaziale e aggregazione, in grado di catalizzare i flussi di persone che vi giungevano da un lato da piazza Skanderbeg e dall\u2019altro dalla via pedonale che connetteva l\u2019impianto all\u2019antico castello della citt\u00e0. La sua silhouette disegnava un sistema ritmico che accompagnava lo sguardo del passante e ne dilatava il fuoco visivo fino a fargli completamente abbracciare con lo sguardo uno spazio urbano originale ma perfettamente coerente nella definizione di una \u201cimmagine\u201d della citt\u00e0 di Tirana.<\/strong> <strong>A proposito di ci\u00f2 ha scritto l\u2019architetto Valerio Perna PhD della Facolt\u00e0 di Architettura e Design dell\u2019Universit\u00e0 Polis di Tirana: \u201c <\/strong>Cesare Brandi, uno dei massimi teorici italiani del restauro, era solito teorizzare la presenza di una \u201cistanza estetica\u201d e una \u201cistanza storica\u201d per guidare l\u2019operato della propria disciplina e affermava che un\u2019opera d\u2019arte \u2013 e per propriet\u00e0 transitiva anche di architettura \u2013 sia principalmente composta da una dialettica tra questi due poli che si riferiscono sia al materiale di cui essa \u00e8 composta e sia dall\u2019insieme di valori espressivi e significati che questa porta con s\u00e9. Latente tra loro vi \u00e8 una terza istanza ritengo altrettanto fondamentale da lui sottolineata, quella psicologica, che riguarda la capacit\u00e0 di una popolazione di riconoscersi nello spazio costruito che la circonda e la forza di un\u2019opera di concorrere alla definizione della nostra struttura psichica per una nostra pi\u00f9 favorevole evoluzione futura come essere umani. Molte persone si sono battute in questi mesi per il Teatro e al suo interno hanno passato notti insonni in sacchi a pelo e pagliericci improvvisati incuranti sia del terremoto di novembre che nella recente pandemia dovuta al Covid-19 per continuare a salvaguardare questo monumento fino alla sua distruzione. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/teatro-kombetar-tirana-2-696x365.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19503 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/teatro-kombetar-tirana-2-696x365.jpg\" alt=\"teatro-kombetar-tirana-2-696x365\" width=\"582\" height=\"305\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/teatro-kombetar-tirana-2-696x365.jpg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/teatro-kombetar-tirana-2-696x365-300x157.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 582px) 100vw, 582px\" \/><\/a>Le loro sono storie di resistenza, di giovani che, nonostante un edificio probabilmente di valore costruttivo contenuto, hanno cementato la loro identit\u00e0 umana nel nome di un senso di responsabilit\u00e0 civile e collettiva. Forse \u00e8 proprio per questo che il Teatro andava salvato, perch\u00e9 ha mosso corde latenti nell\u2019animo di molti, perch\u00e9 ci ha ricordato che, prima di tutto, la forma costruita definisce delle immagini che, come sottolineava Massimo Fagioli, devono essere in grado di concorrere alla modificazione evolutiva di noi stessi\u201d.<\/p>\n<p>Poche settimane fa, lo stesso Boeri ha invitato proprio Edi Rama sulle pagine web di Repubblica, in una diretta video in seguito alla piazzata\u00a0 mediatica internazionale, ovvero: l\u2019invio di 30 infermieri albanesi in Italia per l\u2019emergenza Coronavirus, in \u00a0segno di vicinanza a un paese amico che li ha accolti a suo tempo. <strong>Il primo ministro, mentre con questa mossa si facevo bello \u00a0dinanzi all\u2019opinione pubblica, progettava invece l\u2019abbattimento dell\u2019architettura italiana del Teatro Kombetar, per puri fini di speculazione edilizia inerenti alla turbo-gentrificazione in atto nel centro di Tirana; gentrificazione di cui lo stesso Stefano Boeri \u00e8 pi\u00f9 che al corrente. <\/strong>Agli esponenti della comunit\u00e0 di artisti, registi, attori e cittadini albanesi che hanno lottato in questi anni per evitare l\u2019abbattimento di tale architettura \u2013 cosa rimane ora loro da dire\u2026 forse che anche se il teatro non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, un teatro (un\u2019architettura che sarebbe dovuta essere tutelata magari con la collaborazione del silente stato italiano, sulla scia della monumentalizzazione Unesco avvenuta per le architetture fasciste di Asmara, per esempio), bene questo teatro anche se non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 \u2013 rester\u00e0 un simbolo scolpito nella mente di chi ha preso parte alla lotta e anche per chi ha seguito questa storia \u2013 e un simbolo di resistenza e resilienza che ci si auspica possa divenire un monito per tutte le borghesizzazioni future. Contro tutte le mercificazioni dello spazio pubblico e delle nostre strade e piazze. Un simbolo. Il teatro Kombetar \u00e8 un simbolo, oggi ancora pi\u00f9 forte di prima. E al presidente Rama tutti ormai dicono che un simbolo non poteva essere abbattuto. Il tragico evento distruttivo \u00e8 frutto \u00a0di stolta ideologia in salsa iconoclasta, in una nazione che soltanto negli ultimi anni \u00a0si muove verso una progressiva rinascita dopo decenni di comunismo. <strong>Il teatro di epoca fascista, denominato in albanese Teatri Komb\u00ebtar, era il principale di Tirana<\/strong>. Lascito futuristico dell\u2019Albania italiana che attorno vi costru\u00ec il quartiere italo-albanese \u201cScanderbeg\u201d. Quest\u2019ultimo \u00e8 diventato poi un centro culturale, sportivo e artistico e non ha mai perso la propria peculiarit\u00e0 neppure negli ultimi anni. <strong>Nel 2018 il governo socialista ha deciso di abbatterlo e pochi giorni fa ha mantenuto la scellerata promessa. Un fatto che dopo aver suscitato forti critiche da parte degli ambienti sia politici che culturali albanesi, ha scatenato un\u2019ondata di proteste di piazza.<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/teatro-kombetar-tirana-696x365.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-19504\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/teatro-kombetar-tirana-696x365.jpg\" alt=\"teatro-kombetar-tirana-696x365\" width=\"696\" height=\"365\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/teatro-kombetar-tirana-696x365.jpg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/teatro-kombetar-tirana-696x365-300x157.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 696px) 100vw, 696px\" \/><\/a>Forse le autorit\u00e0 governative pensavano che abbattere il teatro durante l\u2019epidemia di coronavirus avrebbe scoraggiato le manifestazioni e invece<\/strong> <strong>migliaia di persone hanno contestato ugualmente, violando le misure restrittive.<\/strong> Gi\u00e0 domenica scorsa, quando alle 4 e 30 di mattina le ruspe del comune di Tirana hanno iniziato a buttare gi\u00f9 l\u2019edificio, i manifestanti hanno protestato con forza e decine di loro sono stati fermati e portati in commissariato. <strong>Tra di loro anche Monika Kryemadhi, moglie del presidente della Repubblica Ilir Meta e leader Movimento socialista per l\u2019Integrazione, la seconda pi\u00f9 rilevante forza di opposizione. Anche Lulzim Basha, leader del Partito democratico, si \u00e8 scagliato contro l\u2019abbattimento del teatro definendola <\/strong>\u201c<strong>un atto di corruzione da parte del governo che non rinuncia agli affari sporchi anche in questi momenti di pandemia\u201d.<\/strong> <strong>Una contestazione trasversale dunque, a prescindere dalle posizioni politiche e che adesso sta generando il caos in Albania. Il capo dello Stato, Ilir Meta (gi\u00e0 del tutto in rotta con il primo ministro Rama) non ha usato mezzi termini:<\/strong> <strong>\u201cA ordinare la demolizione \u00e8 stata la mafia al potere. Nessuno pu\u00f2 illudersi che ci sia uno Stato di diritto in Albania\u201d.<\/strong> <strong>Altrettanto forte la presa di posizione di Confindustria Albania: \u201cUno dei monumenti di cultura pi\u00f9 importanti d\u2019Albania e d\u2019Europa \u00e8 stato scippato alla citt\u00e0 di Tirana e alla storia dell\u2019architettura, italiana e non solo \u2014 ha dichiarato il presidente Sergio Fontana \u2014<\/strong> <strong>\u00c8 come se per costruire un teatro pi\u00f9 capiente, coperto e confortevole, si decidesse di abbattere l\u2019Arena di Verona o il Colosseo.<\/strong> Un nuovo Teatro nazionale sarebbe potuto essere edificato in un\u2019altra zona senza distruggere un simbolo di arte, storia e cultura\u201d. Secondo Fontana il teatro \u201ce<strong>ra un esempio eccezionale dell\u2019architettura italiana<\/strong>, testimonianza architettonica del profondo legame di fratellanza che da sempre unisce i due popoli\u201d.<\/p>\n<p><strong>Giulio Bert\u00e8<\/strong> <strong>(* fine 1897\u00a0 \u2020 1967 \u00a0era un architetto italiano, futurista \u00a0\u00a0e politico<\/strong>. \u00a0Bert\u00e8 proviene da una famiglia romana, ma \u00e8 nato a Potenza nel sud Italia. Si \u00e8 laureato in ingegneria civile. Giulio Bert\u00e8 era sposato con Teresa Janna di \u00a0San Don\u00e0 di Piave, suo fratello Roberto e la sorella Beatrice. Durante la prima guerra mondiale fu assegnato alla Marina dal 2 novembre 1917 come Sottotenente di Vascello. Per l&#8217; aviazione navale della 256\u00b0 Squadriglia, vol\u00f2 da Otranto come osservatore e come pilota. Nel periodo tra le due guerre, Bert\u00e8 lavor\u00f2 come architetto in Albania per circa dieci anni. Nel 1929 si trasfer\u00ec con la sua famiglia in Albania, dove rappresent\u00f2 l&#8217;architetto Florestano Di Fausto in varie opere. Nell\u2019 Albania del re \u00a0Ahmet Zogu, che aveva concluso il primo e secondo Patto di Tirana con l&#8217; Italia fascista, architetti e ingegneri italiani realizzarono numerosi progetti di costruzione. Bert\u00e8 \u00e8 stato coinvolto in numerosi progetti di costruzione, successivamente ha anche realizzato progetti di Gherardo Bosio . Nel 1932 inizi\u00f2 a pianificare la citt\u00e0 di Burrel, citt\u00e0 natale di Zog, alcuni dei quali sono stati implementati. Nel 1933\/34 partecip\u00f2 alla ricostruzione di Durazzo con piani di costruzione e pianificazione urbana, dove molti edifici erano stati distrutti da un terremoto. Bert\u00e8 era anche a capo <em>dell&#8217;Ufficio per l&#8217;Edilizia e l&#8217;Urbanistica dell&#8217;Albania<\/em> , l&#8217;ufficio nazionale urbanistico. Progetti Bert\u00e8 in Albania (opere proprie e collaborazione): \u00a0&#8220;Skanderbeg&#8221; italo-albanese del Circolo, ala settentrionale in Piazza Skanderbeg 1939-2020 ; Municipio di Durazzo (pittura murale non originale); Progetto del centro citt\u00e0 e dei ministeri in Piazza Skanderbeg (dal 1929, per conto di Di Fausto; 1935: area verde al centro del parco); \u00a0\u00a0Villa reale \u00a0a Durazzo (dal 1929, per conto di Di Fausto) ; Stazione di Tirana (1929, non completata); Stazione di Durazzo (1930, non completata); Royal Villa (&#8220;Princess Villa&#8221;) nel centro di Tirana (1936, variante del progetto di Hans Kohler); Palazzo Reale \u00a0(1937\u20131939: progetto non realizzato a seguito di un piano di sviluppo di Di Fausto, 1939\u20131941: variante del progetto di Bosios realizzato); Mappa della citt\u00e0 di Burrel (1932-1936) Scuola media &#8220;Liceo Turtulli&#8221;, Korca (1936, diversi progetti); Municipio di Durazzo (1936\u20131941: con G. Valcovi e L. Carmignani); Ministero dell&#8217;Economia (1937, non completato); Ufficio postale di Durazzo (1937-1939, non elencato) ; Museo nazionale di Tirana (1938, non completato); \u201cSkanderberg\u201d\u00a0 italo albanese del Circolo (con <em>cinema Savoia<\/em> ; 1938) ; <em>Majestik Kino<\/em>, Korca (1939, con Waja); diverse ville a Tirana (tra cui 1935: <em>Villa Nepravishta<\/em> ) \u00a0Il lavoro di Giulio Bert\u00e8, spesso all&#8217;ombra dei grandi architetti del suo tempo, non \u00e8 stato finora riconosciuto. Oltre ai piani da lui firmati, non ci sono quasi tracce negli archivi. \u00a0E\u2019 certo che l&#8217;opera architettonica di Giulio Bert\u00e8, eseguita con grande talento, rimane tuttora nel suo complesso un intervento di rilievo descritto da un marcato carattere razionalista, un&#8217;opera rappresentativa dell&#8217;architettura italiana in Albania ed \u00e8 ancora in attesa di una revisione appropriata \u00a0Di ritorno in Italia, Bert\u00e8 era il gestore della sua propriet\u00e0 agricola. In seguito si stabil\u00ec in Veneto nella casa di sua moglie, dove fond\u00f2 un Rotary Club nel 1954 con il cognato Alessandro Janna. Nel 1964 fu eletto rappresentante del Partito Liberale nel parlamento cittadino di 30 membri alle elezioni comunali di San Don\u00e0 di Piave. Dopo alcuni mesi, tuttavia, si \u00e8 dimesso per motivi di salute<strong>. <\/strong>Giulio Bert\u00e8 \u00e8 morto nel 1967.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La storia, piaccia o no, non va mai cancellata. Anche le architetture di ogni epoca storica vanno salvaguardate, specie se messe in piedi da illustrissimi architetti. Le ruspe hanno agito su questo edificio, il Teatro Kombetar, \u00a0in una\u00a0 notte\u00a0 dello scorso maggio 2020, intorno alle cinque del mattino ( per dirla con una poesia di Federico Garcia Lorca) \u2013 ne hanno operato la distruzione. Quel capolavoro architettonico non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. \u00a0Nell\u2019indifferenza pi\u00f9 totale, dettata dalle priorit\u00e0 che affaccendano i nostri pensieri degli ultimi mesi, dal \u00a0Covid-19, la fase 1, la fase 2, chiusure e progetti del \u201cnuovo mondo\u201d. \u00a0Cos\u00ec, alle [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/06\/07\/abbattuto-il-teatro-kombetar-a-tirana-preziosa-memoria-storica-del-fascismo-era-il-teatro-nazionale-della-capitale-e-simbolo-della-cultura-albanese-uno-schiaffo-allitalia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[108264,66803,31446,9894,10357,35334,41640,35247,44545,44441,87,26,35185,64,28369,51665,4625,18066],"tags":[29646,402924,376575,402917,59480,402919,406610,402915,402918,402923,402922,402920,402921,189782],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19496"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19496"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19496\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19505,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19496\/revisions\/19505"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19496"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19496"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19496"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}