{"id":19534,"date":"2020-06-10T20:22:50","date_gmt":"2020-06-10T20:22:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=19534"},"modified":"2020-06-10T20:22:50","modified_gmt":"2020-06-10T20:22:50","slug":"alberto-giacometti-1901-1966-grafica-al-confine-fra-arte-e-pensiero-al-m-a-x-museo-di-chiasso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/06\/10\/alberto-giacometti-1901-1966-grafica-al-confine-fra-arte-e-pensiero-al-m-a-x-museo-di-chiasso\/","title":{"rendered":"Alberto Giacometti (1901-1966). Grafica al confine fra arte e pensiero al m.a.x. museo di Chiasso."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/immagine-opera-portrait_de_michel_leiris-450-450-6881.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-19535\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/immagine-opera-portrait_de_michel_leiris-450-450-6881.jpg\" alt=\"immagine-opera-portrait_de_michel_leiris-450-450-6881\" width=\"323\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/immagine-opera-portrait_de_michel_leiris-450-450-6881.jpg 323w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/immagine-opera-portrait_de_michel_leiris-450-450-6881-215x300.jpg 215w\" sizes=\"(max-width: 323px) 100vw, 323px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/98361-Giacometti.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19536 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/98361-Giacometti.jpg\" alt=\"98361-Giacometti\" width=\"431\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/98361-Giacometti.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/98361-Giacometti-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 431px) 100vw, 431px\" \/><\/a>Alberto Giacometti \u00e8 conosciuto soprattutto come scultore e pittore. Disegnava anche molto, era un modo privilegiato per cercare di conoscere la realt\u00e0, tramite lo studio delle opere d\u2019arte di ogni epoca. Durante la sua vita, egli ha ugualmente realizzato un gran numero di incisioni e litografie. La\u00a0<strong>produzione grafica di Giacometti<\/strong>\u00a0\u00e8 espressione di una profonda ricerca, rimasta meno visibile fino a oggi. <strong>Per questa ragione, il m.a.x. museo di Chiasso\u00a0 ha ritenuto di valorizzarla.<\/strong> \u00c8 esposta cos\u00ec, per la prima volta, una\u00a0<strong>visione globale della sua opera grafica<\/strong>,<strong>\u00a0con oltre quattrocento fogli<\/strong>, dalla xilografia all\u2019incisione a bulino, dall\u2019acquaforte alla litografia; non \u00e8 infrequente che questi fogli siano legati all\u2019illustrazione di libri. A essi si aggiungono alcuni\u00a0<strong>dipinti<\/strong>,\u00a0<strong>disegni<\/strong>,\u00a0<strong>sculture<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>fotografie<\/strong>, nonch\u00e9 una scelta di tavole che fanno parte della raccolta intitolata\u00a0<em>Quarantacinque disegni di Alberto Giacometti<\/em>, pubblicata da Einaudi nel 1963<strong>. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Invito_SenzaData-653x311.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19537 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Invito_SenzaData-653x311.jpg\" alt=\"Invito_SenzaData-653x311\" width=\"483\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Invito_SenzaData-653x311.jpg 653w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Invito_SenzaData-653x311-300x143.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 483px) 100vw, 483px\" \/><\/a>L\u2019esposizione, aperta fino al 10 gennaio 2021, che si avvale di prestiti di prestigiose istituzioni e collezionisti privati su tutto il territorio svizzero e anche a livello internazionale<\/strong>, \u00e8 a cura di\u00a0<strong>Jean Soldini<\/strong>, filosofo e storico dell\u2019arte, e\u00a0<strong>Nicoletta Ossanna <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/le-fonds-helene-et-edouard.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-19538\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/le-fonds-helene-et-edouard.jpg\" alt=\"le-fonds-helene-et-edouard\" width=\"320\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/le-fonds-helene-et-edouard.jpg 320w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/le-fonds-helene-et-edouard-213x300.jpg 213w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a>Cavadini<\/strong>, direttrice del m.a.x. museo e dello Spazio Officina, e si inserisce nell&#8217;ambito del tema del Centro Culturale Chiasso per la stagione 2019-2020, ossia &#8220;<strong>confine<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Alberto Giacometti<\/strong> nasce nel 1901 in Val Bregaglia, nella Svizzera di lingua italiana. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/100047-K_FAG_337.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19539 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/100047-K_FAG_337.jpg\" alt=\"100047-K_FAG_337\" width=\"391\" height=\"293\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/100047-K_FAG_337.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/100047-K_FAG_337-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 391px) 100vw, 391px\" \/><\/a>Era figlio del pittore Giovanni Giacometti. Dopo la frequentazione della scuola d\u2019arte di Ginevra e alcuni viaggi di studio in Italia, elegge Parigi sua citt\u00e0 di riferimento senza mai dimenticare Stampa, il luogo degli affetti familiari dove conserv\u00f2 sempre un\u00a0<em>atelier<\/em>\u00a0oltre a quello pi\u00f9 noto di Rue Hippolyte-Maindron, vicino a Montparnasse. S\u2019iscrive all\u2019<em>Acad\u00e9mie de la Grande-Chaumi\u00e8re<\/em>\u00a0che frequenta tra il 1922 e il 1925. Intanto, entra in contatto con l\u2019arte neosumera, africana, precolombiana, con l\u2019opera di Costantin Brancusi, Raymond Duchamp-Villon, Henri Laurens, Jacques Lipchitz, Andr\u00e9 Masson. Continua il suo interesse per l\u2019arte egizia che gi\u00e0 lo aveva colpito nel 1920 al Museo archeologico di Firenze. Subisce il fascino del Cubismo per aderire poi al movimento surrealista con le sue libere associazioni erotico-poetiche. Nel 1930 espone con Jean Arp e Joan Mir\u00f2 nella galleria di Pierre Loeb a Parigi. Conosce intellettuali come Louis Aragon, Georges Bataille, Michel Leiris. Giacometti torna poi a dare preminenza alla figura umana; nelle opere di questo periodo sviluppa una ricerca quanto mai originale, che ha il suo perno nell\u2019apparenza che \u00e8 il nocciolo come lui stesso afferma. L\u2019esistente gli si manifesta con una violenza che trova nell\u2019essere umano la sua espressione pi\u00f9 chiara determinando un rapporto inedito con spazio e tempo. Prossimo e autonomo rispetto a personaggi di primo piano come Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Samuel Beckett, Giacometti continuer\u00e0 incessantemente le sue ricerche, anche negli ultimi anni della sua vita. Nel 1962 otterr\u00e0 il Gran Premio della Scultura alla Biennale di Venezia e tre anni dopo il Grand Prix des Arts a Parigi. Sempre nel 1965, il Museum of Modern Art di New York gli dedicher\u00e0 una mostra antologica. Alberto Giacometti muore a Coira (Svizzera) nel 1966.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Alberto Giacometti \u00e8 conosciuto soprattutto come scultore e pittore. Disegnava anche molto, era un modo privilegiato per cercare di conoscere la realt\u00e0, tramite lo studio delle opere d\u2019arte di ogni epoca. Durante la sua vita, egli ha ugualmente realizzato un gran numero di incisioni e litografie. La\u00a0produzione grafica di Giacometti\u00a0\u00e8 espressione di una profonda ricerca, rimasta meno visibile fino a oggi. Per questa ragione, il m.a.x. museo di Chiasso\u00a0 ha ritenuto di valorizzarla. \u00c8 esposta cos\u00ec, per la prima volta, una\u00a0visione globale della sua opera grafica,\u00a0con oltre quattrocento fogli, dalla xilografia all\u2019incisione a bulino, dall\u2019acquaforte alla litografia; non \u00e8 infrequente [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/06\/10\/alberto-giacometti-1901-1966-grafica-al-confine-fra-arte-e-pensiero-al-m-a-x-museo-di-chiasso\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,93595,9894,10357,28386,44545,44441,87,35224,35407,17505,35188,64,28369,7576,51665,4625],"tags":[44712,59480,255760,406640,402936,17520,402935],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19534"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19534"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19534\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19540,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19534\/revisions\/19540"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19534"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19534"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19534"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}