{"id":19541,"date":"2020-06-11T18:56:39","date_gmt":"2020-06-11T18:56:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=19541"},"modified":"2020-06-11T18:56:39","modified_gmt":"2020-06-11T18:56:39","slug":"quodlibet-pubblica-andrea-zanzotto-del-poeta-dialettale-veneto-ecco-tutte-le-poesie-dialettali-1938-2009-con-il-titolo-in-nessuna-lingua-in-nessun-luogo-e-il-capitolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/06\/11\/quodlibet-pubblica-andrea-zanzotto-del-poeta-dialettale-veneto-ecco-tutte-le-poesie-dialettali-1938-2009-con-il-titolo-in-nessuna-lingua-in-nessun-luogo-e-il-capitolo\/","title":{"rendered":"Quodlibet pubblica Andrea Zanzotto. Del poeta dialettale  veneto ecco tutte le poesie dialettali (1938-2009) con il titolo \u201cIn nessuna lingua. In nessun luogo\u201d. E\u2019 il capitolo di uno dei maggiori poeti italiani contemporanei."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/cover__id4808_w302_t1549968545__1x.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-19542\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/cover__id4808_w302_t1549968545__1x.jpg\" alt=\"cover__id4808_w302_t1549968545__1x\" width=\"302\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/cover__id4808_w302_t1549968545__1x.jpg 302w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/cover__id4808_w302_t1549968545__1x-189x300.jpg 189w\" sizes=\"(max-width: 302px) 100vw, 302px\" \/><\/a>Il mondo si misura dal linguaggio, esso lo avvolge e ne muove ogni azione umana;<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/zanzotto500.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19543 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/zanzotto500.jpg\" alt=\"zanzotto500\" width=\"379\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/zanzotto500.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/zanzotto500-300x283.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 379px) 100vw, 379px\" \/><\/a> avvolora l\u2019uomo, la natura, il pensiero, la fantasia, la creativit\u00e0, la scienza\u00a0 e la poesia.\u00a0 Ma il linguaggio ha diversi gradi di profondit\u00e0. Riguardo alla biologia della lingua \u00a0il poeta italiano Andrea Zanzotto, in un articolo uscito su \u201cIn forma di parole\u201d (luglio-agosto-settembre 1998), <em>Una esperienza in comune nel dialetto<\/em>, scrive: \u201c\u00c8 cos\u00ec che ci si sente strappare piedi e membra e corpo. Il tappeto su cui sempre si cammina dapprima si deteriora, poi diventa irreperibile, maciullato da un vero e proprio cannibalismo (non saprei come definirlo altrimenti), che oltre ad imbottire di mostruose fabbrichette e fabbricati immensi ogni angolo, fa della campagna e del lavoro dei campi mercato del \u2018tempo libero\u2019, quando per millenni \u00e8 stato invece vero luogo della vita e della lingua quotidiana. Le espressioni, i gesti, i luoghi vengono divorati e trasformati in strizzate d\u2019occhio, lusinghe dell\u2019agriturismo, dell\u2019equitazione o del giardinaggio. Cambia in questo modo completamente il rapporto millenario tra lavoro e paesaggio, tra agire e parlare dell\u2019uomo\u201d. La dignit\u00e0 del dialetto contraddistingue tutto un filone della poesia italiana contemporanea, ne sono stati esempi mirabili il friulano Pier Paolo Pasolini; i veneti Andrea Zanzotto, Raffaello Baldini e Tonino Guerra; il genovese ma milanese di adozione Franco Loi; il gradese Biagio Marin; il<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19545 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed2.jpg\" alt=\"unnamed\" width=\"458\" height=\"351\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed2.jpg 512w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed2-300x230.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 458px) 100vw, 458px\" \/><\/a> milanese Delio Tessa; il triestino Virgilio\u00a0 Giotti; il lucano Albino Pierro; il veneziano Giacomo Noventa; l\u2019anconetano Franco Scataglini; ecc.<strong>\u00a0 Ecco allora la pubblicazione di &#8220;Andrea Zanzotto. In nessuna lingua. In nessun luogo. Le<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/25208_450.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-19546\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/25208_450.jpg\" alt=\"25208_450\" width=\"405\" height=\"347\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/25208_450.jpg 450w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/25208_450-300x257.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 405px) 100vw, 405px\" \/><\/a><strong> poesie in dialetto 1938- 2009<\/strong>&#8220;<strong> uscito da Quodlibet.<\/strong>\u00a0 Si \u00e8 visto che la lingua, il linguaggio, d\u00e0 dignit\u00e0 lirica alla poesia in dialetto, anche rinnovandola. Oggi, la poesia misurata nei diversi dialetti, quando \u00e8 grande, ha altezza indiscussa e parit\u00e0 d\u2019attenzione a quella in lingua.\u00a0<strong>Andrea <\/strong><strong>Zanzotto parlando del suo uso dialettale in poesia, ha chiarito che\u00a0 il dialetto \u00e8 lingua sorgiva, ancor prima della lingua italiana,<\/strong> d\u2019altronde la prima lingua italiana nel milleduecento\u00a0 si era mossa all\u2019interno della scuola siciliana che era lingua dialettale;\u00a0 il poeta veneto lo definiva \u00a0<em>logos erchomenos<\/em>, \u201cparola che viene\u201d, veniente \u2013 ha aggiunto \u2013 \u201cdi l\u00e0 dove non \u00e8 scrittura n\u00e9 grammatica\u201d, parola che rimane per questo \u201cquasi infante nel suo dirsi\u201d. \u00a0Dunque, il dialetto per Zanzo<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed.jpgggg.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-19548 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed.jpgggg.jpg\" alt=\"unnamed.jpgggg\" width=\"341\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed.jpgggg.jpg 341w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed.jpgggg-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 341px) 100vw, 341px\" \/><\/a><\/strong>tto, non \u00e8 una lingua accanto alle altre, ma l\u2019esperienza della stessa sorgivit\u00e0 della parola, qualcosa come la struttura stessa del linguaggio nel suo nascere, nel punto in cui il parlante \u201ctocca con la lingua (nelle sue due accezioni di organo fisico e sistema di parole) il nostro non sapere di dove la lingua venga, nel momento in cui viene, monta come il latte\u201d.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/andrea-zanzotto-vocativo-mondadori-1957-prima-edizione-f48a27ef-fba2-4e2b-ad7b-d11ec10cbc90.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-19547\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/andrea-zanzotto-vocativo-mondadori-1957-prima-edizione-f48a27ef-fba2-4e2b-ad7b-d11ec10cbc90.jpg\" alt=\"andrea-zanzotto-vocativo-mondadori-1957-prima-edizione-f48a27ef-fba2-4e2b-ad7b-d11ec10cbc90\" width=\"324\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/andrea-zanzotto-vocativo-mondadori-1957-prima-edizione-f48a27ef-fba2-4e2b-ad7b-d11ec10cbc90.jpg 450w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/andrea-zanzotto-vocativo-mondadori-1957-prima-edizione-f48a27ef-fba2-4e2b-ad7b-d11ec10cbc90-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 324px) 100vw, 324px\" \/><\/a><strong>Il filosofo <\/strong><strong>Giorgio Agamben\u00a0 ha intuito che \u201cIl dialetto ha nella concezione di Zanzotto uno spessore teologico<\/strong><strong> che vale la pena di indagare in tutti i suoi aspetti\u201d.<\/strong> <em>Con \u201cH\u00f6lderlin, una leggenda\u201d<\/em>, Zanzotto racconta l\u2019 incontro precoce \u00a0con il grande poeta tedesco (\u201c\u00e8 avvenuto nel momento in cui stavo entrando all\u2019universit\u00e0, avevo diciassette anni e iniziavo le frequenze a Padova, continuando per\u00f2 a vivere nel mio paese\u201d), compreso l\u2019innamoramento linguistico (\u201cL\u2019incontro con H\u00f6lderlin \u00e8 stato tanto intenso quanto quello con Rimbaud, e i due incontri sono avvenuti quasi contemporaneamente\u201d). <strong>Zanzotto parte dalla sua infanzia dialettale, da un dialetto che \u00e8 una sorta di\u00a0 super-italiano;\u00a0<\/strong><strong> e lega\u00a0 gli incontri con Rimbaud e H\u00f6lderlin come radici forti \u00a0della sua poesia alla vicenda familiare<\/strong>: \u201cla mia infanzia \u00e8 stata ricca di emozioni anche se non felice, ricca di stimoli di ogni genere, anche culturali, e (a proposito delle lingue) essendo sempre stata la nostra una zona di emigrazione, soprattutto francese e tedesco echeggiavano facilmente\u201d. Il dialetto natio si mescola a frizioni linguistiche altre: \u201cmi venivano frammenti di tedesco minimo dalla nonna paterna che era stata, a Vienna, cameriera di una <em>Prinzessin<\/em> austriaca\u2026 mio padre Giovanni lavor\u00f2 all\u2019estero, soprattutto in Francia; ma nella prima fase era stato anche lui emigrante in Austria, cio\u00e8 a Trieste. E gi\u00e0 il nonno Andrea e suo fratello continuavano una tradizione secolare di migrazione in Cacania e pi\u00f9 in su\u201d. Una lingua\u00a0 dialettale che \u00e8 filo rosso con il francese e il tedesco. Ecco allora che oggi si affaccia sul mondo librario la pubblicazione di tutte le poesie in dialetto di Zanzotto, qui raccolte insieme per la prima volta accompagnate dalla traduzione in lingua e con in pi\u00f9 la straordinaria <em>Ecloga in dialetto per la fine del dialetto<\/em>, sfuggita alle sillogi precedenti, \u00a0che segna ed \u00e8 un evento importante \u00a0e mirato nella storia della poesia italiana del Novecento. Se la poesia, secondo il verso di <em>Fil\u00f2<\/em> che d\u00e0 il titolo al libro, non \u00e8 \u00abin nessuna lingua, in nessun luogo\u00bb, qui il poeta lascia leggere il dialetto come una lingua atavica, naturale e primitiva, in cui si innesta e si muove la poesia,\u00a0 tutta la poesia del mondo. \u00a0Anche se non si deve prendere alla lettera l\u2019abiura che Zanzotto nell\u2019<em>Ecloga<\/em> fa di tutta la sua produzione poetica in lingua (\u201csempre c\u2019era qualcosa di fasullo \/in quello che scrivevo in italiano\u201d), \u00e8 segnale forte che \u00a0questo libro inaugura la possibilit\u00e0 di una nuova lettura di uno dei grandi poeti del nostro tempo.<\/p>\n<p>Andrea Zanzotto.L\u2019opera in versi e in prosa di Andrea Zanzotto (Pieve di Soligo, Treviso, 1921-2011) \u00e8 pubblicata in Italia presso l\u2019editore Mondadori: <em>Le poesie e Prose scelte<\/em> (1999), <em>Scritti sulla letteratura<\/em> (2001), <em>Tutte le poesie<\/em> (2011).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza \u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il mondo si misura dal linguaggio, esso lo avvolge e ne muove ogni azione umana; avvolora l\u2019uomo, la natura, il pensiero, la fantasia, la creativit\u00e0, la scienza\u00a0 e la poesia.\u00a0 Ma il linguaggio ha diversi gradi di profondit\u00e0. Riguardo alla biologia della lingua \u00a0il poeta italiano Andrea Zanzotto, in un articolo uscito su \u201cIn forma di parole\u201d (luglio-agosto-settembre 1998), Una esperienza in comune nel dialetto, scrive: \u201c\u00c8 cos\u00ec che ci si sente strappare piedi e membra e corpo. 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