{"id":19644,"date":"2020-06-21T10:34:28","date_gmt":"2020-06-21T10:34:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=19644"},"modified":"2020-06-21T10:34:28","modified_gmt":"2020-06-21T10:34:28","slug":"la-fabbrica-delle-parole-una-preziosa-donazione-della-famiglia-martano-editrice-salentina-alla-provincia-di-lecce-e-al-polo-museale-del-convitto-palmieri-a-lecce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/06\/21\/la-fabbrica-delle-parole-una-preziosa-donazione-della-famiglia-martano-editrice-salentina-alla-provincia-di-lecce-e-al-polo-museale-del-convitto-palmieri-a-lecce\/","title":{"rendered":"La Fabbrica delle parole. Una preziosa  donazione della Famiglia Martano, editrice  salentina, alla Provincia di Lecce e al Polo Museale del Convitto Palmieri a Lecce."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/104571-Matteo_Bagnai_11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-19645\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/104571-Matteo_Bagnai_11.jpg\" alt=\"104571-Matteo_Bagnai_11\" width=\"517\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/104571-Matteo_Bagnai_11.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/104571-Matteo_Bagnai_11-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 517px) 100vw, 517px\" \/><\/a>Fabbrica delle parole, ovvero una fabbrica di confronti e incontri; fabbrica di pensieri da partecipare e di letture; fabbrica di sguardi e stupori, di riviste e di intellettuali militanti che hanno realizzato \u201cfogli di poesia\u201d; fabbrica di libri, di storie e di futuro che riguardano tante comunit\u00e0: si configura cos\u00ec questo percorso permanente sull\u2019arte della stampa, che in \u00a0da realt\u00e0 \u00e8 un lungo viaggio in cui narrazioni e storie si intrecciano in un itinerario visivo<\/strong> <strong>che incontra macchine tipografiche e computer degli albori,<\/strong> caratteri tipografici e altri strumenti che segnano l\u2019evoluzione della tipografia. Ma \u00e8 anche un luogo vivo, un laboratorio, in cui esperienza e idee si uniscono grazie ad attivit\u00e0 didattiche.<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/2015-03-07-18_25_01-e1592734905508.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19647 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/2015-03-07-18_25_01-e1592734905508.jpg\" alt=\"2015-03-07 18_25_01\" width=\"309\" height=\"414\" \/><\/a><\/strong><br \/>\n<strong>Non \u00e8 un caso che la Fabbrica delle parole si inserisca nel percorso intrapreso dal Convitto Palmieri di Lecce, che con la Biblioteca Bernardini si sta sempre pi\u00f9 indirizzando come epicentro di percorsi plurali riguardanti la cultura del libro e la lettura, intesa come processo di rigenerazione delle coscienze e di progettazione di possibili futuri che incontrano anche le arti attraverso mostre, pubblicazioni, teatro, cinema e musica, grazie all\u2019impegno delle associazioni e delle tante realt\u00e0 coinvolte.\u00a0<\/strong> La Fabbrica delle parole, dall\u2019esposizione di un\u2019epigrafe messapica a un computer Mac degli albori, esplora ci\u00f2 che si intende per comunicazione, nelle sue accezioni pi\u00f9 aperte, in un itinerario che fa i conti con <strong>oltre cento anni di storia grazie a una donazione importante, quella della famiglia Martano alla Provincia di Lecce e al Polo biblio-museale, <\/strong>oggi racchiusa nelle sale del Convitto Palmieri grazie a un progetto espositivo curato da Brizia Minerva, Sara Saracino e Anna Lucia Tempesta con Alessandra Berselli, Vincenzo, Sonia e Luca Martano; una sezione video-documentaria a cura di Mauro Marino e Stelvio Attanasi; identit\u00e0 visiva e allestimento grafico a firma di Donata Bologna; ricerche in emeroteca, a cura di Gabriele De Blasi.\u00a0\u00a0Potremmo asserire che idealmente <strong>la storia della<\/strong>\u00a0<strong>Fabbrica delle parole <\/strong><strong>nasce nel 1903 nella bottega tipografica Lazzaretti, quando Salvatore Martano avvia una stamperia che tramander\u00e0 ai figli Vincenzo ed Ernesto, fino ai nipoti. Vincenzo Martano, testimone e custode dell\u2019impresa di famiglia, la cui storia copre pi\u00f9 di un secolo, in anni recenti ha donato alla Provincia di Lecce e al Polo biblio-museale una eccezionale selezione di macchine e strumenti tipografici, oggi proposti al pubblico in un allestimento appositamente concepito da un team di esperti. <\/strong>La dedizione per questo lavoro che mai ha lasciato Vincenzo, ha alimentato la sua passione per il collezionismo di tutto ci\u00f2 che ha rappresentato la storia della sua famiglia e della stampa tra Otto e Novecento: dall\u2019iconico \u201ctorchio a stella\u201d ai vari modelli di \u201cpedaline\u201d per la stampa veloce compreso il modello di \u201cTot\u00f2\u201d, alle macchine da stampa \u201cpiano \u2013 cilindriche\u201d dei primi del Novecento. Un racconto che non tralascia nulla, comprendendo una serie di strumenti per il ciclostile, sistema per la copiatura, che introduce alle macchine fotocopiatrici degli anni Settanta basate sull\u2019invenzione di Carlson per la riproduzione xerografica di un documento. Da qui al digitale il passo \u00e8 cosi breve da ritrovarci davanti ad una serie di Microcomputer Macintosh, tra c<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/5287123_1429_img_20200614_wa0050.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-19646\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/5287123_1429_img_20200614_wa0050.jpg\" alt=\"5287123_1429_img_20200614_wa0050\" width=\"620\" height=\"340\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/5287123_1429_img_20200614_wa0050.jpg 620w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/5287123_1429_img_20200614_wa0050-300x165.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a>ui il modello Apple 1976, il primo personal computer della storia.\u00a0<strong>Preziosa anche la sezione dedicata ai periodici culturali che dalla fine dell\u2019Ottocento alla fine del XX secolo hanno contrassegnato la storia dell\u2019editoria in Terra d\u2019Otranto.\u00a0Tra le esperienze pi\u00f9 significative, certamente \u201cL\u2019Albero\u201d, rivista collegata alla straordinaria esperienza culturale di Girolamo Comi avviata a Lucugnano nel 1949, e \u201cL\u2019esperienza poetica\u201d, 1954, di Vittorio Bodini; per giungere poi negli anni Settanta e Ottanta con personalit\u00e0 come Antonio Verri, ideatore di riviste letterarie quali il \u201cCaff\u00e8 Greco\u201d, il\u00a0\u201cPensionante de\u2019 Saraceni\u201d e il \u201cQuotidiano dei poeti\u201d e Francesco Saverio D\u00f2daro, fondatore del Movimento di Arte Genetica con l\u2019avvio della rivista \u201cGhen\u201d, 1977, entrambi promotori di una cultura antiaccademica e plurale.<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/41JiAkR1qYL__SX360_BO1204203200_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-19648 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/41JiAkR1qYL__SX360_BO1204203200_.jpg\" alt=\"41JiAkR1qYL__SX360_BO1,204,203,200_\" width=\"362\" height=\"499\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/41JiAkR1qYL__SX360_BO1204203200_.jpg 362w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/41JiAkR1qYL__SX360_BO1204203200_-218x300.jpg 218w\" sizes=\"(max-width: 362px) 100vw, 362px\" \/><\/a> \u201cL&#8217;abbiamo concepito -cos\u00ec spiega il direttore del Polo, Gigi De Luca- \u00a0per far capire ai visitatori che non si tratta di due ambienti distinti, ma collegati. La Bernardini, infatti, possiede, oltre alla sua dotazione libraria, una ricca emeroteca storica, con fogli e giornali che sono stati stampati proprio su macchine come quelle in mostra, se non sulle stesse. Questo percorso, quindi, ci aiuta a scoprire l&#8217;originaria artigianalit\u00e0 delle parole stampate\u201d.<br \/>\nSecondo Martano, si andava anche oltre l&#8217;artigianalit\u00e0. \u00abEra una vera e propria arte sottolinea il tipografo e dovevi essere un artista per poter stampare sulla carta. Dal Settecento e Ottocento, l&#8217;epoca a cui risalgono i torchi pi\u00f9 antichi della mia collezione, fino a oggi, c&#8217;\u00e8 stato un enorme sviluppo del settore. Le mie macchine rappresentano, invece, gli albori della stampa\u201d. Molte facevano parte della stessa tipografia Martano, mentre quelle pi\u00f9 antiche Vincenzo le ha acquistate in giro per l&#8217;Italia: \u201cOgni volta che trovavo uno di questi esemplari lo compravo perch\u00e9 ho sempre creduto che fosse importante salvarne la memoria\u201d.\u00a0Possiamo senz\u2019altro affermare che la storia della Fabbrica delle parole nasce con l&#8217;azienda della famiglia Martano. Il nonno di Vincenzo aveva una tipografia itinerante: in sostanza, con un carrettino girava per Lecce per stampare i primi biglietti e volantini. <strong>A dare forma imprenditoriale a questa attivit\u00e0 \u00e8 stato il padre di Vincenzo, Salvatore, che ha avviato la sua stamperia nel 1903, tramandata, poi, ai figli Vincenzo ed Ernesto, con i quali \u00e8 cresciuta fino ad avere tre sedi (Lecce, Bari e Milano) e ai nipoti Sonia e Luca. I primi giornali stampati dalla tipografia Martano sono stati Il tallone d&#8217;Italia e La Festa noscia, un foglio umoristico che usciva in occasione della festa patronale, inaugurato proprio nell&#8217;anno di nascita di Vincenzo, il 1935;<\/strong> <strong>uno degli ultimi, invece, proprio il \u201cQuotidiano\u201d di Lecce, sul quale\u00a0 io stesso ho scritto \u00a0come\u00a0 Giornalista Collaboratore negli anni Novanta -pur essendo gi\u00e0 a Il Giornale di Indro Montanelli-,\u00a0 nel Paginone della Cultura,\u00a0 ampi articoli di vivace interesse artistico-culturale.<\/strong> Ecco il <strong>percorso<\/strong> <strong>espositivo della Fabbrica<\/strong> che, in sequenza, conducono il visitatore nei diversi ambienti, sviscerando la narrazione sui macchinari, sulle tecniche di stampa e, di fatto, sulla storia dei caratteri mobili con gli esempi pi\u00f9 illustri. All&#8217;ingresso un&#8217;accoppiata simbolica: un&#8217;epigrafe messapica e il primo Macintosh della Apple, quello del 1976, per mostrare subito l&#8217;evoluzione della parola scritta. Poi, uno dei torchi pi\u00f9 antichi, datato al 1888, con il quale si stampava Pinocchio di Collodi, uscito qualche anno prima, introduce una linea del tempo lungo il muro del corridoio che arriva fino a una sala dove viene proiettata una video-intervista a Martano. Subito dopo, c&#8217;\u00e8 la sezione dedicata ai periodici culturali che, dalla fine dell&#8217;Ottocento alla fine del XX secolo, hanno contrassegnato la storia dell&#8217;editoria in Terra d&#8217;Otranto. <strong>\u201cAvevamo un numero di tipografie sproporzionato rispetto al numero di abitanti della provincia \u00a0-osserva \u00a0De Luca- \u00a0ed era dovuto proprio a un&#8217;effervescenza culturale che produceva tante esperienze editoriali. Pensiamo a L&#8217;Albero di Girolamo Comi, a L&#8217;esperienza poetica di Vittorio Bodini e, in tempi pi\u00f9 recenti, alle riviste letterarie di Antonio Verri\u201d.<\/strong><br \/>\nDa qui si arriva alle macchine vere e proprie in un crescendo che va dalla litografia al digitale: dall&#8217;iconico torchio a stella ai vari modelli di pedaline per la stampa veloce, compreso il modello del film di Tot\u00f2, alle macchine da stampa piano-cilindriche dei primi del Novecento. Un racconto che attrae non poco e non tralascia nulla, comprendendo una serie di strumenti per il ciclostile, sistema per la copiatura, che introduce alle macchine fotocopiatrici degli anni Settanta, basate sull&#8217;invenzione di Carlson per la riproduzione xerografica di un documento.<br \/>\nUna serie di Macintosh segna l&#8217;avvento dei computer nelle tipografie; l\u2019occhio coglie \u00a0inoltre, le macchine da scrivere, le macchine fotografiche (con alcuni esemplari delle pi\u00f9 antiche), il banco dei caratteri mobili in legno, quelli originali della tipografia Martano, le macchine per la composizione, quelle per le piccole tirature e, persino, gli utensili per la finitura (guanti, gomme, spatole, spillatrici, occhiellatrici). <strong>Un intrigante viaggio nel tempo e nella cultura , insomma, e in un mondo artigianale e artistico che oggi \u00e8 stato superato.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Fabbrica delle parole, ovvero una fabbrica di confronti e incontri; fabbrica di pensieri da partecipare e di letture; fabbrica di sguardi e stupori, di riviste e di intellettuali militanti che hanno realizzato \u201cfogli di poesia\u201d; fabbrica di libri, di storie e di futuro che riguardano tante comunit\u00e0: si configura cos\u00ec questo percorso permanente sull\u2019arte della stampa, che in \u00a0da realt\u00e0 \u00e8 un lungo viaggio in cui narrazioni e storie si intrecciano in un itinerario visivo che incontra macchine tipografiche e computer degli albori, caratteri tipografici e altri strumenti che segnano l\u2019evoluzione della tipografia. Ma \u00e8 anche un luogo vivo, un [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/06\/21\/la-fabbrica-delle-parole-una-preziosa-donazione-della-famiglia-martano-editrice-salentina-alla-provincia-di-lecce-e-al-polo-museale-del-convitto-palmieri-a-lecce\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,80688,59281,53889,53888,74779,53709,53710,66803,66558,9894,44441,87,17030,26,47,17505,35188,28369,51665,4625],"tags":[405588,405585,59480,405584,405580,405589,44531,405586,405583,376943,405578,405582,41637,405587,405590,405581,405579,44530],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19644"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19644"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19644\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19650,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19644\/revisions\/19650"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19644"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19644"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19644"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}