{"id":19738,"date":"2020-06-29T19:03:13","date_gmt":"2020-06-29T19:03:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=19738"},"modified":"2020-06-29T19:03:13","modified_gmt":"2020-06-29T19:03:13","slug":"musiche-per-immagini-un-libro-denso-prezioso-e-coinvolgente-del-musicologo-roberto-favaro-che-apre-a-mondi-da-scoprire-e-sognare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/06\/29\/musiche-per-immagini-un-libro-denso-prezioso-e-coinvolgente-del-musicologo-roberto-favaro-che-apre-a-mondi-da-scoprire-e-sognare\/","title":{"rendered":"Musiche per immagini. Un libro denso, prezioso e coinvolgente del musicologo Roberto Favaro che  apre a mondi  da scoprire e sognare."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/9788829705948_0_221_0_75.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-19739\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/9788829705948_0_221_0_75.jpg\" alt=\"9788829705948_0_221_0_75\" width=\"221\" height=\"303\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/9788829705948_0_221_0_75.jpg 221w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/9788829705948_0_221_0_75-219x300.jpg 219w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a>Roberto Favaro \u00e8 uno studioso impareggiabile, un ricercatore e uno scrittore da sempre impegna<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-19740 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed4.jpg\" alt=\"unnamed\" width=\"512\" height=\"306\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed4.jpg 512w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed4-300x179.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><\/strong><strong>to sul fronte della musicologia e sui rapporti di questa con arti affini, come la poesia, le arti visive, l\u2019architettura, le nuove tecnologie dell\u2019arte, ecc. Abbiamo tra le mani il suo ultimo e prezioso libro dal titolo \u201cMusiche per immagini\u201d(Marsilio editore, pp. 186, 2020, Euro 12,50).<\/strong> Lo studioso \u00e8 professore di \u00a0storia della musica presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, dove \u00e8 anche vicedirettore. Questo libro \u00e8 una guida all\u2019ascolto di 70 musiche del repertorio classico relative al periodo che va dal Barocco al primo \u2018900. La selezione segue un criterio che d\u00e0 senso al titolo: <strong>70 brani di musica strumentale che descrivono qualcosa che sta al di fuori di s\u00e9, un qualche \u201cmondo\u201d, o pi\u00f9 mondi da visitare, un mondo carico di mistero e di sensorialit\u00e0, sia esso materialmente tangibile o pi\u00f9 legato all\u2019universo della vita interiore<\/strong>. Da Beethoven a Mahler, da Vivaldi a H\u00e4ndel, da Debussy a Sch\u00f6nberg; e poi \u00a0\u010cajkovskij, Dvo\u0159\u00e1k, Ives, Mendelssohn, Chopin, Mozart, \u0160ostak\u00f3vi\u010d, Liszt, Verdi, Jan\u00e1\u010dek, Rossini, Haydn, Berlioz, Schumann, Wagner, Strauss, Skrjabin, Musorgskij. Roberto Favaro ci fa vivere e immaginare paesaggi e paesi, figure di eroi e personaggi letterari, architetture e sogni, dipinti e ambienti sonori.\u00a0 Il libro mi ha non solo molto colpito in senso benevolo, ma ha catturato la mia attenzione perch\u00e9 si \u00a0propone di approfondire il rapporto tra musica e immagine nella determinazione del senso nei prodotti intermediali. Per prodotti intermediali si intendono le<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Chopin_by_Wodzinska-e1593456907962.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19742 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Chopin_by_Wodzinska-e1593456907962.jpg\" alt=\"Chopin,_by_Wodzinska\" width=\"256\" height=\"346\" \/><\/a><\/strong> forme di creazione artistica in cui intervengono due o pi\u00f9 mezzi che collaborano nell\u2019espressione di un senso unitario. <strong>Nonostante la centralit\u00e0 e la diffusione della pratica di integrare suono e immagine nella <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/beethoven.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-19741\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/beethoven.jpg\" alt=\"beethoven\" width=\"313\" height=\"398\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/beethoven.jpg 466w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/beethoven-236x300.jpg 236w\" sizes=\"(max-width: 313px) 100vw, 313px\" \/><\/a>cultura e nelle forme di comunicazione contemporanee, la teoria estetica non ha ancora sviluppato una riflessione adeguata a partire dalla concreta analisi degli esempi. <\/strong>L\u2019istituzionalizzazione delle ricerche intermediali, che si concreta non soltanto come disciplina nell\u2019ambito pi\u00f9 vasto della teoria della comunicazione, ma anche in riviste specializzate (per esempio la rivista canadese \u00abInterm\u00e9dialit\u00e9s\u00bb) e in centri specializzati come il Zentrum f\u00fcr Kunst und Medienthechnologien di Karlsruhe, ha portato ad un amplissimo ventaglio di analisi e proposte interpretative. <strong>Ecco che questo libro va a colmare un totale approfondimento in tal senso perch\u00e9 di Roberto Favaro il merito di analizzare il rapporto tra suono e immagine in alcuni esempi paradigmatici e di mettere in relazione le analisi con alcune questioni aperte dell\u2019estetica contemporanea, quali la natura del senso musicale, la nozione di autorialit\u00e0 multipla, la natura dell\u2019opera d\u2019arte.<\/strong> <strong>Musica e immagini<\/strong> sono quindi un binomio inscindibile\u00a0del\u00a0nostro\u00a0tempo, che da sempre vengono usate in collaborazione per potenziarsi reciprocamente. Le immagini vengono sempre abbinate a brani musicali, i quali rafforzano l\u2019immagine stessa, creando nella nostra mente un unico messaggio, cos\u00ec forte e profondo, che a volte a distanza di anni, nel vedere una determinata immagine associamo automaticamente quel brano musicale e viceversa. Un\u2019immagine \u00e8 una rappresentazione visiva, non solida della realt\u00e0, in modo pi\u00f9 o meno realistico, o la rappresentazione di una realt\u00e0 fittizia o astratta. Nel corso del tempo si sono sviluppate molte teorie circa la <strong>correlazione tra suoni e colore<\/strong>, o per dirla nel nostro caso,<strong> tra musica e immagini<\/strong>. Gli antichi Greci furono i primi a costruire una scala di colori divisa in sette parti, in analogia con le sette note della scala musicale.Il primo pittore nella storia ad occuparsi del rapporto tra suono e colore \u00e8 stato\u00a0<strong>Giuseppe Arcimboldi<\/strong> (1500). Partendo dal sistema pitagorico delle proporzioni armoniche di toni e semitoni, cre\u00f2 una corrispon<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Felix_Mendelssohn_1-e1593456962318.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19743 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/Felix_Mendelssohn_1-e1593456962318.jpg\" alt=\"Felix_Mendelssohn_1\" width=\"315\" height=\"236\" \/><\/a>dente scala di valori cromatici, usando sia il suo senso artistico, sia il metodo scientifico. Il pittore, attraverso la creazione di un\u2019apposita scala di grigi, riusc\u00ec a correlare i rapporti tra i gradi della scala musicale e la luminosit\u00e0 dei colori. Nel XVII secolo, analizzando lo spettro della luce,<strong>\u00a0Newton<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-19744\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed-2.jpg\" alt=\"unnamed (2)\" width=\"387\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed-2.jpg 512w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/06\/unnamed-2-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 387px) 100vw, 387px\" \/><\/a> correl\u00f2 le note musicali ai colori, attraverso un\u2019analogia diretta tra i fenomeni acustici e quelli ottici, proponendo una stretta <strong>corrispondenza tra i sette colori dell\u2019arcobaleno e le sette note della scala musicale<\/strong>.Un diverso aspetto del problema, ossia la relazione tra<strong> suono e form<\/strong><strong>a<\/strong>, venne affrontato dal fisico e musicista tedesco\u00a0<strong>Ernst Chladni\u00a0<\/strong>(1756-1827). Egli fu il primo ad intuire che le vibrazioni sonore interagiscono con la materia al punto da creare delle vere e proprie forme geometriche. Ponendo della sabbia su un supporto metallico o di vetro, di forma rotonda o quadrata, imperniato su uno stelo, e facendo in modo che questo potesse essere messo in vibrazione attraverso l\u2019utilizzo di un arco di violino, riusc\u00ec a riprodurre i suoni dandone un\u2019immagine dinamica. <strong>Qui come dice Favaro \u00e8 \u201cla musica che guarda fuori di s\u00e9\u201d, ma al musicologo interessava anche lo studio della materia analizzata, ovvero l\u2019\u201cinquadramento sulla forma, la struttura, lo stile, il contenuto, la poetica della musica proposta\u201d. Brani riconducibili all\u2019idea di mondi descrivibili, ma soprattutto\u00a0 il libro \u00e8 pretesto\u00a0 per invitare\u00a0 all\u2019ascolto di pagine<\/strong><strong> fondamentali\u00a0 della storia della musica\u00a0 colta occidentale.<\/strong><\/p>\n<p>Roberto Favaro (Padova 1961), laureato in filosofia all\u2019Universit\u00e0 di Padova, si \u00e8 perfezionato in musicologia presso la Humboldt Universit\u00e4t di Berlino. \u00c8 professore di storia della musica presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, dove \u00e8 stato preside del Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate ed \u00e8 attualmente vicedirettore. Dirige il Master Soundart &#8211; Sound design for art and entertainment in the creative industries, promosso da Ard&amp;nt Institute (Accademia di Belle Arti di Brera &#8211; Politecnico di Milano). Ha insegnato Spazio Sonoro dal 1999 al 2018 presso l&#8217;Accademia di architettura di Mendrisio. Numerosi i libri pubblicati in Italia e all\u2019estero, tra cui <em>Musiche da leggere, romanzi da ascoltare. Pagine sonore dalla narrativa italiana del \u2019900 <\/em>(2010), <em>Suoni e sculture<\/em> (2011), e per Marsilio <em>Spazio sonoro <\/em>(2019<sup>4<\/sup>) e <em>Suono e Arte<\/em> (2019<sup>2<\/sup>).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Roberto Favaro \u00e8 uno studioso impareggiabile, un ricercatore e uno scrittore da sempre impegnato sul fronte della musicologia e sui rapporti di questa con arti affini, come la poesia, le arti visive, l\u2019architettura, le nuove tecnologie dell\u2019arte, ecc. Abbiamo tra le mani il suo ultimo e prezioso libro dal titolo \u201cMusiche per immagini\u201d(Marsilio editore, pp. 186, 2020, Euro 12,50). Lo studioso \u00e8 professore di \u00a0storia della musica presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, dove \u00e8 anche vicedirettore. Questo libro \u00e8 una guida all\u2019ascolto di 70 musiche del repertorio classico relative al periodo che va dal Barocco al [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/06\/29\/musiche-per-immagini-un-libro-denso-prezioso-e-coinvolgente-del-musicologo-roberto-favaro-che-apre-a-mondi-da-scoprire-e-sognare\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,31446,9894,10357,269293,74799,339779,53794,44545,44441,93497,17030,28340,23335,26,47,9895,28369,41632,51665,4625,44754],"tags":[406430,406433,44576,406432,406431,390486,406429,406434,41636,386869],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19738"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19738"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19738\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19745,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19738\/revisions\/19745"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19738"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19738"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19738"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}