{"id":1991,"date":"2014-03-27T21:56:52","date_gmt":"2014-03-27T21:56:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=1991"},"modified":"2014-03-27T21:57:15","modified_gmt":"2014-03-27T21:57:15","slug":"fortunato-depero-un-futurista-ancor-piu-futurista-ad-aosta-presso-il-museo-archeologico-nazionale-una-grande-mostra-con-100-opere-di-un-artista-che-oso-troppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/03\/27\/fortunato-depero-un-futurista-ancor-piu-futurista-ad-aosta-presso-il-museo-archeologico-nazionale-una-grande-mostra-con-100-opere-di-un-artista-che-oso-troppo\/","title":{"rendered":"Fortunato Depero, un futurista ancor pi\u00f9 futurista. Ad Aosta   presso il Museo Archeologico Nazionale una grande  mostra con 100 opere di un artista che os\u00f2 troppo."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/1m.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-1992\" style=\"width: 242px;height: 240px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/1m.jpg\" alt=\"\" width=\"1181\" height=\"1191\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/1m.jpg 1181w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/1m-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/1m-297x300.jpg 297w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/1m-1015x1024.jpg 1015w\" sizes=\"(max-width: 1181px) 100vw, 1181px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/38.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-1995\" style=\"width: 249px;height: 362px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/38.jpg\" alt=\"\" width=\"1181\" height=\"1519\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/38.jpg 1181w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/38-233x300.jpg 233w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/38-796x1024.jpg 796w\" sizes=\"(max-width: 1181px) 100vw, 1181px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/depero1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-1997\" style=\"width: 200px;height: 153px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/depero1.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/depero1.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/depero1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/32.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-1998\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/32.jpg\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/32.jpg 224w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/32-210x300.jpg 210w\" sizes=\"(max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/images1.jpg-41.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2000\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/03\/images1.jpg-41.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\">\u00a0\u00a0 <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\">Mostra da mettere in calendario e da non perdere. <\/span><span style=\"font-size: medium\">Organizzata dall\u2019Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d\u2019Aosta in collaborazione con il Mart di Rovereto <\/span><span style=\"font-size: medium\">che ha assicurato il prestito di <strong>una serie particolarmente significativa di opere, alcune mai esposte prima d\u2019ora, che spaziano dal 1910 alla fine degli anni Quaranta, al Museo Archeologico Nazionale l&#8217;esposizione \u201cUniverso Depero\u201d. Con questa mostra l&#8217;artista vive una luce nuova, come confermano i tanti eventi internazionali che lo coinvolgono tra cui\u00a0 \u201cDepero y la reconstruccion futurista del universo\u201d che \u00e8 stata proposta ad inizio 2014 a La Pedrera di Barcellona, e la grande rassegna sul futurismo che si tiene al Guggenheim di New York fino al 1\u00b0 settembre 2014 a cui far\u00e0 seguito, in giugno, la personale \u201cDepero futurista\u201d alla Fundacion Juan March di Madrid.<\/strong> I prestiti del Mart sono arricchiti da testimonianze significative provenienti da altre realt\u00e0 museali fondazioni, gallerie e musei aziendali come la Campari con cui si \u00e8 sviluppato un lungo sodalizio durato dal 1925 al 1939. Non manca, poi, un nucleo di testimonianze che fanno parte della collezione personale dell\u2019artista Ugo Nespolo che ha sempre considerato Depero un suo fondamentale punto di riferimento. <strong>Per quarant\u2019anni Fortunato Depero \u00e8 stato un personaggio totale che ha sfidato ogni barriera creativa, dal teatro alla pubblicit\u00e0, dal design all\u2019artigianato attraverso la sperimentazione di differenti tecniche, come dimostrano le sue celebri tarsie di stoffe colorate, tanto che fu proprio Umberto Boccioni, nel 1916, a rimproverare amichevolmente Depero di \u201cosare troppo\u201d.<\/strong> Nel celebre manifesto \u201cRicostruzione futurista dell\u2019universo\u201d firmato da Giacomo Balla e Fortunato Depero nel marzo 1915 gli intendimenti erano chiari: \u201cNoi futuristi, Balla e Depero, vogliamo realizzare questa fusione totale per ricostruire l&#8217;universo rallegrandolo, cio\u00e8 ricreandolo integralmente. Daremo scheletro e carne all&#8217;invisibile, all&#8217;impalpabile, all&#8217;imponderabile, all&#8217;impercettibile. Troveremo degli equivalenti astratti di tutte le forme e di tutti gli elementi dell&#8217;universo, poi li combineremo insieme, secondo i capricci della nostra ispirazione, per formare dei complessi plastici che metteremo in moto.\u201d La mostra in programma ad Aosta affronta l\u2019Universo Depero nelle sue differenti declinazioni. Sono esposte oltre 100 opere tra dipinti, arazzi, tarsie, panciotti futuristi (il Panciotto di Tina Strumia proviene del museo dell\u2019Aeronautica Gianni Caproni di Trento), mobili, sculture, bozzetti, progetti, libri (tra cui il celebre Libro imbullonato del 1927), disegni e schizzi in un\u2019esposizione che ripercorre l\u2019iter creativo dell\u2019artista dai suoi esordi in ambito simbolista (la mostra si apre proprio con un\u2019opera simbolista come \u201cIl taglialegna\u201d del 1912) alla sua adesione al futurismo giungendo sino alle realizzazioni degli anni Quaranta quando appare evidente il recupero della tradizione e dell\u2019arte popolare. In una rassegna cos\u00ec concepita, non mancano le riflessioni sul teatro e la danza (appaiono di particolare significato i progetti per I Balli Plastici provenienti dal Mart, oltre a due storici dipinti come Tarantella e Al Teatro dei Piccoli. Balli Plastici), sulle tappe che hanno condotto nel 1919 alla nascita di Casa Depero, sull\u2019esperienza americana (qui nascono i progetti per Vanity Fair e Vogue), cos\u00ec come sullo stretto legame con il mondo pubblicitario che per Depero ha lo stesso valore della ricerca artistica indipendente, tanto che nel 1926 espone alla Biennale di Venezia una sua pubblicit\u00e0 per Campari, Squisito al seltz. <strong>Esposizione divisa in sei sezioni che delineano le fasi salienti della sua esperienza artistica: Esordi e Futurismo; Clavel e il Teatro; Casa del Mago; Pubblicit\u00e0; Stile d\u2019acciaio; Rivisitazioni. L\u2019artista trentino si \u00e8 imposto per la ricerca di una nuova estetica in grado di sensibilizzare ogni aspetto dell\u2019esistenza. Non solo pittore e scultore di talento, ma anche scenografo, costumista, pubblicitario, designer e maestro nelle arti applicate.<\/strong> Universo Depero, insomma, affronta l\u2019opera di un artista che ha saputo rinnovare il rapporto arte-vita senza mai rinunciare alle implicazioni ludiche e ironiche. Depero, attraverso la sua Casa d\u2019arte Futurista a Rovereto, ha saputo anticipare di quasi mezzo secolo alcune tematiche proprie della pop art e dell\u2019indagine di Andy Warhol e di Alighiero Boetti.\u201d Per realizzare le tarsie, Depero, insieme alla moglie Rosetta, abile ricamatrice, decise di assumere alcune collaboratrici che, sotto la guida dell\u2019artista, diede vita a composizioni in stoffa colorate che rappresentano un unicum nell\u2019arte del Novecento. Proprio alla figura di Rosetta \u00e8 dedicata La casa magica, una tarsia del 1920 esposta ad Aosta. Depero compie una svolta radicale nella ricerca pittorica e plastica futurista cogliendo la portata rivoluzionaria di un\u2019indagine che va oltre il quadro: \u201cRispetto ad una mostra di quadri, \u00e8 pi\u00f9 bello un negozio scintillante; un ferro da stiro elettrico \u00e8 pi\u00f9 bello di una scultura; la macchina per scrivere \u00e8 pi\u00f9 importante d\u2019una tronfia architettura, \u201d ha scritto l\u2019artista. Oltre al futurismo, infatti, partecipa all\u2019esperienza del d\u00e9co e prende parte ad alcune rassegne del movimento Novecento. Nell\u2019evoluzione della sua indagine creativa, l\u2019universo di forme e di colori va incontro a una fusione panteistica tra la componente meccanica e la natura (a questo proposito, in mostra compaiono alcuni dipinti emblematici degli anni Venti come Proiezioni crepuscolari, Fulmine compositore, Il legnaiolo, Alto paesaggio d&#8217;acciaio e Anacapri e Riesumazioni alpine, quest\u2019ultimo proveniente dal museo Magi \u2018900 di Pieve di Cento) in un percorso che comprende differenti soggetti come cavalli al galoppo, automi metropolitani, ma anche casolari alpestri, rustici bevitori o scultorei animali montani. Tra le tarsie, accanto a \u201cLa casa magica\u201d, va ricordato il frammento di \u201cModernit\u00e0\u201d del 1925 che rappresenta l\u2019unica parte esistente del grande arazzo andato distrutto. L\u2019opera, realizzata per l\u2019Exposition Internationale des Arts D\u00e9coratifs et Industriels Modernes di Parigi nel 1925, era stata lodata dallo stesso Marinetti che non esit\u00f2 ad affermare: \u201cDepero audacemente in Modernit\u00e0 ha sconfinato e presentato nei finissimi panni colorati, nella perfetta tecnica del mosaico cucito, una visione macchinaria di treni, traversati da automobili in pazza corsa, su di una via azzurra in fuga che si prolunga nel cielo e si fonda nella scia di un rosso volante aeroplano\u201d. Troviamo originale l&#8217;allestimento di un un tappeto-installazione con 100 maxibottiglie di Campari Soda che riproducono in formato gigante la storica monodose disegnata da Depero nel 1932. E interessante \u00e8 anche la proiezione \u201cEsplosioni di un artista\u201d del 2008, il video che il regista Luciano Emmer, un anno prima della sua scomparsa, ha voluto dedicare a Depero. <strong>Una mostra, dunque, che consente di ripensare, in termini nuovi, l\u2019indagine di un artista che ha fatto dell\u2019arte un\u2019esperienza destinata a modificare la percezione dello spettatore che si trova coinvolto in spazi dove ogni dettaglio del proprio contesto ambientale e sociale viene ripensato in maniera radicale. <\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\">Carlo Franza<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0 \u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mostra da mettere in calendario e da non perdere. Organizzata dall\u2019Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d\u2019Aosta in collaborazione con il Mart di Rovereto che ha assicurato il prestito di una serie particolarmente significativa di opere, alcune mai esposte prima d\u2019ora, che spaziano dal 1910 alla fine degli anni Quaranta, al Museo Archeologico Nazionale l&#8217;esposizione \u201cUniverso Depero\u201d. Con questa mostra l&#8217;artista vive una luce nuova, come confermano i tanti eventi internazionali che lo coinvolgono tra cui\u00a0 \u201cDepero y la reconstruccion futurista del universo\u201d che \u00e8 stata proposta ad inizio 2014 a La Pedrera di [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/03\/27\/fortunato-depero-un-futurista-ancor-piu-futurista-ad-aosta-presso-il-museo-archeologico-nazionale-una-grande-mostra-con-100-opere-di-un-artista-che-oso-troppo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[31446,9894,41640,87,35351,35224,2018,35407,47,35185,17505,35188,28369],"tags":[44617,44622,23393,44620,44619,44621,44623,44618,44624,44625],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1991"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1991"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1991\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2005,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1991\/revisions\/2005"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1991"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1991"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1991"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}