{"id":20067,"date":"2020-08-06T22:17:50","date_gmt":"2020-08-06T22:17:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=20067"},"modified":"2020-08-06T22:17:50","modified_gmt":"2020-08-06T22:17:50","slug":"enrico-della-torre-incisore-in-mostra-al-museo-internazionale-della-grafica-a-castronuovo-di-santandrea-potenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/08\/06\/enrico-della-torre-incisore-in-mostra-al-museo-internazionale-della-grafica-a-castronuovo-di-santandrea-potenza\/","title":{"rendered":"Enrico Della Torre incisore   in  mostra al Museo Internazionale della Grafica a Castronuovo di Sant&#8217;Andrea | Potenza."},"content":{"rendered":"<p><strong>E\u2019 stata inau<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/unnamed-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-20068\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/unnamed-1.jpg\" alt=\"\" width=\"419\" height=\"429\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/unnamed-1.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/unnamed-1-293x300.jpg 293w\" sizes=\"(max-width: 419px) 100vw, 419px\" \/><\/a>gurata al Museo Internazionale della Grafica \u00a0\u00a0di Castronu<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/106413-blu_nero_2000_acquaforte_bulino_e_acquatinta.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20069 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/106413-blu_nero_2000_acquaforte_bulino_e_acquatinta.jpg\" alt=\"\" width=\"419\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/106413-blu_nero_2000_acquaforte_bulino_e_acquatinta.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/106413-blu_nero_2000_acquaforte_bulino_e_acquatinta-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 419px) 100vw, 419px\" \/><\/a>ovo di Sant\u2019Andrea &#8211; Potenza la mostra antologica dell\u2019opera grafica di Enrico Della Torre. In 60 incisioni datate 1955-2012, donate dall\u2019artista al MIG lo scorso anno, viene raccontata la storia di un grande incisore del Novecento che continua il lavoro di informazione del Museo iniziato nel 2011<\/strong> e proseguito ininterrottamente nel corso degli anni, anche durante il periodo di pandemia, con Daumier, Degas, Renoir, Bonnard, Matisse, Bernard, Mir\u00f2, Dufy, Picasso, Calder, Ben Shann, Secessione di Berlino, Pechstein, Zadkine, Marcoussis, Assadour, Henri Goetz, Gentilini, Strazza, Accardi, Ciarrocchi, Consagra, Melotti, Maccari, Anselmo Bucci, Perilli, Rapha\u00ebl, Del Pezzo, Mascherini, Bartolini, Marino, Azuma, Guarienti, Richter, Viviani, Arp, Viani, Breton e il Surrealismo, Fazzini, Max Bill, Sol LeWitt, Bram Van Velde, Gruppo CoBrA, Bradley, Messagier, Venna, Fontana, Vedova, de Chirico e Apollinaire, Scialoja, Castellani. Naturalmente, si accentua, visto il successo riscontrato, anche l\u2019utilizzo dei social sperimentato nei mesi di chiusura forzata (sito, whatsapp, pagine facebook del Polo Museale di Castronuovo Sant\u2019Andrea, Instagram e Twitter). Attraverso questi mezzi, per chi non riesce a raggiungere Castronuovo<strong>, sar\u00e0 possibile virtualmente vedere la mostra nella sua completezza<\/strong>\u00a0e rileggere o approfondire, attraverso video, interviste, incontri, testi, immagini di una lunga e variegata biografia, un periodo importante della grafica italiana del Novecento che vede Della Torre tra i suoi protagonisti.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/Mig-300x162-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-20070\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/Mig-300x162-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"162\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/40031_unnamed-39.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20071 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/40031_unnamed-39.jpg\" alt=\"\" width=\"357\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/40031_unnamed-39.jpg 506w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/40031_unnamed-39-300x291.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 357px) 100vw, 357px\" \/><\/a>La mostra \u00e8 introdotta da alcuni ricordi di Giuseppe Appella: Nei primi anni Settanta, nel periodo in cui, con Mino Maccari, tra il serio e il faceto, compilando \u2018L\u2019Antipatico\u2019, ci si divertiva a prendere in giro politici, scrittori e artisti, in un pomeriggio trascorso a via di Villa Emiliani, ai Parioli, nella casa che Maccari aveva comprato con la liquidazione de \u2018La Stampa\u2019 di cui era caporedattore e dalla quale era stato licenziato, tra un discorso e l\u2019altro, improvvisamente chiesi a Maccari chi fosse, secondo lui, un incisore giovane da tener d\u2019occhio. Maccari, senza esitazione, disse: Enrico Della Torre e si allontan\u00f2 dalla stanza in cui ci trovavamo. <\/strong>Lungo il corridoio, lanci\u00f2 la stilettata: l\u2019incisore da dimenticare, invece, \u00e8 Nunzio Gulino.\u00a0Mentre cercavo nella memoria dove avessi visto Della Torre e rintracciavo la Galleria dell\u2019Ariete di Beatrice Monti, la Galleria delle Ore di Fumagalli e la Galleria del Milione dei Ghiringhelli, Maccari tornava con un\u2019incisione che oggi ritrovo nel catalogo generale, la n. 46, insieme a una foto di Maccari e Della Torre al Cinquale nel 1957. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/1544_250_0_5334891b07.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-20072\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/1544_250_0_5334891b07.jpeg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/1544_250_0_5334891b07.jpeg 250w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/1544_250_0_5334891b07-242x300.jpeg 242w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>Stessa data dell\u2019incisione, una delle quattro inserite nella cartella edita dalla Salita con un testo di Guido Ballo. Che la Salita di via San Sebastianello, diretta da Gian Tomaso Liverani, guardasse a Della Torre, era per me gi\u00e0 una nota di merito, visto l\u2019impegno che la galleria stava dispiegando a favore della grafica e in una stamperia storica come quella di Roberto Bulla. L\u2019incisione era\u00a0<em>Alberi in Versilia<\/em>, ed aveva imprevedibili assonanze con il\u00a0<em>Paesaggio<\/em>\u00a0di Morandi, del 1916, che si stendeva sulla parete del salotto di Maccari, sopra il divano sulla parete di sinistra, con quei due alberi stracciati in orizzontale.\u00a0Maccari, vedendo i mi<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/23496-34f12ea1d0d03626d787c4c5694e75fe-1502336498.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-20073 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/23496-34f12ea1d0d03626d787c4c5694e75fe-1502336498.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/23496-34f12ea1d0d03626d787c4c5694e75fe-1502336498.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/23496-34f12ea1d0d03626d787c4c5694e75fe-1502336498-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>ei occhi correre dall\u2019incisione al dipinto e viceversa, mi ammann\u00ec una di quelle lezioni sui pittori-incisori che solo i maestri come lui potevano fare. Intanto, non amava il termine limitativo di\u00a0<em>peintre-graveur<\/em>.\u00a0Parl\u00f2 di Della Torre come di un fratello di viaggio, che al linguaggio della pittura affiancava senza problemi il linguaggio dell\u2019incisione, e come questa, in sostanza, fosse sempre e solo segno, anche quando scomodava l\u2019acquatinta, di certo non utilizzata per rendere pi\u00f9 bella l\u2019incisione. Della Torre disegnava sulla lastra con la stessa libert\u00e0 intravista sul foglio di carta bianca, senza barriere di tecniche o di mezzi. Non incideva quello che aveva dipinto o voleva dipingere, non si preoccupava di divulgare una immagine gi\u00e0 verificata. Anzi. La lastra gli dava la possibilit\u00e0 di cercare il segno giusto, risolutivo, che la pittura avrebbe verificato con il colore e viceversa.\u00a0Vedi, diceva Maccari, il chiarore di questa incisione? Della Torre cerca di chiarire a se stesso dove andare per non smarrirsi e lo fa senza diventare schiavo della tecnica e neppure del paesaggio <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/1_Enrico_Della_Torre_oct111.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-20074\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/1_Enrico_Della_Torre_oct111.jpg\" alt=\"\" width=\"352\" height=\"448\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/1_Enrico_Della_Torre_oct111.jpg 511w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/1_Enrico_Della_Torre_oct111-236x300.jpg 236w\" sizes=\"(max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/a>della Versilia. Traduce tutto in linguaggio, il suo, mediato attraverso l\u2019incisione, spostando l\u2019angolo visuale, proprio come Morandi.\u00a0Avevo, diceva Maccari, anche un\u2019altra incisione, sempre sulla Versilia, che si muoveva in maniera ancora pi\u00f9 scarna in un figurativo che va verso l\u2019astratto, proprio come Klee.\u00a0<em>Della Torre \u00e8 un lombardo che tra silenzio e luce, attraverso l\u2019acquaforte, senza chiaroscuro, ha trovato quella sintesi e quella purezza necessari a una fantasia nutrita dalla memoria.<\/em>\u00a0E mentre mi parlava, guardava Morandi.\u00a0Alcuni anni dopo, a Milano per una mostra sui fiori di Morandi, incrociai Lamberto Vitali con Mercedes Garberi, allora a capo dei Musei Civici. Tra un saluto e un comm<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/unnamedtt.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-20075 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/unnamedtt.jpg\" alt=\"\" width=\"368\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/unnamedtt.jpg 368w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/unnamedtt-216x300.jpg 216w\" sizes=\"(max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/><\/a>ento, memore delle parole di Maccari, infilai la stessa domanda. Era rivolta al collezionista, naturalmente, attento a ci\u00f2 che gli avveniva intorno. Chi era, secondo lui, l\u2019incisore giovane da tener d\u2019occhio? Anche qui non ci furono titubanze, nonostante sapessi quanto Vitali si sottraesse a questo tipo di interviste casuali: per me Enrico Della Torre.\u00a0<em>Pochi mezzi per una assoluta sintesi di segni carichi di pause.<\/em>\u00a0Credo che queste due testimonianze siano un degno corollario alla mostra del MIG che sintetizza cinquantasette anni del lavoro\u00a0<em>autentico<\/em>\u00a0di Della Torre.<\/p>\n<p><strong>Enrico Della Torre<\/strong> nasce a Pizzighettone (Cremona) il 26 giugno 1931. Compie i suoi studi artistici a Milano, diplomandosi nel 1951 al Liceo di Brera e, quattro anni pi\u00f9 tardi, all\u2019Accademia di Belle Arti. Si dedica alla pittura, al disegno e all\u2019incisione ed il suo lavoro viene segnalato con il conferimento di diversi premi. Presentata da Guido Ballo, allestisce nel 1956 la prima mostra personale presso la Galleria dell\u2019Ariete di Milano, dove espone pitture e incisioni. Nel 1957 vince il secondo Premio per la Litografia alla Biennale dell\u2019Incisione Italiana Contemporanea di Venezia e nel dicembre dello stesso anno soggiorna brevemente a Parigi. A partire dal gennaio 1958 la sua arte si rinnova, facendosi pi\u00f9 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/personaggi-1980-acquatinta.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-20076\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/personaggi-1980-acquatinta.jpg\" alt=\"\" width=\"476\" height=\"317\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/personaggi-1980-acquatinta.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/personaggi-1980-acquatinta-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 476px) 100vw, 476px\" \/><\/a>chiara e analitica. Nel 1960 riceve il primo Premio San Fedele di Pittura a Milano, dove si stabilisce definitivamente. I viaggi in Germania nel 1961 segnano l\u2019inizio di un proficuo dialogo con la cultura tedesca. Il 1968 \u00e8 l\u2019anno in cui approda all\u2019espressione di un proprio mondo, popolato spesso da personaggi inediti, scaturiti dalla fantasia creativa dell\u2019artista e da un lento processo di metamorfosi. Scopre l\u2019universo misterioso degli zoofiti e delle chimere. Nel 1971 incontra il pittore americano Mark Tobey il quale aveva gi\u00e0 mostrato interesse per il lavoro di Enrico Della Torre acquistando un suo dipinto esposto alla Galerie Suzanne Egloff di Basilea. Il decennio \u00e8 fitto di mostre personali e collettive sia di pittura sia di incisione, in Italia e all\u2019estero. Nel 1972 espone un gruppo di opere alla X Quadriennale Nazionale d\u2019Arte di Roma e nel 1974 \u00e8 presente alla mostra \u201cLa ricerca dell\u2019identit\u00e0\u201d al Palazzo Reale di Milano. Iniziano nel 1973 i soggiorni a Teglio in <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/zoofito-2012-acquaforte-e-acquatinta-cm-50x40-1-200x300-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-20077 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/08\/zoofito-2012-acquaforte-e-acquatinta-cm-50x40-1-200x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/a>Valtellina, dove Della Torre organizza uno studio-atelier che, sostituendosi progressivamente a quello di Pizzighettone, affianca lo studio milanese. Nel 1974 dona cinquanta sue lastre incise all\u2019Istituto Nazionale per la Grafica, Calcografia di Roma. Nel 1981 ottiene il primo Premio Internazionale Lario per il disegno a Como. Il 1983 \u00e8 l\u2019anno in cui si dedica prevalentemente al collage. Negli anni seguenti le sue opere mirano sempre di pi\u00f9 alla costruzione e a una visione pi\u00f9 essenziale. Nel 1987 Erich Steingr\u00e4ber organizza una mostra antologica di dipinti, pastelli e incisioni di Della Torre degli anni 1958-1986, allestita inizialmente presso la Neue Pinakothek di Monaco di Baviera e poi trasferita in altre citt\u00e0 della Germania. Nell\u2019anno seguente espone a \u201cDi segno italiano \u2013 Italienische Zeichnungen 1908 \u2013 1988\u201d nei Musei di Francoforte, Berlino e Zurigo. E\u2019 del 1989 la mostra a Parma \u201cLe strade, dieci pittori a Milano\u201d, a cura di Arturo Carlo Quintavalle e nell\u2019occasione dona tutte le trentasei opere esposte al Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell\u2019Universit\u00e0 di Parma. Espone a: \u201cIl miraggio della liricit\u00e0. Arte astratta in Italia\u201d al Liljevalchs Konsthall, Stoccolma (1991); \u201cPittura a Milano 1945\/1990\u201d al Palazzo della Permanente, Milano (1992); \u201dThe Artist and the Book in Twentieth \u2013 Century Italy\u201d presso il Museum of Modern Art, New York (1993). Dal 1992 al 1995 insegna Tecniche dell\u2019incisione alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Nella sua attivit\u00e0 di incisore, collabora con stampatori ed editori d\u2019arte come Giorgio Upiglio, Giorgio Lucini, Franco Masoero, Federico Santini e Vanni Scheiwiller. Nel 1999 \u00e8 nominato Accademico Nazionale di San Luca. L\u2019anno successivo Sandro Parmiggiani cura una grande esposizione antologica a Palazzo Magnani, Reggio Emilia. Poi espone a \u201cMiracoli a Milano 1955-1965. Artisti, gallerie, tendenze\u201d al Museo della Permanente, Milano (2000); \u201cIntenso Essenziale. Evoluzione dell\u2019Astrattismo in Italia\u201d alla Galleria Civica d\u2019Arte Contemporanea, Termoli (2001); \u201cL\u2019incanto della pittura, percorsi dell\u2019arte italiana del secondo Novecento\u201d alla Casa del Mantegna, Mantova (2004); \u201cSulle tracce di Licini. Artisti italiani contemporanei\u201d, Palazzo dei Capitani, Ascoli Piceno (2008); \u201cCollage \u2013 Una poetica del frammento\u201d al Museo Villa dei Cedri, Bellinzona (sala personale, testo di L. Cavallo, 2010). Nel 2001, a seguito della donazione da parte dell\u2019artista di pi\u00f9 di cento tra opere uniche e incisioni, viene costituito il Fondo Enrico Della Torre presso il Museo Villa dei Cedri di Bellinzona. Nel 2004 esegue una grande vetrata per la facciata del Palazzo Comunale di Calcio (Bergamo). Nel 2008, presso la Biblioteca Statale di Cremona, \u00e8 costituito un Fondo composto da un cospicuo numero di libri d\u2019artista. Nel 2011 \u00e8 invitato alla 54\u00b0 Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Venezia, presentato da Ernesto Ferrero. Per i suoi ottant\u2019anni, tra il 2011 e il 2012 gli viene dedicata in Germania un\u2019esposizione itinerante dei dipinti pi\u00f9 recenti, organizzata dalla Frankfurter Westend Galerie di Francoforte. Nello stesso 2012 viene pubblicato dall\u2019editore Skira il volume \u201cEnrico Della Torre. Catalogo generale dell\u2019opera grafica, 1952-2012\u201d.\u00a0La mostra, che comprende anche gli omaggi a Rebora, Sereni e Dorfles, rimarr\u00e0 aperta fino al 30 ottobre 2020, tutti i giorni escluso il luned\u00ec, dalle ore 17.00 alle ore 20.00.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E\u2019 stata inaugurata al Museo Internazionale della Grafica \u00a0\u00a0di Castronuovo di Sant\u2019Andrea &#8211; Potenza la mostra antologica dell\u2019opera grafica di Enrico Della Torre. In 60 incisioni datate 1955-2012, donate dall\u2019artista al MIG lo scorso anno, viene raccontata la storia di un grande incisore del Novecento che continua il lavoro di informazione del Museo iniziato nel 2011 e proseguito ininterrottamente nel corso degli anni, anche durante il periodo di pandemia, con Daumier, Degas, Renoir, Bonnard, Matisse, Bernard, Mir\u00f2, Dufy, Picasso, Calder, Ben Shann, Secessione di Berlino, Pechstein, Zadkine, Marcoussis, Assadour, Henri Goetz, Gentilini, Strazza, Accardi, Ciarrocchi, Consagra, Melotti, Maccari, Anselmo Bucci, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/08\/06\/enrico-della-torre-incisore-in-mostra-al-museo-internazionale-della-grafica-a-castronuovo-di-santandrea-potenza\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,59281,53889,53888,53709,53710,9894,10357,44441,87,35407,26,17505,35188,28369,4625],"tags":[406786,59480,406787,406640,17520,406785],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20067"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20067"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20067\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20078,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20067\/revisions\/20078"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20067"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20067"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20067"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}