{"id":20430,"date":"2020-09-25T19:13:28","date_gmt":"2020-09-25T19:13:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=20430"},"modified":"2020-09-25T19:16:59","modified_gmt":"2020-09-25T19:16:59","slug":"milano-celebra-margaret-bourke-white-una-delle-figure-piu-rappresentative-del-fotogiornalismo-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/09\/25\/milano-celebra-margaret-bourke-white-una-delle-figure-piu-rappresentative-del-fotogiornalismo-mondiale\/","title":{"rendered":"Milano celebra Margaret Bourke-White una delle figure pi\u00f9 rappresentative del fotogiornalismo mondiale."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_20431\" style=\"width: 199px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/1-e1601059434430.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-20431\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20431\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/1-e1601059434430.jpg\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"266\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-20431\" class=\"wp-caption-text\">730274: (00\/00\/1935) LIFE photographer Margaret Bourke-White focusing her camera on a panoramic winter view of the city from a precarious position on an eagle gargoyle atop the Chrysler Bldg.<\/p><\/div>\n<p><strong>Milano celebra Margaret Bourke-White <\/strong>(New York, 1904 &#8211; Stamford, 1971), <strong>a Palazzo Reale, fino al 14 febbraio 2021, <\/strong>tra le <strong>figure pi\u00f9 rappresentative ed emblematiche del fotogiornalismo<\/strong>, attraverso una <strong>selezione inedita <\/strong>delle immagini pi\u00f9 iconiche realizzate nel corso della sua lunga carriera.<\/p>\n<div id=\"attachment_20432\" style=\"width: 347px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/8-e1601059715902.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-20432\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20432\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/8-e1601059715902.jpg\" alt=\"\" width=\"337\" height=\"242\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-20432\" class=\"wp-caption-text\">Famous image of African American flood victims lined up to get food and clothing from Red Cross relief station<\/p><\/div>\n<p>Curata da Alessandra Mauro, la mostra \u00e8 <strong>promossa e prodotta da Comune di Milano|Cultura, da Palazzo Reale e da Contrasto, in collaborazione con Life Picture Collection<\/strong>, detentrice dell\u2019archivio storico di LIFE. L\u2019esposizione rientra ne <strong>\u201cI talenti delle donne\u201d<\/strong>, un palinsesto promosso dall\u2019Assessorato alla Cultura del Comune di Milano dedicato all\u2019universo delle donne. \u201cI talenti delle donne\u201d vuole fare conoscere al grande pubblico quanto, nel passato e nel presente -spesso in condizioni non favorevoli- le donne siano state e siano artefici di espressivit\u00e0 artistiche originali e, insieme, di istanze sociali di mutamento. Si vuole in tal modo rendere visibili i contributi che le donne nel corso del tempo hanno offerto e offrono in tutte le aree della vita collettiva, a partire da quella culturale ma anche in ambito scientifico e imprenditoriale, al progresso dell\u2019umanit\u00e0. L\u2019obiettivo \u00e8 non solo produrre nuovi livelli di consapevolezza sul ruolo delle figure femminili nella vita sociale ma anche aiutare concretamente a perseguire quel principio di equit\u00e0 e di pari opportunit\u00e0 che, dalla nostra Costituzione, deve potersi trasferire nelle <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/4-e1601060163423.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-20435 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/4-e1601060163423.jpg\" alt=\"\" width=\"319\" height=\"248\" \/><\/a>rappresentazioni e culture quotidiane.<\/p>\n<p><strong>Pioniera dell\u2019informazione e dell\u2019immagine, Margaret Bourke-White ha esplorato ogni aspetto della fotografia: dalle prime immagini dedicate al mondo dell\u2019industria e ai progetti corporate, fino ai grandi reportage per le testate pi\u00f9 importanti come <em>Fortune <\/em>e <em>Life<\/em>; dalle cronache visive del secondo conflitto mondiale, ai celebri ritratti di Stalin prima e poi di Gandhi (conosciuto durante il reportage sulla nascita della nuova India e ritratto po<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_20433\" style=\"width: 289px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/3.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-20433\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20433\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/3.jpg\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"206\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/3.jpg 1181w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/3-300x222.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/3-1024x757.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/3-768x568.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-20433\" class=\"wp-caption-text\">Construction workers and taxi dancers enjoying a night out in bar room in frontier town. LIFE magazine&#8217;s first photo essay.<\/p><\/div>\n<p><strong>co prima della sua morte);dal Sud Africa dell\u2019apartheid, all\u2019America dei conflitti razziali\u00a0 fino al brivido delle visioni aeree del continente americano. <\/strong><strong>Oltre <\/strong><strong>100 immagini, provenienti dall\u2019archivio <em>Life <\/em>di New York e divise in 11 gruppi tematici <\/strong>che, in una visione cronologica<strong>, rintracciano il filo del percorso esistenziale <\/strong>di Margaret Bourke-White e mostrano la sua capacit\u00e0 visionaria e insieme narrativa, in grado di comporre \u201cstorie\u201d fotografiche dense e folgoranti.<\/p>\n<p>Ecco le 11 sezioni: <strong><em>L\u2019incanto delle acciaierie<\/em><\/strong> mostra i primi lavori industriali di Margaret, da quando nel 1928 apre un suo studio fotografico a Cleveland; La sezione <strong><em>Conca di polvere<\/em><\/strong> documenta il lavoro sociale realizzato dalla fotografa negli anni della<\/p>\n<div id=\"attachment_20434\" style=\"width: 391px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/9-e1601060126829.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-20434\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-20434\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/9-e1601060126829.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"242\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-20434\" class=\"wp-caption-text\">Overhead view of men milling about on 36th Street, between 8th and 9th Avenues, in the heart of the Garment District.<\/p><\/div>\n<p>Grande Depressione nel Sud degli USA; <strong><em>LIFE <\/em><\/strong>si concentra sulla lunga collaborazione di Bourke-White con la leggendaria rivista americana. Per LIFE Bourke-White realizzer\u00e0 la copertina e i reportage del primo numero e tanti altri ancora lungo tutta la sua vita; <strong><em>Sguardi sulla Russia<\/em><\/strong> inquadra il periodo in cui Margaret Bourke-White document\u00f2le fasi del piano quinquennale in UnioneSoveticafino ad arrivare a realizzare anni dopo- quando gi\u00e0 era scoppiata la Seconda guerra mondiale &#8211; il ritratto di Stalin in esclusiva per LIFE; La sezione <strong><em>Sul fronte dimenticato<\/em><\/strong> documenta gli anni della guerra, quando per lei fu disegnata la prima divisa militare per una donna corrispondente di guerra. Sono gli anni in cui Bourke-White, al seguito dell\u2019esercito USA sar\u00e0<\/p>\n<div id=\"attachment_20437\" style=\"width: 341px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/7-e1601060259524.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-20437\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20437\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/7-e1601060259524.jpg\" alt=\"\" width=\"331\" height=\"230\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-20437\" class=\"wp-caption-text\">Russian elementary school students sitting stoically at desks in classroom in a remot village in the Volga region.<\/p><\/div>\n<p>in Nord Africa, Italia e Germania; La sezione <strong><em>Nei Campi<\/em><\/strong> testimonia l\u2019orrore al momento della liberazione del Campo di concentramento di Buchenwald(1945) quando, come ha dichiarato la fotografa, \u201cper lavorare dovevo coprire la mia anima con un velo\u201d; <strong><em>L\u2019India<\/em><\/strong> raccoglie il lungo reportage compiuto dalla fotografa al momento dell\u2019indipendenza dell\u2019India e della sua separazione con il Pakistan. Tra le altreimmagini, in mostra anche il celebre ritratto del Mahatma intento a filare all\u2019arcolaio; <strong><em>Sud Africa<\/em><\/strong> \u00e8 la documentazione del grande paese africano durante l\u2019Apartheid; <strong><em>Voci del Sud bianco<\/em><\/strong> \u00e8 il lavoro a colori del 1956 dedicato al tema del segregazionismo del Sud degli USA in un paese in trasformazione;<\/p>\n<div id=\"attachment_20438\" style=\"width: 344px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/5-e1601060321535.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-20438\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20438\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/5-e1601060321535.jpg\" alt=\"\" width=\"334\" height=\"253\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-20438\" class=\"wp-caption-text\">245446: (00\/04\/1946) Indian ldr. Mohandas Gandhi reading as he sits cross-legged on floor next to a spinning wheel which looms in the foreground as a symbol of India&#8217;s struggle for independence, at home.<\/p><\/div>\n<p><strong><em>In alto e a casa<\/em><\/strong> raccoglie alcune tra lepi\u00f9 significative immagini aeree realizzate dalla fotografa nel corso della sua vita; Ilpercorso termina con <strong><em>La mia misteriosa malattia<\/em>,<\/strong> una serie di immagini che documentano la sua ultima, strenua lotta, quello contro il morbo di Parkinson di cui manifesta i primi sintomi nel 1952 e contro cui combatter\u00e0 con determinazione. In questo caso, \u00e8 lei il soggetto del reportage, realizzato dal collega Alfred Eisenstaedtche ne testimonia la forza, la determinazione ma anche la fragilit\u00e0. <strong>Una straordinaria retrospettiva quindi per ricordare un\u2019importante fotografa, una grande donna, la sua visione e la sua vita controcorrente.<\/strong> In occasione della mostra, Cineteca Milano|MIC &#8211; Museo Interattivo del Cinema, in collaborazione con Palazzo Reale e Contrasto, presenta dal 13 al 31 ottobre la rassegna cinematografica\u00a0<strong><em>Prima, donna. Margaret Bourke-White in 11 film<\/em><\/strong>.\u00a0Accesso gratuito alle proiezioni presentando al MIC il biglietto della mostra e ingresso alla mostra con speciale riduzione (10 \u20ac anzich\u00e9 14 \u20ac) per i possessori di Cinetessera 2020.<\/p>\n<div id=\"attachment_20439\" style=\"width: 391px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/2-e1601060361846.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-20439\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-20439\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/2-e1601060361846.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"441\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-20439\" class=\"wp-caption-text\">Fort Peck Dam, (image used on first LIFE Magazine cover, November 23, 1936)<\/p><\/div>\n<p><strong>Margaret Bourke-White<\/strong> nasce il 14 giugno 1904 a New York ma si trasferisce presto nel New Jersey. Il padre, un inventore, trasmette alla figlia l\u2019amore appassionato per le macchine, nonch\u00e9 il bisogno di misurarsi con la tecnologia e di superarla. Nel 1921 frequenta la Columbia University. Un anno dopo, nel 1922, il padre muore lasciando in lei un vuoto incolmabile. Margaret torna a scuola e frequenta la Columbia University. Un anno dopo, nel 1922, il padre muore lasciando in lei un vuoto incolmabile. Margaret torna a scuola e frequenta le lezioni di fotografia di Clarence H. White. A soli 21 anni si sposa con Everett Chapman; non sar\u00e0 un matrimonio felice: dopo due anni divorzieranno. Poco pi\u00f9 che ventenne, di ritorno all\u2019universit\u00e0, questa volta la Cornell, riscopre la fotografia: capisce che realizzare e duplicare scorci pittoreschi del campus pu\u00f2 diventare un\u2019attivit\u00e0 redditizia e creativa. In breve si trasferisce a Cleveland, apre uno studio fotografico e affronta il mercato della fotografia corporate e pubblicitaria. Lentamente si far\u00e0 conoscere come temeraria e intrepida fotografa industriale, in grado di affrontare il fuoco per realizzare splendide immagini industriali. Nel 1929 arriva la svolta: Henry Luce, editore di <em>Time <\/em>la invita a partecipare a un nuovo progetto, la rivista <em>Fortune<\/em>. Per lei si tratta di una grande opportunit\u00e0: si trasferisce a New York e alterner\u00e0 il lavoro di fotografa pubblicitaria (con studio all\u2019ultimo piano del Chrysler Building, completo di una coppia di alligatori in liberta) ai reportage sul mondo del lavoro negli Stati Uniti. Ha successo, energia, inventiva. I suoi coo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/6-e1601060535751.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20440 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/09\/6-e1601060535751.jpg\" alt=\"\" width=\"283\" height=\"390\" \/><\/a>rdinati, cappello, gonna, guanti e panno della macchina fotografica in tinta, diventano leggendari. Per <em>Fortune<\/em> nel 1930 sar\u00e0 in Germania e poi sar\u00e0 la volta della Russia dove viagger\u00e0 a lungo e pi\u00f9 volte. Dal 1936 non e pi\u00f9 possibile ignorare gli effetti della Depressione e Margaret rivolge l\u2019attenzione a lavori di documentazione sociale. Conosce lo scrittore ErskineCaldwell, che diventer\u00e0 suo marito (ma anche in questo caso il matrimonio durer\u00e0 pochi anni) e insieme percorreranno il Sud americano segnato dalla siccit\u00e0. Dal sodalizio tra i due nasce il libro <em>YouHaveSeenTheirFaces<\/em>(1937). Il successo non si arresta. Luce la vuole al suo fianco per un\u2019altra avventura: partecipare alla nascita di <em>Life<\/em>, la pi\u00f9 importante rivista fotografica del periodo. Sua sar\u00e0la prima copertina, nel 1936, suoi saranno tanti reportage pubblicati. Grazie a <em>Life<\/em>, Margaret diventa un personaggio pubblico e la sua immagine di donna elegante, volitiva e intelligente diventa sinonimo di eccellenza. Continua a viaggiare; fa riprese aeree straordinarie; torna in Europa, prima a Berlino, poi a Mosca e in occasione dello scoppio delle ostilit\u00e0tra URSS e Germania realizza un sorprendente ritratto di Stalin. Nel 1942 le forze armate americane disegnano per lei la prima uniforme femminile di corrispondente di guerra. Margaret fotografa le operazioni in Africa e passa mesi sul fronte italiano. E a Napoli, Cassino, Roma; da questa esperienza nascer\u00e0il libro <em>TheyCalledit Purple Heart Valley<\/em>. Nella primavera 1945 e al seguito del generale Patton in Germania. Nel mese di aprile entra, prima fotografa, nel campo di Buchenwald liberato. Qui il dovere di testimoniare rischia di diventare un\u2019esperienza durissima, ai limiti della sopportazione. Ma Bourke-White \u00e8 una professionista e non si ferma di fronte a nulla. Finita la guerra \u00e8 in India nel momento di passaggio dall\u2019impero britannico alla liberta e alla separazione dal Pakistan. A questo lavoro dedicher\u00e0 il libro, pubblicato anche in italiano nel 1952, <em>L\u2019India amet\u00e0 strada<\/em>. Sar\u00e0 poi la volta del Sudafrica,dove Margaret cerca di conoscere le condizionidi vita e di lavoro nei campi e nelle miniere. Arriver\u00e0 poi ancora sul fronte della guerra in Corea per testimoniare il difficile, straziante momento di divisione di una terra, e un popolo, in due stati. Altri reportage, altri lavori la porteranno a viaggiare, a conoscere il suo stesso paese e quando sar\u00e0 possibile cercher\u00e0 di salire su un velivolo e realizzare le sue amate vedute aeree. Tra un viaggio e l\u2019altro, nella sua residenza di Darien, nel Connecticut si immerge nella natura e si concentra sui suoi libri. Verso il 1952 deve pero intraprendere una dura lotta: quella contro il morbo di Parkinson. Sar\u00e0una battaglia lunga e complessa e gli ultimi anni la vedranno cercare in tutti i modi di continuare a lavorare, cercando almeno di usare la macchina da scrivere. Morir\u00e0 nel 1971, all\u2019eta di 67 anni, al termine di vent\u2019anni di lotta estenuante contro la malattia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Milano celebra Margaret Bourke-White (New York, 1904 &#8211; Stamford, 1971), a Palazzo Reale, fino al 14 febbraio 2021, tra le figure pi\u00f9 rappresentative ed emblematiche del fotogiornalismo, attraverso una selezione inedita delle immagini pi\u00f9 iconiche realizzate nel corso della sua lunga carriera. Curata da Alessandra Mauro, la mostra \u00e8 promossa e prodotta da Comune di Milano|Cultura, da Palazzo Reale e da Contrasto, in collaborazione con Life Picture Collection, detentrice dell\u2019archivio storico di LIFE. L\u2019esposizione rientra ne \u201cI talenti delle donne\u201d, un palinsesto promosso dall\u2019Assessorato alla Cultura del Comune di Milano dedicato all\u2019universo delle donne. \u201cI talenti delle donne\u201d vuole fare [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/09\/25\/milano-celebra-margaret-bourke-white-una-delle-figure-piu-rappresentative-del-fotogiornalismo-mondiale\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,41744,59246,74779,53709,53710,66803,9894,10357,53794,41640,28386,44441,87,28340,26,17505,35188,28369,4625],"tags":[409057,59480,262952,47046,41325,409056,409053,376855],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20430"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20430"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20430\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20446,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20430\/revisions\/20446"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}