{"id":20515,"date":"2020-10-02T20:16:18","date_gmt":"2020-10-02T20:16:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=20515"},"modified":"2020-10-02T20:16:18","modified_gmt":"2020-10-02T20:16:18","slug":"leopoldo-serra-un-protagonista-del-risorgimento-tra-roma-e-torino-la-mostra-lo-racconta-al-museo-civico-del-risorgimento-di-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/10\/02\/leopoldo-serra-un-protagonista-del-risorgimento-tra-roma-e-torino-la-mostra-lo-racconta-al-museo-civico-del-risorgimento-di-bologna\/","title":{"rendered":"Leopoldo Serra, un protagonista del Risorgimento tra Roma e Torino. La mostra  lo racconta al Museo civico del Risorgimento di Bologna."},"content":{"rendered":"<p><strong>Fu il bolognese Leopoldo Serra, alla guida del 12\u00b0 Battaglione Bersaglieri, il primo ufficiale dell&#8217;esercito regio in avanzata a varcare il ciglio della breccia aperta nelle Mura aure<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/1_Leopoldo_Serra.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-20518\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/1_Leopoldo_Serra.jpg\" alt=\"\" width=\"415\" height=\"523\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/1_Leopoldo_Serra.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/1_Leopoldo_Serra-238x300.jpg 238w\" sizes=\"(max-width: 415px) 100vw, 415px\" \/><\/a>liane a pochi metri da Porta Pia, la mattina del 20 settembre 1870 i<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/Image.1600281471754.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-20517 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/Image.1600281471754.jpg\" alt=\"\" width=\"532\" height=\"373\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/Image.1600281471754.jpg 709w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/Image.1600281471754-300x210.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 532px) 100vw, 532px\" \/><\/a>ntorno alle ore 9, dopo circa quattro ore di cannoneggiamenti, in una Roma conquistata e sottratta, dopo mille anni, al potere temporale pontificio.<\/strong> Era l&#8217;ultimo atto dell&#8217;agognato sogno risorgimentale finalmente avveratosi e il primo passo, di enorme portata storica e simbolica, verso il futuro unitario della nazione italiana, con la Citt\u00e0 Eterna annessa al Regno d&#8217;Italia e acclamata Capitale di tutta la penisola nel solenne messaggio annunciato dal Generale Raffaele Cadorna. L&#8217;evento fondativo che avrebbe accelerato nel sentimento pubblico il processo di costruzione della nostra identit\u00e0 nazionale.\u00a0<strong>A pochi giorni dal 150\u00b0 anniversario della Presa di Porta Pia a Roma, il<\/strong>\u00a0<strong>Museo civico del Risorgimento di Bologna<\/strong>\u00a0celebra la memoria di uno dei suoi concittadini pi\u00f9 illustri, protagonista del fatto d&#8217;arme che consegn\u00f2 la Roma pontificia all&#8217;Italia, attraverso <strong>la mostra documentaria\u00a0\u201c<em>Leopoldo Serra, un protagonista del Risorgimento tra Roma e Torino\u201d\u00a0<\/em>fino \u00a0al 21 novembre 2020.\u00a0 <\/strong>Nel giorno della ricorrenza,\u00a0<strong>domenica 20 settembre 2020<\/strong>, il progetto espositivo \u00e8 stato \u00a0presentato al pubblico nel corso di una\u00a0<strong>visita guidata<\/strong> e nell&#8217;incontro di approfondimento dal titolo\u00a0<strong><em>Il 150\u00b0 anniversario della Battaglia di Porta Pia e il bolognese Leopoldo Serra<\/em><\/strong>, condotto dai curatori Otello Sangiorgi e Mirtide Gavelli. \u00a0<strong>L&#8217;ordinamento della mostra ripercorre le tappe fondamentali della vita avventurosa di\u00a0Leopoldo Serra<\/strong>\u00a0<strong>(28 febbraio 1829 \u2013 8 ottobre 1912)<\/strong> nella quale si riflettono gli eventi cruciali, le questioni fondamentali, i personaggi, i miti, i valori e le idealit\u00e0 della Terza Italia: dalle Guerre di Indipendenza al brigantaggio, dalla questione romana alla questione sociale, dalla &#8220;poesia&#8221; del Risorgimento alla &#8220;prosa&#8221; dei decenni post-unitari. <strong>Sono esposti alcuni ricordi e cimeli personali di Serra e dei suoi compagni d&#8217;arme, conservati nella collezione permanente del museo e normalmente non accessibili al pubblico.<\/strong> Tra quelli di maggior valore biografico e storico si ricordano la sciabola di ordinanza per ufficiale dei Bersaglieri completa di fodero, sulla cui lama sono riportati il nome del proprietario e l&#8217;iscrizione &#8220;24 giugno 1859 \u2013 20 settembre 1870&#8221;, ovvero le date, rispettivamente, della battaglia di Solferino e della presa di Roma; un piccolo revolver a sei colpi utilizzato nella lotta al brigantaggio; il mantello in panno nero di tipo militare indossato durante l&#8217;assalto a Porta Pia, dove sono ancora visibili i 23 buchi provocati dai proiettili sparati dai soldati pontif<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/2_Leopoldo_Serra-scaled-e1601667591130.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-20516 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/2_Leopoldo_Serra-scaled-e1601667591130.jpg\" alt=\"\" width=\"467\" height=\"340\" \/><\/a>ici, che furono rammendati dalle donne romane mentre il valoroso ufficiale si trovava ricoverato in ospedale e il medagliere con 11 decorazioni e nastrini conformi in cui viene riassunta tutta la sua carriera militare. L&#8217;esposizione \u00e8 completata da una documentazione &#8211; custodita nella biblioteca del museo \u2013 sulla giornata del 20 settembre, la cui celebrazione costitu\u00ec per decenni motivo di polemiche e frizioni tra la Chiesa e il nuovo Stato Italiano in nome della cosiddetta \u201cQuestione Romana\u201d, definitivamente conclusasi solo nel 1929 con la sottoscrizione dei Patti Lateranensi.<\/p>\n<p><strong>Leopoldo Serra<\/strong>, nato a Bologna il 28 febbraio 1829, comp\u00ec gli studi nella sua citt\u00e0, prima presso i Barnabiti, poi all&#8217;Universit\u00e0, dove si laure\u00f2 in matematica. Nel 1854, animato da sentimenti patriottici, emigr\u00f2 in Piemonte e, avvalendosi anche di una raccomandazione di Marco Minghetti, si arruol\u00f2 come volontario e venne assegnato alla 2a batteria d&#8217;artiglieria a cavallo; nel dicembre 1855 fu nominato sottotenente d&#8217;artiglieria; nel 1858 fu trasferito al 3\u00b0 battaglione Bersaglieri. Prese parte alla seconda Guerra di Indipendenza (1859), dove si distinse particolarmente nella battaglia di San Martino: bench\u00e9 ferito non volle abbandonare il suo posto di combattimento; per questo motivo fu decorato con una medaglia d&#8217;argento al valor militare. Dal 1863 al 1866, come capitano del 4\u00b0 Bersaglieri, Serra prese parte alla repressione del Brigantaggio in provincia di Avellino e in Basilicata, compiendo atti di grande coraggio. &#8220;Era tanta l&#8217;audacia di quell&#8217;uomo che da solo, con un piccolo revolver, s&#8217;inoltrava per parecchi chilometri nei boschi pi\u00f9 fitti, lasciando i bersaglieri soli appiattati, e compiendo fino atti di temerit\u00e0&#8221;. Nel 1866 (terza Guerra di Indipendenza) ricevette un&#8217;altra medaglia al valore per il comportamento tenuto nella battaglia di Custoza, dove ebbe parte gloriosa nel celebrato &#8220;quadrato di Villafranca&#8221; lo scontro nel quale le truppe italiane respinsero la cavalleria austriaca che aveva cercato di fare prigioniero il principe Umberto, futuro Re d&#8217;Italia. Il 20 settembre 1870 partecip\u00f2 alla Presa di Roma col grado di capitano e, al comando dei Bersaglieri del 12\u00b0 Battaglione \u2013 il maggiore che avrebbe dovuto guidare il corpo era ammalato &#8211; fu il primo ufficiale che entr\u00f2 nella Citt\u00e0 Eterna, rimanendo anche ferito nel combattimento; in quell&#8217;occasione gli venne conferita la Croce dell&#8217;Ordine Militare di Savoia. Nel 1872 fu collocato a riposo col grado di maggiore &#8220;per ferita riportata in guerra&#8221;, ma &#8220;si conserv\u00f2 sempre patriotta e soldato nell&#8217;animo&#8221;. Negli anni successivi gli vennero conferite anche la Croci di cavaliere dell&#8217;Ordine della Corona d&#8217;Italia e dell&#8217;Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. Nel 1897 promosse una sottoscrizione nazionale per donare, in occasione del 50\u00b0 anniversario dello Statuto Albertino, una bandiera d&#8217;onore alla citt\u00e0 di Torino. La proposta incontr\u00f2 la generale approvazione, si form\u00f2 un Comitato esecutivo, presieduto dal Sindaco di Bologna Alberto Dallolio che ben presto ottenne l&#8217;adesione delle principali citt\u00e0 italiane, i cui sindaci andarono a costituire il Comitato d&#8217;onore. La bandiera offerta fu definita &#8220;un&#8217;opera unica forse nel suo genere e di grande valore artistico&#8221;, e venne realizzata a Bologna: disegnata da Silvio Gordini, impreziosita da lavori di oreficeria dei Fratelli Zanetti, ricamata da Gisella Ballarini coadiuvata da Enrica Stagni, Maria Podetti ed Emma Zambonelli. Il cofano che la conteneva fu disegnato da Alfredo Tartarini e realizzato da Sante Mingazzi. La bandiera era accompagnata da un&#8217;artistica pergamena opera di Achille Casanova, con una dedica di Gino Rocchi. La cerimonia ufficiale di donazione, svoltasi all&#8217;ingresso di Palazzo Madama a Torino il 2 maggio 1898, costitu\u00ec uno delle cerimonie patriottiche pi\u00f9 importanti di quegli anni. Con la somma avanzata dalla sottoscrizione, Serra propose poi di istituire un &#8220;Premio al Carattere&#8221;, intendendo con carattere &#8220;la continua coerenza tra un pensiere onesto e un&#8217;azione perserverante&#8221;. Cos\u00ec, per diversi anni, il Municipio di Torino distribu\u00ec il Premio a chi avesse dato prova maggiore di grandezza di carattere. Parte dei suoi ricordi e documenti personali \u00e8 conservato oggi al Museo del Risorgimento di Bologna. Mor\u00ec nel 1912, dopo avere dettata l&#8217;epigrafe per la propria tomba, presente ancor oggi nel Cimitero della Certosa (Chiostro Annesso al Maggiore, lato nord, perimetro esterno): &#8220;Qui riposa \/ presso ai suoi cari \/ Leopoldo Serra \/ maggiore nei Bersaglieri \/ che solo desiderio serbava \/ di spirare l&#8217;anima in Dio \/ difendendo \/ nei futuri inevitabili eventi \/ l&#8217;indipendenza e unit\u00e0 della Patria \/ affermando riconoscenza \/ alla leale e prode \/ casa di Savoia&#8221;.\u00a0Nel 1970 a Leopoldo Serra venne dedicata una via (pi\u00f9 precisamente una &#8220;rampa&#8221;) di Bologna, nei pressi di piazza Venti Settembre. Sempre nel 1970, in via Castelfidardo 3 a Bologna, il Comune di Bologna fece porre una lapide che reca la seguente iscrizione: AL CIVICO NUMERO OTTO \/\u00a0IN QUESTA VIA \/\u00a0NELL&#8217;ESALTANTE RICORDO \/\u00a0DELLE BATTAGLIE PER L&#8217;INDIPENDENZA \/\u00a0COMBATTUTE DA PRODE \/\u00a0VISSE A LUNGO E SI SPENSE \/\u00a0LEOPOLDO SERRA \/\u00a0A S. MARTINO, A VILLAFRANCA, IN IRPINIA \/\u00a0RIFULSE IL SUO VALORE \/\u00a0IL XX SETTEMBRE MDCCCLXX \/\u00a0PORTA PIA LO VIDE \/\u00a0ALLA TESTA DEI SUOI BERSAGLIERI \/\u00a0CHE PRIMI ENTRARONO IN ROMA \/\u00a0ACCLAMATA CAPITALE A.P. I LIBERALI BOLOGNESI A PERENNE RICORDO QUESTA MEMORIA POSERO IL XX SETTEMBRE MCMLXX.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Fu il bolognese Leopoldo Serra, alla guida del 12\u00b0 Battaglione Bersaglieri, il primo ufficiale dell&#8217;esercito regio in avanzata a varcare il ciglio della breccia aperta nelle Mura aureliane a pochi metri da Porta Pia, la mattina del 20 settembre 1870 intorno alle ore 9, dopo circa quattro ore di cannoneggiamenti, in una Roma conquistata e sottratta, dopo mille anni, al potere temporale pontificio. Era l&#8217;ultimo atto dell&#8217;agognato sogno risorgimentale finalmente avveratosi e il primo passo, di enorme portata storica e simbolica, verso il futuro unitario della nazione italiana, con la Citt\u00e0 Eterna annessa al Regno d&#8217;Italia e acclamata Capitale di [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/10\/02\/leopoldo-serra-un-protagonista-del-risorgimento-tra-roma-e-torino-la-mostra-lo-racconta-al-museo-civico-del-risorgimento-di-bologna\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,44545,87,28340,59550,26,17505,35188,51708,64,28369],"tags":[409100,59480,409097,409099,409096,409098],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20515"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20515"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20515\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20520,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20515\/revisions\/20520"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20515"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20515"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20515"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}