{"id":20553,"date":"2020-10-06T19:36:30","date_gmt":"2020-10-06T19:36:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=20553"},"modified":"2020-10-06T19:36:30","modified_gmt":"2020-10-06T19:36:30","slug":"marco-scotini-e-lutopian-display-geopolitiche-curatoriali-e-unantologia-di-esperienze-autoriali-tra-le-voci-piu-importanti-e-sperimentali-della-ricerca-curatoriale-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/10\/06\/marco-scotini-e-lutopian-display-geopolitiche-curatoriali-e-unantologia-di-esperienze-autoriali-tra-le-voci-piu-importanti-e-sperimentali-della-ricerca-curatoriale-contemporanea\/","title":{"rendered":"Marco Scotini e l\u2019Utopian Display. Geopolitiche curatoriali \u00e8 un\u2019antologia di esperienze autoriali, tra le voci pi\u00f9 importanti e sperimentali della ricerca curatoriale contemporanea."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/cover__id5761_w302_t1572367721__1x.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-20554\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/cover__id5761_w302_t1572367721__1x.jpg\" alt=\"\" width=\"302\" height=\"474\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/cover__id5761_w302_t1572367721__1x.jpg 302w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/cover__id5761_w302_t1572367721__1x-191x300.jpg 191w\" sizes=\"(max-width: 302px) 100vw, 302px\" \/><\/a>Che l\u2019arte contemporanea, attraverso biennali, neo-istituzioni museali e mercati finanziari, sia diventata oggi un fenomeno globale, \u00e8 un dato certo. Un libro dal titolo \u201c Utopian Display. Geopolitiche curatoriali\u201d a cura di Marco Scotini( Quodlibet Naba Insights, 2019, pp. 224, euro 20,00) raccoglie idee, progetti, aperture e lavoro curatoriale.<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/cover-libri-Copia-747x420-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20555 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/cover-libri-Copia-747x420-1.jpg\" alt=\"\" width=\"496\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/cover-libri-Copia-747x420-1.jpg 747w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/cover-libri-Copia-747x420-1-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 496px) 100vw, 496px\" \/><\/a>\u00a0Molto meno certo \u00e8 che il paradigma \u201cArte\u201d, per come si \u00e8 istituito nella sua eredit\u00e0 modernista, appartenga a una moltiplicazione di visioni, a una latitudine di storie diverse e incrociate, a contesti trasversali e differenti. Nella scena artistica contemporanea si ha l\u2019impressione che \u201cessere uguali\u201d non significhi altro che appartenere alla stessa istituzione Arte. Emanciparsi vorrebbe dire allora appartenere all\u2019Arte come a uno stesso mondo, condividere un mondo gi\u00e0 istituito che, come tale, non pu\u00f2 che riprodurre all\u2019infinito ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 implicito in esso. Nonostante tutto, il nostro modello di arte continua ad essere molto simile a quello di una istituzione in grado di determinare l\u2019integrazione delle minoranze nella misura maggioritaria (nell\u2019identit\u00e0, nell\u2019unit\u00e0) oppure la loro esclusione. <strong>E\u2019\u00a0 una raccolta di scritti molto interessanti che cerca di interrogarsi sul ruolo dell\u2019arte contemporanea nella societ\u00e0.<\/strong> Questa antologia di scritti raccoglie esperienze curatoriali maturate negli ultimi trent\u2019anni in differenti contesti geopolitici, sia per gli effetti della globalizzazione -pur con molti scetticismi- \u00a0che per le pi\u00f9 recenti premesse della cosiddetta de-globalizzazione, dall\u2019Africa alla Cina, dall\u2019India all\u2019America Latina, dal Medio Oriente fino allo spazio post-sovietico. <strong>L\u2019antologia <em>Utopian Display<\/em> cerca di raccogliere esperienze curatoriali maturate negli ultimi anni portate avanti da autori, tutte appartenenti a differenti generazioni, e\u00a0 tra le voci pi\u00f9 importanti e sperimentali della ricerca curatoriale contemporanea. \u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questo l\u2019Indice<\/strong>: Guido Tattoni, Direttore NABA, Nuova Accademia di Belle Arti; Italo Rota, NABA Scientific Advisor; Marco Scotini, <em>Arte e curatela nella geografia del potere.<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>Pratiche istituenti e critica istituzionale. (Fare e disfare istituzioni)\n<ul>\n<li>Anselm Franke, <em>Musei auto-espropriati<\/em><\/li>\n<li>Ute Meta Bauer, <em>The Making of an Institution<\/em><\/li>\n<li>Hou Hanru, <em>Da Open Museum a Open City<\/em><\/li>\n<li>Vasif Kortun, <em>Istituzioni d\u2019arte nell\u2019epoca della crisi della dimensione pubblica<\/em><\/li>\n<li>Pierre Bal-Blanc, <em>La logica culturale della fondazione d\u2019arte contemporanea nell\u2019era del tardo capitalismo<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>The International Art English. Procedure di inclusione\/esclusione\n<ul>\n<li>Geeta Kapur, <em>La curatela in mondi agonistici<\/em><\/li>\n<li>Gerardo Mosquera, <em>Good-bye identit\u00e0, benvenuta differenza. Dall\u2019arte latino-americana all\u2019arte dell\u2019America Latina<\/em><\/li>\n<li>Tina Sherwell, <em>Considerazioni geopolitiche sull\u2019arte contemporanea palestinese<\/em><\/li>\n<li>What, How &amp; For Whom\/WHW, <em>Cosa vuoi sapere?<\/em><\/li>\n<li>Charles Esche, <em>Un Picasso in cerca di contesto<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>Disimparare la storia e riscrittura della memoria\n<ul>\n<li>Simon Njami, <em>La citt\u00e0 nel giorno azzurro<\/em><\/li>\n<li>Rasha Salti, <em>Sulla postcolonia e il museo. Pratica curatoriale e decolonizzazione della storia delle esposizioni<\/em><\/li>\n<li>Andrea Giunta, <em>La svolta iconografica. La denormalizzazione dei corpi e delle sensibilit\u00e0 nell\u2019opera delle artiste latino-americane<\/em><\/li>\n<li>Miguel A. L\u00f3pez, <em>Il Museo Travestito<\/em><\/li>\n<li>Carol Yinghua Lu, <em>L\u2019esposizione come esposizione<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>Biografie<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/marco-scotini-768x628-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-20556\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/marco-scotini-768x628-1.jpg\" alt=\"\" width=\"505\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/marco-scotini-768x628-1.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/marco-scotini-768x628-1-300x245.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 505px) 100vw, 505px\" \/><\/a>E\u2019 stato chiesto a Scotini in un\u2019intervista<\/strong>\u00a0 \u00a0<strong>di spiegare cosa intendesse \u00a0per geopolitiche curatoriali. Ecco cosa ha detto: \u201c<\/strong>Il libro \u00e8 il primo di una collana editoriale, pubblicata da Quodlibet e promossa da NABA, che vedr\u00e0 a breve la stampa di altri volumi dedicati a diverse discipline, tutte interne all\u2019Accademia. Per questo il titolo \u201cUtopian Display\u201d fa riferimento a quanto abbiamo fatto nella scuola di curatela a partire dal 2003: \u00e8 una sorta di password che abbiamo utilizzato in pi\u00f9 occasioni per seminari internazionali con curatori e artisti, declinandolo di volta in volta in rapporto all\u2019exhibition making, alle biennali d\u2019arte, all\u2019allestimento espositivo. Ora il format \u00e8 quello di un libro con un contenuto totalmente nuovo e che mette a confronto l\u2019attuale esplosione policentrica dell\u2019arte contemporanea con il nuovo ordine mondiale. <strong>Se pensiamo che le biennali nel mondo erano quattro e fino agli anni \u201990 (la Biennale di Venezia, quella di San Paolo, dell\u2019Avana e documenta a Kassel) mentre ora sono oltre trecento, ci dobbiamo chiedere quale ruolo abbia avuto il fenomeno della globalizzazione degli ultimi venti anni all\u2019interno del sistema dell\u2019arte. Viceversa: in che modo l\u2019estensione a tutte le latitudini del sistema dell\u2019arte occidentale abbia accompagnato, promosso e legittimato culturalmente, la globalizzazione. Dunque, \u201cgeopolitiche curatoriali\u201d ha questo significato.<\/strong> Ricorrere al termine \u201cgeopolitica\u201d (nell\u2019accezione del primo Yves Lacoste) ha senso di fronte alla proliferazione delle identit\u00e0 nazionali contemporanee e alla tensione e competizione dinamica tra loro (\u201ci mondi agonistici\u201d, come li chiama Geeta Kapur nel libro). Mi viene in mente, tanto per fare un esempio, l\u2019emersione dal 2015 del Padiglione Catalano alla Biennale di Venezia. Di fatto se l\u2019assetto territoriale della guerra fredda \u00e8 entrato in crisi non si deve tanto al tentativo della cancellazione dei confini nazionali da parte del capitale quanto alla loro moltiplicazione\u201d. <strong>Non \u00e8 poco tutto questo. E soprattutto lo trovo di un rigore analitico profondo, sapientemente profondo, capace di segnare in modo significativo il progettare l\u2019arte contemporanea oggi, e soprattutto domani.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Che l\u2019arte contemporanea, attraverso biennali, neo-istituzioni museali e mercati finanziari, sia diventata oggi un fenomeno globale, \u00e8 un dato certo. Un libro dal titolo \u201c Utopian Display. Geopolitiche curatoriali\u201d a cura di Marco Scotini( Quodlibet Naba Insights, 2019, pp. 224, euro 20,00) raccoglie idee, progetti, aperture e lavoro curatoriale. \u00a0Molto meno certo \u00e8 che il paradigma \u201cArte\u201d, per come si \u00e8 istituito nella sua eredit\u00e0 modernista, appartenga a una moltiplicazione di visioni, a una latitudine di storie diverse e incrociate, a contesti trasversali e differenti. Nella scena artistica contemporanea si ha l\u2019impressione che \u201cessere uguali\u201d non significhi altro che appartenere [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/10\/06\/marco-scotini-e-lutopian-display-geopolitiche-curatoriali-e-unantologia-di-esperienze-autoriali-tra-le-voci-piu-importanti-e-sperimentali-della-ricerca-curatoriale-contemporanea\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,9894,10357,44441,87,17030,23335,26,47,28369,41632],"tags":[59480,398666,409122,409124,409125,406647,409123],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20553"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20553"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20553\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20557,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20553\/revisions\/20557"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}