{"id":20641,"date":"2020-10-17T17:43:29","date_gmt":"2020-10-17T17:43:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=20641"},"modified":"2020-10-17T17:43:29","modified_gmt":"2020-10-17T17:43:29","slug":"il-poeta-vittorio-bodini-a-cinquantanni-dalla-morte-1970-2020-il-sud-nei-versi-del-poeta-pugliese-cantore-delle-tradizioni-salentine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/10\/17\/il-poeta-vittorio-bodini-a-cinquantanni-dalla-morte-1970-2020-il-sud-nei-versi-del-poeta-pugliese-cantore-delle-tradizioni-salentine\/","title":{"rendered":"Il poeta Vittorio Bodini a cinquant\u2019anni dalla morte (1970-2020). Il Sud nei versi  del poeta pugliese, cantore delle tradizioni salentine."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/unnamed-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-20650\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/unnamed-3.jpg\" alt=\"\" width=\"465\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/unnamed-3.jpg 512w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/unnamed-3-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 465px) 100vw, 465px\" \/><\/a>C\u2019\u00e8 un Sud cantato da poeti italiani,<\/strong> <strong>intellettuali del sud,<\/strong> che v<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/13063579015_ca8308a159_b-e1602955540475.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-20644 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/13063579015_ca8308a159_b-e1602955540475.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"339\" \/><\/a>ive una sorta di travasamento; specie quel sud pugliese\u00a0 e salentino che poeti hanno cantato affidandosi ad archetipi e mitologie. <strong>Penso ad Albino\u00a0 Pierro, a Girolamo Comi, a Rocco Scotellaro,\u00a0 <\/strong><strong>Ercole Ugo D\u2019Andrea, Rina Durante, Vittore Fiore, Vittorio Pagano, \u00a0Salvatore Toma, Antonio Verri, Nicola G. De Donno, e altri.<\/strong> Il bianco calcinato delle case, la luce abbacinante, la piazza del paese, le chiese barocche, i detti salentini, i paesi\u00a0 e le campagne di ulivi millenari, tutto muove a sollecitare\u00a0 e\u00a0 a far vivere\u00a0 nella poesia di Bodini (1914- 1970) i richiami sacrali e rituali, quella\u00a0 fenomenologia di una antropologia del luogo. Bodini moriva 50 anni fa. Le fonti di questi richiami, che interessano tutta la prima fase del poeta pugliese che ha dedicato a Lecce e al territorio salentino pagine di pregnante valore estetico e artistico,\u00a0 sono un vocabolario intriso nella cultura popolare.<em> <strong>\u201cPiazzetta bianca, monaca nera<\/strong><\/em><strong> \/<em>che suona un campanello e non lo sente\u201d; e ancora \u201cIn piazza, accoccolati<\/em>\/ <em>sulle ginocchie del Municipio,\/<\/em> <em>stanno i disoccupati\/a prender l\u2019oro del sole\u201d.<\/em><\/strong> <strong>La <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/61j2U7RlaxL.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-20645\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/61j2U7RlaxL.jpg\" alt=\"\" width=\"235\" height=\"354\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/61j2U7RlaxL.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/61j2U7RlaxL-199x300.jpg 199w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/61j2U7RlaxL-679x1024.jpg 679w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/61j2U7RlaxL-768x1159.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 235px) 100vw, 235px\" \/><\/a>piazza \u00e8 sempre stata nel Sud, luogo di ritrovo specie per gli anziani e per chi cerca lavoro, la piazza \u00a0in realt\u00e0 \u00e8 sempre <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/1230046_50906_poeti_salentini_x_web.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20646 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/1230046_50906_poeti_salentini_x_web.jpg\" alt=\"\" width=\"454\" height=\"249\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/1230046_50906_poeti_salentini_x_web.jpg 620w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/1230046_50906_poeti_salentini_x_web-300x165.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 454px) 100vw, 454px\" \/><\/a>stata luogo dei<\/strong> <strong>disoccupati, che attendono sulla gradinata o della Chiesa Matrice del paese o del Municipio qualcosa che possa accadere in attesa di poter cambiare il proprio destino, quel qualcosa che\u00a0 illumini un poco la loro giornata; \u00a0la piazza \u00e8 un luogo che ha\u00a0 un\u2019anima fortemente popolare. <\/strong>Solo il sole, che inonda e abbrustolisce\u00a0 la piazza,\u00a0 pu\u00f2 dare \u00a0ai senza lavoro l\u2019oro dei suoi raggi. \u00a0Bodini moriva 50 anni fa, quando il Sud aveva, dopo l\u2019emigrazione, conosciuto appena quel minimo di benessere senza cancellare le tradizioni. \u00a0Il mito, il sacro e il rito sono nella fisionomia dei luoghi. La poesia\u00a0 con Bodini \u00e8 canto e il canto \u00e8 il malinconico racconto di un linguaggio cadenzato, lento ma non monotono che fa danzare i ricordi e le immagini, quasi ricordando il ballo dei tarantolati. Tra i ricordi e le immagini c&#8217;\u00e8 l&#8217;appartenenza ad una terra, secca, amara, sofferente, dura. Ma \u00a0l\u2019appartenenza si fa sentimento, un \u00a0sentimento che si fa ricerca del tempo perduto(recherce du temp perdu), che attraversa il linguaggio-canto si fa ritorno alle radici. Ci\u00f2 \u00e8 talmente forte, che \u00e8 \u00a0proprio l&#8217;appartenenza alle radici che fa della poesia di Bodini un paesaggio \u00a0speculare di valori che vivono dentro la parola, l&#8217;accento, il ritmo, il sogno: \u201c<em>Lingua di fuoco pallido e sapore\/<\/em> <em>di mela era sul viso della piazza\/la\u00a0 luna\u201d.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/9788849710663_0_500_0_75.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-20647 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/9788849710663_0_500_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"362\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/9788849710663_0_500_0_75.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/9788849710663_0_500_0_75-190x300.jpg 190w\" sizes=\"(max-width: 230px) 100vw, 230px\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p><strong>Bodini attinge per la sua poetica dalle fonti di una cultura popolare in cui \u00a0la religiosit\u00e0 si fa primaria necessit\u00e0, quella religiosit\u00e0 che va\u00a0 dalle processioni alle feste patronali, i santi patroni da Sant\u2019Oronzo a Santa Marina, da San Trifone a San Biagio, da San Rocco a San Vito, da San Donato a\u00a0 Santa Domenica <\/strong>(i santi\u00a0 lasciano vivere una religios<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/IMG_2345.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-20648\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/IMG_2345.jpg\" alt=\"\" width=\"443\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/IMG_2345.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/IMG_2345-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 443px) 100vw, 443px\" \/><\/a>it\u00e0 tutta popolare e arcaica in cui sono presenti i simboli e i segni \u00a0provenienti da lontani archetipi, tutto ci\u00f2 appartiene a \u00a0una cultura mitica e mito come arcaicit\u00e0 e se si vuole come eterno ritorno in termini vichiani) e sono ben presenti i personaggi-contadini che vivono questa religiosit\u00e0 quasi fosse una loro \u00a0identit\u00e0 antropologica, ma anche poetica perch\u00e9 nei versi di Bodini trasuda la magia della parola, quel linguaggio e quei loro detti che\u00a0 si fanno \u00a0magia-grazia-simbolo.<\/p>\n<p>Bodini racconta storia salentine e si serve del linguaggio popolare. Il linguaggio si fa recita ma la recita \u00e8 musicale; gli stessi temi che campeggiano nella poesia di Bodini sono temi\u00a0 si innervano \u00a0sul tessuto delle manifestazioni che la cultura della tradizione tende a far \u00a0recuperare. Il sud, il paese, la piazza, i vicoli: sono tutti luoghi della cultura popolare perch\u00e9 sono luoghi che descrivono il sud.\u00a0\u00a0 Memorabili questi versi:\u201c<em>Tu non conosci il Sud, le case di calce\/da cui uscivamo al sole come numeri\/dalla faccia di un dado\u201d<\/em> (da La luna dei Borboni); e la descrizione, la <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/unnamed.jpgooo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-20651 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/unnamed.jpgooo.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/unnamed.jpgooo.jpg 512w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/unnamed.jpgooo-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a>rappresentazione &#8211; la stessa che utilizzava Rocco Scotellaro per descrivere i luoghi dei contadini del Sud- vive di una sua particolarissima \u00a0fisionomia, in quanto poggia sul \u00a0riappropriarsi della terra e delle radici. Bodini incalza i ricordi, la memoria , quel sentimento del ritorno \u00e8 un sentimento che esplora s\u00ec i luoghi mitici della cultura popolare, ma grazie\u00a0 al \u00a0senso-parola-linguaggio si ritorna a quei luoghi come luoghi unici: \u201c Quando tornai al mio paese nel Sud,\/dove ogni cosa, ogni attimo del passato\/ somiglia a quei terribili polsi dei morti\/ che ogni volta rispuntano dalle zolle\/ e stancano le pale eternamente implacati,\/ compresi allora perch\u00e9 ti dovevo perdere:\/ qui s&#8217;era fatto il mio volto, lontano da te,\/ e il tuo, in altri paesi a cui non posso pensare.\/\u201d<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/cimitero-lecce-5-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-20652\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/cimitero-lecce-5-1.jpg\" alt=\"\" width=\"457\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/cimitero-lecce-5-1.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/cimitero-lecce-5-1-300x206.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/cimitero-lecce-5-1-768x526.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 457px) 100vw, 457px\" \/><\/a>Bodini, \u00a0il suo Salento lo ha vissuto fisicamente, solo cos\u00ec il poeta ha potuto cogliere corpo e anima, e persino \u00a0gli odori, i segni, le giornate, le albe, le notti, \u00a0i sapori, i dolori, le ansie e le attese. <\/strong>A voler essere pi\u00f9 precisi ne ha colto persino ironie e allegorie. Bodini dopo aver digerito tutto ci\u00f2, ha voluto che questo divenisse \u00a0materiale poetico, poesia impareggiabile. Poi la realt\u00e0 diventa simbolo, e \u00a0la poesia di Bodini parla per mezzo dei simboli. <strong>Il paese \u00e8 un simbolo e tutto ci\u00f2 che vive in esso \u00e8 simbolo. Il paese \u00e8 avvolto in un\u2019aria senza tempo, il poeta ne coglie passato, presente e futuro. L&#8217;infanzia di Bodini \u00e8 una infanzia <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/unnamed.jpgyyy.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20653 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/unnamed.jpgyyy.jpg\" alt=\"\" width=\"292\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/unnamed.jpgyyy.jpg 362w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/unnamed.jpgyyy-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 292px) 100vw, 292px\" \/><\/a>che punta sul cuore del tempo. I viaggi di Bodini sono i viaggi alla ricerca di archetipi, di miti, di richiami ancestrali.<\/strong> Nella poesia di Bodini sono i miti\u00a0 che si fanno protagonisti, e i miti si fanno poesia,\u00a0 perch\u00e9 nella cultura popolare\u00a0 i luoghi, le voci, gli abitanti,\u00a0 sono scena corale. Bodini con\u00a0 la sua poesia ( quella della sua prima stagione poetica: La luna dei Borboni del 1952, Dopo la luna del 1956, La luna dei Borboni e altre poesie del 1962; la seconda stagione comincia con Metamor del 1967) fa aggallare\u00a0 sulla scena un percorso ove\u00a0 il sentimento popolare richiama viaggi nella magia, nel sogno, nella storia di un sud profondissimo, in cui\u00a0 traspaiono certo i simboli, ma anche il sangue, il sudore\u00a0\u00a0 e il lavoro di intere generazioni. Ne presento \u00a0un esempio: <em>\u201cUna chitarra al centro d\u2019una pia<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/Unknown-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-20654\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/Unknown-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"276\" \/><\/a>zza:\/una piccola piazza\/<\/em> <em>posta\u00a0 fra\u00a0 i muri bianchi come una foglia,\/come un sorriso dimenticato\u201d.<\/em> Ecco cosa \u00a0osserv\u00f2 l\u2019amico e collega Donato Valli dell\u2019Universit\u00e0 di Lecce che esplorando la poesia bodiniana\u00a0 vi intravide\u00a0 \u201cl&#8217;andalusismo salentino\u201d, quasi a memoria di certi scritti sulla poesia spagnola di Oreste Macr\u00ec. <strong>C\u2019e una sorta di comparazione tra l\u2019andalusismo salentino e quello spagnolo (quello cantato da Lorca e non solo), un andalusismo che si nutre di spiritualit\u00e0, di <\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>barocco, di impressionismo tutto meridionale, di favola e di \u00a0fantasia, di mistero, di\u00a0 memoria, di simboli, \u00a0e persino della presenza dei santi e di Cristo,<\/strong> <strong>di\u00a0 metafore \u00a0che fanno altilenare\u00a0 la poesia fra realt\u00e0 e mistero, <\/strong>basti guardare il verso dedicato a San Giuseppe da Copertino, certo un po\u2019 surreale: \u201cUn monaco rissoso vola tra gli alberi\u201d. Bodini affonda la sua meditazione poetica \u00a0nello spirito popolare: <em>\u201ctutto il paese vuole far sapere\/che vive ancora\/nell&#8217;ombra in cui rientra decapitato<\/em>\/ <em>un carrettiere dalle cave. Il buio,\/com&#8217;\u00e8 lungo nel Sud! Tardi s&#8217;accendono\/<\/em> <em>le luci delle case e dei fantali\u201d.<\/em> <em>Sono versi da \u201cFoglie di tabacco\u201d<\/em>in La luna dei Borboni e altre poesie. <em>\u201cLe donne portavano\/<\/em> <em>fichi e uva passa\/<\/em> <em>in fazzoletti dai colori sbiaditi\/<\/em> <em>per il troppo lavarli\u201d<\/em>(da Lecce- Bari). <em>\u201cSulla piazza di Torchiarolo\/<\/em> <em>dalle case rosse e blu\/le anime sante del purgatorio\/<\/em> <em>invocano Maria e Ges\u00f9.\/I ragazzi bussano ai vestri,\/<\/em> <em>i vestri bussano\u00a0 all&#8217;ombra,\/l&#8217;ombra chiede al setaccio\/chi sar\u00e0 il suo fidanzato.\/Cade un tramonto ammantato\/d&#8217;un sarape verde\u00a0 e viola\u201d<\/em> (idem).. Uno dei simboli cardine \u00e8 stata la luna, \u00a0\u00a0\u00a0per la cultura contadina motore vitale di lavoro nella sua quotidianit\u00e0. Il simbolo della luna vive dentro la poetica del sud, come \u00a0in\u00a0 molte poesie bodiniane: \u201cLa luna dei Borboni\/ col suo viso sfregiato torner\u00e0\/ sulle case di tufo, sui balconi\/\u201d. Nella provincia \u00a0salentina si muovono i simboli e le ironie, quella surrealt\u00e0\u00a0 di cui Bodini \u00e8 andato sempre fiero. La provincia diventa l&#8217;identit\u00e0 delle radici. La provincia diventa serbatoio di una cultura popolare che si fa poesia,\u00a0 parola, \u00a0canto, tra \u00a0assonanze e consonanze, \u00a0con \u00a0immagini che sono magia e mistero, cos\u00ec come gli archetipi paiono certo \u00a0base delle radici dello spirito popolare. <strong>Grandi archetipi,<\/strong> <strong>luoghi unici, memorabili, \u00a0sono i luoghi dell\u2019infanzia e della giovinezza.<\/strong> Sono i luoghi che hanno lasciato la realt\u00e0 per restare traccia\u00a0 mitica. Bodini muove cos\u00ec\u00a0 il paesaggio simbolico, \u00e8 cos\u00ec che la poesia si fa mito. \u00a0Il mito si liquefa nella memoria: <em>&#8220;Quando tornai al mio paese nel Sud,\/io mi sentivo morire&#8221;\/. E ancora: \u201cMa lasciamo un momento questa citt\u00e0.\/Andiamo nel sonno andiamo a vedere che succede&#8221;.<\/em> Cosa voglia dire \u00a0andare nel sonno \u00e8 \u00a0presto detto, \u00a0\u00e8 scavare nella preistoria della coscienza.\u00a0 Bodini riscopre la storia, la storia della sua terra, le sue radici,\u00a0 e quel\u00a0 tempo che le avvolge: <em>&#8220;Siamo in un&#8217;et\u00e0\/di grandi riepiloghi&#8221;\/.Versi umani, troppo umani, ma anche religiosi, intrisi di una ironia tutta meridionale, ogni parola di questi versi contiene la storia tra il passato e il futuro. Il viaggio di Bodini dentro questa poesia \u00e8 stato il viaggio di tanti intellettuali\u00a0 che hanno vegliato il tempo prima di tornare alle radici e ritrovare \u201cLa luna dei Borboni\u201d \u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C\u2019\u00e8 un Sud cantato da poeti italiani, intellettuali del sud, che vive una sorta di travasamento; specie quel sud pugliese\u00a0 e salentino che poeti hanno cantato affidandosi ad archetipi e mitologie. Penso ad Albino\u00a0 Pierro, a Girolamo Comi, a Rocco Scotellaro,\u00a0 Ercole Ugo D\u2019Andrea, Rina Durante, Vittore Fiore, Vittorio Pagano, \u00a0Salvatore Toma, Antonio Verri, Nicola G. De Donno, e altri. Il bianco calcinato delle case, la luce abbacinante, la piazza del paese, le chiese barocche, i detti salentini, i paesi\u00a0 e le campagne di ulivi millenari, tutto muove a sollecitare\u00a0 e\u00a0 a far vivere\u00a0 nella poesia di Bodini (1914- 1970) [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/10\/17\/il-poeta-vittorio-bodini-a-cinquantanni-dalla-morte-1970-2020-il-sud-nei-versi-del-poeta-pugliese-cantore-delle-tradizioni-salentine\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,59281,74779,53709,53710,44545,87,17030,44697,26,47,44756,34308,7575,28369,4666,44566,51665,4625,44754],"tags":[409192,409193,402940,409187,405588,409201,59480,409200,409191,409190,409189,409194,398725,26145,409199,4707,409195,35202,409198,409188,409196,44530,409197],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20641"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20641"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20641\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20655,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20641\/revisions\/20655"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20641"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20641"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20641"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}