{"id":20688,"date":"2020-10-21T19:17:51","date_gmt":"2020-10-21T19:17:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=20688"},"modified":"2020-10-21T19:17:51","modified_gmt":"2020-10-21T19:17:51","slug":"la-francese-mathilde-rosier-al-madre-di-napoli-torna-su-uomo-e-ambiente-con-la-video-installazione-il-massacro-di-primavera-una-lezione-imperdibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/10\/21\/la-francese-mathilde-rosier-al-madre-di-napoli-torna-su-uomo-e-ambiente-con-la-video-installazione-il-massacro-di-primavera-una-lezione-imperdibile\/","title":{"rendered":"La francese Mathilde Rosier al Madre di Napoli torna su uomo e ambiente con la video-installazione \u201cIl massacro di primavera\u201d. Una lezione imperdibile."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/118373898_3543806692297513_7487005423562484006_o.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-20689\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/118373898_3543806692297513_7487005423562484006_o.jpg\" alt=\"\" width=\"388\" height=\"485\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/118373898_3543806692297513_7487005423562484006_o.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/118373898_3543806692297513_7487005423562484006_o-240x300.jpg 240w\" sizes=\"(max-width: 388px) 100vw, 388px\" \/><\/a>\u201c<strong>Le Massacre du printemps\u201d, video-installazione dell\u2019artista francese Mathilde Rosier<\/strong> <strong>che entra a far parte della collezione del Madre a Napoli, \u00e8 una reinterpretazione de \u201cLa sagra della primavera\u201d, balletto su musiche di Igor Stravinsky, creato da Vaslav Nijinsky per i Ballets Russes nel 1913. L\u2019opera si interroga sull\u2019intrinseco rapporto tra l\u2019essere umano e l\u2019ambiente, connettendo l\u2019atto dell\u2019adorazione della terra a quello del suo successivo sfruttamento.<\/strong> I danzatori disegnano coreografie aeree sullo sfondo di tre diversi luoghi del territorio campano \u2013 le serre dell\u2019area vesuviana, il porto della citt\u00e0 di Napoli e l\u2019ex sito industriale della piana di Bagnoli \u2013 e da contadini si trasformano in spighe di grano, per sottolineare l\u2019inestricabile legame tra il destino dell\u2019umanit\u00e0 e quello di tutta la natura. La ricerca di Rosier \u00e8 focalizzata sulla creazione di ambienti sospesi che permettono a chi li osserva di perdere la percezione dello spazio e del tempo, offrendo un portale di accesso ad altre dimensioni possibili dell\u2019essere e dell\u2019esistere. Seguendo i suoi interessi legati all\u2019esperienza psicologica e sica di antichi riti e rituali, Rosier riunisce nella sua produzione artistica pittura, performance, musica e video, ed evoca un viaggio tra regni che si avvicinano all\u2019inconscio, ma che restano anche legati al consapevole.<\/p>\n<p>L\u2019artista francese realizza in occasione della mostra un video ed espone dipinti a olio su tela, sviluppando alcuni temi gi\u00e0 in parte presenti nella sua ricerca artistica. La gura umana, l\u2019intimit\u00e0 dello spazio, la pittura e il video sono parte di una \u201cmacchina corale\u201d volta ad af nare la sensibilit\u00e0 di ci\u00f2 che consideriamo realt\u00e0. L\u2019intento fondante \u00e8 quello di accompagnarci in uno spazio della contemplazione dove il tempo si dilata per il confronto con le grandi tele esposte, un luogo \u201cappartato\u201d e di silenzio ove poter meditare. Come scrive l\u2019artista stessa nel testo che accompagna la mostra \u201c[\u2026] dovremmo guardare i dipinti come al cinema, seduti, dimenticando il nostro corpo e prendendoci molto tempo [\u2026]\u201d. Il video che apre la mostra nasce da una performance realizzata pochi giorni prima il vernissage: due ballerini di valzer indossano costumi realizzati dall\u2019a<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/madre-napoli__still-massacre-16-1000x600-1-e1603307408745.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-20691 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/madre-napoli__still-massacre-16-1000x600-1-e1603307408745.png\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"300\" \/><\/a>rtista e danzano nello spazio della galleria cancellando ripetutamente lettere e segni creati sul pavimento. Il pubblico \u00e8 cosi partecipe di una nascita, un germogliare di un possibile linguaggio e quindi di una possibile nuova realt\u00e0, ancora per\u00f2 troppo giovane per essere codificata. Questa danza introduce all\u2019installazione dei recenti lavori pittorici della serie <em>Blind Swim <\/em>nella quale gure visionarie, poste all\u2019interno di portali, vivono una condizione differente dalla nostra: un\u2019atmosfera fluida e in mutamento invita infatti alla meditazione e, come ha affermato la stessa Rosier, \u201cLa pittura, quando \u201cagisce\u201d [\u2026] taglia la funzione incessante del linguaggio nella nostra mente sempre inquieta. Crea un po\u2019 di silenzio. \u00c8 come un paesaggio dopo una lunga camminata. Ci fa dimenticare la nostra storia e il nostro volto. E\u2019 una sorta di gioia che ci fa esultare e intuire qualcosa di profondo in noi stessi\u201d. Il linguaggio e il volto sono strumenti che permettono la comunicazione e la funzionalit\u00e0 della nostra vita nella nostra societ\u00e0, ma non intervengono nel senso profondo dell\u2019esistenza che definisce il vivere. Lasciando i volti quasi cancellati o mai definitivi e permettendo anche la libert\u00e0 di posizionare le gure capovolte, quindi svincolate da regole e consuetudini, Rosier ci invita a liberare la nostra \u201cvista funzionale\u201d per recuperare una \u201cvista primordiale\u201d. Possiamo \u201ccomprendere\u201d ci\u00f2 che stiamo osservando solo quando rinunciamo alla volont\u00e0 di interpretare, attitudine che si lega agli Haiku giapponesi e ai Koan tanto affini alla poetica di Rosier, dove la semplicit\u00e0 e la concisione delle impressioni garantisce profondit\u00e0 e perfezione. L\u2019interpretazione \u00e8, in questo senso, considerata una gabbia descrittiva che nuoce all\u2019intento ultimo di sospendere il linguaggio.<\/p>\n<p><strong>Mathilde Rosier \u00e8 nata a Parigi nel 1973<\/strong>. <strong>Vive e lavora in Borgogna, Francia<\/strong>. Di recente i suoi lavori e le sue performance sono state ospitati a: Fondazione Luzzatto, Milano (2018); Castello di Rivoli, Torino (2018), Razem Pamoja Foundation, Cracovia (2017); Der Tank Institut Kunst, Basilea (2016); Razem Pamoja Foundation, Cracovia (2015); Fiorucci Art Trust, Stromboli (2015); Galleria d\u2019Arte Moderna, Milano (2014); Kunstverein Dortmund (2012); Kunstverein Hannover (2012); Kunstpalais Erlangen (2011); Camden Arts Centre, Londra (2011); Museum Abteiberg M\u00f6nchengladbach (2011); Mus\u00e9e Jeu de Paume, Parigi (2010); Serpentine Gallery, Londra (2009). Parteciper\u00e0 alla quinta edizione della Biennale Gherd\u00ebina, Ortisei, Val Gardenia (2018).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cLe Massacre du printemps\u201d, video-installazione dell\u2019artista francese Mathilde Rosier che entra a far parte della collezione del Madre a Napoli, \u00e8 una reinterpretazione de \u201cLa sagra della primavera\u201d, balletto su musiche di Igor Stravinsky, creato da Vaslav Nijinsky per i Ballets Russes nel 1913. L\u2019opera si interroga sull\u2019intrinseco rapporto tra l\u2019essere umano e l\u2019ambiente, connettendo l\u2019atto dell\u2019adorazione della terra a quello del suo successivo sfruttamento. 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