{"id":20728,"date":"2020-10-25T16:59:56","date_gmt":"2020-10-25T16:59:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=20728"},"modified":"2020-10-25T17:43:34","modified_gmt":"2020-10-25T17:43:34","slug":"domenico-fatigati-ricostruisce-lo-spazio-tra-colori-luce-e-movimento-e-lapoteosi-delle-primary-structures-opere-in-mostra-a-milano-da-artestudio-26","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/10\/25\/domenico-fatigati-ricostruisce-lo-spazio-tra-colori-luce-e-movimento-e-lapoteosi-delle-primary-structures-opere-in-mostra-a-milano-da-artestudio-26\/","title":{"rendered":"Domenico Fatigati ricostruisce lo spazio tra colori, luce e movimento. E\u2019 l\u2019apoteosi delle \u201cprimary structures\u201d. Opere in mostra a Milano da Artestudio 26."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-2015-70X70.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-20729\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-2015-70X70.jpg\" alt=\"\" width=\"294\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-2015-70X70.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-2015-70X70-293x300.jpg 293w\" sizes=\"(max-width: 294px) 100vw, 294px\" \/><\/a>Affascinato dal percorso artistico di Domenico Fatigati, che non disconoscendo \u00a0Mondrian e il \u201cneoplasticismo in pittura\u201d, si \u00e8 volto \u00a0\u00a0poi\u00a0 a<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20730\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/1.jpg\" alt=\"\" width=\"261\" height=\"258\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/1.jpg 304w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/1-300x296.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 261px) 100vw, 261px\" \/><\/a><\/p>\n<p>un\u2019astrazione\u00a0 decisamente legata a leggi matematiche e\u00a0 segmenti che\u00a0 creano campiture architettoniche, planimetrie, inseguendo incastri, sequenze, ritmi,\u00a0 attrazioni, energie, percorsi e dinamismi. Senza dimenticare\u00a0 progettazione, percezione, teoria del colore, entro quella geometria impersonale\u00a0 che nasconde sintesi e particolare finezza.<strong> Ora sue opere sono esposte nella rassegna\u00a0 \u201cL\u2019epoch\u00e8 della bellezza\u201d e dunque visibili ad Artestudio 26 a Milano tra ottobre e novembre 2020.<\/strong> Artista e lucido architetto di forme, in quanto interessato dalla spazialit\u00e0 dell\u2019architettura, da cromo-strutture che si dislocano nello spazio, l\u2019artista campano ha lasciato spazio ad un percorso intellettivo ed emozionale che racconta lo spazio e lo re-immagina attraverso forme tridimensionali e bidimensionali in cui il colore e la linea sviscerano forme inattese e interrogativi del quotidiano. I lavori presentati ora a Milano\u00a0 focalizzano l\u2019attenzione sulle infinite possibilit\u00e0 del colore e su un\u2019idea di spazialit\u00e0 mutevole e cinetica, che muta attraverso procedimenti come gi\u00e0 Piet Mondrian aveva intenso nel suo viaggio pittorico verso la decostruzione della forma individuando rapporti equivalenti tra forme e colori. Le opere si muovono tra due dimensioni quella della percezione oggettuale che per prima <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-2015-70X70-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-20732\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-2015-70X70-2.jpg\" alt=\"\" width=\"271\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-2015-70X70-2.jpg 401w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-2015-70X70-2-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-2015-70X70-2-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 271px) 100vw, 271px\" \/><\/a>colpisce l\u2019occhio e, successivamente, la percezione immaginata, suggerita che ci obbliga a mutare la nostra percezione dello spazio. Le opere, spesso interattive, aiutano dunque il corpo a porsi in relazione con una spazialit\u00e0 informale, ripensata attraverso figure geometriche surcinetiche, ma allo <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/GGGGKGG.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20733 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/GGGGKGG.jpg\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/GGGGKGG.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/GGGGKGG-296x300.jpg 296w\" sizes=\"(max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/a>stesso tempo che suggeriscono forme conosciute ai nostri sensi. Le nutrite opere in\u00a0 mostra raccontano di un percorso oggettuale informale, un sentiero di colore che unisce e stratifica la ricerca dello spazio e della dimensione. \u00a0Evidente la ricerca dei piani e delle geometrie, con la relazione\u00a0 di angoli e forme\u00a0\u00a0 che\u00a0 concretizzano una fantasia bi-tridimensionale, con ritagli e tracciamenti per uscire dal problema della luce e del rapporto\u00a0 della forma con l\u2019ambiente circostante, per creare delle forme\u00a0 la cui statica includesse un carattere fantastico, una presenza intorno a cui l\u2019esperienza fisica dello spettatore deve misurarsi, non solo otticamente, ma come esercizio globale delle facolt\u00e0 percettive. La tendenza costruttiva dell\u2019arte di Domenico Fatigati \u00a0deriva da illustri genealogie artistiche, Albers, Mondrian, Le Parc, Garcia Rossi, \u00a0per citare taluni artisti; costruisce prevalentemente con elementi diversi,\u00a0 opere che vivono come \u201cprimary structures\u201d con i caratteri di geometria, aniconicit\u00e0, uso di colori freddi e caldi, asserzione spaziale evidente. Fatigati non riduce\u00a0 la ricerca estetica in funzione di quella strutturale, pensa le forme geometriche non pi\u00f9 un punto di arrivo della forma (Mondrian) ma quali<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-70X70-2014.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20734\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-70X70-2014.jpg\" alt=\"\" width=\"266\" height=\"268\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-70X70-2014.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-70X70-2014-298x300.jpg 298w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-70X70-2014-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 266px) 100vw, 266px\" \/><\/a><\/p>\n<p>punto di partenza della materia che si fa colore, luce e movimento. Ha derivato la sua tecnica e la sua estetica da\u00a0 Kazimir Malev<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20735 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/11.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/11.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/11-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>ic, dalla serie dei \u201crytme\u201d di Robert Delaunay, da Albers, Mondrian, Vaserely, Jorge Eielson, Demarco, Garcia Rossi, e altri ancora, molti di questi suoi compagni di viaggio, avendo consapevolezza del valore espressivo del colore, ma anche della coerenza e della sistematicit\u00e0 stilistica. Ora Domenico Fatigati \u00a0esce allo scoperto \u201ccum laude\u201d, consegnandoci questi quadri come \u201ctabule perceptiones\u201d, ovvero \u00a0strutture dell\u2019interiorit\u00e0.\u00a0 Le opere hanno la caratteristica della profondit\u00e0\u00a0 e della organicit\u00e0, e\u00a0 della\u00a0 pittoricit\u00e0 in cui il colore\u00a0 tende a disporsi secondo un ordine astratto ponendo in valore i significati percettivi\u00a0 delle stesure e delle relazioni tra i gradi diversi di intensit\u00e0. Egli concepisce il dipingere come una continua mediazione\u00a0 e tensione tra lo spazio e la superficie, per esplorare la funzione spaziale del colore, cio\u00e8 vivere il valore creativo dell\u2019astrazione.<\/p>\n<p>Attenzione formale al colore\u00a0 e al dinamismo delle forme concatenate, includenti o espandenti, per cui esse si scompongono e si compongono, l\u2019artista napoletano\u00a0 \u00a0conosce bene la \u201clegge dei contrasti simultanei\u201d di Chevreul\u00a0 che analizza con la trattatistica scientifica le leggi fisico-ottiche dei colori, in quanto usa i valori cromatici e luminosi per creare ritmi in movimento. Basti riandare al \u201cPrimo disco simultaneo\u201d di Robert Delaunay che analizza le qualit\u00e0 dinamiche e costruttive del colore attraverso il contrasto dei toni e il gioco dei complementari.\u00a0 Opere \u00a0come <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/14-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-20736\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/14-2.jpg\" alt=\"\" width=\"226\" height=\"319\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/14-2.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/14-2-213x300.jpg 213w\" sizes=\"(max-width: 226px) 100vw, 226px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-80X80-2011.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20737 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-80X80-2011.jpg\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-80X80-2011.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-80X80-2011-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/10\/S.T.-T.M.-80X80-2011-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a>finestre, una serie prismatica di ampi piani vibranti in ritmico movimento,\u00a0 qui Fatigati \u00a0rapporta la durata del dinamismo nel tempo come fenomeno ottico, contrasto simultaneo dei colori; senza non potrebbe tenere viva la cultura simbolica e teosofica delle corrispondenze tra forme geometriche e forme naturali, tra l\u2019uomo e l\u2019universo.\u00a0 Lo spazio luminoso si infervora di quadro in quadro come un\u2019eternit\u00e0, quasi facendo proprio un codice, cromostrutture\u00a0 che si leggono in una loro cifra stilistica, \u00e8 la geometria euclidea che \u00e8 stata applicata alla pittura astratto-concreta. La dichiarata impronta costruttiva fa vivere questi dipinti come pittura pensata, lasciando leggere l\u2019artista come artista\/genetista con i valori della pittura che sono intuizione, stilema, forma e colore, tanto che le opere di Domenico Fatigati \u00a0ci appaiono eterne nella\u00a0 loro continuit\u00e0 e infinite nella variet\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Affascinato dal percorso artistico di Domenico Fatigati, che non disconoscendo \u00a0Mondrian e il \u201cneoplasticismo in pittura\u201d, si \u00e8 volto \u00a0\u00a0poi\u00a0 a un\u2019astrazione\u00a0 decisamente legata a leggi matematiche e\u00a0 segmenti che\u00a0 creano campiture architettoniche, planimetrie, inseguendo incastri, sequenze, ritmi,\u00a0 attrazioni, energie, percorsi e dinamismi. Senza dimenticare\u00a0 progettazione, percezione, teoria del colore, entro quella geometria impersonale\u00a0 che nasconde sintesi e particolare finezza. Ora sue opere sono esposte nella rassegna\u00a0 \u201cL\u2019epoch\u00e8 della bellezza\u201d e dunque visibili ad Artestudio 26 a Milano tra ottobre e novembre 2020. Artista e lucido architetto di forme, in quanto interessato dalla spazialit\u00e0 dell\u2019architettura, da cromo-strutture che si dislocano [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/10\/25\/domenico-fatigati-ricostruisce-lo-spazio-tra-colori-luce-e-movimento-e-lapoteosi-delle-primary-structures-opere-in-mostra-a-milano-da-artestudio-26\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,53889,53888,53710,9894,231285,10357,136748,44441,87,35266,26,17505,28369,51665],"tags":[406733,406652,80487,59480,55457,409238,59705,16929,17520,9516],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20728"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20728"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20728\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20739,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20728\/revisions\/20739"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20728"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20728"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20728"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}