{"id":20817,"date":"2020-11-02T21:35:49","date_gmt":"2020-11-02T21:35:49","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=20817"},"modified":"2020-11-02T21:35:49","modified_gmt":"2020-11-02T21:35:49","slug":"raffaello-linvenzione-del-divino-pittore-una-collezione-di-stampe-dapres-raffaello-a-brescia-nel-museo-di-santa-giulia-una-mostra-singolarissima-fa-conoscere-il-collezionismo-bresci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/11\/02\/raffaello-linvenzione-del-divino-pittore-una-collezione-di-stampe-dapres-raffaello-a-brescia-nel-museo-di-santa-giulia-una-mostra-singolarissima-fa-conoscere-il-collezionismo-bresci\/","title":{"rendered":"Raffaello. L&#8217;invenzione del divino pittore. Una collezione di stampe d\u2019apr\u00e8s Raffaello a  Brescia nel  Museo di Santa Giulia. Una mostra singolarissima  fa   conoscere il collezionismo bresciano."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/CustodiDelMito_Brescia_11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-20818\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/CustodiDelMito_Brescia_11.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/CustodiDelMito_Brescia_11.jpg 576w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/CustodiDelMito_Brescia_11-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a>Ho visitato la mostra proprio in fase di inaugurazione\u00a0 e ne ho ricavato <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/ySHS-oQA.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20819 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/ySHS-oQA.jpeg\" alt=\"\" width=\"317\" height=\"664\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/ySHS-oQA.jpeg 977w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/ySHS-oQA-143x300.jpeg 143w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/ySHS-oQA-489x1024.jpeg 489w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/ySHS-oQA-768x1610.jpeg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/ySHS-oQA-733x1536.jpeg 733w\" sizes=\"(max-width: 317px) 100vw, 317px\" \/><\/a>l\u2019idea che\u00a0 tale esposizione\u00a0 rende non solo grande merito al nome di Raffaello, ma ne fa ancor pi\u00f9 grande il suo nome e il suo mito.\u00a0 Sta di fatto\u00a0 che questa mostra \u00e8 una delle due, \u00a0unitamente a due cataloghi e un programma destinato a tessere, tra Milano e Brescia, un itinerario dedicato all\u2019eredit\u00e0 di Raffaello e a coloro che, nelle citt\u00e0 lombarde, sono stati i lungimiranti custodi del suo mito universale. Ora, proprio sul finire <strong>dell\u2019anno che ne celebra il cinquecentenario della morte dell\u2019Urbinate <\/strong>&#8211; pur non avendo avuto il nostro \u00a0in vita specifiche relazioni con il territorio lombardo &#8211; \u00a0sono stati inaugurati tra Brescia e Milano, per poi allargarsi ad altri centri della Lombardia, una serie nutrita <strong>\u00a0di appuntamenti in varie tappe, che, tra ottobre 2020 e marzo 2021<\/strong>, stanno celebrando l\u2019artista attraverso l\u2019eredit\u00e0 di alcune autorevoli figure lombarde. Le iniziative sono il frutto di un concerto di istituzioni &#8211; dalla Fondazione Brescia Musei al Castello Sforzesco, dall\u2019Ateneo di Brescia all\u2019Accademia Carrara di Bergamo, dalle Civiche Raccolte d\u2019Arte di Palazzo Marliani Cicogna di Busto Arsizio all\u2019Accademia di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/image.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-20820\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/image.jpg\" alt=\"\" width=\"470\" height=\"265\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/image.jpg 593w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/image-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/><\/a>Belle Arti di Brera &#8211; destinato ad accogliere nuove adesioni. Tra gli eventi di punta si inseriscono due mostre fortemente incentrate sulla valorizzazione dei patrimoni bresciani e milanesi, che indagano la figura di Raffaello attraverso due protagonisti illuminati della stagione culturale ottocentesca lombarda: Paolo Tosio e Giuseppe Bossi. <strong>A Brescia, il Museo di Santa Giulia<\/strong>\u00a0<strong>ospita fino<\/strong> <strong>al 10 gennaio 2021<\/strong>, <strong>la mostra\u00a0<em>Raffaello. L&#8217;invenzione del divino pittore<\/em>, a cura di Roberta D&#8217;Adda, una collezione di stampe d\u2019apr\u00e8s Raffaello, realizzate in Italia e in Europa dall\u2019inizio del Cinquecento alla met\u00e0 dell\u2019Ottocento, insieme a una scelta di dipinti e oggetti d&#8217;arte. <\/strong>\u00a0La mostra abbraccia un periodo che, dal Cinquecento, si allunga fino a met\u00e0 Ottocento, intrecciando il racconto della produzione incisoria con quello del collezionismo bresciano. Una grande e prestigiosa mostra che mette a nudo fogli e documenti di enorme rilevanza, fogli preziosi, incisioni rare. Un susseguirsi di incisioni e\u00a0 soprattutto di artisti che hanno contribuito a fare del maestro urbinate uno dei protagonisti indiscussi dell\u2019arte italiana nel mondo. <strong>Ben seicento i fogli che gli appassionati bresciani avevano a disposizione per conoscerlo e dei <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/GSO_lfgA-e1604351724621.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-20822\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/GSO_lfgA-e1604351724621.jpeg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"304\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/JL5qp-kw-e1604351682629.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-20821 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/JL5qp-kw-e1604351682629.jpeg\" alt=\"\" width=\"348\" height=\"251\" \/><\/a>quali poteva beneficiare lo stesso Paolo Tosio, noto collezionista bresciano, conquistato dall\u2019arte di Raffaello dopo un soggiorno giovanile a Roma. \u00c8 una narrazione visiva\u00a0 che va, dicevamo,\u00a0 dal Cinquecento e attraversa gli anni, fino a giungere all\u2019Ottocento.<\/strong>\u00a0 Si\u00a0 inizia con alcune sale dedicate a <strong>Marcantonio Raimondi, incisore emiliano che riproduce in stampa i disegni di Raffaello, cio\u00e8 le opere del pittore non trasposte su tela,<\/strong> grazie al lascito di Raffaello stesso che, alla sua morte, consegna al Baviera alcuni disegni per mantenere l\u2019amata Fornarina, ma anche per garantire alla sua arte una promozione secolare attraverso le incisioni di artisti celebri come il tedesco Gruner. Non va dimenticato\u00a0 che\u00a0 il Cinquecento\u00a0 \u00e8 il secolo della tecnica del chiaroscuro, sicch\u00e8\u00a0 l\u2019incisione\u00a0 \u00e8 pi\u00f9 simile ad un acquerello.\u00a0 Raffaello muore \u00a0fra grandi considerazioni e, con il sacco dei Lanzichenecchi, Roma si spopola: oltre a perdere i suoi artisti, Roma, \u00a0la citt\u00e0 eterna perde il suo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/OiD6uJIA.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20825 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/OiD6uJIA.jpeg\" alt=\"\" width=\"414\" height=\"322\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/OiD6uJIA.jpeg 514w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/OiD6uJIA-300x233.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 414px) 100vw, 414px\" \/><\/a> primato. Gli artisti rimpatriati portano nei loro paesi la memoria di ci\u00f2 che hanno visto. Ha inizio l\u2019epoca delle incisioni di traduzione, derivanti dall\u2019interpretazione delle opere pittoriche. Con il \u00a0\u2019600 il baricentro artistico si sposta in Francia e cambia la tecnica di produzione. Il bulino viene abbandonato a favore <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/8BzcP1w.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-20824\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/8BzcP1w.jpeg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"526\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/8BzcP1w.jpeg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/8BzcP1w-228x300.jpeg 228w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>dell\u2019acquaforte, per cui la lastra viene incisa in maniera chimica e non meccanica. Questa forma d\u2019arte diventa strumento politico trasformandosi in dono prezioso per re e papi: la mostra ne ospita una con dedica a Filippo D\u2019Orleans. \u00c8 il secolo di un gusto enciclopedico ed esagerato che si traduce nella produzione continua. \u00a0In questo periodo Volpato e Morghen sono gli incisori pi\u00f9 importanti, i protagonisti della sala definita ironicamente come \u00abi musei vaticani\u00bb di Brescia. Volpato pu\u00f2 considerarsi l\u2019inventore del souvenir d\u2019italie grazie alle incisioni realizzate come ricordo prezioso per il gran tour in Italia dei nobili europei. Le sue riproduzioni delle logge dei Musei Vaticani modificano il gusto europeo, facendo virare il rococ\u00f2 verso il neoclassicismo. A Morghen si deve la fortuna della \u00abMadonna della seggiola\u00bb, uscita dagli appartamenti privati di Palazzo Pitti soltanto grazie ad una sua incisione, modello per tutte le Madonne realizzate fino all\u2019Ottocento. \u00c8 proprio questo che la mostra accolta dal Museo di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/CRXUwNlA.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-20826 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/CRXUwNlA.jpeg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"468\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/CRXUwNlA.jpeg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/CRXUwNlA-256x300.jpeg 256w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>Santa Giulia vuole riconoscere all\u2019arte dell\u2019incisione: la sua capacit\u00e0 di trainare attraverso i secoli l\u2019opera di un grande artista a nome \u00a0Raffaello.<\/p>\n<p>In mostra si leggono \u00a0le incisioni di <strong>Marcantonio Raimondi<\/strong>, che fu il primo a dare il via alla divulgazione di immagini raffaellesche (con la collaborazione dell\u2019artista stesso). \u00a0La realizzazione di stampe d\u2019apr\u00e8s Raffaello da quel momento ha attraversato i secoli, arricchendosi gradualmente di innovazioni e conquiste tecniche nel campo dell\u2019incisione. Come nel caso di <strong>Ugo Da Carpi <\/strong>(in mostra\u00a0 si vedono \u00a0<em>Morte di Anania <\/em>e <em>Cena in casa del fariseo<\/em>), inventore del chiaroscuro a due o pi\u00f9 legni, che restituisce una morbidezza all\u2019opera tale da avvicinarsi all\u2019effetto pittorico. \u201c<em>Le stampe costituiscono l\u2019ordito su cui and\u00f2 tessendosi la <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/YlmqVVLw.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-20827\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/YlmqVVLw.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"469\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/YlmqVVLw.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/YlmqVVLw-192x300.jpeg 192w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>trama del mito<\/em>\u201d, \u00a0ha dichiarato \u00a0la curatrice <strong>Roberta D\u2019Adda<\/strong>; \u201c<em>veri e propri surrogati degli originali (che prima dell\u2019epoca dei musei e della fotografia erano alla portata di pochissimi), le stampe furono documento per i conoscitori, strumento di formazione per i pittori, oggetto di desiderio per i collezionisti e cultori del mito<\/em>\u201d. La visita si completa con un itinerario che tocca due importanti luoghi dell\u2019arte in citt\u00e0: <strong>la Pinacoteca Tosio Martinengo, fondata dal collezionista Paolo Tosio, figura chiave nella diffusione dell\u2019opera di Raffaello a Brescia, che ne custodisce due opere (<em>Redentore <\/em>e l\u2019<em>Angelo<\/em>, entrambi frammenti esportati da una pala d\u2019altare); e l\u2019Ateneo di Brescia \u2013 Accademia di Scienze Lettere e Arti, che presenta una serie di stampe raffaellesche di grande formato\u00a0 realizzate da Giovanni Ottaviani e Giovanni Volpato.<\/strong> Ma che rapporto ebbe Raffaello con l\u2019incisione? Sono molti gli incisori che, secondo la tradizione stabilita da Vasari, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/hQs0HAvg.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20828 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/hQs0HAvg.jpeg\" alt=\"\" width=\"475\" height=\"294\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/hQs0HAvg.jpeg 646w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/hQs0HAvg-300x186.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 475px) 100vw, 475px\" \/><\/a>furono coinvolti dall\u2019Urbinate nell\u2019attivit\u00e0 della sua bottega con il compito di tramandare la memoria e garantire la diffusione delle sue invenzioni.<br \/>\nIn mostra a Brescia\u00a0 presenti \u00a0stampe di Giorgio Ghisi, Carlo Maratta, Orazio Borgianni, Nicolas Dorigny.<br \/>\nA molti che si chiedono come mai una tal mostra a Brescia, rispondo che\u00a0 nell\u2019Ottocento Brescia, grazie all\u2019operato di Paolo Tosio e del suo circolo di conoscitori e artisti, divenne un nodo importante nella rete di relazioni che determinarono un rinnovamento romantico del mito di Raffaello. L\u2019acquisto, nel 1821, del\u00a0<em>Redentore<\/em>\u00a0trasform\u00f2 Palazzo Tosio in un polo d\u2019attrazione, come prova un disegno giovanile del Piccio, un\u2019impegnativa copia pittorica della\u00a0<em>Scuola di Atene<\/em>\u00a0realizzata da Giuseppe Bezzuoli. <strong>E\u00a0 per finire, a partire dalla fine di gennaio 2021, la mostra <em>Raffaello. L\u2019invenzione del divino pittore, <\/em>partir\u00e0 per una tourn\u00e9e che toccher\u00e0, nell\u2019ordine, Zagabria, Tirana e Sarajevo.\u00a0 E\u2019 la grande arte italiana che si muove nel mondo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza\u00a0 <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ho visitato la mostra proprio in fase di inaugurazione\u00a0 e ne ho ricavato l\u2019idea che\u00a0 tale esposizione\u00a0 rende non solo grande merito al nome di Raffaello, ma ne fa ancor pi\u00f9 grande il suo nome e il suo mito.\u00a0 Sta di fatto\u00a0 che questa mostra \u00e8 una delle due, \u00a0unitamente a due cataloghi e un programma destinato a tessere, tra Milano e Brescia, un itinerario dedicato all\u2019eredit\u00e0 di Raffaello e a coloro che, nelle citt\u00e0 lombarde, sono stati i lungimiranti custodi del suo mito universale. Ora, proprio sul finire dell\u2019anno che ne celebra il cinquecentenario della morte dell\u2019Urbinate &#8211; pur [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/11\/02\/raffaello-linvenzione-del-divino-pittore-una-collezione-di-stampe-dapres-raffaello-a-brescia-nel-museo-di-santa-giulia-una-mostra-singolarissima-fa-conoscere-il-collezionismo-bresci\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,35425,35499,44662,9894,53794,41640,44441,87,35351,35224,42,35408,26,35409,17505,35188,28369,41642,51665,4625,41643],"tags":[30059,409287,409288,409292,409290,28289,409289,409291],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20817"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20817"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20817\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20829,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20817\/revisions\/20829"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20817"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20817"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20817"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}