{"id":20960,"date":"2020-11-14T00:04:27","date_gmt":"2020-11-14T00:04:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=20960"},"modified":"2020-11-14T00:04:27","modified_gmt":"2020-11-14T00:04:27","slug":"quodlibet-pubblica-alois-riegl-grammatica-storica-delle-arti-figurative-il-volume-tratta-di-uno-dei-massimi-esponenti-della-cosiddetta-scuola-viennese-di-storia-dellarte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/11\/14\/quodlibet-pubblica-alois-riegl-grammatica-storica-delle-arti-figurative-il-volume-tratta-di-uno-dei-massimi-esponenti-della-cosiddetta-scuola-viennese-di-storia-dellarte\/","title":{"rendered":"Quodlibet pubblica  Alois Riegl. Grammatica storica delle arti figurative. Il volume tratta   di uno dei massimi esponenti della cosiddetta scuola viennese di storia dell\u2019arte."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/cover__id414_w800_t1465131630.jpg.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-20961\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/cover__id414_w800_t1465131630.jpg.jpg\" alt=\"\" width=\"337\" height=\"474\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/cover__id414_w800_t1465131630.jpg.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/cover__id414_w800_t1465131630.jpg-213x300.jpg 213w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/cover__id414_w800_t1465131630.jpg-728x1024.jpg 728w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/cover__id414_w800_t1465131630.jpg-768x1080.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 337px) 100vw, 337px\" \/><\/a>La casa editrice Quodlibet pubblica\u00a0 &#8220;<\/strong><strong>Alois Riegl. <\/strong><strong>Grammatica storica delle arti figurative&#8221;. Il volume \u00e8 <\/strong><strong>\u00a0 di uno dei massimi esponenti della cosiddetta scuola viennese di storia dell\u2019arte. Un testo fondamentale, pregno di idee, di storia, di accensioni, di parallellismi, di poetica.\u00a0 <\/strong>In una civilt\u00e0 come la nostra attuale in cui, come scrive Sergio Bettini, \u201cl\u2019esistere prevale sull\u2019essere (l\u2019attivit\u00e0 pratica sulla contemplazione eidetica, la politica sulla filosofia ecc.), anche nella struttura dei linguaggi artistici il tempo prevale sullo spazio, l\u2019espressionismo prevale sull\u2019impressionismo, le arti industriali o applicate, e l\u2019architettura, \u00a0prevalgono sulla scultura delle statue e sulla pittura dei quadri (la differenza classica tra grande arte ed arti minori si attenua fino a scomparire)\u201d, in un\u2019epoca che, dunque, invoca pi\u00f9 che mai categorie adeguate per essere in grado di comprendere s\u00e9 stessa, i contributi degli storici dell\u2019arte della Scuola di Vienna e in particolare del suo esponente centrale Alois Riegl restano un patrimonio pressoch\u00e9 intatto, tutto da spendere. Riegl \u00e8 noto, appunto, per avere affinato gli strumenti atti a mettere a fuoco il potenziale espressivo dei periodi abitualmente definiti di \u201cdecadenza\u201d, scardinando dalle fondamenta ogni vulgata in cui fanno da guida il culto per il \u201cclassico\u201d o per la creativit\u00e0 autoriale. Resta paradigmatico, a riguardo, il suo studio sull\u2019artigianato artistico di <em>Industria artistica tardoromana<\/em> (1901), che fa seguito alla sua celebre indagine storico-teorica sull\u2019ornamento dei <em>Problemi di stile<\/em> (1893). Nel presente lavoro, tradotto qui in entrambe le sue versioni peraltro mai pubblicate in vita dall\u2019autore (1897-1899), si affronta il senso del processo artistico sulla scorta del confronto dell\u2019uomo con la natura, dove per\u00f2 non si tratta di <em>imitare<\/em> la natura (anzi, per Riegl, quanto pi\u00f9 \u00e8 perfetta l\u2019imitazione, tanto pi\u00f9 l\u2019opera fallisce), ma di <em>competere<\/em> con essa e <em>migliorarla<\/em>. In questo quadro \u2013 che varia nel tempo e in base al quale vengono rilette in una vertiginosa rassegna tutte le epoche della storia dell\u2019arte dall\u2019antichit\u00e0 alla modernit\u00e0 \u2013 egli identifica una serie di \u201celementi\u201d costanti per cui storicamente l\u2019opera d\u2019arte si costituisce come tale (fine, materia prima, tecnica, motivo, relazione forma-superficie) e che, come nella struttura delle lingue storiche, si declinano in maniera diversissima a seconda delle necessit\u00e0 espressive che il tempo e il luogo richiedono. Ecco, dunque, l\u2019ambizioso progetto di questa <em>grammatica storica<\/em>, restato forse non per caso allo stato di abbozzo, e che tuttavia <strong>ci offre una serie di strumenti sofisticati per confrontarci con l\u2019arte del presente e del passato. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/Alois_Riegl.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20962 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/Alois_Riegl.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"407\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/Alois_Riegl.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/Alois_Riegl-214x300.jpg 214w\" sizes=\"(max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>Alois Riegl (Linz 1858-Vienna 1905) \u00e8 considerato uno dei massimi esponenti della cosiddetta scuola viennese di storia dell\u2019arte.<\/strong> Compiuti gli studi giuridico-filosofici con R. Zimmermann e M. B\u00fcdinger, complet\u00f2 la sua formazione come membro (1881-86) dell&#8217;Institut f\u00fcr \u00f6sterreichische Geschichtsforschung diretto da T. Sieckel. Conservatore del Museum f\u00fcr angewandte Kunst (1886-97) nella sezione dei tessuti, dal 1897 fu professore all&#8217;universit\u00e0 di Vienna e dal 1903 presidente della Zentralkommission f\u00fcr Denkmalpflege. Partendo da uno studio approfondito e sistematico dei prodotti delle arti applicate, R. ne ricerc\u00f2 gli autentici valori espressivi e formali elaborando il principio di Kunstwollen (volont\u00e0 artistica) proprio e peculiare ad ogni periodo storico, Introducendo il concetto relativistico dell&#8217;uguale valore qualitativo di ogni epoca dell&#8217;arte, e superando cos\u00ec tanto il materialismo di G. Semper quanto il concetto imitativo dell&#8217;arte (<em>Altorientalische Teppische<\/em>, 1891; <em>Stilfragen. Grundlegung zu einer Geschichte der Ornamentik<\/em>, 1893, trad. it. 1963; <em>Die sp\u00e4tr\u00f6mische Kunstindustrie nach den Funden in \u00d6sterreich-Ungarn<\/em>, 1901, traduzioni it.: <em>Industria artistica tardoromana<\/em>, 1953, e <em>Arte tardoromana<\/em>, 1959; <em>Historische Grammatik der bildenden K\u00fcnste<\/em>, 1897-99, pubbl. post. 1966). Otre che per il risvolto teorico e metodologico, il contributo di R. alla storia dell&#8217;arte rimane importante anche per indagini che preludono all&#8217;analisi della ricezione dell&#8217;opera d&#8217;arte (<em>Das holl\u00e4ndische Gruppenportr\u00e4t<\/em>, 1902) e per il suo impegno nell&#8217;ambito della conservazione dei monumenti (<em>Der moderne Denkmalkult. Sein Wesen und seine Entstehung<\/em>, 1903, trad. it. 1981). Alcuni suoi corsi universitari furono pubblicati postumi (<em>Kunstgewerbe des fr\u00fchen Mittelalters<\/em>, 1905; <em>Entstehung der Barockkunst in Rom<\/em>, 1908) e i suoi articoli raccolti in <em>Gesammelte Aufs\u00e4tze<\/em> (1929). I suoi studi sull\u2019arte tardoantica, orientale, medievale e barocca hanno aperto la strada alla riscoperta di ampi e importanti settori della storia dell\u2019arte, ma soprattutto hanno dato avvio all\u2019elaborazione di una nuova metodologia critica e storiografica, la cui influenza va molto al di l\u00e0 dell\u2019ambito delle arti figurative. Meditando sulla figurazione come operazione analoga, ma non identica al linguaggio, <strong>Riegl propone una \u00abdottrina elementare dell\u2019arte figurativa\u00bb, interrogandosi su quegli elementi fondamentali che, nel divenire storico, costituiscono una rete strutturale di invarianti della rappresentazione visiva: i fini della produzione delle immagini, i loro motivi e il fondamentale rapporto tra superficie e profondit\u00e0. Si intrecciano cos\u00ec la grande lezione del purovisibilismo, la polemica contro ogni materialismo tecnicistico e un\u2019attenzione alla storia dell\u2019arte come storia delle visioni del mondo; ci\u00f2 che avrebbe innervato, ben al di l\u00e0 dei confini disciplinari, la riflessione intorno all\u2019immagine di autori cos\u00ec diversi come Benjamin e Spengler, Panofsky e Wind, Deleuze e Feyerabend. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo<\/strong> <strong>Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La casa editrice Quodlibet pubblica\u00a0 &#8220;Alois Riegl. Grammatica storica delle arti figurative&#8221;. Il volume \u00e8 \u00a0 di uno dei massimi esponenti della cosiddetta scuola viennese di storia dell\u2019arte. 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