{"id":20975,"date":"2020-11-15T20:03:43","date_gmt":"2020-11-15T20:03:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=20975"},"modified":"2020-11-15T20:03:43","modified_gmt":"2020-11-15T20:03:43","slug":"la-domus-di-tito-macro-vasta-dimora-di-epoca-romana-nel-nord-italia-ad-aquileia-ritorna-in-vita-impresa-archeologica-di-rilievo-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/11\/15\/la-domus-di-tito-macro-vasta-dimora-di-epoca-romana-nel-nord-italia-ad-aquileia-ritorna-in-vita-impresa-archeologica-di-rilievo-internazionale\/","title":{"rendered":"La Domus di Tito Macro, vasta dimora di epoca romana nel nord Italia,   ad Aquileia,  ritorna in vita. Impresa archeologica di rilievo internazionale."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/03-view-of-Aquileia-\u00a9-gianluca-baronchelli-696x462-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-20976\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/03-view-of-Aquileia-\u00a9-gianluca-baronchelli-696x462-1.jpg\" alt=\"\" width=\"454\" height=\"301\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/03-view-of-Aquileia-\u00a9-gianluca-baronchelli-696x462-1.jpg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/03-view-of-Aquileia-\u00a9-gianluca-baronchelli-696x462-1-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 454px) 100vw, 454px\" \/><\/a>Inaugurata <\/strong>\u00a0<strong>ad Aquileia l\u2019innovativo progetto di valorizzazione e ricostruzione degli ambienti della Domus di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/01-foro-\u00a9-gianluca-baronchelli-632x420-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20977 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/01-foro-\u00a9-gianluca-baronchelli-632x420-1.jpg\" alt=\"\" width=\"439\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/01-foro-\u00a9-gianluca-baronchelli-632x420-1.jpg 632w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/01-foro-\u00a9-gianluca-baronchelli-632x420-1-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 439px) 100vw, 439px\" \/><\/a>Tito Macro<\/strong>,\u00a0<strong>promosso dalla Fondazione Aquileia<\/strong>, presieduta dall\u2019Ambasciatore Antonio Zanardi Landi. L\u2019intervento \u00e8 stato\u00a0<strong>finanziato con un importo di sei milioni di euro<\/strong>, attraverso l\u2019utilizzo delle risorse erogate alla Fondazione dalla Regione Friuli Venezia Giulia e mediante il contributo di ALES S.p.A., societ\u00e0 in house del MiBACT.L\u2019articolato progetto di valorizzazione,\u00a0ideato per\u00a0assicurare\u00a0la conservazione dei reperti esistenti e garantire la pi\u00f9 ampia fruibilit\u00e0 del sito, ha previsto la\u00a0<strong>risistemazione dell\u2019area in seguito a un\u2019importante attivit\u00e0 di scavo condotta dall\u2019Universit\u00e0 di Padova, nonch\u00e9 la costruzione di un\u2019elegante e moderna copertura in laterizio monocromo<\/strong>-tra le pi\u00f9 ampie esistenti in Europa all\u2019interno di un\u2019area archeologica -sostenuta da pilastri d\u2019acciaio in rosso pompeiano.\u00a0<strong>La costruzione consente al pubblico di entrare concretamente in un\u2019antica dimora romanae di comprenderne in maniera pi\u00f9 immediata l\u2019articolazione<\/strong>,\u00a0le volumetrie, i percorsi, le fonti di illuminazione e il rapporto fra le sale principali e le aree scoperte. Sono st<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/06-1-287x420-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-20979 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/06-1-287x420-1.jpg\" alt=\"\" width=\"287\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/06-1-287x420-1.jpg 287w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/06-1-287x420-1-205x300.jpg 205w\" sizes=\"(max-width: 287px) 100vw, 287px\" \/><\/a>ate inoltre effettuate\u00a0<strong>operazioni di pulitura, consolidamento, risarcimento di lacune e protezione finale su una superfice di 320 mq di pavimenti decorati con mosaici<\/strong>&#8211; la cui fase visibile \u00e8 databile tra la fine del I\u00b0 secolo a.C e la met\u00e0 del I\u00b0 d.C.<strong> La <\/strong><strong>\u201cDomus di Tito Macro\u201d, una delle pi\u00f9 vaste dimore di epoca romana tra quelle rinvenute nel Nord Italia, copre\u00a0una superficie di 1.700 metri quadrati e rappresenta un unicum in Europa<\/strong>.\u00a0L\u2019abitazione si estende per circa 77 metri in lunghezza e 25 in larghezza massima, tra due strade lastricate della citt\u00e0 (decumani) all&#8217;interno di uno degli isolati meridionali della colonia, fondata nel 181 a.C., dal quale provengono <strong>il celeberrimo mosaico del ratto d\u2019Europa, il bellissimo pavimento con tralcio di vite con fiocco e il \u2018pavimento non spazzato\u2019, ora esposti al Museo Archeologico Nazionale, e il mosaico del Buon Pastore, provvisoriamente collocato a Palazzo Meizlik.<\/strong><\/p>\n<p>La dimora fu indagata pa<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/02-piazza-patriarcato-\u00a9-gianluca-baronchelli-632x420-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-20978\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/02-piazza-patriarcato-\u00a9-gianluca-baronchelli-632x420-1.jpg\" alt=\"\" width=\"495\" height=\"329\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/02-piazza-patriarcato-\u00a9-gianluca-baronchelli-632x420-1.jpg 632w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/02-piazza-patriarcato-\u00a9-gianluca-baronchelli-632x420-1-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 495px) 100vw, 495px\" \/><\/a>rzialmente negli anni \u201950 del secolo scorso e,\u00a0<strong>tra il 2009 e il 2015,\u00e8 stata oggetto degli scavi\u00a0condotti\u00a0da parte del Dipartimento dei Beni Culturali dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Padova<\/strong>,in convenzione con la Fondazione Aquileia e su concessione del MiBACT, sotto la\u00a0<strong>direzione del Prof. Jacopo Bonetto<\/strong>.\u00a0<strong>Gli scavi hanno\u00a0permesso di riconoscere, in particolare, la pianta della domus<\/strong>, <strong>costruita nel I sec. a.C. e vissuta ininterrottamente fino al VI sec. d.C. ,\u00a0e di proporne l\u2019attribuzione a Tito Macro, facoltoso abitante di Aquileia, in base al ritrovamento di un peso di pietra con maniglia di ferro con l\u2019iscrizione T.MACR.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cL\u2019attivit\u00e0 svolta dall\u2019Universit\u00e0 di Padova ha portato alla luce un\u2019intera dimora, non una qualunque, ma una casa \u2018ad atrio\u2019: la prima rinvenuta ad Aquileia, un sito noto per i numerosi resti di edilizia domestica, nella maggior parte costituiti per\u00f2 da frammenti o porzioni difficilmente comprensibili. Di qui la decisione di affrontare una tra le sfide pi\u00f9 grandi e originali: riproporre nella sua interezza e nel suo ingombro spaziale una casa romana, realizzando una copertura che rendesse palese anche al grande pubblico l\u2019articolazione degli spazi e offrisse un\u2019esperienza sensoriale diversa, ma non meno emozionante, di quella che si pu\u00f2 vivere attraverso le ricostruzioni virtuali. Un\u2019esperienza che, ci auguriamo, possa contribuire a fare dell\u2019antica colonia romana, divenuta poi capitale della Venetia et Histria, non solo il luogo del cuore per gli aquileiesi, ma una tappa obbligata per tanti turisti\u201d\u00a0<strong>hanno dichiarato Francesca Ghedini, professoressa emerita di archeologia classica, e il Prof. Jacopo Bonetto, ordinario di archeologica classica all\u2019Universit\u00e0 di Padova e direttore delle ricerche archeologiche nei Fondi Cossar.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Le indagini archeologiche hanno permesso di documentare inoltre le fasi di evoluzione della domus, che fu oggetto di varie trasformazioni e rinnovamenti tra cui il grande mosaico della pesca, che verr\u00e0 ricollocato nella sala di rappresentanza aperta sul giardino. <strong>Il tenore di vita dei proprietari \u00e8 testimoniato da un bellissimo anello d\u2019oro e pasta vitrea datato II-III sec. d.C.. Oltre 1.200 sono le monete restituite dagli scavi, tra le quali spicca il sesterzio di Massimino il Trace (235-236 d.C.), l\u2019imperatore che<\/strong> <strong>trov\u00f2 la morte proprio ad Aquileia per mano dei suo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/04-Ricostruzioni-3D-realizzate-a-cura-della-Fondazione-Aquileia.-Ambiente-Atrio-Domus-di-Tito-Macro-632x420-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-20980\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/04-Ricostruzioni-3D-realizzate-a-cura-della-Fondazione-Aquileia.-Ambiente-Atrio-Domus-di-Tito-Macro-632x420-1.jpg\" alt=\"\" width=\"454\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/04-Ricostruzioni-3D-realizzate-a-cura-della-Fondazione-Aquileia.-Ambiente-Atrio-Domus-di-Tito-Macro-632x420-1.jpg 632w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/04-Ricostruzioni-3D-realizzate-a-cura-della-Fondazione-Aquileia.-Ambiente-Atrio-Domus-di-Tito-Macro-632x420-1-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 454px) 100vw, 454px\" \/><\/a>i stessi soldati che avevano stretto d\u2019assedio, senza successo, la citt\u00e0 rimasta leale a Roma. Un tesoretto di ben 560 monete \u00e8 stato poi <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/05-Ricostruzioni-3D-realizzate-a-cura-della-Fondazione-Aquileia.-Ambiente-Porticato-del-giardino_Domus-di-Tito-Macro-632x420-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-20981 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/05-Ricostruzioni-3D-realizzate-a-cura-della-Fondazione-Aquileia.-Ambiente-Porticato-del-giardino_Domus-di-Tito-Macro-632x420-1.jpg\" alt=\"\" width=\"466\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/05-Ricostruzioni-3D-realizzate-a-cura-della-Fondazione-Aquileia.-Ambiente-Porticato-del-giardino_Domus-di-Tito-Macro-632x420-1.jpg 632w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/05-Ricostruzioni-3D-realizzate-a-cura-della-Fondazione-Aquileia.-Ambiente-Porticato-del-giardino_Domus-di-Tito-Macro-632x420-1-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 466px) 100vw, 466px\" \/><\/a>ritrovato nella zona dell\u2019atrio, nascosto dal suo proprietario in una buca intorno al 460 d.C., nei turbolenti anni successivi alla presa di Aquileia da parte di Attila, re degli Unni, e mai recuperato.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Alla casa si accedeva da ovest, attraverso un atrio sorretto da quattro colonne e dotato di vasca centrale per la raccolta dell\u2019acqua e di un pozzo, parzialmente conservatosi e integrato nella parte mancante. In asse con l\u2019accesso si trovava il tablino, sala da ricevimento del padrone di casa, con ricco pavimento musivo. La parte retrostante della casa\u00a0gravitava su uno spazio centrale scoperto, il giardino, circondato da un corridoio mosaicato e dotato di una fontana. Su di esso si apriva la grande sala di rappresentanza e, a sud, il triclinio, affiancato da ambienti di soggiorno e da una stanza da letto (cubicolo). A nord si trovava invece la cucina con bancone in muratura, mentre nella parte orientale sono state riconosciute quattro botteghe,\u00a0tra le quali anche il negozio di un panettiere con il forno per la panificazione, i cui resti sono rimasti in vista. \u201cLa valorizzazione della Domus di Tito Macro rappresenta un punto importante di un percorso che la Fondazione Aquileia segue da tempo, allo scopo di raggiungere una migliore fruibilit\u00e0 dei resti della grande citt\u00e0 romana. L&#8217;obiettivo \u00e8 rendere \u2018parlanti\u2019 i reperti archeologici e le grandi opere d&#8217;arte conservate ad Aquileia, aiutando la comprensione nel contesto originalissimo di una citt\u00e0 che fu punto d&#8217;incontro della romanit\u00e0 con il mondo balcanico e con quello nordafricano e mediorientale. Confidiamo che la Domus di Tito Macro possa richiamare ulteriormente l&#8217;attenzione del pubblico, unendosi cos\u00ec ad altri due grandi edifici costruiti dalla Fondazione, l&#8217;Aula Meridionale e la Domus Episcopale, che attraggono ogni anno 60.000 visitatori ciascuno\u201d\u00a0<strong>ha dichiarato l\u2019Ambasciatore Antonio Zanardi Landi, Presidente della Fondazione Aquileia<\/strong>. \u201cSi tratta di un\u2019impresa particolarmente lunga e complessa ma anche appassionante, frutto di un lavoro corale, di riflessioni, discussioni e scelte non banali, mirate a trovare un equilibrio tra tutela, restauro e ricostruzione filologica, leggibilit\u00e0 e godibilit\u00e0. Il risultato consente di apprezzare in modo nuovo i resti archeologici, restituendo loro atmosfere, luci e volumi\u201d\u00a0<strong>ha dichiarato Simonetta Bonomi, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Inaugurata \u00a0ad Aquileia l\u2019innovativo progetto di valorizzazione e ricostruzione degli ambienti della Domus di Tito Macro,\u00a0promosso dalla Fondazione Aquileia, presieduta dall\u2019Ambasciatore Antonio Zanardi Landi. L\u2019intervento \u00e8 stato\u00a0finanziato con un importo di sei milioni di euro, attraverso l\u2019utilizzo delle risorse erogate alla Fondazione dalla Regione Friuli Venezia Giulia e mediante il contributo di ALES S.p.A., societ\u00e0 in house del MiBACT.L\u2019articolato progetto di valorizzazione,\u00a0ideato per\u00a0assicurare\u00a0la conservazione dei reperti esistenti e garantire la pi\u00f9 ampia fruibilit\u00e0 del sito, ha previsto la\u00a0risistemazione dell\u2019area in seguito a un\u2019importante attivit\u00e0 di scavo condotta dall\u2019Universit\u00e0 di Padova, nonch\u00e9 la costruzione di un\u2019elegante e moderna copertura in laterizio [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/11\/15\/la-domus-di-tito-macro-vasta-dimora-di-epoca-romana-nel-nord-italia-ad-aquileia-ritorna-in-vita-impresa-archeologica-di-rilievo-internazionale\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[409408,59480,409403,409407,409404,409405,409409,409410,409406],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20975"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20975"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20975\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20982,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20975\/revisions\/20982"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20975"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20975"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20975"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}