{"id":21054,"date":"2020-11-22T20:16:10","date_gmt":"2020-11-22T20:16:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=21054"},"modified":"2020-11-22T20:16:10","modified_gmt":"2020-11-22T20:16:10","slug":"raffaello-e-giuseppe-bossi-a-milano-i-due-capolavori-dellurbinate-in-citta-una-mostra-memorabile-al-castello-sforzesco-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/11\/22\/raffaello-e-giuseppe-bossi-a-milano-i-due-capolavori-dellurbinate-in-citta-una-mostra-memorabile-al-castello-sforzesco-di-milano\/","title":{"rendered":"Raffaello e Giuseppe Bossi a Milano. I due capolavori dell\u2019urbinate in citt\u00e0. Una mostra memorabile al Castello Sforzesco di Milano."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/raffaello_sposalizio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-21055\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/raffaello_sposalizio.jpg\" alt=\"\" width=\"325\" height=\"481\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/raffaello_sposalizio.jpg 780w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/raffaello_sposalizio-202x300.jpg 202w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/raffaello_sposalizio-691x1024.jpg 691w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/raffaello_sposalizio-768x1138.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/a>La mostra di Milano si svolge al Castello Sforzesco dal 27 novembre 2020 al 7 marzo 2021, con il titolo <em>Giuseppe Bossi e <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/The_School_of_Athens__by_Raffaello_Sanzio_da_Urbino.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-21056 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/The_School_of_Athens__by_Raffaello_Sanzio_da_Urbino.jpg\" alt=\"\" width=\"516\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/The_School_of_Athens__by_Raffaello_Sanzio_da_Urbino.jpg 516w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/The_School_of_Athens__by_Raffaello_Sanzio_da_Urbino-300x233.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 516px) 100vw, 516px\" \/><\/a>Raffaello al Castello Sforzesco di Milano. <\/em>Centrale \u00e8 quindi la figura di Giuseppe Bossi, (1777-1815), pittore, scrittore, collezionista e significativo segretario dell\u2019Accademia di Belle Arti di Brera nei primi anni dell\u2019Ottocento.<\/strong> <strong>Protagonista del Neoclassicismo a Milano, fu colui che introdusse in citt\u00e0 l\u2019opera raffaellesca e il suo stile.<\/strong> Il percorso si sviluppa a partire da una selezione di disegni da lui realizzati e ispirati alle immagini del \u201cdivino pittore\u201d, non limitandosi solo a copiarle, ma abbracciandone la tecnica. Di particolare importanza sono le copie delle Stanze Vaticane, che Bossi ritrasse dal vero. Oltre ai disegni, sono in mostra anche incisioni e maioliche rinascimentali tratte da invenzioni dell\u2019Urbinate: un\u2019occasione per scoprire il patrimonio storico artistico del Castello Sforzesco attraverso le sue differenti collezioni. Un\u2019esperienza che potr\u00e0 essere fatta anche online: in occasione dell\u2019apertura della mostra, tramite il portale Grafiche in Comune, il Gabinetto dei Disegni del Castello render\u00e0 disponibile alla consultazione online il catalogo di tutti i disegni di Giuseppe Bossi, mentre la Raccolta delle Stampe \u201cA. Bertarelli\u201d render\u00e0 pubblico l\u2019ampio corpus di incisioni di Raffaello per un totale di circa 1000 immagini. \u201c<em>L\u2019anniversario dei cinquecento anni dalla scomparsa di Raffaello per il Castello Sforzesco di Milano \u00e8 un\u2019occasione per valorizzare il proprio patrimonio<\/em>\u201d, spiega <strong>Claudio Salsi, <\/strong>che ha curato la mostra con la collaborazione di Alessia Alberti, Giovanna Mori e Francesca Tasso. E ancora: \u201c<em>Ci\u00f2 avviene attraverso un percorso trasversale tra le arti, in grado da una parte di illustrare la straordinaria verit\u00e0 che contraddistingue, sin dalle origini, la natura delle sue collezioni, dall\u2019altra di rappresentare l\u2019interesse suscitato da Raffaello presso gli artisti dal Cinquecento all\u2019Ottocento<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/Scuola-di-Atene-cartone-Raffaello-Sanzio-Ambrosiana-e1606074879994.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-21057\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/Scuola-di-Atene-cartone-Raffaello-Sanzio-Ambrosiana-e1606074879994.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"144\" \/><\/a>Il mito di Raffaello attraverso lo sguardo di Giuseppe Bossi, nei suoi disegni<\/strong> e nella sua collezione, tra opere su carta e maioliche. In che modo l\u2019eredit\u00e0 del genio urbinate venne raccolta, custodita, tramandata dal pittore, scrittore e collezionista. Attraverso quali modelli e seguendo quali soggettisi svilupparono e furono influenzate le arti decorative? Il progetto espositivo ed editoriale prende avvio dalle collezioni del Castello Sforzesco di Milano, da una parte celebrando Raffaello, nel cinquecentenario della morte, e dall\u2019altra raccontando la figura di un artista e intellettuale che ancora offre spunti di grande n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/1XpbzbSw-e1606074907471.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-21058 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/1XpbzbSw-e1606074907471.jpeg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"315\" \/><\/a>ovit\u00e0. A partire da un prezioso nucleo di opere, la mostra si propone di portare all\u2019attenzione del visitatore un particolare aspetto della fortuna di Raffaello a Milano tra la fine del Settecento e il principio dell\u2019Ottocento: la ricezione attraverso l\u2019arte, il gusto collezionistico e gli scritti di una personalit\u00e0 di spicco in quell\u2019epoca. <strong>Il percorso si sviluppa da una selezione di disegni realizzati da Giuseppe Bossi (1777-1815) e ispirati<\/strong> <strong>sia a opere di Raffaello, nei quali l\u2019imitazione non si limita al soggetto e alle modalit\u00e0 compositive ma abbraccia la tecnica, sia ad alcuni fogli oggi riconosciuti come copie antiche ma all\u2019epoca ritenuti originali.<\/strong> In particolare da una rassegna delle carte del periodo della maturit\u00e0 dell\u2019artista si evidenzia, rispetto all\u2019attivit\u00e0 giovanile con le copie dal vero degli affreschi delle Stanze Vaticane, una personale rielaborazione secondo un codice stilistico a tratti di grande modernit\u00e0. In questi disegni ricorrono soggetti, come putti e amorini, che il visitatore ha l\u2019opportunit\u00e0 di riconoscere anche nelle incisioni di Marcantonio Raimondi realizzate su disegno di Raffaello, custodite presso la Raccolta Bertarelli che conserva alcune rarissime prove, e in una serie di maioliche istoriate rinascimentali d\u2019ispirazione raffaellesca, esposte in un\u2019ottica di confronto tra i materiali delle collezioni e selezionate come esempi particolarmente significativi delle dinamich<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/A_RYwGbQ.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-21059\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/A_RYwGbQ.jpeg\" alt=\"\" width=\"178\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/A_RYwGbQ.jpeg 178w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/A_RYwGbQ-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 178px) 100vw, 178px\" \/><\/a>e di ispirazione, circolazione e ricezione dei modelli. <strong>Giuseppe Bossi e Raffaello al Castello Sforzesco di Milano si pone come un dialogo tra materie, tecniche, secoli e sensibilit\u00e0, attraverso disegni, modelli incisi e arti applicate e come una possibilit\u00e0 per il pubblico di avvicinare e scoprire, una volta di pi\u00f9, il patrimonio storico artistico del Castello Sforzesco attraverso le sue straordinariamente varie collezioni, sia in presenza sia online. <\/strong>In occasione dell\u2019apertura della mostra, infatti, tramite il portale GraficheinComune, il Gabinetto dei Disegni del Castello rende disponibile alla consultazione online il catalogo di tutti i disegni di Giuseppe Bossi conservati all\u2019interno della collezione e, nella stessa sede, la Raccolta delle Stampe \u201cA. Bertarelli\u201d pubblicher\u00e0 l\u2019inventariazione dell\u2019ampio corpus di incisioni da Raffaello per un totale di circa 1000 immagini: http:\/\/graficheincomune.comune.milano.it\/GraficheInComune\/Default.aspx<\/p>\n<p><strong>LE INIZIATIVE DELLA LOMBARDIA. <\/strong>Anche gli eventi e gli incontri sparsi su tutto il territorio lombardo (da ottobre 2020 a marzo 2021) hanno come punto in comune l\u2019obiettivo di avvicinare il pubblico all\u2019opera raffaellesca, rendendo noti tutti quegli aspetti che hanno alimentato il suo mito fino ai giorni nostri. Tra le istituzioni aderenti ci sono: Accademia Carrara di Bergamo, Museo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/Qz5wL2PQ-e1606074956551.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21060 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/Qz5wL2PQ-e1606074956551.jpeg\" alt=\"\" width=\"345\" height=\"381\" \/><\/a> Diocesano di Brescia, Palazzo Tosio Ateneo di Brescia, Civiche Raccolte d\u2019Arte di Palazzo Marliani Cicogna a Busto Arsizio, Museo Diotti di Casalmaggiore, Museo Civico di Crema e del Cremasco, Fondazione Maria Cosway di Lodi, Fondazione Ugo da Como a Lonato del Garda, Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova; Accademia di Belle Arti di Brera a Milano; Museo Poldi Pezzoli di Milano e Musei Civici di Pavia. Il calendario \u00e8 in aggiornamento: per maggiori informazioni, rivolgersi al sito delle singole istituzioni.<\/p>\n<p><strong>500 anni fa, il 6 aprile del 1520, durante un venerd\u00ec Santo, nella notte, moriva Raffaello Sanzio, dopo giorni di malattia iniziati con una febbre continua ed acuta, causata probabilmente da \u201ceccessi amorosi\u201d come scrisse il Vasari. La morte dell\u2019artista avvenuta lo stesso giorno della sua nascita (6 aprile del 1483), all\u2019et\u00e0 di 37 anni, verr\u00e0 ricordata da tutti i contemporanei come una tragedia senza precedenti, tramandandoci la visione comune di un Raffaello considerato divino tanto da essere paragonato, gi\u00e0 in vita, a un nuovo Cristo. <\/strong><strong>Raffaello fu il primo e unico figlio di <\/strong><strong>Giovanni Santi<\/strong><strong> (anch\u2019egli pittore) e di Maria di Battista di Nicola Ciarla<\/strong>. Il cognome \u201cSanzio\u201d infatti non \u00e8 che<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/BbFx5skQ-scaled-e1606075084132.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-21061\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/BbFx5skQ-scaled-e1606075084132.jpeg\" alt=\"\" width=\"349\" height=\"427\" \/><\/a> una delle possibili declinazioni di \u201cSanti\u201d, in particolare derivata dal latino \u201cSancti\u201d con cui Raffaello sar\u00e0 poi solito, nella maturit\u00e0, firmare le sue opere. La madre mor\u00ec di l\u00ec a poco, il 7 ottobre 1491.<\/p>\n<p><strong>Raffaello non passer\u00e0 mai da Milano, ma in citt\u00e0 abbiamo l\u2019onore di ospitare due grandi capolavori, lo\u00a0<em>Sposalizio della Vergine<\/em> (conservato nella Pinacoteca di Brera), del\u00a01504\u00a0e il <em>Cartone preparatorio della Scuola di Atene<\/em> (conservato all\u2019Ambrosiana), realizzato per l\u2019affresco per le Stanze Vaticane a Roma. <\/strong>Sin dagli esordi nella raffinata corte di Urbino, Raffaello dimostra come sia superiore al suo maestro Perugino. Infatti gi\u00e0 a soli 17 anni e gi\u00e0 maestro d\u2019arte e realizza lo spettacolare\u00a0<strong><em>Sposalizio della Vergine<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em>oggi alla pinacoteca di Brera. L\u2019opera del Sanzio, realizzata in giovent\u00f9 per la cappella Albizzini della\u00a0chiesa di San Francesco\u00a0di\u00a0Citt\u00e0 di Castello, rivela il distacco ormai incolmabile con i modi del maestro Perugino, il quale nello stesso periodo stava realizzato un dipinto come soggetto lo <em>Sposalizio della Vergine<\/em> per il Duomo di Perugia. Ma il confronto tra le due opere mette in risalto profonde differenze. Raffaello infatti copi\u00f2 il maestoso tempio sullo sfondo, ma lo allegger\u00ec allontanandolo dalle figure e ne fece il fulcro dell\u2019intera composizione, che sembra ruotare attorno all\u2019elegantissimo edificio a pianta centrale. Anche le figure sono pi\u00f9 sciolte e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/SGci3OtA-scaled-e1606075134616.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21062 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/SGci3OtA-scaled-e1606075134616.jpeg\" alt=\"\" width=\"330\" height=\"314\" \/><\/a> in posizioni pi\u00f9 naturali, con una disposizione nello spazio che evita un rigido allineamento sul primo piano, ma si assesta a semicerchio, bilanciando e richiamando le forme concave e convesse del tempio stesso. Al centro del quadro vengono posizionati un gruppo di persone divise in due schiere, aventi come perno il sacerdote, il quale celebra il matrimonio tra la vergine Maria e San Giuseppe suo sposo. Il gruppo delle donne (dietro Maria) e il gruppo di uomini (dietro Giuseppe) formano due semicerchi aperti rispettivamente verso il tempio e verso lo spettatore. <strong>Come dicevamo, la grande pala \u00e8 conservata nella\u00a0Pinacoteca di Brera\u00a0a\u00a0Milano. \u00c8 firmato \u201cRaphael Vrbinas\u201d e datato \u201cMDIIII\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1798 il municipio di Citt\u00e0 di Castello venne obbligato a rimuovere la pala dall\u2019altare, per donarla al generale napoleonico Lechi, che tre anni dopo la vendette per 50.000 lire al mercante milanese conte Giacomo Sannazzari della Ripa. Quest\u2019ultimo la lasci\u00f2 poi in eredit\u00e0 all\u2019Ospedale Maggiore di<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/HihLy43g.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-21063\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/HihLy43g.jpeg\" alt=\"\" width=\"439\" height=\"340\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/HihLy43g.jpeg 517w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/HihLy43g-300x232.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 439px) 100vw, 439px\" \/><\/a> Milano nel 1804. Nel 1806 fu acquistata da Beauharnais, che la destin\u00f2 all\u2019Accademia di Belle Arti milanese, le cui collezioni sono poi confluite nella Pinacoteca, inaugurata nel 1809. Fu restaurata a fine dell\u2019800 da Molteni, poi negli anni sessanta dopo un attentato vandalico, infine in tempi recenti, con conclusione nel 2009. <strong>Nel giugno 1958, il pittore milanese Nunzio Guglielmi (Messina, 1928), in arte \u201cNunzio Van Guglielmi\u201d, infrange, con un punteruolo e un martello, il vetro che protegge il dipinto e incolla su di esso un volantino con la scritta: \u201cViva la rivoluzione italiana, via il governo clericale!\u201d. Pugnala il quadro in due punti, sul gomito della Vergine e al centro della scalinata del tempio, danneggiando a fondo la tavola. Avrebbe certamente provocato danni maggiori se la superficie non fosse stata protetta da una lastra di vetro, che, ovviamente, and\u00f2 in frantumi ma che riusc\u00ec ad attutire la violenza dei colpi. Van Guglielmi verr\u00e0 poi internato nel manicomio di Milano.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Passando alla seconda opera presente in citt\u00e0, il Cartone della Scuola d\u2019Atene<\/strong>,<strong> presente nella Pinacoteca Ambrosiana. <\/strong>Si tratta del pi\u00f9 grande cartone rinascimentale a noi pervenuto (misura 285\u00d7804 centimetri) ed \u00e8 interamente realizzato dalla mano di Raffaello come disegno preparatorio, a grandezza naturale, della\u00a0<em>Scuola di Atene<\/em>, uno dei quattro affreschi commissionati nel 1508 a Raffaello da Papa Giulio II per decorare la Stanza della Segnatura in Vaticano<strong>. Raffigur\u00f2 nel dipinto una squadra di pittori provenienti da tutta Italia (il Sodoma, Bramantino, Baldassarre Peruzzi, Lorenzo Lotto e altri).<\/strong> Le sue prove nella volta della prima, poi detta Stanza della Segnatura, piacquero cos\u00ec tanto al papa che decise di affidargli, fin dal 1509, tutta la decorazione dell\u2019appartamento, a costo anche di distruggere quanto gi\u00e0 era stato fatto, sia ora sia nel Quattrocento (tra cui gli affreschi di Piero della Francesca). Alle pareti Raffaello decor\u00f2 quattro grandi lunettoni, ispirandosi alle quattro facolt\u00e0 delle universit\u00e0 medioevali, ovvero teologia, filosofia, poesia e giurisprudenza, cosa che ha fatto pensare che la stanza fosse originariamente destinata a biblioteca o studiolo. Opere celeberrime sono la Disputa del Sacramento, la<strong> Scuola di Atene<\/strong> o il Parnaso. In queste dispieg\u00f2 una visione scenografica ed equilibrata, in cui le masse di figure si dispongono, con gesti naturali, in simmetrie solenni e calcolate, all\u2019insegna di una monumentalit\u00e0 e una grazia che vennero poi definite \u201cclassiche\u201d. Del dipinto esistono vari studi preparatori superstiti. Il progetto primitivo appare in un foglio conservato a Siena, che mostra un\u2019idea molto diversa: in esso un filosofo, forse Platone, \u00e8 assiso su un basamento con tre saggi ai suoi piedi e intorno una folla di discepoli. La gerarchia rigida di tale disegno e una certa disorganicit\u00e0 nel gruppo periferico appare completamente rivoluzionato nel cartone che si conserva alla Pinacoteca Ambrosiana. In esso, che riguarda solo la parte inferiore del dipinto, senza l\u2019architettura, sono gi\u00e0 definiti tutti i personaggi come nella versione definitiva, ad eccezione dell\u2019autoritratto di Raffaello, del presunto ritratto del Sodoma e della figura di Eraclito\/Michelangelo: dall\u2019esame dell\u2019intonaco risulta che quest\u2019ultima \u00e8 stata realizzata dopo le altre, forse aggiunta come omaggio al collega dopo la scopertura parziale della\u00a0volta della Cappella Sistina, avvenuta nel\u00a01511. Nel cartone gli effetti chiaroscurali sono molto accentuati, divergendo dallo\u00a0sfumato\u00a0leonardesco che \u00e8 pi\u00f9 riscontrabile nell\u2019affresco compiuto. Ricordiamo che il disegno \u00e8 esposto nella sala espositiva interamente dedicata al Cartone di Raffaello, su progetto di allestimento di Stefano Boeri Architetti.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra di Milano si svolge al Castello Sforzesco dal 27 novembre 2020 al 7 marzo 2021, con il titolo Giuseppe Bossi e Raffaello al Castello Sforzesco di Milano. Centrale \u00e8 quindi la figura di Giuseppe Bossi, (1777-1815), pittore, scrittore, collezionista e significativo segretario dell\u2019Accademia di Belle Arti di Brera nei primi anni dell\u2019Ottocento. Protagonista del Neoclassicismo a Milano, fu colui che introdusse in citt\u00e0 l\u2019opera raffaellesca e il suo stile. 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