{"id":21110,"date":"2020-11-27T20:22:53","date_gmt":"2020-11-27T20:22:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=21110"},"modified":"2020-11-28T17:30:57","modified_gmt":"2020-11-28T17:30:57","slug":"il-poeta-giuseppe-ungaretti-a-50-anni-dalla-morte-1970-2020-un-innamorato-della-vita-che-si-illuminava-dimmenso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/11\/27\/il-poeta-giuseppe-ungaretti-a-50-anni-dalla-morte-1970-2020-un-innamorato-della-vita-che-si-illuminava-dimmenso\/","title":{"rendered":"Il poeta Giuseppe Ungaretti a 50 anni dalla morte (1970-2020). Un innamorato della vita che si illuminava d&#8217;immenso."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/giuseppe-ungaretti-1-350x525-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-21111\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/giuseppe-ungaretti-1-350x525-1.jpg\" alt=\"\" width=\"289\" height=\"434\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/giuseppe-ungaretti-1-350x525-1.jpg 350w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/giuseppe-ungaretti-1-350x525-1-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 289px) 100vw, 289px\" \/><\/a>Un grande poeta, un professore amato dagli studenti all\u2019Universit\u00e0 La\u00a0 Sapienza di Roma, un ottuagenario innamorato <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/ungaretti-ICM_01_51095848-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21112 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/ungaretti-ICM_01_51095848-2.jpg\" alt=\"\" width=\"346\" height=\"340\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/ungaretti-ICM_01_51095848-2.jpg 405w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/ungaretti-ICM_01_51095848-2-300x295.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 346px) 100vw, 346px\" \/><\/a>della vita, un amante di Roma citt\u00e0 eterna.\u00a0 <\/strong>\u00a0\u00a0Era divenuto \u00a0un personaggio amato e popolare il poeta Giuseppe Ungaretti,\u00a0 anche se \u00a0anziano, grazie alle sue apparizioni televisive negli anni &#8217;60, quando commentava qualcosa o recitava i versi dell&#8217;Odissea a introduzione dello sceneggiato, o quando in diretta tv segu\u00ec\u00a0 e comment\u00f2 la discesa dell\u2019uomo sulla Luna, con\u00a0 quel modo un po&#8217; nonnesco ma illuminante, sempre espressivo, forte e\u00a0 intenso, e\u00a0 soprattutto\u00a0 con quegli occhi scintillanti e sorridenti. <strong>A 50 anni dalla sua scomparsa, a 82 anni, la notte del primo giugno 1970, esattamente mezzo secolo fa, \u00a0mi \u00e8 caro ricordarne la figura\u00a0 del grande poeta che ebbi in amicizia per la frequentazione romana tra il \u201968 e il \u201970.<\/strong> Con\u00a0 quella sua barba bianca che coronava il suo volto che sprizzava\u00a0 amore per la vita, come nel dolore per sofferenze e morte, Ungaretti era un \u201cuomo\u201d, e difatti tutte le sue opere furono raccolte nei Meridiani della \u00a0Mondadori con il bel titolo \u201cVita di un uomo\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019intera sua opera poetica si concentra in\u00a0 quel suo \u201cmi illumino \/ d&#8217;immenso&#8217;\u201d, i due celebri versi di \u201cMattina\u201d del 1917, scritti nelle trincee del Carso, assieme alle sofferte poesie sulla Grande guerra cui partecip\u00f2 da soldato semplice, raccolte quell&#8217;anno in\u00a0 \u201cIl porto sepolto\u201d e poi, nel 1919, in \u201cAllegria di naufragi\u201d, volumi diventati classici. Giuseppe Ungaretti, nato nel 1988 da genitori lucchesi a Alessandria d&#8217;Egitto, per cinquant&#8217;anni, a partire da quel titolo, \u201cIl porto sepolto\u201d, diventato mitico e considerato il seme dell&#8217;ermetismo, \u00e8 stato, senza dubbio, \u00a0il pi\u00f9 importante e significativo poeta italiano del Novecento con contatti internazionali, a cominciare dall&#8217;amico caro Guillaume Apollinaire sino a Jean Paulhan e Georges Braque. Si form\u00f2 in guerra, sino al suo viaggio a Parigi nel 1912 dove alloggia \u00a0in un alberghetto del Quartiere latino a rue des Carmes 5 e, \u00a0attraverso le riviste Mercure de France e La voce, entr\u00f2 in contatto con le vere novit\u00e0 culturali europee. Con\u00a0 Enrico Pea \u00a0vive l&#8217;esperienza della Baracca Rossa, luogo d&#8217;incontro di socialisti e anarchici. Era amato per i suoi versi innovativi e profondi, dove la parola era \u00a0assoluta e intensa, pronta a scandagliare la profondit\u00e0 dell&#8217;essere teso \u00a0tra tempo e destino (un suo titolo \u201cIl sentimento del tempo\u201d ), legata a una totale fede nella parola poetica, unica possibilit\u00e0 per salvarsi dall \u201cuniversale naufragio\u201d, a versi scarnificati che sono un po&#8217; il dissolvimento della lingua tradizionale della poesia, ma sempre cosciente che \u201clo sperimentalismo non pu\u00f2 essere fine a se stesso\u201d. Poi, pian piano l&#8217;aria cambia, la cultura e la poesia dal secondo dopoguerra diventano attente pi\u00f9 a confrontarsi con la storia, il quotidiano e a tendere intimamente alla prosa. <strong>La definizione del \u201csentimento del tempo\u201d (titolo della celebre raccolta del 1933) non pu\u00f2 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/cache_cache_194d8721736f745d388d69d112de08bc_6d2dd24dd0434b2a34efbbbfc1ebaa2b.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-21114 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/cache_cache_194d8721736f745d388d69d112de08bc_6d2dd24dd0434b2a34efbbbfc1ebaa2b.jpg\" alt=\"\" width=\"469\" height=\"359\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/cache_cache_194d8721736f745d388d69d112de08bc_6d2dd24dd0434b2a34efbbbfc1ebaa2b.jpg 784w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/cache_cache_194d8721736f745d388d69d112de08bc_6d2dd24dd0434b2a34efbbbfc1ebaa2b-300x230.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/cache_cache_194d8721736f745d388d69d112de08bc_6d2dd24dd0434b2a34efbbbfc1ebaa2b-768x588.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 469px) 100vw, 469px\" \/><\/a>essere slegata dal contatto con Roma: le rovine, la memoria, il senso della perdita. \u201cUna citt\u00e0 come Roma &#8211; racconta Ungaretti -, negli anni durante i quali scrivevo il Sentimento, era citt\u00e0 dove si aveva ancora il sentimento dell&#8217; eterno (&#8230;). Quando si \u00e8 in presenza del Colosseo, enorme tamburo con orbite senz&#8217; occhi, si ha il sentimento del<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/56807-Guido_Le_Noci_e_Giuseppe_Ungaretti_all_inaugurazione_del_XI_Premio_Lissone_1959.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-21115\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/56807-Guido_Le_Noci_e_Giuseppe_Ungaretti_all_inaugurazione_del_XI_Premio_Lissone_1959.jpg\" alt=\"\" width=\"511\" height=\"383\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/56807-Guido_Le_Noci_e_Giuseppe_Ungaretti_all_inaugurazione_del_XI_Premio_Lissone_1959.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/56807-Guido_Le_Noci_e_Giuseppe_Ungaretti_all_inaugurazione_del_XI_Premio_Lissone_1959-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 511px) 100vw, 511px\" \/><\/a> vuoto. A Roma si ha il sentimento del vuoto\u201d.\u00a0 E ancora,\u00a0 questo si mescola a un&#8217; aria di mito, che non avvolge soltanto la grande citt\u00e0 ma l&#8217; intero paesaggio laziale, \u201cpieno di storia e con tali seduzioni della natura e tali lontananze nel tempo, da assumere come per prodigio aspetti di favola\u201d.<\/strong> \u00a0Dopo la lunga e intensa unione con la moglie Jeanne, morta nel 1958, negli ultimi anni della sua vita ebbe una relazione con la brasiliana Bruna Bianco, pi\u00f9 giovane di 52 anni e, agli amici che un po&#8217; lo prendevano in giro, rispondeva sornione\u00a0 \u201cnon capite perch\u00e9 siete privi di fantasia anche in quello\u201d. Certo cont\u00f2 in parte anche il suo nazionalismo e \u00a0la sua ammirazione dal 1914 per Mussolini, che per le sue intemperanze e denuncia delle leggi razziali ebbe poi sempre un occhio di riguardo, come il essere stato lontano dal 1936 al 1942 per aver accettato la cattedra di letteratura italiana all&#8217;Universit\u00e0 di San Paolo in Brasile, anche se gli serv\u00ec poi, da Accademico d&#8217;Italia, per poter continuare ad insegnare all\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di \u00a0Roma sino al 1958. \u201cIl taccuino del vecchio\u201d del 1960 \u00e8 \u00a0stata la sua ultima raccolta. Mentre sono tante le edizioni complete della sua opera sino all&#8217;uscita, nel 1969, del Meridiano Mondadori, curato da Leone Piccioni, che ad oggi ha \u00a0di gran lunga superato la vendita delle centomila copie, \u00a0ben oltre il dato\u00a0 degli Oscar. I suoi manoscritti, appunti, epistolari e documenti sono oggi raccolti nel fondo Giuseppe Ungaretti, conservato presso l&#8217;Archivio contemporaneo \u201cAlessandro Bonsanti\u201d del Gabinetto Vieusseux a Firenze. <strong>L&#8217;Eur a Roma lo ricorda Giuseppe Ungaretti, perch\u00e9 in questo quartiere\u00a0 abit\u00f2. Una targa in sua memoria fu \u00a0inaugurata dal sindaco Francesco Rutelli, dall&#8217;assessore comunale alla cultura Gianni Borgna e dal presidente dell&#8217;Eur spa Raffaele Ranucci nel cortile di un palazzo in via Sierra Nevada, una traversa di viale Africa, dove il poeta visse fino a pochi giorni prima della sua morte e dove attualmente abita la figlia Anna Maria. <\/strong>\u201cCon questa iniziativa &#8211; hanno sottolineato Rutelli e Ranucci &#8211; il Comune di Roma e l&#8217;Eur hanno voluto ricordare la figura di Ungaretti nel trentennale della sua morte, per mostrare il segno concreto del loro apprezzamento per la sua opera poetica e letteraria\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/giuseppe-ungaretti-450.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-21116\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/giuseppe-ungaretti-450.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"573\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/giuseppe-ungaretti-450.jpg 450w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/giuseppe-ungaretti-450-236x300.jpg 236w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Giuseppe Ungaretti giunse a Roma dal Brasile nel 1942 e alloggi\u00f2 \u00a0in piazza Remuria 3, in una villetta presa in affitto da Tatiana, la figlia di Tolstoj. Il poeta attraversava un momento difficile della propria vita, avendo \u00a0perso da poco il giovane figlio Antonietto. La sua carriera professionale attraversava invece una fase felice, perch\u00e9 gli venne affidato l&#8217;insegnamento di Letteratura italiana moderna e contemporanea all&#8217;Universit\u00e0 di Roma, senza concorso e \u201cper chiara fama\u201d. <strong>Tra le case romane di Ungaretti, quella di piazza Remuria 3, \u00e8 senza dubbio la pi\u00f9 memorabile. Il contratto d&#8217; affitto viene ceduto al poeta nel 1942 dalla figlia di Tolstoj e l&#8217; appartamento diventa un ritrovo di studenti e giovani poeti, che seguono le sue eccentriche lezioni alla Sapienza. <\/strong><strong>Durante i mesi dell&#8217;occupazione tedesca compone la raccolta di poesie dedicate alla Roma occupata. <\/strong><strong>Il rapporto tra Giuseppe Ungaretti e Roma \u00e8 stato dei pi\u00f9 intensi, visto che Ungaretti lo frequentai nei due anni prima della morte. Voglio aggiungere per chi ha vissuto a Roma ( io vi sono stato fino al 1980)\u00a0 che il legame con la citt\u00e0 passa anche attraverso i mezzi pubblici, certe circolari. \u00a0Basti pensare alla fedelt\u00e0 del poeta per la \u00a0Circolare rossa. Istituita nel 1931, \u00e8 stata il tram cittadino fino al 1975: da ponte Risorgimento saliva verso l&#8217; Aventino, scendeva, percorreva Viale Trastevere, passava per Porta Angelica, tornava al punto di partenza. Bene, anche il giovane critico Marco\u00a0 Onofrio nel suo\u00a0 bel testo \u201cUngaretti e Roma\u201d(edizioni Edilazio, Premio Carver 2009) racconta\u00a0 di\u00a0 quella \u00a0schiera di ex studenti del professor Ungaretti, che (\u201cper chiara fama\u201d insegn\u00f2 alla Sapienza), a<\/strong> <strong>fine lezione salivano con lui sulla Circolare,\u00a0 seguitando certo \u00a0a discutere di Dante e Leopardi, ma fermandosi soltanto in caso di transito di belle ragazze. Leone Piccioni, che di Ungaretti ha curato l&#8217; opera poetica, racconta che il professore, alla sua fermata, \u201ctante volte per dimenticanza, tante volte perch\u00e9 preso dal discorso senza aver volont\u00e0 di interromperlo, altre volte ancora per stare un altro po&#8217; insieme (\u201cDove scendi? A San Pietro? Ti accompagno\u201d), non scendeva, e si faceva, intero, un altro giro di Roma\u201d<\/strong>. Ma \u00e8 ancora l\u2019Onofrio \u00a0a ricostruire di Ungaretti \u00a0indirizzi e <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/ungaretti-tomba-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21117 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/ungaretti-tomba-2.jpg\" alt=\"\" width=\"594\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/ungaretti-tomba-2.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/ungaretti-tomba-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/11\/ungaretti-tomba-2-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 594px) 100vw, 594px\" \/><\/a>traslochi; cerca materiali\u00a0 e mette a fuoco il \u00a0rapporto poetico con la citt\u00e0 dove Ungaretti va \u00a0a vivere nell&#8217; inverno del 1922,\u00a0 dettagli per lasciare scoprire la \u00a0naturalizzazione di Ungaretti a Roma, \u00a0romano per ragioni del cuore. Il vero, solenne ingresso nella capitale, a quasi trentacinque anni, coincide con quello di Montaigne: \u201clungo la Flaminia, dalla Porta del Popolo\u201d. I primi passi sono dunque tra memorie letterarie; quelli fatti prima della guerra, nel &#8216; 12, tra catacombe e monumenti, erano stati troppo incerti per via di \u201ctante cose inconsuete\u201d. \u00a0<strong>Nel giro di cinque anni, tra il &#8216; 22 e il &#8216; 27, cambia otto volte indirizzo: via in Selci 84, via Cappellini 3, via Carlo Alberto 8, piazza Poli 23, via Conte Rosso 10, via Amedeo Ottavo 11, via Piave 15, via Malta 16. All&#8217; estate del 1927 risale il primo soggiorno a Marino, in un piccolo appartamento di un antico palazzo settecentesco. Sono gli anni dell&#8217; Ungaretti mussoliniano: lettere deferenti al Duce (\u201cSono il vostro devotissimo<\/strong> <strong>milite\u201d),<\/strong> vivaci amicizie con artisti e scrittori, perfino duelli (con Massimo Bontempelli), apparizioni da Aragno e al Caff\u00e8 Greco. Roma lo sorprende, lo ammalia ma anche lo disorienta; all\u2019inizio \u00a0la vive e la scopre da straniero. Sa che diventer\u00e0 uno dei luoghi fondamentali della sua vita, ma \u201cappena arrivato &#8211; scrive &#8211; mi \u00e8 parsa una citt\u00e0 alla quale non avrei mai potuto abituarmi. I suoi monumenti, la sua storia, tutto ci\u00f2 che possedeva di grande (&#8230;) non aveva per me assolutamente nulla di famigliare\u201d. Si ha l&#8217; impressione che le \u201cprove di avvicinamento\u201d di Ungaretti alla Roma dei secoli, \u00a0passino s\u00ec per via letteraria e artistica, ma forse pi\u00f9 ancora per una questione sensoriale, direi di pelle e di anima. Il poeta sente, si direbbe a pelle, la citt\u00e0, con tutta la dolcezza e la violenza, \u201cla naturale violenza delle stagioni che vedevo sposare le ore\u201d. Scriver\u00e0 che \u201cil travertino \u00e8 a Roma polpa delle stagioni, le incarna, le veste, le nuda, e l&#8217; autunno \u00e8 la sua stagione pi\u00f9 felice, quando s&#8217; impregna d&#8217; oro e d&#8217; angoscia\u201d. Ma una particolare sensazione la produce l&#8217; estate, che di Roma fa risaltare il respiro e \u00a0l&#8217; anima barocca. C&#8217; \u00e8 qualcosa di allucinato e furioso, nelle visioni estive, qualcosa di mortuario e insieme di sfarzoso: \u201c \u00c8 l&#8217; estate e nei secoli \/ Con i suoi occhi calcinanti \/ Va della terra spogliando lo scheletro\u201d. Le\u00a0 esperienze biografiche passate e recenti, pesano sul suo sguardo sulla citt\u00e0.\u00a0 Il soggiorno a S\u00e3o Paulo (1937-1942), per esempio, creer\u00e0 &#8211; sull&#8217; immagine di Roma &#8211; strane sovrimpressioni brasiliane; come i tristissimi dolori privati,\u00a0 vale a dire la morte del figlio Antonietto, nel &#8216; 39; e poi \u00a0la guerra, tutto agir\u00e0 nel suo animo e sulla\u00a0\u00a0 visione della citt\u00e0 che si fa leggere\u00a0 pi\u00f9 cupa, a tratti spettrale. \u201cMio fiume anche tu, Tevere fatale, \/ ora che notte gi\u00e0 turbata scorre\u201d. <strong>Nel 1958, alla morte della moglie Jeanne, per non sentire la solitudine, Ungaretti lascia l&#8217;appartamento di piazza Remuria e si trasferisce presso la figlia, all&#8217;EUR, in via Sierra Nevada 1. Oggi \u00e8 \u00a0sepolto al cimitero del Verano, accanto alla moglie. Non vi nascondo che annualmente lo vado a trovare e porto un fiore sulla sua tomba.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un grande poeta, un professore amato dagli studenti all\u2019Universit\u00e0 La\u00a0 Sapienza di Roma, un ottuagenario innamorato della vita, un amante di Roma citt\u00e0 eterna.\u00a0 \u00a0\u00a0Era divenuto \u00a0un personaggio amato e popolare il poeta Giuseppe Ungaretti,\u00a0 anche se \u00a0anziano, grazie alle sue apparizioni televisive negli anni &#8217;60, quando commentava qualcosa o recitava i versi dell&#8217;Odissea a introduzione dello sceneggiato, o quando in diretta tv segu\u00ec\u00a0 e comment\u00f2 la discesa dell\u2019uomo sulla Luna, con\u00a0 quel modo un po&#8217; nonnesco ma illuminante, sempre espressivo, forte e\u00a0 intenso, e\u00a0 soprattutto\u00a0 con quegli occhi scintillanti e sorridenti. A 50 anni dalla sua scomparsa, a 82 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/11\/27\/il-poeta-giuseppe-ungaretti-a-50-anni-dalla-morte-1970-2020-un-innamorato-della-vita-che-si-illuminava-dimmenso\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[53710,9894,10357,53794,41640,44545,44441,87,17030,26,47,53833,7575,28369,7576,51665,4625,44754],"tags":[409500,409498,409495,66607,409497,409501,409494,355195,409499,409496,409502,93494],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21110"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21110"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21110\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21122,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21110\/revisions\/21122"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21110"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21110"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21110"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}