{"id":21341,"date":"2020-12-16T18:50:14","date_gmt":"2020-12-16T18:50:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=21341"},"modified":"2020-12-16T19:57:49","modified_gmt":"2020-12-16T19:57:49","slug":"paola-di-bello-fotografa-sperimentale-che-punta-il-dito-sulla-societa-una-sua-mostra-titolata-citizens-1988-2006-si-tiene-alla-galleria-bianconi-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/12\/16\/paola-di-bello-fotografa-sperimentale-che-punta-il-dito-sulla-societa-una-sua-mostra-titolata-citizens-1988-2006-si-tiene-alla-galleria-bianconi-di-milano\/","title":{"rendered":"Paola Di Bello,  fotografa sperimentale    che punta il dito sulla societ\u00e0. Una sua mostra titolata \u201cCitizens (1988-2006)\u201d si tiene alla Galleria Bianconi di Milano."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/29_PaolaDiBello_Citizens_InstallationView_GalleriaBianconi_PhBrunoBani-e1608143513840.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-21342\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/29_PaolaDiBello_Citizens_InstallationView_GalleriaBianconi_PhBrunoBani-e1608143513840.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"300\" \/><\/a>Sono stato da poco a visitare presso la Galleria Bianconi di Milano, che ha inaugurato \u00a0la stagione espositiva 2020 &#8211; 2021, \u00a0una <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/22_PaolaDiBello_Citizens_LaDisparition_Linea4_SaoPaolo_InstallationView_GalleriaBianconi_PhBrunoBani-e1608143551819.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-21343 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/22_PaolaDiBello_Citizens_LaDisparition_Linea4_SaoPaolo_InstallationView_GalleriaBianconi_PhBrunoBani-e1608143551819.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"300\" \/><\/a>mostra sensibilmente aperta alla realt\u00e0 cittadina del nostro tempo,\u00a0 realt\u00e0 che incide e coincide\u00a0 sia con Milano, grande citt\u00e0 europea, sia con altre citt\u00e0 come ad esempio Parigi. E\u2019 certo che il fotografo deve viaggiare, girovagare, fare un p\u00f2 il cronista di immagini che possano descrivere anche la storia del presente, fermare in un\u2019immagine\u00a0 semplici cittadini, anche toccati da una vita difficile, di catturare, inquadrare e portare in primo piano sguardi e volti. <strong>Mi sono trovato a leggere qui in questa galleria milanese che osservo e seguo fin dal 2004,\u00a0 \u00a0una \u00a0mostra di fotografia, e per di pi\u00f9 una mostra antologica, aperta fino al 19 dicembre 2020, \u00a0dal titolo \u201cCitizens (1988 &#8211; 2006 )\u201d, di \u00a0\u00a0una fotografa italiana, certa \u00a0Paola Di Bello (Napoli 1961), figlia di Bruno Di Bello artista di chiara fama\u00a0 che ho avuto modo di conoscere e frequentare, divenendone amico. \u00a0<\/strong>Leggo subito, da sto<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/25_PaolaDiBello_Citizens_Bildung_1995-2003_InstallationView_GalleriaBianconi_PhBrunoBani-e1608143581777.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-21344\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/25_PaolaDiBello_Citizens_Bildung_1995-2003_InstallationView_GalleriaBianconi_PhBrunoBani-e1608143581777.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"300\" \/><\/a>rico, \u00a0da addetto ai lavori, \u00a0che tutto\u00a0 appare esposto per capitoli di lavoro, spesso volte anche frammentato, con \u00a0singole immagini fotografiche, o anche sequenze di esse,\u00a0 o \u00a0installazioni vere e proprie che\u00a0 toc<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/01_PaolaDiBello_Citizens_FramingTheCommunity_2006_InstallationView_GalleriaBianconi_PhBrunoBani-e1608143644298.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-21346 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/01_PaolaDiBello_Citizens_FramingTheCommunity_2006_InstallationView_GalleriaBianconi_PhBrunoBani-e1608143644298.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"300\" \/><\/a>cano temi forti, sociali e filosofici &#8211; forse non troppo approfonditi e mirati- ,\u00a0\u00a0 quali sono\u00a0 i cittadini, la comunit\u00e0, l\u2019esistenza, la vita e \u00a0il mondo, il tempo e la storia. \u00a0<strong>Osservando l\u2019intero corpus della mostra della Di Bello mi sono balzati alla memoria \u00a0i lavori di Josef Koudelka, Don McCullin, Stephan<\/strong> <strong>Vanfleteren e poi James Nachtwey<\/strong>, <strong>rimanendovi \u00a0quest\u2019ultimo inevitabilmente colpito\u00a0 dal suo Inferno,<\/strong> <strong>ovvero la terrificante testimonianza della condizione umana. <\/strong>La Paola Di Bello ha pensato\u00a0 di voler procedere lungo una direttrice che a suo dire \u00e8 concettuale -ma il concettuale \u00e8 altra cosa-\u00a0 e di richiamo alle scienze sociali.\u00a0 No, non pu\u00f2 essere, perch\u00e9 le scienze sociali e la sociologia\u00a0 richiedono una sguardo scientifico che qui manca. <strong>Quel che vedo sono solo fotografie e installazioni\u00a0 mosse da uno \u201cspiccato sperimentalismo\u201d,<\/strong> marchiatura che le si addice da tempo, per via di un racconto quale mi pare tutto il procedere della <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/04_PaolaDiBello_RischianoPeneMoltoSevere_Garibaldi_1998_GalleriaBianconi-768x1260-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-21347\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/04_PaolaDiBello_RischianoPeneMoltoSevere_Garibaldi_1998_GalleriaBianconi-768x1260-1.jpg\" alt=\"\" width=\"411\" height=\"674\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/04_PaolaDiBello_RischianoPeneMoltoSevere_Garibaldi_1998_GalleriaBianconi-768x1260-1.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/04_PaolaDiBello_RischianoPeneMoltoSevere_Garibaldi_1998_GalleriaBianconi-768x1260-1-183x300.jpg 183w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/04_PaolaDiBello_RischianoPeneMoltoSevere_Garibaldi_1998_GalleriaBianconi-768x1260-1-624x1024.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 411px) 100vw, 411px\" \/><\/a>fotografa milanese, scatti che rivelano certo un\u2019alterit\u00e0\u00a0 dell\u2019opera rispetto a come si rappresenta il mondo civile. E in questo senso si leggono i grandi formati dove <strong>gli home<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/11_PaolaDiBello_Citizens_RischianoPeneMoltoSevere_InstallationView_GalleriaBianconi_PhBrunoBani.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-21348 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/11_PaolaDiBello_Citizens_RischianoPeneMoltoSevere_InstallationView_GalleriaBianconi_PhBrunoBani.jpg\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"446\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/11_PaolaDiBello_Citizens_RischianoPeneMoltoSevere_InstallationView_GalleriaBianconi_PhBrunoBani.jpg 750w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/11_PaolaDiBello_Citizens_RischianoPeneMoltoSevere_InstallationView_GalleriaBianconi_PhBrunoBani-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/11_PaolaDiBello_Citizens_RischianoPeneMoltoSevere_InstallationView_GalleriaBianconi_PhBrunoBani-683x1024.jpg 683w\" sizes=\"(max-width: 297px) 100vw, 297px\" \/><\/a>less<\/strong> di Paola Di Bello\u00a0 non sono i\u00a0 soggetti di Lee Jeffries, <em>il fotografo<\/em> quarantunenne di Manchester,\u00a0 che ha\u00a0 incontrato camminando per le strade <em>dell<\/em>&#8216;Europa e degli Stati Uniti. \u00a0<strong>I \u201cbarboni\u201d della Di Bello costretti in quella forma cartellonistica\u00a0 che non giova certo alla visione\u00a0 perch\u00e9 esasperano il dramma,<\/strong> si ritrovano \u00a0costretti al luogo della solitudine, \u00a0in quelle \u00a0strade che non hanno perso i loro abituali occupanti,\u00a0 i vaganti senza \u00a0fissa dimora\u00a0 che i\u00a0 marciapiedi da sempre accolgono. In queste immagini \u00a0mi pare ci sia \u00a0interesse nel mercificare i soggetti e, non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 detestabile della fotografia che rapisce, attratta dall\u2019esotico, soprattutto in questo periodo di bulimia d\u2019informazioni sulle conseguenze date dal Covid-19.<\/p>\n<p><strong>Hermann Hesse ne \u201cIl Lupo della steppa\u201d scrive<\/strong>: \u201c<em><strong>Tutti questi uomini, qualunque siano le loro gesta e le loro opere, non hanno veramente alcuna vita, vale a dire la loro vita non \u00e8 un\u2019esistenza, non ha una forma, essi non sono eroi o artisti o pensatori come altri possono essere giudici, medici, calzolai o maestri, ma la loro vita \u00e8 un moto eterno, una mareggiata penosa, \u00e8 disgraziatamente e non dolorosamente straziata, paurosa o insensata, quando non si voglia trovarne il significato proprio in quei rari avvenimenti e fatti, pensieri e opere che balzano luminosi sopra il caos di una vita simile\u201d. <\/strong><\/em>Questa serie degli homeless, ma anche la sequenza di \u201critratti formato tessera delle sue studentesse\u201d, vogliono essere e cos\u00ec appaiono, un atto di \u201crestituzione sperimentale\u201d che si accompagna per mano alla responsabilit\u00e0 prima della fotografia, \u00a0la memoria.<\/p>\n<p><strong>Il tema generale\u00a0 della mostra\u00a0 vorrebbe centrare la rappresentazione\u00a0 dei \u201ccittadini\u201d, del loro vivere, di luoghi, dei luoghi da essi visti come casa, uffici\u00a0\u00a0 e relazioni, o addirittura delle periferie \u00a0e delle citt\u00e0 articolate<\/strong> come \u201cSao Paulo\u201d o \u201cMirafiori\u201d del 2002; o \u00a0come la grande installazione pannellata di tableux d\u2019affichages \u00a0di una carta geografica attraverso una\u00a0 sequenza di quartieri\u00a0 parigini \u00a0\u00a0disposti a m\u00f2 di scala (vedi \u201cdisparition\u201d del 1995) e ancora \u201cBildung\u201d del\u00a0 1995-2003 e \u00a0\u201cFraming the Community&#8221; del 2006-14,\u00a0 che ritraggono usi e costumi\u00a0 di\u00a0 distinti gruppi sociali. \u00a0La mostra\u00a0 mira\u00a0 a incorniciare \u00a0il tema della \u201ccomunit\u00e0\u201d, o meglio, come dice il titolo stesso, i \u201ccittadini\u201d cio\u00e8 \u00a0una comunit\u00e0 avanzata definita da reciproci rapporti di diritti e doveri all\u2019interno di una societ\u00e0 organizzata.<strong> In sostanza, questa \u00a0\u00e8 fotografia di\u00a0 \u201crestituzione sperimentale\u201d per via dell\u2019ibridazione dell\u2019immagine che non tiene conto\u00a0 anche della preziosa lezione di Marco Mancuso.<\/strong>\u00a0 Infine, ai lettori di queste immagini della Di Bello\u00a0 e alla stessa fotografa voglio donare\u00a0 dieci frasi belle sulla fotografia di illustri intellettuali del settore. Eccole:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La fotografia non mostra la realt\u00e0, ma l\u2019idea che se ne ha.<br \/>\n<strong>(Neil Leifer)<\/strong><\/p>\n<p>Sono un voyeur e chi come fotografo non lo ammette \u00e8 un cretino.<br \/>\n<strong>(Helmut Newton)<\/strong><\/p>\n<p>La fotografia non sa mentire, ma i bugiardi sanno fotografare.<br \/>\n<strong>(Lewis Hine)<\/strong><\/p>\n<p>Una foto non si scatta, si crea.<br \/>\n<strong>(Ansel Adams)<\/strong><\/p>\n<p>La fotografia \u00e8 l\u2019arte di mostrare di quanti istanti effimeri la vita sia fatta.<br \/>\n<strong>(Marcel Proust)<\/strong><\/p>\n<p>Fare una fotografia vuol dire allineare la testa, l\u2019occhio e il cuore. \u00c8 un modo di vivere.<br \/>\n<strong>(Henri Cartier-Bresson)<\/strong><\/p>\n<p>Fotografare \u00e8 assaporare intensamente la vita, ogni centesimo di secondo.<br \/>\n<strong>(Marc Riboud)<\/strong><\/p>\n<p>Certo, ci saranno sempre quelli che guardano solo alla tecnica, che chiedono \u201ccome\u201d, mentre altri di natura pi\u00f9 curiosa chiederanno \u201cperch\u00e9\u201d. Personalmente, ho sempre preferito l\u2019ispirazione all\u2019informazione.<br \/>\n<strong>(Man Ray)<\/strong><\/p>\n<p>Se le tue foto non sono abbastanza buone, non sei abbastanza vicino.<br \/>\n<strong>(Robert Capa)<\/strong><\/p>\n<p>Non scattare quello che appare. Scatta quello che ti fa sentire.<br \/>\n<strong>(David Alan Harvey)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ecco non aggiungo altro, la Di Bello lavorer\u00e0 e ci consegner\u00e0 altri capitoli e altre mostre, vedremo se la \u201crivoluzione\u201dfotografica gli porter\u00e0 maggior fortuna. Glielo auguriamo fortemente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sono stato da poco a visitare presso la Galleria Bianconi di Milano, che ha inaugurato \u00a0la stagione espositiva 2020 &#8211; 2021, \u00a0una mostra sensibilmente aperta alla realt\u00e0 cittadina del nostro tempo,\u00a0 realt\u00e0 che incide e coincide\u00a0 sia con Milano, grande citt\u00e0 europea, sia con altre citt\u00e0 come ad esempio Parigi. E\u2019 certo che il fotografo deve viaggiare, girovagare, fare un p\u00f2 il cronista di immagini che possano descrivere anche la storia del presente, fermare in un\u2019immagine\u00a0 semplici cittadini, anche toccati da una vita difficile, di catturare, inquadrare e portare in primo piano sguardi e volti. 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