{"id":21360,"date":"2020-12-18T20:47:22","date_gmt":"2020-12-18T20:47:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=21360"},"modified":"2020-12-18T20:47:22","modified_gmt":"2020-12-18T20:47:22","slug":"le-quadrerie-riva-uno-sguardo-sul-collezionismo-privato-nella-lugano-del-sette-e-ottocento-la-mostra-alla-pinacoteca-cantonale-giovanni-zust-di-rancate-mendrisio-canton-ticino-svizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/12\/18\/le-quadrerie-riva-uno-sguardo-sul-collezionismo-privato-nella-lugano-del-sette-e-ottocento-la-mostra-alla-pinacoteca-cantonale-giovanni-zust-di-rancate-mendrisio-canton-ticino-svizzera\/","title":{"rendered":"Le quadrerie Riva. Uno sguardo sul collezionismo privato nella Lugano del Sette e Ottocento. La mostra  alla Pinacoteca Cantonale Giovanni Zust di Rancate (Mendrisio) &#8211;  Canton Ticino-Svizzera."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat11_Carlo-Francesco-Rusca_Ritratto-del-conte-Rodolfo-Giovanni-Riva.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-21361\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat11_Carlo-Francesco-Rusca_Ritratto-del-conte-Rodolfo-Giovanni-Riva.jpg\" alt=\"\" width=\"333\" height=\"425\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat11_Carlo-Francesco-Rusca_Ritratto-del-conte-Rodolfo-Giovanni-Riva.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat11_Carlo-Francesco-Rusca_Ritratto-del-conte-Rodolfo-Giovanni-Riva-235x300.jpg 235w\" sizes=\"(max-width: 333px) 100vw, 333px\" \/><\/a>Dalle intime stanze dei palazzi appartenuti all\u2019aristocratica famiglia Riva, nella Lugano dell\u2019epoca dei balivi (o landfogti) \u2013<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat4_Marco-Petrini_Ritratto-di-Antonio-Maria-Gioacchino-Riva-1730-1736.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21362 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat4_Marco-Petrini_Ritratto-di-Antonio-Maria-Gioacchino-Riva-1730-1736.jpg\" alt=\"\" width=\"310\" height=\"399\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat4_Marco-Petrini_Ritratto-di-Antonio-Maria-Gioacchino-Riva-1730-1736.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat4_Marco-Petrini_Ritratto-di-Antonio-Maria-Gioacchino-Riva-1730-1736-233x300.jpg 233w\" sizes=\"(max-width: 310px) 100vw, 310px\" \/><\/a> \u201cgovernatori\u201d confederati che, dall\u2019inizio del Cinquecento fino a fine Settecento, avevano tra i loro compiti l&#8217;amministrazione giudiziaria, finanziaria, fiscale e militare<\/strong> \u2013 <strong>sono giunti alla Pinacoteca Z\u00fcst di Rancate\/Svizzera oltre settanta dipinti. <\/strong>Tra di essi importanti pezzi di Giuseppe Antonio Petrini, di cui la famiglia Riva fu uno dei principali committenti, insieme a una suggestiva selezione di suppellettili, argenterie, miniature, libri e documenti. Un\u2019occasione imperdibile per ammirare dipinti e oggetti solitamente celati al pubblico, ma anche per entrare nella storia del territorio ticinese e non solo. <strong>I Riva sono infatti<\/strong><strong> uno dei pi\u00f9 antichi e illustri casati di Lugano e rivestirono una posizione egemonica soprattutto durante l\u2019Antico Regime, <\/strong><strong>vantando una intricata <\/strong><strong>rete di contatti con altre storiche famiglie (Beroldingen, Turconi, Morosini, Bellasi, Somazzi, Moroni Stampa, Rusca, Raimondi, Neuroni). <\/strong>L\u2019intento \u00e8 quello di aggiungere un tassello alla vicenda ancora poco nota del collezionismo privato nelle terre dell\u2019attuale Cantone Ticino, dal tardo Seicento all\u2019Ottocento. <strong>In mostra sono dunque indagati sia il gusto che le dinamiche relative alla circolazione e al consumo di opere d\u2019arte in questa terra di confine, che dal punto di vista politico guardava a nord, dipendendo dai Cantoni svizzeri, mentre da quello religioso e culturale si volgeva a sud, verso l\u2019Italia. Nella vicina Penisola si stabilir\u00e0 a met\u00e0 Ottocento anche una parte della famiglia Riva legata al ramo dei marchesi grazie all\u2019alleanza matrimoniale con il facoltoso casato piemontese dei Francischelli, che a loro volta si imparentano con i Bisi, importante famiglia di artisti milanesi. Di qui le numerose opere di Luigi, Giuseppe, Ernesta, Fulvia e Antonietta Bisi, che ancora oggi appartengono al ramo dei marchesi.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat17_Giuseppe-Antonio-Petrini_San-Giovannino.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-21363\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat17_Giuseppe-Antonio-Petrini_San-Giovannino.jpg\" alt=\"\" width=\"296\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat17_Giuseppe-Antonio-Petrini_San-Giovannino.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat17_Giuseppe-Antonio-Petrini_San-Giovannino-222x300.jpg 222w\" sizes=\"(max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/><\/a>Grazie a un allestimento coinvolgente, la rassegna permette di \u201centrare\u201d nei palazzi \u2013 \u00e8 stata ricreata l\u2019atmosfera che si respirava nello studiolo di alcuni dei personaggi indagati \u2013 e di scoprire le quadrerie (ritratti, paesaggi, scene religiose, storiche e di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat18_Giuseppe-Antonio-Petrini_Figura-femminile.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21364 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat18_Giuseppe-Antonio-Petrini_Figura-femminile.jpg\" alt=\"\" width=\"281\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat18_Giuseppe-Antonio-Petrini_Figura-femminile.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat18_Giuseppe-Antonio-Petrini_Figura-femminile-237x300.jpg 237w\" sizes=\"(max-width: 281px) 100vw, 281px\" \/><\/a>genere) appartenenti ai tre rami della famiglia (marchesi, conti e nobili) e un tempo custodite nelle dimore luganesi e nelle residenze di campagna, con la presentazione della citt\u00e0 tra Sette e Ottocento. <strong>In mostra anche una serie di ritratti dei landfogti provenienti dai Cantoni d\u2019Oltralpe che governavano la prefettura di Lugano e una selezione di pezzi provenienti da collezioni di altri casati e con cui i Riva avevano intensi rapporti o legami di parentela. <\/strong><strong>Tra gli autori presenti in mostra, per il Settecento vanno segnalati Marco e Giuseppe Antonio Petrini \u2013 di cui la famiglia Riva ha rappresentato il massimo committente \u2013, Carlo Francesco e Pietro Rusca, Giovanni Battista Innocenzo Colomba, Carlo Innocenzo Carloni, Giuseppe Antonio Orelli, Giovanni Battista Ronchelli, Giovanni Battista Bagutti, Francesco Capobianco, Gian Francesco Cipper detto \u201cIl Todeschini\u201d, Antonio Maria Marini. Per l\u2019Ottocento figureranno opere di Giovanni Migliara, Giuseppe Reina, Francesco Hayez, Pietro Bagatti Valsecchi e dei Bisi.<\/strong><\/p>\n<p>LE QUADRERIE RIVA. <strong>Nella Lugano del Sei e del Settecento che cosa rappresentava la famiglia Riva?<\/strong> A questa domanda hanno gi\u00e0 risposto gli storici evidenziando il ruolo egemonico rivestito da questo casato sotto l\u2019Antico Regime. Agli storici dell\u2019arte restava ora da chiedersi: che incidenza ha avuto l\u2019evoluzione politica, economica e sociale della famiglia sul carattere e sull\u2019intensit\u00e0 delle dinamiche culturali e artistiche di Lugano e degli altri baliaggi meridionali? Attraverso lo studio delle antiche quadrerie della famiglia, che nel corso del XVII e XVIII secolo si era staccata dal ramo dei nobili per dividersi in quello dei conti e dei marchesi, <strong>si \u00e8 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat46_Giovanni-Migliara_Milano-con-gli-archi-di-Porta-Nuova.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-21365\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat46_Giovanni-Migliara_Milano-con-gli-archi-di-Porta-Nuova.jpg\" alt=\"\" width=\"444\" height=\"328\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat46_Giovanni-Migliara_Milano-con-gli-archi-di-Porta-Nuova.jpg 542w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat46_Giovanni-Migliara_Milano-con-gli-archi-di-Porta-Nuova-300x221.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 444px) 100vw, 444px\" \/><\/a>cercato di dare una risposta a questo interrogativo, evidenziando il profilo dei Riva: non solo notabili e <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat47_Giovanni-Migliara_Donne-al-lavatoio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21366 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat47_Giovanni-Migliara_Donne-al-lavatoio.jpg\" alt=\"\" width=\"389\" height=\"305\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat47_Giovanni-Migliara_Donne-al-lavatoio.jpg 510w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat47_Giovanni-Migliara_Donne-al-lavatoio-300x235.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 389px) 100vw, 389px\" \/><\/a>possidenti, ma anche mecenati e collezionisti.<\/strong> La conoscenza delle quadrerie dovrebbe portare un tassello in pi\u00f9 alla ricostruzione di quella storia \u00abdelle civilt\u00e0 locali\u00bb, auspicata tempo fa da Virgilio Gilardoni, che invitava gli studiosi \u00abad arare e a raccogliere proprio qui da noi quello che invano, con tanta ricchezza di correlazioni vive per il paese, si era sempre creduto di poter trovare soltanto via di qui\u00bb (Rapporto di Virgilio Gilardoni del 1958 pubblicato in Silvano Gilardoni 1995). Un invito, che negli ultimi vent\u2019anni \u00e8 stato ampiamente accolto dagli studiosi che si sono occupati del fenomeno migratorio, ma che meritava di essere esteso anche alle raccolte private, scarsamente indagate perch\u00e9 difficilmente accessibili e parzialmente disperse.<\/p>\n<p>FAMIGLIE AL POTERE. <strong>In epoca balivale (XVI-XVIII secolo) i Riva, come gli altri esponenti del ceto dirigente luganese, occupano le pi\u00f9 alte cariche delle magistrature e di governo e collaborano con i rappresentanti del potere centrale dell\u2019antica Confederazione, che esercitano la sovranit\u00e0 sul baliaggio attraverso un landfogto, inviato a turno biennale dai dodici cantoni.<\/strong> \u00a0Come gi\u00e0 auspicato dallo storico Raffaello Cesch<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat51_Giuseppe-Bisi_Locarno.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21368 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat51_Giuseppe-Bisi_Locarno.jpg\" alt=\"\" width=\"413\" height=\"284\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat51_Giuseppe-Bisi_Locarno.jpg 582w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat51_Giuseppe-Bisi_Locarno-300x206.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 413px) 100vw, 413px\" \/><\/a>i, \u00abper capire il governo balivale occorre <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat50_Giuseppe-Bisi_Paesaggio-con-lavandaie-scaled-e1608323572998.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-21367\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat50_Giuseppe-Bisi_Paesaggio-con-lavandaie-scaled-e1608323572998.jpg\" alt=\"\" width=\"323\" height=\"435\" \/><\/a>studiare pi\u00f9 a fondo gli intrecci di interessi, parentele e clientele annodati nel tempo tra i notabili dei cantoni e le famiglie notabili locali\u00bb (Ceschi 2000b, p. 61). L\u2019invito \u00e8 stato accolto in questi ultimi decenni dagli storici che hanno approfondito l\u2019argomento in chiave sociale con vari studi dedicati alle famiglie. Resta ora agli storici dell\u2019arte valutare l\u2019incidenza di questi legami e scambi sulle dinamiche artistiche e collezionistiche. Nello studio della quadreria Riva non poteva pertanto mancare un riferimento a questo aspetto, che consente di intuire il ruolo di mediazione non solo politica ma anche culturale esercitato da questa famiglia di dominati e di dominanti.<\/p>\n<p>FAMIGLIE ALLEATE. Studiare la quadreria della famiglia Riva significa occuparsi anche dei suoi committenti e quindi delle relazioni che intrattenevano con le famiglie del ceto dirigente dei baliaggi del Luganese e del Mendrisiotto. I Riva, che fondano il loro potere essenzialmente sulle risorse locali \u2013 magistratura, terra e credito \u2013, hanno bisogno di stabilire contatti, rapporti e alleanze sia per legittimarlo, sia per rafforzarlo e poterlo quindi trasmettere ai numerosi discendenti. Con alcuni membri di queste famiglie i Riva stabilirono delle alleanze matrimoniali, con altri condivisero ideali culturali, spirituali e politici. Attraverso un ritratto che rappresenta idealmente queste famiglie alleate desideriamo quindi evocare il fitto e intricato tessuto di scambi e connessioni che le legava ai Riva.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat52_Giuseppe-Bisi_Lebreo-errante.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-21369 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat52_Giuseppe-Bisi_Lebreo-errante.jpg\" alt=\"\" width=\"468\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat52_Giuseppe-Bisi_Lebreo-errante.jpg 536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat52_Giuseppe-Bisi_Lebreo-errante-300x224.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 468px) 100vw, 468px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Ecco di seguito la Presentazione di Mariangela Agliati Ruggia Direttrice della Pinacoteca Cantonale Giovanni Zust. \u00a0<\/strong>\u201cDa ormai tre decenni la Pinacoteca Z\u00fcst dedica le proprie mostre temporanee allo studio della storia e dell\u2019arte del nostro territorio. Quest\u2019anno ci si \u00e8 dedicati ai Riva, uno dei pi\u00f9 antichi casati di Lugano, che rivest\u00ec una posizione egemonica soprattutto durante l\u2019Antico Regime, vantan<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/OGG_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21370 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/OGG_2.jpg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/OGG_2.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/OGG_2-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 298px) 100vw, 298px\" \/><\/a>do una intricata rete di contatti con altre storiche famiglie (Beroldingen, Turconi, Morosini, Bellasi, Somazzi, Moroni Stampa, Rusca, Raimondi, Neuroni, Maderni). La mostra \u00e8 stata l\u2019occasione per riunire una parte della sua affascinante quadreria, costituita da pezzi di primaria importanza \u2013 ritratti, paesaggi, scene religiose, storiche e di genere \u2013 un tempo custoditi nelle dimore luganesi e nelle residenze di campagna, oggi suddivisi tra i vari rami della famiglia (marchesi, conti e nobili), tra Svizzera e Italia. Non \u00e8 tuttavia solo una mostra dedicata alla pittura con opere pregevolissime di Giuseppe Antonio e Marco Petrini ma anche di Giovanni Battista Innocenzo Colomba e Giuseppe Antonio Orelli, solo per fare alcuni nomi. Grande spazio \u00e8 infatti dato alla storia del nostro territorio, ma anche al tessuto sociale e all\u2019architettura tra Sei e Ottocento, con un focus su Lugano. \u00c8 l\u2019occasione per \u201centrare\u201d nelle dimore cittadine e nelle ville di campagna della famiglia ma anche di altri casati. A questo proposito si s<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/OGG_4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21371 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/OGG_4.jpg\" alt=\"\" width=\"455\" height=\"303\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/OGG_4.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/OGG_4-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 455px) 100vw, 455px\" \/><\/a>egnala la serie di ritratti dei landfogti provenienti dai cantoni d\u2019Oltralpe che governavano la prefettura di Lugano e che erano in contatto diretto e costante con i Riva e una selezione di pezzi conservati nelle collezioni dei Bellasi e dei Moroni Stampa, con cui avevano rapporti o legami di parentela. Da queste premesse si comprende come questa sia una mostra \u201cdi ricerca\u201d, che porta all\u2019attenzione del pubblico pi\u00f9 vasto l\u2019esito di anni di studi condotti dai curatori, Edoardo Agustoni e Lucia Pedrini-Stanga, i quali con un lavoro certosino hanno esaminato inventari, carte, dimore e archivi. A loro si devono i testi di inquadramento della famiglia oltre <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat56_Miniatura-con-Napoleone.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-21372\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat56_Miniatura-con-Napoleone.jpg\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"390\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat56_Miniatura-con-Napoleone.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat56_Miniatura-con-Napoleone-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 260px) 100vw, 260px\" \/><\/a>all\u2019analisi di tutte le opere esposte, contenuta nelle preziose schede, con alcune nuove attribuzioni. Ad essi si sono affiancati altri ricercatori che hanno arricchito il catalogo con affondi sulle tematiche sociali, urbanistiche e culturali. Dal saggio di Riccardo Bergossi si apprende come i Riva fossero i principali costruttori di residenze familiari a Lugano tra Sei e Settecento, mentre Stefania Bianchi analizza l\u2019impetuosa ascesa sociale ed economica della famiglia, basata sull\u2019acquisizione di grandi propriet\u00e0 fondiarie. Scelte che, unitamente alla rete di ottime relazioni con le personalit\u00e0 politiche in vista e da oculate alleanze matrimoniali, avrebbero rappresentato le giuste premesse per il conferimento dei titoli nobiliari a una stirpe i cui esponenti in origine erano mercanti, poi notai, magistrati, religiosi, amministratori. Interessante il co<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat54_Fulvia-Bisi_Tavolozza-con-paesaggio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21373 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat54_Fulvia-Bisi_Tavolozza-con-paesaggio.jpg\" alt=\"\" width=\"271\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat54_Fulvia-Bisi_Tavolozza-con-paesaggio.jpg 408w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Cat54_Fulvia-Bisi_Tavolozza-con-paesaggio-300x294.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 271px) 100vw, 271px\" \/><\/a>nfronto istituito con l\u2019analoga vicenda di un\u2019altra stirpe, quella dei Turconi. \u00c8 invece Pietro Montorfani a farci entrare nella biblioteca dei Riva. I libri spesso accompagnavano gli storici ritratti della blasonata famiglia nelle suddivisioni ereditarie e negli spostamenti tra i palazzi. Grazie a un manoscritto conservato all\u2019Archivio storico della Citt\u00e0 di Lugano \u00e8 stato possibile studiare il prezioso insieme di oltre 400 volumi appartenuti al conte Giovanni Battista (1704-1774): testi giuridici, teologici, letterari, di autori greci, latini e rinascimentali, in latino, spagnolo, tedesco e italiano. Ci piace qui ricordare che questa operazione \u00e8 in fondo solo un ulteriore tassello che corona la serie di altre iniziative sostenute nel tempo dalla famiglia Riva, a partire da Waldo e Alfonso che diedero alle stampe <em>La storia della famiglia Riva <\/em>(1971), completata da Aldo Riva (1993). Nel 1999, su iniziativa di Antonio e Pierfranco, figli di Waldo, si \u00e8 poi costituita la Fondazione Palazzo Riva, che ha come scopo di curarne la conservazione e la valorizzazione. A loro va anche il merito di aver patrocinato il volume <em>Il Palazzo Riva di Santa Margherita a Lugano e la sua quadreria<\/em>, a cura di Simona Martinoli (2014). Al di l\u00e0 di queste occasioni, colpisce il grande rispetto nei confronti delle proprie radici espresso dai membri di questa famiglia, che conserva con dedizione da secoli gran parte di quanto gli antenati hanno riunito. Oltre ai gi\u00e0 citati Antonio e Pierfranco Riva desideriamo ringraziare per la collaborazione e la disponibilit\u00e0, indispensabili per la riuscita della mostra: Gabriella Felder-Riva, Elisa Lucchini-Riva, Antonio Riva fu Pietro, Filippo Riva, Angela e Guido Riva con il figlio Roberto, i marchesi Franco, Simona e Alessandro Monti Riva di Lugano. La nostra gratitudine va anche a tutti gli altri prestatori e ai nostri sponsor, che hanno reso possibile l\u2019apertura di questa esposizione e la realizzazione del catalogo, nonostante la difficile situazione che stiamo vivendo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dalle intime stanze dei palazzi appartenuti all\u2019aristocratica famiglia Riva, nella Lugano dell\u2019epoca dei balivi (o landfogti) \u2013 \u201cgovernatori\u201d confederati che, dall\u2019inizio del Cinquecento fino a fine Settecento, avevano tra i loro compiti l&#8217;amministrazione giudiziaria, finanziaria, fiscale e militare \u2013 sono giunti alla Pinacoteca Z\u00fcst di Rancate\/Svizzera oltre settanta dipinti. Tra di essi importanti pezzi di Giuseppe Antonio Petrini, di cui la famiglia Riva fu uno dei principali committenti, insieme a una suggestiva selezione di suppellettili, argenterie, miniature, libri e documenti. Un\u2019occasione imperdibile per ammirare dipinti e oggetti solitamente celati al pubblico, ma anche per entrare nella storia del territorio ticinese [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/12\/18\/le-quadrerie-riva-uno-sguardo-sul-collezionismo-privato-nella-lugano-del-sette-e-ottocento-la-mostra-alla-pinacoteca-cantonale-giovanni-zust-di-rancate-mendrisio-canton-ticino-svizzera\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,44662,59324,9894,53794,44503,28386,44545,44441,87,35351,26,17505,35188,59343,44805,28369,51665,4625],"tags":[412068,339920,412069,412073,412072,28323,412071,412070,17520,339919,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21360"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21360"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21360\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21374,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21360\/revisions\/21374"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21360"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21360"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21360"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}