{"id":2144,"date":"2014-05-01T22:27:25","date_gmt":"2014-05-01T22:27:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=2144"},"modified":"2014-05-01T22:27:25","modified_gmt":"2014-05-01T22:27:25","slug":"il-segno-nobile-di-hans-hartung-allistituto-nazionale-per-la-grafica-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/05\/01\/il-segno-nobile-di-hans-hartung-allistituto-nazionale-per-la-grafica-di-roma\/","title":{"rendered":"Il segno nobile di Hans Hartung all&#8217;Istituto Nazionale per la Grafica di Roma"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/1386785277892_poli.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2145\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/1386785277892_poli.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"100\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/hartung.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2148\" style=\"width: 194px;height: 215px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/hartung.jpg\" alt=\"\" width=\"336\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/hartung.jpg 336w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/hartung-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/hartung-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 336px) 100vw, 336px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/hartung-t1961-h271.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2149\" style=\"width: 302px;height: 232px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/hartung-t1961-h271.jpg\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"566\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/hartung-t1961-h271.jpg 750w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/hartung-t1961-h271-300x226.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/hans-hartung-farandole1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2150\" style=\"width: 287px;height: 192px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/hans-hartung-farandole1.jpg\" alt=\"\" width=\"451\" height=\"308\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/hans-hartung-farandole1.jpg 451w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/hans-hartung-farandole1-300x204.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 451px) 100vw, 451px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/images.jpg-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2151\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/images.jpg-1.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/Hans-Hartung-Pastel-et-acrylique-sur-carton.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2152\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/Hans-Hartung-Pastel-et-acrylique-sur-carton.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/Hans-Hartung-Pastel-et-acrylique-sur-carton.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/05\/Hans-Hartung-Pastel-et-acrylique-sur-carton-300x216.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a>La mostra che l&#8217;Istituto Nazionale per la Grafica di Roma dedica all&#8217;opera grafica di Hans Hartung prende l&#8217;avvio dalla donazione della Fondazione Hartung-Bergman al Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo. <\/strong>L&#8217;intera donazione, che consta di 138 fogli, viene esposta nelle sale di Palazzo Poli, accanto ad alcuni dipinti e disegni, questi ultimi esposti per la prima volta, mettendo a fuoco la produzione grafica del maestro franco-tedesco e rendendo significante ed evidente il debito della pittura nei confronti della grafica. <strong>La parola chiave che costituisce la linea guida dell&#8217;esposizione romana \u00e8 infatti \u201cHartung, graveur peintre\u201d.<\/strong> <strong>La definizione ribalta la tradizionale connessione tra pittura e incisione ed \u00e8 stata coniata da Rainer Michael Mason, uno degli interpreti pi\u00f9 attenti dell&#8217;opera grafica di Hartung.<\/strong> La produzione grafica, qui ampiamente documentata, offre un ventaglio di soluzioni stilistiche e di processi esecutivi che solo apparentemente contraddicono il modo di operare spontaneo, veloce, poetico e creativo dell&#8217;artista. In tal senso, il laboratorio di diagnostica delle matrici dell&#8217;Istituto ha fornito approfondimenti inediti sulle tecniche usate, sia per le matrici che per le stampe dimostrando la costante vitalit\u00e0 della ricerca, di pura astrazione che, a partire dai Blitzb\u00fccher o \u201clibri dei lampi\u201d, non ha mai smesso di trarre spunto dalla realt\u00e0 nel tentativo di <strong>\u201cfissare il dinamismo e la forza dell&#8217;energia\u201d (Hans Hartung) attraverso il gesto fermo, come lo definisce Achille Bonito Oliva nel suo testo scritto per il catalogo edito dalla Fondazione Hartung-Bergman.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>L&#8217;arte di Hans Hartung \u00e8 stata molto amata dal pubblico e seguita con attenzione dalla critica italiana nel corso degli anni, a partire dal 1948, anno in cui l&#8217;illustrissimo storico Giulio Carlo Argan, per primo, lo present\u00f2 alla XXIV Biennale di Venezia nella collezione Peggy Guggenheim, fino alle ultime retrospettive.<\/strong> La mostra \u00e8 stata realizzata con il sostegno della Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l&#8217;architettura e l&#8217;arte contemporanea del MIBACT. L&#8217;iniziativa, condotta in collaborazione con la Fondazione di Antibes, sottolinea, il forte radicamento di Hartung al Novecento europeo ed inserisce l&#8217;Italia nel circuito virtuoso di collezionisti pubblici della grafica del maestro, accanto alla Biblioth\u00e8que Nationale de France, al Kupferstichkabinett degli Staatlichen Museen di Berlino, al Cabinet des Estampes del Mus\u00e9e d&#8217;art d&#8217;histoire. <strong>Mostra che segna un capitolo di studio e approfondimento non solo per gli studiosi e i collezionisti di Hartung, ma si pone nervo significante degli svolgimenti dell&#8217;arte contemporanea e delle influenze che il maestro franco-tedesco ha segnato in modo distintivo. <\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<span style=\"font-size: medium\">Carlo Franza <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra che l&#8217;Istituto Nazionale per la Grafica di Roma dedica all&#8217;opera grafica di Hans Hartung prende l&#8217;avvio dalla donazione della Fondazione Hartung-Bergman al Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo. 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