{"id":21487,"date":"2020-12-28T18:43:09","date_gmt":"2020-12-28T18:43:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=21487"},"modified":"2020-12-28T18:43:09","modified_gmt":"2020-12-28T18:43:09","slug":"franco-guerzoni-le-stagioni-della-sua-ricerca-e-limmagine-sottratta-in-mostra-al-museo-del-novecento-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/12\/28\/franco-guerzoni-le-stagioni-della-sua-ricerca-e-limmagine-sottratta-in-mostra-al-museo-del-novecento-di-milano\/","title":{"rendered":"Franco Guerzoni. Le stagioni della sua ricerca e l\u2019immagine sottratta, in mostra al  Museo del Novecento di Milano."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Vq2Gv_Fw-e1609180239827.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-21488\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/Vq2Gv_Fw-e1609180239827.jpeg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"299\" \/><\/a>Il  <strong>Museo del Novecento &#8211;<\/strong><strong> Milano,\u00a0<\/strong>ha riaperto \u00a0la stagione espositiva con la mostra <strong><em>Franco Guerzoni. L\u2019immagine <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/prnSuh_w-e1609180267413.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-21489 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/prnSuh_w-e1609180267413.jpeg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"299\" \/><\/a>sottratta<\/em><\/strong>,\u00a0 un affondo nell\u2019opera dell\u2019artista modenese visitabile fino <strong>\u00a0al 14 febbraio 2021<\/strong>. La mostra segna il ritorno di Franco Guerzoni nella citt\u00e0 dove hanno avuto luogo alcune delle sue principali esposizioni, e prosegue l\u2019indagine condotta dal museo sui protagonisti e i movimenti che hanno contrassegnato il panorama artistico italiano nella seconda met\u00e0 del Novecento.<\/p>\n<p>L\u2019artista dichiara: \u201c<em> l\u2019esposizione dovr\u00e0 essere \u201cintima\u201d come intimo \u00e8 lo spazio che la riceve al Museo del Novecento: la grande sala della Lanterna e lo spazio dell\u2019Archivio. <strong>Non inseguir\u00e0 l\u2019ambizione di narrare una biografia, quanto piuttosto accettare la frammentariet\u00e0 di alcune stagioni di ricerca che qui cercano di incontrarsi in una distanza temporale significativa. Saranno esposti lavori dei primi anni Settanta che come ninfe volanti cercano un contatto con ricerche attuali e ne costituiscono credo, ancora, la spinta propulsiva, un ricordo mai sfumato nel suo passato. Cos\u00ec le piccole edicole in gesso recanti una foto di case sventrate dal titolo \u201cAffreschi\u201d sembrano essere ancora oggi la <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/rYG2ewog-e1609180340678.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-21491\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/rYG2ewog-e1609180340678.jpeg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"299\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/kxkD6Bmg-e1609180305478.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-21490 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/kxkD6Bmg-e1609180305478.jpeg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"299\" \/><\/a>suggestione che sussurra ai dipinti attuali, di grande formato<\/strong>, il fascino che mi suscita la pittura opaca, la parete dimenticata e il fatto di accudirne i frammenti: tutte idee che mi accompagnano fino alle stratificazioni delle grandi tavole di \u201cArcheologie senza restauro\u201d o i \u201cPaesaggi in polvere\u201d che ne sono gli esiti pi\u00f9 recenti. <strong>L\u2019occasione consentir\u00e0 inoltre di presentare piccoli inediti, stanze in miniatura da percepire attraverso uno sguardo sghembo che costringe lo spettatore in un movimento rotatorio del capo a cercarne l\u2019enigma celato;<\/strong> \u201cIntravedere\u201d ne \u00e8 il titolo. Le grandi teche di vetro che circoscrivono l\u2019archivio consentono l\u2019esposizione di quel \u201cMuseo Ideale\u201d costituito da gessi colorati che corteggiano il bassorilievo, vere pareti da sfogliare, un\u2019archeologia del quotidiano nel quale anche il piccolo frammento di ieri dialoga con forme del remoto. <strong>Uno spazio timido e sorridente appare quello dedicato all\u2019esposizione di carte, foto e documenti che s\u2019incaricano di narrare l\u2019origine del lavoro tra euforie e sconfitte:<\/strong> sono quegli \u201cIrrisolti\u201d che desiderano essere guardati con l\u2019indulgenza di chi vuole assistere al teatro creativo germogliato tra le tante <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/SqYcvyEA-e1609180373348.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-21492\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/SqYcvyEA-e1609180373348.jpeg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"299\" \/><\/a>influenze e contaminazioni assimilate dalla fine degli anni Sessanta fino ai primi Settanta, quel cercare il \u201cnuovo\u201d a tutti i costi <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/tnOBfD8g-e1609180404997.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-21493 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/tnOBfD8g-e1609180404997.jpeg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"299\" \/><\/a>tra i fuochi delle avanguardie e l\u2019antagonismo politico. Eludendo un\u2019antologia vera e propria che mi avrebbe costretto a congiungere in un percorso rettilineo il mio lavoro, preferito il labirinto offerto dai suoi mille frammenti. \u00c8 inoltre per me piacevole rivedere alla luce fredda dei grandi tavoli luminosi dell\u2019Archivio <strong>tutta la mia produzione di libri-opera, accompagnati da testi di amici scrittori, critici e storici dell\u2019arte. Queste particolari realizzazioni sono certamente la parte pi\u00f9 pensosa del mio lavoro. Libri da agire editi in pochi esemplari accompagnati dalle parole affettuose di Sebastiano Vassalli, Adriano Spatola, Emilio Mattioli, Paolo Fossati, Henry Martin soltanto per citarne alcuni<\/strong>. Le immagini che compaiono nei volumi sono spesso collaborazioni fotografiche con Luigi Ghirri e Franco Vaccari. In realt\u00e0 se l\u2019esposizione dei dipinti ha rifuggito l\u2019idea antologi<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/EkRqVelg-e1609180450381.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-21495\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/EkRqVelg-e1609180450381.jpeg\" alt=\"\" width=\"292\" height=\"388\" \/><\/a>ca, i libri-opera rappresentano invece una vera e propria antologia<\/em>. (Franco Guerzoni)<\/p>\n<p>Al quarto piano del Museo del Novecento sono esposte soprattutto opere realizzate dall\u2019artista nell\u2019ultimo decennio: un itinerario intorno alla <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/fg2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21496 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/fg2.jpg\" alt=\"\" width=\"389\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/fg2.jpg 891w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/fg2-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/fg2-768x577.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 389px) 100vw, 389px\" \/><\/a><em>parete<\/em>, un <em>topos<\/em> per Guerzoni. Pareti vecchie e scrostate, ricche di intonaci e rigonfiamenti, precarie per crepe, graffi, affioramenti, muffe e salnitri, sono protagoniste prima, agli esordi, di scatti fotografici utilizzati come supporto del suo lavoro; poi saranno evocate sulla tela: <strong>pareti-palinsesto dai molteplici, evocativi affioramenti sulle quali si \u00e8 articolata tutta la sofisticata archeologia personale dell\u2019artista modenese<\/strong>. Le immagini, rovine vere o pi\u00f9 frequentemente simulate e suggestivamente ricostruite attraverso la pittura, saranno poste in dialogo con <strong>lavori dei primissimi anni Settanta nati dalla collaborazione con gli amici fotografi Luigi Ghirri e Franco Vaccari. <\/strong>La mostra continua con <strong>l\u2019ultima ricerca di Franco Guerzoni intitolata<em> Intravedere<\/em><\/strong>: piccole stanze di materiale gessoso che galleggiano come libri aperti, ma la cui immagine \u00e8 nascosta, appunto \u201csottratta\u201d allo sguardo dell\u2019osservatore. Accompagnano questi lavori <strong>i libri-opera che dagli anni Settanta punteggiano l\u2019itinerario di Guerzoni<\/strong>: dal <em>Libro dei sogni<\/em> del 1970 al <em>Museo ideale<\/em> del 2014. Libri non solo da guardare ma da \u201cagire\u201d, preziosi nella loro rarit\u00e0, che contengono le riflessioni dei tanti poeti, critici e letterati, amici che da sempre seguono il percorso dell\u2019artista. Nel percorso espositivo, una bacheca \u00e8 riservata a <strong>un labirinto di sequenze fotografiche, spesso inedite, che raccontano progetti e aspirazioni<\/strong> risalenti alle sue origini inquiete <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/gue3.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-21497\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/gue3.png\" alt=\"\" width=\"373\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/gue3.png 603w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/gue3-300x202.png 300w\" sizes=\"(max-width: 373px) 100vw, 373px\" \/><\/a>che l\u2019artista chiama <em>Irrisolti<\/em> frutto acerbo e tenero del suo ingresso nella ricerca artistica. Infine un <strong>video, realizzato appositamente<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/z5zDRaKQ-e1609180582865.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-21499 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/12\/z5zDRaKQ-e1609180582865.jpeg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"226\" \/><\/a>per l\u2019occasione da Eva Marisaldi ed Enrico Serotti<\/strong>, racconta per tappe esemplari e con ironia, affetto e rigore, l\u2019opera di Guerzoni nel suo complesso, compresa quella parte che non potr\u00e0 essere rappresentata in mostra. Arricchisce la personale un ricco volume, edito da Skira, con le immagini delle opere esposte, testi della curatrice Martina Corgnati e di Adele Ghirri e materiali utili ad approfondire il lavoro dell\u2019artista con una ricostruzione del decennale e importante rapporto da lui intrattenuto con Milano, sede di mostre, gallerie importanti nella storia di Guerzoni, cos\u00ec come anche di avventure e incontri decisivi.<\/p>\n<p><strong>Franco Guerzoni<\/strong> \u00e8 nato nel 1948 a Modena, dove vive e lavora. Nel 1970 intraprende diverse, non tradizionali e spesso effimere pratiche di produzione artistica, molto sperimentali e vicine alla fotografia; il contesto \u00e8 di forte influenza concettuale e intenso scambio con altri giovani artisti, Franco Vaccari, Claudio Parmiggiani, Giuliano Della Casa, Carlo Cremaschi, Luigi Ghirri. Nel 1973 tiene la prima personale alla Galleria G7 di Bologna, <em>Archeologia<\/em>. In questi anni l\u2019artista presta grande attenzione al mondo archeologico e alla memoria, elaborando anche libri-opera che affrontano i temi del viaggio, dell\u2019immagine e della sua ambiguit\u00e0. Viaggia in Turchia, Iran, Afghanistan, India e Nepal; passaggi testimoniati da mostre come <em>Blow-Up<\/em> (1976), <em>Foto-grafia<\/em>, a cura di Arturo Carlo Quintavalle nel \u201977, e <em>Il tesoro di Begram<\/em> (1978) da Trisorio di Napoli. Nei primi anni Ottanta si avvicina alla pittura intesa come materializzazione e non rappresentazione della parete o \u201cresto\u201d dove si compie la sua personale operazione archeologica: nascono grandi carte gessose, esposte in <em>Carte di viaggio,<\/em> alla Villa Romana di Firenze, <em>Cosa fanno oggi i concettuali?<\/em>, alla Rotonda della Besana, e<em> Scavi superficiali<\/em> alla Galleria Civica di Modena. Alla fine del decennio Guerzoni intraprende grandi cicli di opere quali <em>Decorazioni e rovine<\/em>, presentato alla Biennale di Venezia del 1990, e <em>Restauri provvisori<\/em>, alla Galleria Comunale d\u2019Arte Moderna di Bologna. Un\u2019ampia retrospettiva viene allestita nel 1996 alla Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento, mentre \u00e8 del \u201999 la personale <em>Orienti,<\/em> a Palazzo Massari di Ferrara. Nel 2002 tiene una personale all\u2019Ettersburg Schloss di Weimar, nel 2004 a Palazzo Forti di Verona e nel 2006 alla GAM di Torino. Nel 2011 il suo lavoro \u00e8 incluso nel Padiglione Italia della LIV Biennale di Venezia mentre nel 2013 Palazzo Pitti organizza l\u2019antologica <em>La parete dimenticata.<\/em> Fra le personali pi\u00f9 recenti si annoverano soltanto <em>Nessun luogo, da nessuna parte. Viaggi randagi con Luigi Ghirri<\/em>, alla Triennale di Milano, <em>Archeologie senza restauro<\/em> al MAMbo di Bologna.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Museo del Novecento &#8211; Milano,\u00a0ha riaperto \u00a0la stagione espositiva con la mostra Franco Guerzoni. L\u2019immagine sottratta,\u00a0 un affondo nell\u2019opera dell\u2019artista modenese visitabile fino \u00a0al 14 febbraio 2021. La mostra segna il ritorno di Franco Guerzoni nella citt\u00e0 dove hanno avuto luogo alcune delle sue principali esposizioni, e prosegue l\u2019indagine condotta dal museo sui protagonisti e i movimenti che hanno contrassegnato il panorama artistico italiano nella seconda met\u00e0 del Novecento. L\u2019artista dichiara: \u201c l\u2019esposizione dovr\u00e0 essere \u201cintima\u201d come intimo \u00e8 lo spazio che la riceve al Museo del Novecento: la grande sala della Lanterna e lo spazio dell\u2019Archivio. 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