{"id":21578,"date":"2021-01-07T18:44:10","date_gmt":"2021-01-07T18:44:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=21578"},"modified":"2021-01-07T18:44:10","modified_gmt":"2021-01-07T18:44:10","slug":"la-sala-del-beato-angelico-inaugurata-al-museo-di-san-marco-a-firenze-levento-per-le-celebrazioni-dei-150-anni-del-museo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/01\/07\/la-sala-del-beato-angelico-inaugurata-al-museo-di-san-marco-a-firenze-levento-per-le-celebrazioni-dei-150-anni-del-museo\/","title":{"rendered":"La Sala del Beato Angelico  inaugurata al Museo di San Marco a Firenze. L\u2019evento per le celebrazioni dei 150 anni del Museo."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/6_AQN9065.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-21579\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/6_AQN9065.jpg\" alt=\"\" width=\"372\" height=\"559\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/6_AQN9065.jpg 998w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/6_AQN9065-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/6_AQN9065-681x1024.jpg 681w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/6_AQN9065-768x1154.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 372px) 100vw, 372px\" \/><\/a>La Direzione regionale musei della Toscana del Mibact inaugura in diretta <em>streaming<\/em> sulla pagina Facebook del Museo di San Marco la nuova <strong>\u201cSala del Beato Angelico\u201d del Museo di San Marco<\/strong>, interamente riallestita grazie a <strong>Friends of Florence<\/strong>. <strong>Questo <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Sala1-2-e1610044345795.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21580 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Sala1-2-e1610044345795.jpg\" alt=\"\" width=\"467\" height=\"350\" \/><\/a>prestigioso intervento chiude idealmente le celebrazioni per i 150 anni del Museo, dopo la presentazione nello scorso anno dei restauri dei capolavori del Giudizio Universale e della Pala di San Marco<\/strong>. <strong>La nuova denominazione del vasto ambiente realizzato nel 1918-1921 e chiamato in maniera impropria \u201cOspizio dei Pellegrini\u201d, poi pi\u00f9 semplicemente \u201cOspizio\u201d, conferma una componente basilare delle origini del celebre museo fiorentino, fondato nel 1869, quella cio\u00e8 di museo consacrato all\u2019arte del Beato Angelico.<\/strong> Anche nella percezione dei visitatori italiani e stranieri, il Museo di San Marco \u00e8 indissolubilmente associato alla figura e all\u2019opera del Beato Angelico, padre fondatore del primo Rinascimento fiorentino. La rinnovata esposizione dei capolavori della sala torna ad offrire al pubblico la selezione pi\u00f9 importante al mondo delle opere di una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 alte e affascinanti della storia dell\u2019arte ma soprattutto ripropone l\u2019incanto stupefacente della qualit\u00e0 sublime che traspare dai suoi dipinti su tavola: un disegno al contempo netto e raffinato, sul quale s\u2019innesta una stesura pittorica che, in particolare dalla fase della prima maturit\u00e0 in avanti, tocca vertici insuperati di delicatezza e trasparenza pittoriche.<\/p>\n<p><strong>Il nuovo allestimento, finanziato generosamente dai Friends of Florence, cambia radicalmente quello realizzato nel 1980 dall\u2019allora direttore Giorgio Bonsanti, grazie alle nuove strutture, alla raffinata cromia e ad una illuminazione tecnologicamente aggiornata. Le opere seguono oggi <\/strong><strong>una coerente successione cronologica, esaltando anche la relazione armonica delle loro dimensioni <\/strong><strong>entro gli spazi della sala<\/strong>. <strong>E\u2019 una esposizione monografica ineguagliabile<\/strong>, <strong>che presenta 16 straordinari capolavori del pittore e frate domenicano, dalle tavole pi\u00f9 monumentali, come la <em>Deposizione di Cristo<\/em> per la cappella Strozzi in Santa Trinita a Firenze, la pala di Annalena e la grandiosa Pala di San Marco, con le parti superstiti sfuggite alla dispersione, e il Tabernacolo dei Linaioli, ai dipinti di dimensioni minori, come le tavole dell\u2019Armadio degli Argenti, le raffinatissime predelle e i reliquari. Il <em>Compianto sul Cristo morto <\/em>\u00e8 stato inoltre oggetto in<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Sala2-e1610044384707.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-21581 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Sala2-e1610044384707.jpg\" alt=\"\" width=\"578\" height=\"433\" \/><\/a> questa occasione di un intervento di riordino estetico della parte inferiore, gi\u00e0 celata da una sagoma oggi rimossa. <\/strong>Nella sala mancano ancora la <em>Pala di Bosco ai Frati,<\/em> attualmente in restauro sempre grazie al prezioso sostegno di Friends of Florence, ed il <em>Polittico francescano<\/em>, anch\u2019esso in restauro presso l\u2019Opificio delle Pietre Dure.<\/p>\n<p>\u201c<em>L\u2019inaugurazione della Sala del Beato Angelico, \u00e8 un momento fondamentale della vita e della storia del Museo di San Marco<\/em> &#8211; <strong>afferma Stefano Casciu<\/strong>, <strong>direttore regionale musei della Toscana<\/strong>. <em>Grazie alla disponibilit\u00e0 sempre entusiastica dei Friends of Florence e di tutti i donatori che tramite loro hanno contribuito con grande generosit\u00e0 dagli Stati Uniti, \u00e8 stato possibile rinnovare radicalmente l\u2019esposizione delle opere su tavola del Beato Angelico. <\/em><em>In questa sala \u00e8 riunita la raccolta pi\u00f9 importante al mondo di opere mobili dell\u2019artista, nel contesto dell\u2019antico convento domenicano legato strettamente ai Medici, che ne furono i mecenati assoluti. San Marco \u00e8 il cuore pulsante del primo Rinascimento fiorentino, non solo dal punto di vista artistico ma anche storico e religioso. La proposta del nuovo allestimento \u00e8 nata, ed \u00e8 stata avviata, pur ormai nell\u2019emergenza sanitaria, sotto la direzione di Marilena Tamassia, che ringrazio per tutto il lavoro svolto a favore del museo e delle sue collezioni, e si \u00e8 conclusa con la direzione di Angelo Tartuferi, che si \u00e8 speso per portare a termine nel modo migliore possibile, col supporto determinante dell\u2019architetto Andrea Gori, questo allestimento, tappa miliare per San Marco, per tutto il sistema museale riunito sotto la Direzione regionale musei della Toscana, ma anche per la citt\u00e0 di Firenze. Un grazie profondo quindi a Simonetta Brandolini d\u2019Adda, presidente di Friends of Florence, per la sua sensibilit\u00e0 e la grande amicizia dimostrata ormai da tempo a qu<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Sala3-e1610044421445.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-21582\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Sala3-e1610044421445.jpg\" alt=\"\" width=\"547\" height=\"410\" \/><\/a>esto museo, ma anche ad altri musei della Direzione regionale della Toscana; ai progettisti Maurizio De Vita e Ulrike Schultze, per il bellissimo progetto portato avanti con grande attenzione e disponibilit\u00e0 verso le varie esigenze e gli adattamenti che si sono via via resi necessari; e naturalmente a tutti coloro che a vario titolo hanno prestato la loro opera per raggiungere questo splendido risultato<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><em>\u201cIl nuovo allestimento<\/em> &#8211; <strong>sottolinea Angelo Tartuferi, direttore del Museo di San Marco<\/strong> &#8211; <em>riporta alla ribalta internazionale l\u2019incomparabile nucleo di dipinti angelichiani, finalmente con un\u2019illuminazione adeguata, che sono convinto susciter\u00e0 la meraviglia anche da parte degli studiosi. La visita \u00e8 arricchita nei contenuti da didascalie e pannelli in italiano e in inglese, che presentano anche le ricostruzioni dei complessi pittorici originari, illustrando le loro parti oggi conservate in altri musei in Italia e all\u2019estero. Questi apparati offrono quindi al visitatore pi\u00f9 attento anche la misura della notevole dispersione che purtroppo ha interessato la vasta produzione del grande maestro<\/em>\u201d. <em>\u201cIl museo di San Marco \u00e8 sempre stato un luogo molto speciale per Friends of Florence, un\u2019oasi di pace di serenit\u00e0 nel centro della citt\u00e0. &#8211; <\/em><strong>sottolinea Simonetta Brandolini d\u2019Adda Presidente di Friends of Florence<\/strong><em> &#8211; In passato abbiamo realizzato diversi progetti di restauro dentro il museo: gran parte del Chiostro di Sant\u2019Antonino, poi il bellissimo affresco della Crocifissione e Santi del Beato Angelico nella Sala Capitolare. Adesso tutti potranno vedere le opere della Sala del Beato Angelico con un nuovo allestimento che esalta la maestria dell\u2019artista in modo straordinario. Un\u2019opera manca ancora nella Sala: si tratta della Pala di Bosco ai Frati, ora in restauro grazie a due benefattori <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Sala5-e1610044454551.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21583 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Sala5-e1610044454551.jpg\" alt=\"\" width=\"536\" height=\"402\" \/><\/a>di Friends of Florence, che sar\u00e0 ricollocata qui l&#8217;anno prossimo quando uscir\u00e0 dallo studio di Lucia Biondi. Vorrei ringraziare il Direttore regionale musei della Toscana Stefano Casciu, il Direttore del Museo di San Marco Angelo Tartuferi, il progettista di questa bellissima sala Maurizio De Vita con il suo studio De Vita &amp; Schulze Architetti e tutti coloro che hanno lavorato a questo nuovo allestimento. Desidero soprattutto ringraziare i nostri donatori, sempre innamorati di Firenze, generosi e impegnati. Senza di loro non potremmo realizzare i nostri progetti\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Ecco la nuova esposizione delle opere nella \u201cSala del Beato Angelico\u201d<\/strong>. Entrando nella sala, la parete sulla destra, dalla quale il visitatore pu\u00f2 iniziare il suo percorso, \u00e8 occupata dalla grandiosa <em>Deposizione dalla Croce<\/em> eseguita per la cappella di Palla Strozzi, e attigua alla sacrestia della chiesa di Santa Trinita a Firenze, dipinta entro il 1432. L\u2019opera fu infatti cominciata da Lorenzo Monaco, l\u2019artista pi\u00f9 importante &#8211; con Gherardo Starnina &#8211; per la formazione stilistica del Beato Angelico, che la port\u00f2 a compimento dopo la morte del frate camaldolese, variandone completamente l\u2019impostazione iconografica e stilistica. Dal punto di vista cronologico l\u2019ideale percorso di visita si avvia lungo la parete di fronte all\u2019ingresso, con la <em>pala di san Pietro Martire<\/em> e il pi\u00f9 famoso <em>Giudizio finale<\/em>, dipinto per la chiesa del convento camaldolese di Santa Maria degli Angeli a Firenze, fino all\u2019importante <em>trittico per la Compagnia di San Francesco<\/em> in Santa Croce, ultimato intorno al 1430 (in corso di restauro presso l\u2019Opificio delle Pietre Dure). Da qui in avanti la visita pu\u00f2 procedere anche in parallelo sulle due pareti. Quella di sinistra offre al <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Sala6-e1610044516937.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-21584\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Sala6-e1610044516937.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/a>principio la vista della <em>pala di San Marco<\/em> (lodatissima dal Vasari) e delle altre parti rimaste in loco. Il grandioso complesso fu dipinto negli anni 1438-1440 per l\u2019altar maggiore della chiesa di San Marco, ed \u00e8 stato restaurato recentemente dall\u2019Opificio. Sulla destra si prosegue con la fondamentale <em>pala di Annalena<\/em>, dipinta verosimilmente per la cappella Medici nella chiesa di San Lorenzo a Firenze intorno al 1435, fronteggiata sull\u2019altra parete dalle tavole superstiti della copertura dell\u2019<em>Armadio degli Argenti<\/em>, un tempo nella chiesa della Santissima Annunziata a Firenze; un altro celeberrimo ciclo pittorico della fase matura dell\u2019artista (1450-1452) su commissione di Piero dei Medici. Proseguendo sulla destra si incontrano le tre teche che contengono i raffinati <em>reliquiari<\/em> eseguiti in tempi diversi per la chiesa di Santa Maria Novella a Firenze e, subito dopo, un\u2019altra teca che consente di ammirare i due tondi con la <em>Crocifissione <\/em>e l\u2019<em>Incoronazione della Vergine<\/em>, dipinti nel quinto decennio del Quattrocento, ripresentati nella loro situazione originale come due facce di un\u2019unica tavola, separate poi in epoca imprecisata. La parete sinistra si conclude con un\u2019altra pietra miliare nel percorso dell\u2019artista, la <em>pala di Bosco ai Frati<\/em>, dal convento francescano osservante di San Bonaventura in Mugello, dipinta nel 1450-52, (oggi in restauro, curato da Lucia Biondi, grazie ad un ulteriore finanziamento dei <em>Friends of Florence)<\/em>. \u00a0La parete destra si conclude invece con altri tre esemplari di momenti diversi dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Angelico. Il primo \u00e8 la preziosa tavoletta con <em>L\u2019imposizione del nome al Battista<\/em>, elemento di una predella che tuttora non \u00e8 possibile ricondurre ad una determinata pala, datata entro il 1430. Il secondo \u00e8 rappresentato dalle due <em>Storie della Vergine<\/em> ritenute generalmente la predella della paradisiaca <em>Incoronazione della Vergine <\/em>dipinta verso il 1440 per la chiesa di Sant\u2019Egidio a Firenze, oggi alle Gallerie degli Uffizi. Conclude la parete destra la grande tavola raffigurante il <em>Compianto sul Cristo morto<\/em> (1436-1441) per Santa Maria della Croce al Tempio a Firenze, pagata all\u2019artista almeno in parte in natura, con sessanta staia di grano, che avranno certamente fatto felici i confratelli del pittore a San Marco! Dal dipinto \u00e8 stata rimossa la mascheratura ondulata che ne occultava la parte inferiore, arrivata a noi gravemente compromessa dai guasti del tempo, apposta nel corso di un intervento di restauro effettuato settant\u2019anni or sono dall\u2019Istituto Centrale del Restauro a Roma. Oggi Rossella Cavigli, restauratrice della Direzione regionale musei della Toscana, ha riordinato la parte finora celata con accorte integrazioni, ben percepibili e, soprattutto, reversibili. Domina la parete di fondo prima dell\u2019uscita il magnifico <em>Tabernacolo dei Linaioli<\/em>, racchiuso entro la splendida cornice marmorea disegnata dal Ghiberti, dipinto dall\u2019Angelico nel 1433-34, allora il pittore pi\u00f9 importante della citt\u00e0. Avendo deciso di riservare la sala rinnovata alle sole opere del Beato Angelico, la <em>Madonna col Bambino in trono e angeli <\/em>dell\u2019allievo Zanobi Strozzi, gi\u00e0 qui esposta, \u00e8 stata trasferita nella Biblioteca di Michelozzo, vicino ad altre sue opere.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Direzione regionale musei della Toscana del Mibact inaugura in diretta streaming sulla pagina Facebook del Museo di San Marco la nuova \u201cSala del Beato Angelico\u201d del Museo di San Marco, interamente riallestita grazie a Friends of Florence. Questo prestigioso intervento chiude idealmente le celebrazioni per i 150 anni del Museo, dopo la presentazione nello scorso anno dei restauri dei capolavori del Giudizio Universale e della Pala di San Marco. La nuova denominazione del vasto ambiente realizzato nel 1918-1921 e chiamato in maniera impropria \u201cOspizio dei Pellegrini\u201d, poi pi\u00f9 semplicemente \u201cOspizio\u201d, conferma una componente basilare delle origini del celebre museo [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/01\/07\/la-sala-del-beato-angelico-inaugurata-al-museo-di-san-marco-a-firenze-levento-per-le-celebrazioni-dei-150-anni-del-museo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[35425,44662,9894,80492,53794,41640,44759,44545,44441,87,35351,17505,35188,28369,202271,51665,4625,409394],"tags":[412208,58997,412207,412204,202445,202410,412211,412209,355195,412203,412205,412206,412210],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21578"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21578"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21578\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21586,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21578\/revisions\/21586"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21578"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21578"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21578"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}