{"id":21597,"date":"2021-01-09T18:56:24","date_gmt":"2021-01-09T18:56:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=21597"},"modified":"2021-01-10T20:48:51","modified_gmt":"2021-01-10T20:48:51","slug":"touko-laaksonen-lartista-finlandese-1920-1991-famoso-con-lo-pseudonimo-di-tom-of-finland-celebrato-a-cento-anni-dalla-nascita-a-berlino-alla-galerie-judin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/01\/09\/touko-laaksonen-lartista-finlandese-1920-1991-famoso-con-lo-pseudonimo-di-tom-of-finland-celebrato-a-cento-anni-dalla-nascita-a-berlino-alla-galerie-judin\/","title":{"rendered":"Touko Laaksonen l\u2019artista finlandese (1920-1991)  famoso con lo pseudonimo di \u201cTom of Finland\u201d, celebrato a cento anni dalla nascita a Berlino alla Galerie Judin."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Touko-Laaksonen-1959.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-21598\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Touko-Laaksonen-1959.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"322\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Touko-Laaksonen-1959.jpg 220w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Touko-Laaksonen-1959-205x300.jpg 205w\" sizes=\"(max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><\/a>Diventato famoso con lo pseudonimo di Tom of Finland, Touko Laaksonen (1920-1991) \u00e8 forse l&#8217;artista finlandese pi\u00f9 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Tom-of-Finland.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21599 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Tom-of-Finland.jpg\" alt=\"\" width=\"344\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Tom-of-Finland.jpg 750w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Tom-of-Finland-247x300.jpg 247w\" sizes=\"(max-width: 344px) 100vw, 344px\" \/><\/a>famoso e influente del XX secolo.<\/strong> <strong>Per il centenario di \u201cTom of Finland\u201d, la Galerie Judin\u00a0 di Berlino dedica una mostra museale con pi\u00f9 di 60 prestiti &#8211; molti dei quali in mostra per la prima volta &#8211; e un catalogo completo della mostra (pubblicato da Skira nell&#8217;inverno 2020) a questi anni di formazione tedesca.<\/strong><\/p>\n<p>La sua rappresentazione iconica dell&#8217;omosessualit\u00e0 orgogliosa e affermativa della vita ha fornito impulsi decisivi per i movimenti gay internazionali dagli anni &#8217;60 in poi. <strong>Ma anche se associamo istintivamente i suoi ritratti sensuali di poliziotti, cowboy, agricoltori e uomini in pelle nera sicuri di s\u00e9 e spensierati con gli Stati Uniti, il campo base per l&#8217;ascesa stellare di Tom allo status di icona gay non si trovava n\u00e9 nella sua nativa Finlandia n\u00e9 negli Stati Uniti.<\/strong> Fu, tra tutti i posti, Amburgo e gli stretti legami che Tom aveva formato con gli esponenti della scena gay locale nei <strong>primi anni &#8217;70 che portarono alla sua prima mostra in assoluto, un bar adornato con le sue opere e intitolato a lui,<\/strong>due grandi murales e la formazione della pi\u00f9 importante collezione privata della sua opera. Commissioni regolari per progettare poster e annunci per eventi gay ad Amburgo gli hanno permesso di lanciare la sua carriera artistica dopo aver lasciato il suo lavoro quotidiano come dirigente pubblicitario. E anche il suo primo viaggio negli Stati Uniti \u00e8 stato programmato l\u00ec. Ad Amburgo e da Amburgo, i disegni di Tom &#8211; che erano stati ampiamente considerati come mero materiale di riproduzione &#8211; <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/entrance.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-21600\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/entrance.jpg\" alt=\"\" width=\"288\" height=\"457\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/entrance.jpg 346w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/entrance-189x300.jpg 189w\" sizes=\"(max-width: 288px) 100vw, 288px\" \/><\/a>iniziarono la loro marcia trionfale intorno al globo come opere d&#8217;arte. <strong>Se oggi comprendiamo Tom of Finland come un artista piuttosto che come un illustratore commerciale con un debole per la pornografia, allora anche questo apprezzamento \u00e8 <em>Fatto in Germania. <\/em><\/strong><strong>\u00c8 l\u2019artista finlandese pi\u00f9 famoso e influente del XX secolo<\/strong>. Il peso delle sue opere sulla cultura gay \u2013 e non solo sulla sottocultura leather \u2013 \u00e8 finalmente riconosciuto anche dai musei e ora un nuovo libro riporta l\u2019attenzione sulla sua vita e sul suo lavoro di illustratore. <strong>Stiamo parlando di Touko Laaksonen, meglio noto come Tom of Finland (1920-1991)<\/strong>. Il <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/20461_0009.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21601 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/20461_0009.jpg\" alt=\"\" width=\"302\" height=\"452\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/20461_0009.jpg 601w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/20461_0009-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 302px) 100vw, 302px\" \/><\/a>centenario dalla sua nascita \u00e8 diventato \u00a0occasione di riscoperta della sua parabola artistica e di quell\u2019iconica rappresentazione di una sessualit\u00e0 sicura di s\u00e9 che ha dato impulsi decisivi ai movimenti gay internazionali dagli anni \u201860 in poi. <strong>\u201cTom Of Finland, Made in Germany\u201d, pubblicato in\u00a0edizione bilingue inglese-tedesco, include circa 150 illustrazioni e testi approfonditi<\/strong> di Juerg Judin, Pay Matthis Karstens, Kati Mustola e Alice Delage, conversazioni con Durk Dehner e Michael P. Hartleben e un facsimile del diario di viaggio tedesco dell\u2019artista del 1955. Inoltre affronta in modo sintetico e scorrevole il mondo del disegnatore mostrando come sia pi\u00f9 variegato e complesso di quanto possa sembrare a prima vista. Touko Valio Laaksonen, questo il suo nome completo, nacque l\u20198 maggio 1920 a Kaarina, una piccola citt\u00e0 nel sud-ovest della Finlandia. All\u2019et\u00e0 di 19 anni si trasfer\u00ec nella capitale Helsinki per studiare pubblicit\u00e0, poi sua professione\u00a0 fino all\u2019inizio degli anni \u201970. Le esperienze vissute da Touko come ufficiale dell\u2019esercito durante la seconda guerra mondiale influirono sulla sua alchimia creativa, estremizzando \u00a0in lui una passione feticista per le uniformi, avulsa da qualsivoglia valenza politica ma connessa costituzionalmente al suo senso estetico; le prediligeva semplicemente perch\u00e9 \u201cUn uomo completamente vestito \u00e8 pi\u00f9 erotico di uno nudo\u201d, come racconta il film <em>Tom of Finland<\/em> del regista Dome Karukoski.<\/p>\n<p><strong>La prima illustrazione di Tom of Finland apparve sulla copertina di Physique Pictorial nel 1957<\/strong>, si \u00a0vedeva la presenza di due boscaioli tronfi e gaudenti, di cui quello in primo piano mezzo nudo. L\u2019editore di quella rivista era il fotografo Bob Mizer che, entusiasmato dalle illustrazioni di Touko, decise di soprannominarlo \u201cTom of Finland\u201d, nome pi\u00f9 adatto a un artista. \u201c<em>Tom of Finland carica nuovamente di erotismo il modello estetico maschile che dall\u2019Ottocento fino al Nazismo era stato depurato dalle sue connotazioni omoerotiche.<\/em> I classici emblemi della virilit\u00e0, il <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Tom-of-Finland-Made-in-Germany-1920x1056-1-e1610217872627.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-21602\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Tom-of-Finland-Made-in-Germany-1920x1056-1-e1610217872627.jpg\" alt=\"\" width=\"551\" height=\"303\" \/><\/a>taglialegna, il marinaio, il poliziotto, il motociclista, vengono defunzionalizzati e caricati di un altissimo voltaggio erotico. Questo processo di erotizzazione e mascolinizzazione giunge ad un livello tale da rendere tali stereotipi virili delle parodie\u201d. Cos\u00ec leggiamo nel\u00a0 saggio \u201cIl Nudo maschile nella fotografia e nella moda\u201d (Odoya Edizioni,\u00a0 2019) del giovane autore Leonardo Iuffrida. <strong>Contrariamente a quello che potremmo immaginare, l\u2019ascesa di Tom of Finland non ha avuto luogo ne\u0301 nella sua nativa Finlandia ne\u0301 negli USA. E\u0300 stata invece la citta\u0300 di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/TOF-042.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21603 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/TOF-042.jpg\" alt=\"\" width=\"333\" height=\"473\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/TOF-042.jpg 422w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/TOF-042-211x300.jpg 211w\" sizes=\"(max-width: 333px) 100vw, 333px\" \/><\/a>Amburgo, e l\u2019amicizia con i principali esponenti della scena gay locale nei primi anni \u201870, a rendere possibile la sua prima mostra. Il leggendario murale \u201cTom\u2019s Bar\u201d, dedicatogli, e\u0300 tuttora visibile.<\/strong> Le commissioni regolari per progettare poster e annunci per eventi gay ad Amburgo gli hanno permesso di avviare la sua carriera artistica dopo aver lasciato il suo lavoro quotidiano come dirigente pubblicitario e hanno portato alla creazione della pi\u00f9 vasta collezione privata di suoi disegni fino a oggi.<\/p>\n<p><strong>La rappresentazione iper-sessualizzata degli stereotipi virili per Tom of Finland non \u00e8 soltanto uno statement controculturale.<\/strong> N\u00e9 un facile accesso alla pornografia d\u2019artista, ma \u00e8 un escamotage colto ed esplosivo per aggirare la censura. La sua tavolozza predilige il bianco e nero e la cifra della sua arte risiede nella dominazione. Quella fisica tra i soggetti ritratti e quella metaforica dell\u2019occhio dell\u2019osservatore, letteralmente soggiogato dalla visione di corpi ipertrofici e membri enormi. Usando varie tecniche ci ha lasciato quasi 3500 lavori, di cui i pi\u00f9 famosi sono quelli a matita o inchiostro e penna. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/80.07_Famed_1080-700x850-1.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-21604\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/80.07_Famed_1080-700x850-1.png\" alt=\"\" width=\"377\" height=\"493\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/80.07_Famed_1080-700x850-1.png 503w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/80.07_Famed_1080-700x850-1-230x300.png 230w\" sizes=\"(max-width: 377px) 100vw, 377px\" \/><\/a>Di recente si sta scoprendo che la sua opera completa presenta aspetti non ancora pienamente valutati, ovvero \u00a0la fotografia, i moodboard, gli schizzi preliminari. Il mondo sembra aver iniziato a riconoscere la valenza dei suoi lavori solo di recente. <strong>Due mostre in Europa, ad esempio, per celebrare il centenario della nascita. A Londra \u201cLove &amp; Liberation\u201d, di cui in rete c\u2019\u00e8 una presentazione video condotta da Durk Dehner, suo compagno, co-fondatore e presidente della Tom of Finland of Foundation. A Tallin presso il centro museale Fotografiska: \u201cThe Darkroom\u201d.<\/strong> Le poste finlandesi gli hanno dedicato un\u2019emissione di francobolli e a teatro \u00e8 andato in scena un musical con il suo nome. Il merchandising sul sito \u00a0tomoffinlandstore.com spazia dai sex toys al tessile da casa, dalla vodka al caff\u00e8, al profumo, alle carte da gioco, ai preservativi ecc.<\/p>\n<p><strong>Touko Valio Laaksonen<\/strong>, conosciuto con il nome d&#8217;arte <strong>Tom of Finland<\/strong> (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Kaarina\">Kaarina<\/a>, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/8_maggio\">8 maggio<\/a> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1920\">1920<\/a> \u2013 <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Helsinki\">Helsinki<\/a>, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/7_novembre\">7 novembre<\/a> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1991\">1991<\/a>), \u00e8 stato <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/957101-e1610218103174.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21605 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/957101-e1610218103174.jpg\" alt=\"\" width=\"389\" height=\"551\" \/><\/a>un <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Disegno\">disegnatore<\/a> e <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Illustratore\">illustratore<\/a> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Finlandia\">finlandese<\/a>, noto per le sue illustrazioni <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Omoerotismo\">omoerotiche<\/a> che hanno influenzato la cultura <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gay\">gay<\/a> del ventesimo secolo. Nel corso di quattro decenni ha realizzato oltre 3.500 illustrazioni caratterizzate da una forte sessualit\u00e0, in cui vengono raffigurati uomini muscolosi con <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pene\">peni<\/a> di grosse dimensioni. Nato in <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Finlandia\">Finlandia<\/a>, figlio di due insegnanti che hanno assecondato la sua predisposizione per il disegno, Touko Laaksonen cresce sotto varie influenze artistiche, appassionato alla musica e alla letteratura. \u00c8 consapevole della propria diversit\u00e0, in una Finlandia rurale a stragrande maggioranza composta da contadini e boscaioli; queste figure dalla spiccata virilit\u00e0 influenzeranno le sue future opere. \u00a0Nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1939\">1939<\/a> si trasferisce a <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Helsinki\">Helsinki<\/a> per frequentare una scuola per pubblicitari, ma nel settembre del 1939 dopo che <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Adolf_Hitler\">Hitler<\/a> invade la <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Polonia\">Polonia<\/a>, si scatena la <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Seconda_guerra_mondiale\">seconda guerra mondiale<\/a>; Laaksonen \u00e8 arruolato nell&#8217;esercito finlandese e coinvolto nella <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Guerra_d%27inverno\">guerra d&#8217;inverno<\/a> con l&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/URSS\">URSS<\/a>. In quel periodo la citt\u00e0, ma soprattutto il porto, era un via vai di figure che turbavano Laaksonen: marinai, operai, ufficiali. Dopo la guerra Laaksonen lavora nel settore della pubblicit\u00e0 commerciale come artista grafico, ed inizia a creare disegni erotici per il proprio piacere personale; si diploma in pianoforte presso il Sibelius Institute. Agli inizi degli anni cinquanta frequenta la societ\u00e0 <em>boh\u00e9mien<\/em> di Helsinki, esibendosi al pianoforte nelle feste pi\u00f9 esclusive, e inizia a viaggiare venendo a contatto con la cultura delle capitali europee. Nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1956\">1956<\/a> invia alcuni suoi disegni omoerotici alla rivista statunitense dedicata al corpo maschile <em>Physique Pictorial<\/em>, presentando i suoi lavori <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/TOF-044.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-21606\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/TOF-044.jpg\" alt=\"\" width=\"315\" height=\"445\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/TOF-044.jpg 425w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/TOF-044-213x300.jpg 213w\" sizes=\"(max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/><\/a>dietro lo pseudonimo di Tom &#8211; in seguito l&#8217;editore della rivista gli cambi\u00f2 il nome in Tom of Finland. I suoi lavori erano talmente apprezzati dall&#8217;editore che nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1957\">1957<\/a> uno di questi fin\u00ec in copertina. Ma la sua arte cattur\u00f2 l&#8217;attenzione, soprattutto della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Comunit%C3%A0_gay\">comunit\u00e0 gay<\/a>, solo all&#8217;inizio degli anni settanta. I suoi lavori erano noti per focalizzarsi sugli <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Archetipo\">archetipi<\/a> della mascolinit\u00e0 come la intendevano i gay allora: boscaioli, operai, motociclisti, poliziotti e uomini vestiti in pelle. \u00a0Agli inizi degli anni settanta tiene le sue prime mostre; nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1973\">1973<\/a> le sue opere sono esposte ad <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Amburgo\">Amburgo<\/a>, e nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1978\">1978<\/a> tiene le sue prime mostre negli Stati Uniti, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Los_Angeles\">Los Angeles<\/a> e <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/San_Francisco\">San Francisco<\/a>. L&#8217;artista conosce il successo, grazie all&#8217;incontro con l&#8217;uomo d&#8217;affari canadese Durk Deher; nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1979\">1979<\/a> i due fondano la Tom of Finland Foundation che si occupa della raccolta, della conservazione e della divulgazione di opere d&#8217;arte omoerotiche. Alla fine degli anni novanta la societ\u00e0 ha introdotto una linea di moda, sulla base delle opere di Laaksonen, che copre una vasta gamma di prodotti, oltre al caratteristico taglio jeans e giacca dei suoi disegni. Nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1981\">1981<\/a>, a causa di un cancro alla gola, muore Veli, suo compagno da 28 anni: si erano conosciuti nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1953\">1953<\/a>. Nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1988\">1988<\/a> all&#8217;artista \u00e8 diagnosticata una grave forma di enfisema polmonare; la malattia influenz\u00f2 il suo modo di disegnare e speriment\u00f2 nuove tecniche per nascondere il tremore alle mani. Touko Laaksonen mor\u00ec il 7 novembre <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1991\">1991<\/a>. Con i suoi disegni contribu\u00ec a cambiare lo stereotipo dell&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Omosessuale\">omosessuale<\/a>, da sempre visto come <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Effeminato\">effeminato<\/a>, proponendo i suoi uomini virili e orgogliosi, felici di essere <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gay\">gay<\/a> e felici della loro elefantiaca mascolinit\u00e0. \u00a0Il 14 aprile 2014 le <em>Itella Posti<\/em> (Poste Finlandesi) hanno annunciato l&#8217;emissione di tre francobolli con sue illustrazioni. Il videoclip del singolo <em>I Want U<\/em> di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/DJ_Hell\">DJ Hell<\/a>, pubblicato nel 2016, \u00e8 stato realizzato interamente con opere di Tom of Finland. Nel 2017 \u00e8 uscito nelle sale finlandesi il film biografico <em><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tom_of_Finland_(film)\">Tom of Finland<\/a><\/em> diretto da <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dome_Karukoski\">Dome Karukoski<\/a>.<\/p>\n<p><strong>La Galerie Judin, che ha sede a Berlino dal 2008,<\/strong> \u00e8 stata fondata a Zurigo nel 2003. La sua prima mostra, <em>Barry Le Va \u2014 A Survey of Drawings 1966-2003 &amp; Two New Sculptures<\/em>ha dimostrato di essere esemplare per gli interessi e le intenzioni di Juerg Judin: una visione contemporanea di opere sottovalutate nella storia dell&#8217;arte recente, mostre elaborate e pubblicazioni attentamente ricercate, un programma in cui l&#8217;arte contemporanea riesce a tenere testa a grandi nomi dell&#8217;arte del ventesimo secolo &#8211; e una concentrazione sui media &#8220;tradizionali&#8221; di pittura, disegno e scultura. In particolare le opere su carta, grande passione di Judin come collezionista, hanno sempre avuto molto spazio: mostre dal carattere retrospettivo sono state dedicate al disegno di Richard Artschwager, Carroll Dunham ed Eugen Sch\u00f6nebeck, solo per citarne alcuni. Tra i pittori pi\u00f9 giovani rappresentati dalla galleria, il figurativismo pu\u00f2 essere identificato come elemento unificante.Questo filo conduttore che attraversa il programma resiste alla tendenza dei tempi tanto quanto alla rinuncia della galleria alla partecipazione alle fiere. Dal 2008 al 2013 una partnership con il gallerista newyorkese David Nolan ha consentito mostre molto acclamate come<em>George Grosz \u2014 The Years in America<\/em> e <em>Martin Kippenberger \u2014 The Complete Poster Portfolios. <\/em>Dal 2016 Judin gestisce la galleria insieme allo storico dell&#8217;arte Pay Matthis Karstens. Da questa collaborazione sono emersi due ambiziosi progetti a lungo termine: la compilazione del catalogo ragionato per Eugen Sch\u00f6nebeck e Michael Buthe, scomparso nel 1994. La pubblicazione dei primi volumi di entrambi i cataloghi ragionati \u00e8 prevista per il 2020.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Diventato famoso con lo pseudonimo di Tom of Finland, Touko Laaksonen (1920-1991) \u00e8 forse l&#8217;artista finlandese pi\u00f9 famoso e influente del XX secolo. Per il centenario di \u201cTom of Finland\u201d, la Galerie Judin\u00a0 di Berlino dedica una mostra museale con pi\u00f9 di 60 prestiti &#8211; molti dei quali in mostra per la prima volta &#8211; e un catalogo completo della mostra (pubblicato da Skira nell&#8217;inverno 2020) a questi anni di formazione tedesca. La sua rappresentazione iconica dell&#8217;omosessualit\u00e0 orgogliosa e affermativa della vita ha fornito impulsi decisivi per i movimenti gay internazionali dagli anni &#8217;60 in poi. Ma anche se associamo [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/01\/09\/touko-laaksonen-lartista-finlandese-1920-1991-famoso-con-lo-pseudonimo-di-tom-of-finland-celebrato-a-cento-anni-dalla-nascita-a-berlino-alla-galerie-judin\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[150,59246,53889,53888,74779,53709,53710,9894,10357,41658,28386,44441,87,35224,28340,35266,59550,17505,3821,28369,4625,35225],"tags":[412219,412220,355195,55433,412218,412221,412217],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21597"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21597"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21597\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21607,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21597\/revisions\/21607"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21597"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21597"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21597"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}