{"id":21731,"date":"2021-01-19T18:33:01","date_gmt":"2021-01-19T18:33:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=21731"},"modified":"2021-01-19T18:33:01","modified_gmt":"2021-01-19T18:33:01","slug":"venezia-citta-del-mondo-svenduta-ai-cinesi-grazie-al-governo-pd-cinquestelle-lambasciatore-giulio-terzi-ed-ex-ministro-degli-esteri-del-governo-monti-mette-in-guardia-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/01\/19\/venezia-citta-del-mondo-svenduta-ai-cinesi-grazie-al-governo-pd-cinquestelle-lambasciatore-giulio-terzi-ed-ex-ministro-degli-esteri-del-governo-monti-mette-in-guardia-litalia\/","title":{"rendered":"Venezia, citt\u00e0 del mondo, svenduta ai cinesi grazie al governo PD-Cinquestelle. L\u2019Ambasciatore Giulio Terzi ed ex Ministro degli Esteri del Governo Monti  mette in guardia l\u2019Italia."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/venezia-cina-bandiera-cinese-1405558.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-21732\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/venezia-cina-bandiera-cinese-1405558.jpg\" alt=\"\" width=\"542\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/venezia-cina-bandiera-cinese-1405558.jpg 915w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/venezia-cina-bandiera-cinese-1405558-300x213.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/venezia-cina-bandiera-cinese-1405558-768x546.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 542px) 100vw, 542px\" \/><\/a>Venezia \u00e8 un gioiello, un \u201csogno\u201d che tutti dovrebbero nella loro vita vivere almeno una volta<\/strong>. <strong>Per chi ancora non ha vissuto questo \u201csogno\u201d,\u00a0 riporto, a singolare memoria per i pi\u00f9, le impressioni ed i pensieri di\u00a0 illustri letterati che nei secoli\u00a0 hanno\u00a0 visitato la citt\u00e0.<\/strong> \u201cNon c\u2019\u00e8 luogo che non contenga qualche cosa di romantico; ma Venezia, come Oxford, ha conservato lo sfondo per il romanzo; e per chi \u00e8 veramente romantico lo sfondo \u00e8 tutto, o quasi tutto\u201d <strong>(Oscar Wilde).<\/strong> \u201cChi non deve reprimere un brivido fugace, una segreta timidezza e angoscia, quando sale per la prima volta o dopo lunga dissuetudine su una gondola veneziana? La singolare imbarcazione, tramandata tale e quale dai tempi delle ballate e cos\u00ec inusitatamente nera come di tutti gli oggetti di questo mondo sono soltanto le bare, fa pensare a tacite e criminose avventure fra lo sciacquio notturno dei canali, e ancor pi\u00f9 alla morte stessa, a feretri, a tenebrose esequie, all\u2019ultimo silenzioso viaggio<strong>\u201d(Thomas Mann).<\/strong> \u201cLa laguna \u00e8 opera antica della natura. Dapprima la marea, il riflusso e la terra in azione reciproca, quindi il progressivo abbassamento delle acque preistoriche, fecero s\u00ec che all\u2019estremit\u00e0 superiore dell\u2019Adriatico si formasse una considerevole zona paludosa, che, dopo esser stata sommersa dall\u2019alta marea, viene parzialmente lasciata libera dal riflusso. L\u2019arte umana s\u2019impadron\u00ec dei punti pi\u00f9 eminenti, e cos\u00ec nacque Venezia, collegando in s\u00e9 cento isole, circondata da cento altre\u201d<strong>(Johann Wolfgang Goethe). <\/strong>\u201cMa quando siamo usciti, stanchi e intontiti, dalla stazione di Venezia e abbiamo visto il Canal Grande e i palazzi marmorei che sfioravano l\u2019acqua melmosa, quel gioiello di cultura che si dondolava sui canali fetidi e muffosi, abbiamo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/1610990599478-e1611080127833.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21733 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/1610990599478-e1611080127833.jpg\" alt=\"\" width=\"393\" height=\"525\" \/><\/a> improvvisamente compreso quanto forte e tenace \u00e8 l\u2019uomo e quanto meraviglioso \u00e8 il suo spirito, e si \u00e8 destato in noi un tale amore per l\u2019umanit\u00e0, l\u2019umanit\u00e0 con le sue pene e le sue epidemie; e siamo penetrati ad occhi aperti dentro un sogno, perch\u00e9 Venezia \u00e8 il sogno di ogni citt\u00e0\u2026.\u201d<strong>(Abraham Yeshoua).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questa illuminante introduzione per ricordare a tutti la grandezza di Venezia nel mondo, la grandezza della citt\u00e0 e la grandezza dei veneziani.<\/strong> <strong>Basti pensare che \u00a0la Repubblica di Venezia, a partire dal XVII secolo Serenissima Repubblica di Venezia, \u00e8 stata una repubblica marinara con capitale Venezia. Fondata secondo la tradizione nel 697 da Paoluccio Anafesto, nel corso dei suoi millecento anni di storia si afferm\u00f2 come una delle maggiori potenze commerciali e navali europee.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Grande, grande Venezia<\/strong>. Il pittore inglese <strong>William Turner<\/strong>, nonostante abbia trascorso a Venezia soltanto quattro settimane nel corso di tre diversi viaggi, catturato dalla <strong>luce veneziana<\/strong>, ha dipinto un\u2019immagine incantevole di Venezia, quasi avvolta da una <strong>nebbia fascinosa<\/strong>, che appartiene tuttora al nostro immaginario collettivo. \u00a0<strong>Lord Byron<\/strong> aveva iniziato ad amare Venezia grazie alle testimonianze dei grandi letterati, tra cui Shakespeare: vi aveva trascorso cinque anni, durante i quali aveva avuto numerose relazioni amorose, inserendosi all\u2019interno dell\u2019ambiente veneziano. <strong>Molti luoghi sono legati al celebre poeta inglese, come Palazzo Mocenigo sul Canal Grande, <\/strong>dove il Lord visse dal 1816 al 1819 e inizi\u00f2 la composizione del suo poema satirico <em>Don Juan<\/em>. Byron ha imparato l\u2019italiano, il veneziano e l\u2019armeno, anche grazie alla sua frequentazione del convento di monaci situato presso <strong>San Lazzaro degli Armeni<\/strong>. Nel 1717, questa isola era stata donata dalla Repubblica di Venezia al fondatore del convento, che aveva raccolto un gruppo di cultura armena. Byron si era innamorato dell\u2019idea di conoscere questa cultura e, oltre a documentarsi presso la biblioteca dell\u2019isola, conosceva la tipografia \u00a0presente <em>in loco<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Charles Dickens<\/strong>, <strong>che era giunto a Venezia nel 1844, a seguito del suo viaggio, il dodici novembre dello stesso anno, aveva scritto ad un amico: \u201cLa bellissima e meravigliosa realt\u00e0 di Venezia va oltre la pi\u00f9 stravagante fantasia di un sognatore.<\/strong> L\u2019oppio non riuscirebbe a creare un posto come questo, e un posto cos\u00ec incantevole non potrebbe venire fuori neppure da una visione. Tutto quello che avevo sentito, letto o fantasticato su Venezia \u00e8 lontano mille miglia. Sai che tendo a essere deluso quando si tratta di aspettarsi troppo ma Venezia \u00e8 sopra, oltre, al di fuori dell\u2019immaginazione umana. Non \u00e8 mai stata valutata abbastanza\u201d. <strong>Il mito di Venezia e la sua rappresentazione prendono forma in<\/strong> <strong><em>The stones of Venice<\/em><\/strong>, <strong>opera del pittore e <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/1610955757799.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-21734\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/1610955757799.jpg\" alt=\"\" width=\"631\" height=\"469\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/1610955757799.jpg 960w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/1610955757799-300x223.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/1610955757799-768x571.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 631px) 100vw, 631px\" \/><\/a>scrittore inglese<\/strong> <strong>John Ruskin<\/strong>, <strong>che era giunto a Venezia nel 1849, dopo la Restaurazione, durata soltanto diciotto mesi, della Repubblica di Venezia,<\/strong> ad opera di Daniele Manin. Questo testo <strong>cambia il modo di vedere Venezia<\/strong>, in quanto la citt\u00e0 non \u00e8 soltanto descritta efficacemente grazie alla penna degli autori, ma \u00e8 anche rappresentata visivamente attraverso una serie di <strong>disegni suggestivi<\/strong> che la raffigurano. <strong>Ruskin esalta la Venezia medievale, contrapponendola a quella rinascimentale e barocca. <\/strong>I disegni di Ruskin sono evocativi e sottolineano l\u2019affinit\u00e0 con il movimento pre-raffaelita inglese. Il testo ha un enorme successo, viene tradotto in francese, ed \u00e8 letto da <strong>Marcel Proust<\/strong>, che si sente inizialmente condizionato dall\u2019autore nella sua scelta di raccontare Venezia, una citt\u00e0 mitizzata tra il sogno e le pietre di Ruskin. <strong>Proust ha visitato Venezia due volte, tra il maggio e l\u2019ottobre del 1900, ed ha alloggiato all\u2019Hotel Europa. Secondo l\u2019autore, Venezia non \u00e8 solo un luogo ideale, ma \u00e8 una fonte essenziale di ispirazione per far emergere nuove e ulteriori idee: \u201cOgni inquietudine riguardo al futuro, ogni dubbio intellettuale erano dissipati. Quelli che mi tormentavano un attimo prima a proposito della realt\u00e0 stessa della letteratura erano spariti come per incanto [\u2026] era Venezia, di cui i miei sforzi per descriverla e le sedicenti istantanee scattate dalla mia memoria non m\u2019avevano mai detto niente e che la stessa sensazione provata un tempo su due lastre ineguali del battistero di San Marco m\u2019aveva restituita assieme a tutte le altre sensazioni collegate quel giorno ad essa e rimaste in attesa al loro posto, da cui un\u2019improvvisa combinazione le aveva fatte uscire, nella schiera dei giorni dimenticati\u201d. Venezia \u00e8 la citt\u00e0 dell\u2019incanto<\/strong>, <strong>della meraviglia, della luce che pervade e della nebbia che offusca, della visione che supera l\u2019immaginazione umana. <\/strong>Dopo tutto ci\u00f2 che vi abbiamo narrato, mi \u00e8 triste dire che Venezia ormai parla cinese, diventa territorio cinese, viene comperata dai cinesi. E comperano bar, ristoranti, agenzie di viaggio, e stanno mettendo le mani anche sugli alberghi.<\/p>\n<p class=\"b_paractl\"><strong>Abbiamo\u00a0 chiesto a Mattia Carlin (vicepresidente Unione Consoli d\u2019Italia), veneziano doc, le sue impressioni su una citt\u00e0 in agonia<\/strong>\u00a0 <strong>che ricorda \u201cMorte a Venezia&#8221; (titolo originale Der Tod in Venedig) un racconto lungo (o &#8216;romanzo breve&#8217;) dello scrittore tedesco Thomas Mann pubblicato nel 1912<\/strong>; eccole: \u00a0\u201c \u00a0Chi pu\u00f2 salvare Venezia? Solo chi la ama veramente e la rispetta senza umiliarla. Sembra un concetto semplice ma non lo \u00e8 affatto. Ancora oggi, troppe imprese, aziende e centri di interesse tendono a considerare Venezia come un luogo dell&#8217;immediato profitto, senza mostrare un\u2019attenzione particolare ed una visione strategica per la citt\u00e0. Proprio per questo, quelli che amano e si interessano di Venezia sono soprattutto le persone che la vivono intensamente e l\u2019ammirano per la sua unicit\u00e0. Uno dei problemi pi\u00f9 importanti della citt\u00e0 \u00e8 senz\u2019altro quello relativo al suo calo demografico. La Venezia insulare ha perso, nell&#8217;arco di 60 anni, due terzi della popolazione, passando da 150.000 abitanti a soli 50.000. Per cercare di invertire questa tendenza, occorre pensare, da una parte, ad una politica per la casa e per le famiglie che permetta, grazie ad esenzioni fiscali, di ridurre i maggiori costi di acquisto e di affitto degli immobili. Un appartamento a Venezia insulare costa mediamente 3 volte di pi\u00f9 che in terraferma e per cercare di ricomporre questa anomalia le esenzioni fiscali potrebbero essere lo strumento pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 facile per risolvere questo tema. C&#8217;\u00e8 anche un altro importante aspetto da considerare, ed \u00a0\u00e8 quello delle grandi imprese a Venezia che progressivamente hanno perso tutti i centri direzionali di controllo e di rappresentanza e quello dei tantissimi uffici pubblici e degli enti locali che sono stati trasferiti a Mestre; l&#8217;ultimo esempio \u00e8 stato quello della Camera di Commercio. Occorre attirare centri internazionali, ma anche importanti imprese ed enti della grande finanza, della ricerca e sviluppo tecnologico (con laboratori in collaborazione con universit\u00e0 per le nuove tecnologie come nel settore delle nanotecnologie), della ricerca e sviluppo aeronautico eccetera. Oggi poi, in seguito alla pandemia, \u00e8 diventato fondamentale il settore dell&#8217;informatica e sempre di pi\u00f9 tutto ci\u00f2 che naviga in rete \u00e8 significativo per la<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/1610990599599-e1611080389343.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-21735 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/1610990599599-e1611080389343.jpg\" alt=\"\" width=\"521\" height=\"391\" \/><\/a> nostra esistenza. Perch\u00e9 non fare di Venezia un centro fondamentale per grandi imprese tipo Microsoft?\u00a0 Ma tutte queste cose hanno bisogno di una logistica, ad esempio mancano i parcheggi; se un Veneziano o un suo ospite oggi volessero parcheggiare l&#8217;auto lo potrebbe fare solamente al Tronchetto o a Mestre perch\u00e9 i garage di Venezia sono stracolmi. Potrebbe essere progettato un parcheggio nella zona di San Basilio, vicino alle zattere, in prossimit\u00e0 della citt\u00e0, facilmente raggiungibile da parte dei cittadini. Cos\u00ec si offrirebbero forse i servizi che sarebbero essenziali per coloro che potrebbero lavorare in istituzioni internazionali e in centri di grandi imprese multinazionali che si insedierebbero di nuovo a Venezia\u201d. <strong>A Cannaregio, quartiere di Venezia, tre storici locali a conduzione veneziana sono stati venduti e poi comprati da imprenditori cinesi.<\/strong> <strong>Il primo \u00e8 il bar gelateria Da Nini, al civico 1306 di Cannaregio, accanto al ponte delle Guglie, ha iniziato la sua attivit\u00e0 nel 1972, a conduzione familiare, ha risentito dell&#8217;effetto Covid. Come si legge su &#8216;Il Gazzettino&#8217;, in una dichiarazione rilasciata dai figli Valter e Mauro: \u201cSiamo stanchi &#8211; confida Valter &#8211; Il bar ha 46 anni di vita e noi 30 di lavoro, a svegliarci presto il mattino e rincasare tardi. Una volta qui si producevano gelati e dolci in proprio, con le macchine che lavoravano tutto il giorno e si rompevano spesso. Un tempo si lavorava molto ma anche si guadagnava. Adesso il gioco non vale pi\u00f9 la candela ed \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 che abbiamo sconsigliato ai nostri figli perch\u00e9 senza pi\u00f9 prospettive\u201d. Poco distante, al civico 1038, si trova invece il Ma Ciao! e infine al civico 1022 il bar chiamato MQ10.\u00a0 Tutti e tre i locali da fine marzo cederanno il posto a nuovi proprietari di origine cinese. <\/strong>Saracinesche abbassate, vetrine coperte di polvere, merce sbiadita, vecchi cartelli che annunciavano ferie fino a fine marzo, poi a met\u00e0 aprile 2020, quindi pi\u00f9 niente. I negozi cinesi di calle dei Fabbri e calle dei Fuseri sono ancora chiusi e mentre tutt\u2019intorno si accendono le insegne, la Chinatown dietro Piazza San Marco sembra ancora in lockdown. <strong>I negozi di borse, i bar, i ristoranti gestiti dagli orientali erano stati i primi a chiudere, gi\u00e0 verso la met\u00e0 di febbraio, man mano che le notizie sul coronavirus si facevano pi\u00f9 preoccupanti.<\/strong> Il drastico calo di turisti e la diffidenza a entrare nelle loro botteghe avevano spinto i negozianti cinesi a sospendere l\u2019attivit\u00e0. Uno dopo l\u2019altro, lungo calle dei Fuseri, calle dei Fabbri, ma anche calle larga San Marco &#8211; zone ormai quasi esclusivamente di botteghe di borse e vestiti a pochi euro &#8211; i negozi avevano chiuso, presto seguito da bar e ristoranti che avevano cercato di resistere un po\u2019 pi\u00f9 a lungo.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/1610990598739-e1611080430414.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-21736\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/1610990598739-e1611080430414.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"435\" \/><\/a>Cos\u00ec com\u2019era apparsa dal nulla, la comunit\u00e0 cinese sembra improvvisamente sparita. Nel giro di pochi anni, vetrina dopo vetrina, locale dopo locale, era riuscita a prendere possesso di intere calli in zone centralissime, a ridosso di Piazza San Marco, in calle della Mandola, in Strada Nuova, dove un affitto medio va dai 5 ai 10 mila euro, scalzando storici negozi veneziani di vicinato.<\/strong> Tutti con la stessa merce, soprattutto borse in simil pelle, scarpe e vestiti a 10 euro, ma anche souvenir, chincaglieria e vetri dozzinali, i negozi cinesi avevano preso il posto delle botteghe di alimentari, dei fruttivendoli, dell\u2019abbigliamento giovane, della pelletteria fatta in Veneto. Tutti egualmente in grado di pagare affitti molto alti che per i commercianti veneziani erano diventati proibitivi. La Chinatown si era espansa al punto da occupare quasi la met\u00e0 delle attivit\u00e0 commerciale dei Fabbri e una bella fetta di calle dei Fuseri. Negozi aperti sette giorni su sette, anche a Natale Capodanno, da mattina a sera inoltrata, nonostante fossero sempre quasi vuoti. Poi \u00e8 arrivato il coronavirus e la comunit\u00e0 si \u00e8 allarmata, arrivando a chiudere persino un supermercato all\u2019Accademia. Prima la paura del contagio da parte dei clienti, quando il resto della citt\u00e0 era ancora aperto. Poi la chiusura si \u00e8 protratta e pi\u00f9 di qualcuno sostiene che forse il volto di calle dei Fuseri e calle dei Fabbri cambier\u00e0 di nuovo, questa volta in chiave veneziana. <strong>Venezia ormai parla cinese. Bar e ristoranti, ma anche agenzie di viaggio. E fra poco alberghi. Se nel 1998 le imprese attive registrate a nome di cittadini provenienti dalla Repubblica popolare cinese erano in tutto 45, adesso in citt\u00e0 sono 850.<\/strong> <strong>Ma non \u00e8 proprio cos\u00ec,\u00a0 i dati sono superiori,\u00a0 in quanto non sempre il passaggio di propriet\u00e0 \u2013 da un veneziano ad un cinese \u2013 \u00e8 registrato regolarmente visto che, tra l\u2019altro, chi vende e chi compra maneggia molto \u201cnero\u201d.<\/strong> Il comandante regionale della Guardia di Finanza, il generale Giovanni Mainolfi, ha dato vita\u00a0 con i suoi uomini una strategia di studio e di monitoraggio che permette di capire\u00a0 come stanno andando\u00a0 i passaggi \u00a0di mano e di monitorare quanto succeder\u00e0. \u00a0Pensate\u00a0 che, un anno prima della chiusura forzata, una pizzeria-ristorante nei pressi di piazza San Marco \u00e8 stata affittata da una donna cinese a 20 mila euro al mese. I cinesi, anno dopo anno, sono entrati nel business miliardario del turismo veneziano, silenziosamente\u00a0 e senza rumori,\u00a0 penetrando a fondo nel tessuto economico della citt\u00e0, ma\u00a0 anche guardandosi bene dal pagare le tasse. Basti dire che, secondo i dati della Guardia di finanza regionale, dal punto di vista erariale al 31 gennaio 2019 ci sono 10.214 codici fiscali di imprenditori cinesi che, a fronte di un debito complessivo iscritto a ruolo per oltre 900 milioni di euro, devono ancora 867 milioni di euro al Fisco. Tutto ci\u00f2 lascia capire\u00a0 che i cinesi che lavorano a Venezia versano al Fisco italiano uno zero assoluto. Ma il problema\u00a0 riguarda la provenienza dei capitali perch\u00e9, quando la Finanza va a controllare -ha dichiarato il Generale della Guardia di Finanza di Venezia a Maurizio Dianese al Gazzettino.it-, scopre che \u201ci soggetti che risultano titolari formali delle nuove iniziative imprenditoriali \u2013 sia quelle costituite ex-novo sia quelle frutto di passaggi di gestione \u2013 non presentano un profilo reddituale\/patrimoniale tale da giustificare lo sforzo finanziario sotteso all\u2019avvio delle attivit\u00e0\u201d. Tanto che\u00a0 spesso, spessissimo\u00a0 ci si trova di fronte al dipendente cinese di un bar italiano, che porta a casa 800 euro al mese e che improvvisamente ha le risorse necessarie per diventare il titolare di quello stesso bar nel quale ha lavorato.Vi pare possibile tutto ci\u00f2? <strong>\u201cSul piano finanziario, poi, \u00e8 stato rilevato che il pagamento delle operazioni avviene di norma attraverso il ricorso a disponibilit\u00e0 bancarie, dichiaratamente alimentate da prestiti di parenti e conoscenti non sempre facilmente identificabili e, talvolta, provenienti direttamente dall\u2019estero \u2013 spiega la Guardia di Finanza \u00a0a Il Gazzettino.it- il che limita di molto le possibilit\u00e0 di concreta ricostruzione dell\u2019origine della provvista\u201d. Bisognerebbe infatti che gli investigatori fossero autorizzati\u00a0 &#8211; chiedendo l\u2019intervento del Ministro della Giustizia\u00a0 Bonafede e del Ministro degli \u00a0Esteri \u00a0Luigi Di Maio per andare a scartabellare \u00a0in un conto corrente di una banca cinese. Ma questo non \u00e8 possibile neppure con rogatoria internazionale, perch\u00e9 in Cina il Comunismo detta legge antidemocratica non solo in quel paese, ma pensa di fare lo stesso anche qui da noi. Ci ha messo in guardia persino l\u2019illustrissimo\u00a0 Ambasciatore Giulio Terzi,\u00a0 gi\u00e0 Ministro degli Esteri\u00a0 del Governo Monti, in una bellissima intervista al collega\u00a0 Stefano Filippi del quotidiano \u201cLa Verit\u00e0\u201d. <\/strong><\/p>\n<div id=\"b_content\"><\/div>\n<p><strong>Carlo Franza\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Venezia \u00e8 un gioiello, un \u201csogno\u201d che tutti dovrebbero nella loro vita vivere almeno una volta. Per chi ancora non ha vissuto questo \u201csogno\u201d,\u00a0 riporto, a singolare memoria per i pi\u00f9, le impressioni ed i pensieri di\u00a0 illustri letterati che nei secoli\u00a0 hanno\u00a0 visitato la citt\u00e0. \u201cNon c\u2019\u00e8 luogo che non contenga qualche cosa di romantico; ma Venezia, come Oxford, ha conservato lo sfondo per il romanzo; e per chi \u00e8 veramente romantico lo sfondo \u00e8 tutto, o quasi tutto\u201d (Oscar Wilde). \u201cChi non deve reprimere un brivido fugace, una segreta timidezza e angoscia, quando sale per la prima volta [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/01\/19\/venezia-citta-del-mondo-svenduta-ai-cinesi-grazie-al-governo-pd-cinquestelle-lambasciatore-giulio-terzi-ed-ex-ministro-degli-esteri-del-governo-monti-mette-in-guardia-litalia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,53794,25,44545,44441,87,23335,26,80676,64,28369,51665,4625,409394],"tags":[412307,412298,412303,412294,412302,412306,412305,38997,412292,412299,412300,58282,412296,412304,355195,412301,56560,412295,412291,412293,16887],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21731"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21731"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21731\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21738,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21731\/revisions\/21738"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21731"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21731"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21731"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}