{"id":21778,"date":"2021-01-22T20:44:35","date_gmt":"2021-01-22T20:44:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=21778"},"modified":"2021-01-22T20:53:18","modified_gmt":"2021-01-22T20:53:18","slug":"un-nuovo-dipinto-di-nardo-di-cione-1320-1366-arricchisce-la-collezione-della-galleria-dellaccademia-di-firenze-grazie-a-una-confisca-del-reparto-operativo-del-comando-carabinieri-tutela-p","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/01\/22\/un-nuovo-dipinto-di-nardo-di-cione-1320-1366-arricchisce-la-collezione-della-galleria-dellaccademia-di-firenze-grazie-a-una-confisca-del-reparto-operativo-del-comando-carabinieri-tutela-p\/","title":{"rendered":"Un nuovo dipinto di Nardo di Cione (1320-1366)  arricchisce la Collezione della Galleria dell\u2019Accademia di Firenze. Grazie a una confisca del Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Nardo-di-Cione-Cristo-Benedicente-scaled-e1611347312727.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-21779\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/Nardo-di-Cione-Cristo-Benedicente-scaled-e1611347312727.jpg\" alt=\"\" width=\"566\" height=\"755\" \/><\/a>Un nuovo arrivo alla Galleria dell\u2019Accademia di Firenze, la collezione dei dipinti antichi del Trecento e del Tardogotico del Museo si arricchisce di una nuova opera, il &#8220;<em>Cristo Benedicente<\/em>&#8220;, attribuita al pittore Nardo di Cione (Firenze, 1320-1366), confiscata dal Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. <\/strong>Il dipinto, una tempera e oro su tavola, \u00e8 stato definitivamente assegnato alla Galleria dell\u2019Accademia di Firenze lo scorso dicembre 2020. <strong>L\u2019opera di Nardo di Cione, considerato uno dei maggiori esponenti dell&#8217;arte fiorentina della met\u00e0 del XIV secolo, era di propriet\u00e0 di una nota Congregazione religiosa e custodita presso la sede romana, dove, nel 2003, con una procedura artificiosa, \u00e8 stata venduta ad un commerciante d\u2019arte.<\/strong> Vista la sua importanza, nel contratto di acquisto \u00e8 stato fatto risultare che il prezioso dipinto era di propriet\u00e0 privata di uno dei membri della Congregazione, rendendo apparentemente lecita l\u2019alienazione che, diversamente, non sarebbe potuta facilmente avvenire a cura di un ente ecclesiastico, trattandosi di un bene culturale tutelato per legge. <strong>Dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma e condotte dalla Sezione Antiquariato del Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, \u00e8 stato ricostruito come, l\u2019anno seguente (2004) il dipinto \u00e8 stato venduto ad un gallerista londinese ed espatriato senza la prevista documentazione.<\/strong> Tali elementi hanno consentito di richiedere alle competenti autorit\u00e0 inglesi, il sequestro dell\u2019opera. Nel frattempo, il Tribunale di Roma ne ha disposto la confisca e a gennaio 2018, il dipinto \u00e8 stato rimpatriato. Il provvedimento del Tribunale \u00e8 divenuto esecutivo nel giugno 2019 e, dopo la formale assegnazione da parte del MIBACT, \u00e8 ora visibile al pubblico nelle raccolte del museo fiorentino.<\/p>\n<p><strong>Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell\u2019Accademia di Firenze, sottolinea con soddisfazione <\/strong><em>\u201c<\/em>Grazie alla rinnovata collaborazione con il Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, un prezioso fondo oro, raffigurante il <em>Redentore <\/em>nell\u2019atto di benedire,arricchisce le collezioni del nostro museo di un\u2019ulteriore opera dei fratelli di Cione che documentano il notevole livello qualitativo della pittura fiorentina del Trecento. La Galleria dell\u2019Accademia conserva gi\u00e0 lo splendido trittico della <em>Trinit\u00e0 <\/em>di Nardo di Cione.\u201d<\/p>\n<p>Il<em> \u201cCristo Benedicente\u201d<\/em>, nonostante la cornice da dipinto autonomo con la quale \u00e8 giunto in Galleria, era parte di un polittico, situato al culmine della pala centrale. Al momento l\u2019opera \u00e8 sottoposta ad un\u2019accurata analisi della storia conservativa e ad uno studio da parte dello staff della Galleria. La tavoletta appare in buono stato di conservazione, presenta piccoli e diffusi restauri pittorici, mentre la parte alta \u00e8 un rifacimento con aggiunta di supporto ligneo. <strong>Rare sono le notizie storiche relative a Nardo di Cione, malgrado fosse considerato uno dei maggiori pittori viventi del suo tempo. Sappiamo che fu attivo assieme ai fratelli Matteo e Jacopo di Cione nella fiorente bottega del pi\u00f9 anziano Andrea, detto l\u2019Orcagna, e fu impegnato assieme a quest\u2019ultimo in varie importanti commissioni come gli affreschi della cappella Strozzi nella chiesa di Santa Maria Novella di Firenze, intorno alla met\u00e0 del XIV secolo. <\/strong>Nonostante il <em>Cristo benedicente<\/em> sia una tra le opere meno accentuata plasticamente, Nardo \u00e8 in realt\u00e0 molto diverso dai suoi fratelli. In confronto al pi\u00f9 noto fratello Andrea, le sue figure sono pi\u00f9 dolci nelle fisionomie e nelle sfumature, con una profonda tenerezza pittorica. Gi\u00e0 a novembre del 2018, il Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale aveva ritrovato e affidato alla Galleria dell\u2019Accademia <strong>altri due importanti fondi oro: il primo raffigurante i santi Girolamo e Giuliano, <\/strong><strong>del 1358 circa, attribuibile a Niccol\u00f2 di Pietro Gerini, tra i massimi esponenti del cosiddetto Neogiottismo; il secondo con la Madonna dell\u2019Umilt\u00e0 celeste, del 1400 circa, ascrivibile con assoluta certezza al Maestro della Cappella Bracciolini. Il\u00a0 nome completo di Nardo di Cione era Leonardo<\/strong>, e non come gi\u00e0 ipotizzato Bernardo, come risulta dal suo testamento, datato 1365. Suo padre era forse un orafo, che avvi\u00f2 lui e i fratelli alle attivit\u00e0 artistiche. Nardo \u00e8 considerato quello pi\u00f9 &#8220;espressionista&#8221;, maggiormente legato cio\u00e8 alla resa degli stati d&#8217;animo e delle emozioni dei personaggi. Le sue opere pi\u00f9 importanti sono gli affreschi, dipinti insieme a\u00a0 Giovanni Del Biondo , del <i>Giudizio Universale, Inferno e Paradiso<\/i> nella Cappella Strozzi in Santa Maria Novella , del 1351-1357. Lo stile \u00e8 fortemente influenzato da Giotto, anche se non ne conserva la spazialit\u00e0 e il realismo, e si esprime con un linguaggio autonomo quasi pi\u00f9 arcaico, nonostante che l&#8217;opera di Nardo sia posteriore a quella di Giotto. Resti di affreschi a lui attribuiti si trovano anche nella Badia Fiorentina. Tra le opere su tavola Cristo\u00a0 Crocifisso con in dolenti e i santi (1350 circa) agli\u00a0 Uffizi\u00a0\u00a0 o il Trittico del Thronum Gratiae (1365) alla\u00a0 Galleria dell&#8217;Accademia. <strong>Benemerito, \u00a0 e puntuale,\u00a0 il lavoro del <\/strong><strong>Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale\u00a0\u00a0 che attraverso le sue sedi sparse in Italia rende all\u2019Italia e al suo Patrimonio un preziosissimo, unico e insostituibile,\u00a0 contributo.\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un nuovo arrivo alla Galleria dell\u2019Accademia di Firenze, la collezione dei dipinti antichi del Trecento e del Tardogotico del Museo si arricchisce di una nuova opera, il &#8220;Cristo Benedicente&#8220;, attribuita al pittore Nardo di Cione (Firenze, 1320-1366), confiscata dal Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. 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