{"id":21788,"date":"2021-01-24T18:47:14","date_gmt":"2021-01-24T18:47:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=21788"},"modified":"2021-03-08T11:21:25","modified_gmt":"2021-03-08T11:21:25","slug":"bruno-marcucci-e-la-pittura-persistente-al-plus-florence-di-firenze-lartista-racconta-la-sua-ricerca-come-pittura-che-riflette-su-se-stessa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/01\/24\/bruno-marcucci-e-la-pittura-persistente-al-plus-florence-di-firenze-lartista-racconta-la-sua-ricerca-come-pittura-che-riflette-su-se-stessa\/","title":{"rendered":"Bruno Marcucci e  la pittura persistente al Plus Florence di Firenze. L\u2019artista racconta la sua ricerca come  pittura che riflette su se stessa."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/iceberg-bruno-marcucci.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-21791\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/iceberg-bruno-marcucci.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"540\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/iceberg-bruno-marcucci.jpg 380w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/iceberg-bruno-marcucci-211x300.jpg 211w\" sizes=\"(max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><\/a>L\u2019arte di Bruno Marcucci ( Cagli 1948) misurata tra scultura e pittura\u00a0 e installazioni varie, racconta da sempre il suo intrigante lavoro.<\/strong> Oggi trova\u00a0 a campionare un capitolo eccellente nel progetto\u00a0 \u201cScenari\u201d, da me diretto a Firenze al Plus <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/1_Marcucci.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22259 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/1_Marcucci.jpg\" alt=\"\" width=\"311\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/1_Marcucci.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/1_Marcucci-215x300.jpg 215w\" sizes=\"(max-width: 311px) 100vw, 311px\" \/><\/a>Florence,\u00a0 con una mostra che ha per titolo \u201cLa pittura persistente\u201d. <strong>Oltre trenta dipinti, taluni di grandi dimensioni, che vivono \u00a0la via della graduale\u00a0 liberazione dalla forma e dal colore, ricerca\u00a0 della pittura con la sua identit\u00e0 fisica e mentale, rifacendosi\u00a0 e avvolgendosi nel clima\u00a0 storico dell\u2019astrattismo, andando da Albers\u00a0 alle texture dinamico-luminose di Dorazio, fino a certe riprese di liricizzazioni\u00a0 di superfici \u00a0che troviamo in Licini e Klee, ed anche \u00a0a certo monocromatismo\u00a0 che sconfina infinitamente \u00a0\u00a0e spazialmente \u00a0a Fontana\u00a0 e a tutta una serie di analitici, per giungere infine alle ricerche sullo spazio luce di Lo Savio.<\/strong> \u00a0Non dispiace che Bruno Marcucci non abbandoni la pittura, ne esalta ancora oggi\u00a0 la sua profondit\u00e0 storica, utilizza il mezzo pittorico\u00a0 con risultati interessanti per tensione e concentrazione. Anche Bruno Marcucci, \u00a0come Brice Marden\u00a0 esponente di rilievo della pittura opaca, \u00a0vive la materialit\u00e0 della pittura, la conoscenza fisica\u00a0 dei suoi processi,\u00a0 l\u2019esigenza di dipingere\u00a0 in modo impersonale, per giungere\u00a0 a una nuova dimensione della superfice e concentrare\u00a0 cos\u00ec il problema\u00a0 di un\u2019immagine pura\u00a0 e immediata di s\u00e9. <strong>L\u2019azione pittorica vive dentro uno spazio controllato,\u00a0 come fosse disposta da un \u201dmistico della pittura\u201d,\u00a0 onde viverla come fenomeno pi\u00f9 che come struttura.<\/strong> Il suo lavoro \u00e8 un fatto fisico concreto,\u00a0 e questi accadimenti di\u00a0 colore-luce, di finestre dove\u00a0 la luce diventa lacerto, lascia notare come \u00a0esplorando\u00a0 un nuovo modo di vedere,\u00a0 allargando e aumentando il campo della percezione, \u00a0la pittura comunica emozioni\u00a0 e riflessioni diversamente improponibili. \u00a0E\u2019 un flusso di energia luminosa\u00a0 che sommuove le forme , infrange le simmetrie, lascia transitare i colori,\u00a0 monocromi o bifocali, in continui slittamenti\u00a0 tra un segno e l\u2019altro. <strong>Marcucci depone\u00a0 frammenti di spazio\u00a0 lasciando zone anche non dipinte, o addirittura raschiate, minime tracce\u00a0 di totalit\u00e0\u00a0 in cui sono puntellati\u00a0 i tempi elementari che fissano la vita, l\u2019esistenza, l\u2019energia, la luce.<\/strong> Il suo \u00e8 uno spazio dinamico\u00a0 che determina slittamenti percettivi, campi dilatati, momenti dialettici, disgregazioni luminose, flussi istantanei. E ci pare, infine, \u00a0\u00a0un lavorare, il suo, \u00a0anche lateralmente, \u00a0\u00a0verso un\u2019amplificazione del mondo analitico, \u00a0per via della materia che irrompe come \u00a0sostanza\u00a0 che sensibilizza la superfice, \u00a0e la tensione va oltre la forma, con impercettibili alterazioni e pulsazioni cromatiche.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/3_Marcucci.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22260\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/3_Marcucci.jpg\" alt=\"\" width=\"332\" height=\"458\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/3_Marcucci.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/3_Marcucci-217x300.jpg 217w\" sizes=\"(max-width: 332px) 100vw, 332px\" \/><\/a>E\u2019 con gli anni della maturit\u00e0 che la storia pi\u00f9 autentica di Bruno Marcucci\u00a0 prende il via\u00a0 o comunque diventa innegabile per la straordinaria<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/2_Marcucci.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22261 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/2_Marcucci.jpg\" alt=\"\" width=\"334\" height=\"505\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/2_Marcucci.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/01\/2_Marcucci-198x300.jpg 198w\" sizes=\"(max-width: 334px) 100vw, 334px\" \/><\/a> struggente intensit\u00e0 del fare pittura. Qui non \u00e8 questione del trascorrere di un\u2019emozione visiva che, anche se viene restituita\u00a0 dentro una griglia costruttiva\u00a0 si percepisce come parte di un tutto, con lucidit\u00e0 inversamente proporzionale\u00a0 all\u2019allontanamento della larva figurale;\u00a0 \u00e8 un estrarre i termini di una edificazione del quadro come luogo separato, ossia sufficiente a se stesso,\u00a0 di restituzione oggettiva non del reale, certo, ma delle potenzialit\u00e0 della pittura. <strong>Siamo alla pittura persistente. E\u2019 cos\u00ec che le immagini di Marcucci a garanzia della loro non gratuit\u00e0, posseggono\u00a0 un punto d\u2019equilibrio, un perno di sostegno, estrinsecazione\u00a0 di un rigore mentale che non tollera facili abbandoni.\u00a0 <\/strong>Il suo fare pittura diviene ancora segnale di strumento di trasmissione\u00a0 neo-informale, canale di collegamento tra la sfera quotidiana o delle apparenze e un\u2019altra, diversa, pi\u00f9 sensibile ai turbamenti dello spirito. Una volta stabilita la misura del colore di Marcucci, si ponga mente all\u2019affermarsi del segni scrittura in un crescendo che arriva ad una sorta di insistita allitterazione.<\/p>\n<p><strong>Bruno Marcucci<\/strong> \u00e8 nato nel 1948 a Cagli, dove vive e lavora. Nel 1967 si iscrive all\u2019Accademia di Belle Arti di Urbino, dove segue le lezioni di Raffaello Scianca, Concetto Pozzati e Pierpaolo Calzolari. Fa parte di un gruppo molto attivo nell\u2019ambito dell\u2019Accademia e fuori di essa, assieme al quale nel 1970 \u00e8 presente alla Rassegna del centro culturale San Fedele di Milano. Alterna alla frequenza dell\u2019Accademia numerosi viaggi e soggiorni all\u2019estero, in particolare a Parigi e a Dusseldorf, dove frequenta il corso di scultura di Joseph Beuys.\u00a0 Nel 1971 compie un lungo viaggio in Africa con Paolo Paolucci raggiungendo il Senegal. Nel 1977 soggiorna a lungo negli Stati Uniti. Tra il 1977 e il 1978 collabora con il pittore Emilio Vedova, come assistente nel suo atelier, per la realizzazione di un ciclo di opere. Nel frattempo intensifica la sua partecipazione a mostre collettive (fra cui: 2013 \u201cCorrenti Alternate\u201d, a cura di B. Cor\u00e0, San Donato (FR); 2018 \u201cTechnoMedioevo\u201d, a cura di M. Pecchioli, Londra; 2019 \u201cPolytechne, Arte e scienza\u201d, a cura di V. Deh\u00f2, Ancona), alternate a mostre personali (fra cui: 1977 Galleria La Guzzina, a cura di L. Cerioli, Milano; 2008 \u201cLinea d\u2019orizzonte\u201d, Galleria del Carbone, Ferrara; 2018 \u201cIceberg e palinsegni\u201d, Galleria Arte e Pensieri, a cura di C. Terenzi, Roma). Una sua opera selezionata dal critico Bruno Cor\u00e0 figura nella collezione permanente del Museo CAMUSAC di Cassino (FR). \u00a0Su invito del poeta Eugenio De Signoribus collabora con opere grafiche alla rivista letteraria &#8220;Istmi&#8221;\u00a0e ai &#8220;Quaderni di Poesia<em>&#8220;<\/em> dell\u2019Associazione Culturale La Luna. Bruno Marcucci si \u00e8 sempre dedicato sia alla pittura sia alla scultura, realizzando anche grandi installazioni per interni ed esterni. Negli anni pi\u00f9 recenti si \u00e8 concentrato soprattutto sul tema dell\u2019<em>iceberg<\/em>, spazio duplice, fisico e metafisico, unito e diviso dalla linea d\u2019orizzonte, e sull\u2019idea di incessante scrittura\/riscrittura dei <em>palinsegni<\/em>, che nel fitto lavorio di stesure materiche e sovrapposizioni segniche sembrano rimandare alle antiche pergamene. \u00a0La sua esplorazione artistica, orientata essenzialmente sulla materia \u2013 terre, fumo, silicone, metalli \u2013 viene a collocarsi tra il mitico e il virtuale. Di lui hanno scritto, fra gli altri: F. Abbate, G. Angelucci, M. Apa, C. Bruscia, B.Ceci, B. Cor\u00e0, Carlo Franza, E. De Signoribus, P. Greene, A. Iori, A. Mazzacchera, R. Olivieri, G. Paganucci, P. Paolucci, M. Pecchioli, S. Sannipoli, P. Serra, M. Sguanci, E. Sordini, C.Terenzi, G. Tinti e A. Verga.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019arte di Bruno Marcucci ( Cagli 1948) misurata tra scultura e pittura\u00a0 e installazioni varie, racconta da sempre il suo intrigante lavoro. Oggi trova\u00a0 a campionare un capitolo eccellente nel progetto\u00a0 \u201cScenari\u201d, da me diretto a Firenze al Plus Florence,\u00a0 con una mostra che ha per titolo \u201cLa pittura persistente\u201d. 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