{"id":220,"date":"2013-03-17T21:43:52","date_gmt":"2013-03-17T21:43:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=220"},"modified":"2013-03-17T21:43:52","modified_gmt":"2013-03-17T21:43:52","slug":"il-minimalismo-di-hong-hao-fatto-di-bottoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2013\/03\/17\/il-minimalismo-di-hong-hao-fatto-di-bottoni\/","title":{"rendered":"Il minimalismo di Hong Hao fatto di bottoni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/03\/hong_02.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-221\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/03\/hong_02-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/03\/hong_02-300x171.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/03\/hong_02.jpg 818w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/03\/p13604231.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-223\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/03\/p13604231-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/03\/p13604231-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/03\/p13604231.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Eccola la Pace Gallery di Pechino, vi si accede tramite un ponte levatoio che attraversa il fossato d&#8217;acqua che circonda lo spazio museale. Qui espone fino al 27 aprile 2013 l&#8217;artista cinese Hong Hao (Pechino,classe 1965) che argomenta da sempre il suo percorso e la sua poetica con oggetti di tutti i giorni. Ha studiato laureandosi al Dipartimento di Incisione all&#8217;Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino, nel 1989. Ha esposto nella grande mostra internazionale \u201cIl global contemporanea:Art wordls dopo il 1989\u201d; ed il suo lavoro ha toccato i pi\u00f9 grandi musei del mondo,dal Moma al Paul Getty Museum di Los Angeles. Hong colleziona da pi\u00f9 di vent&#8217;anni manuali sul tempo libero. C&#8217;\u00e8 da dire inseguendo il motto latino \u201cotium\/ negotium\u201d, che per lui vale la riflessione legata alla storia passata e presente. Oggetti raccolti, oggetti personali o oggetti di tutti, oggetti disusati, oggetti raccolti per categorie merceologiche, scatole, bottoni, ricevute, mappe, banconote, cibo, contenitori, libri, tappi, e mille altre cose. Tutto rientra in un minimalismo che cattura dal mondo consumistico, oggetti di nessun valore ma che danno idea della nostra quotidianit\u00e0, del nostro vissuto, del nostro tempo e della nostra memoria. Ogni oggetto viene, dopo essere stato raccolto, catalogato, fotografato e riutilizzato in mille opere che l&#8217;artista ci consegna,anzi consegna a tutto il mondo. L&#8217;artista cinese ha messo in piedi una sorta di paradiso del presente con aspetti immateriali riguardanti il processo produttivo, industriale ed estetico. Hao Hong mantiene intatta la preziosit\u00e0 di uno stupore fanciullo che conserva grazie alla curiosit\u00e0,all&#8217;assemblaggio, all&#8217;inscatolamento degli oggetti pi\u00f9 disparati che diventano oro nelle sue mani. <\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Carlo Franza <\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Eccola la Pace Gallery di Pechino, vi si accede tramite un ponte levatoio che attraversa il fossato d&#8217;acqua che circonda lo spazio museale. Qui espone fino al 27 aprile 2013 l&#8217;artista cinese Hong Hao (Pechino,classe 1965) che argomenta da sempre il suo percorso e la sua poetica con oggetti di tutti i giorni. Ha studiato laureandosi al Dipartimento di Incisione all&#8217;Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino, nel 1989. 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