{"id":22007,"date":"2021-02-13T18:25:41","date_gmt":"2021-02-13T18:25:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=22007"},"modified":"2021-02-13T18:25:41","modified_gmt":"2021-02-13T18:25:41","slug":"intervista-a-franco-marrocco-artista-contemporaneo-fra-i-piu-lucidi-e-testimoniali-docente-di-pittura-allaccademia-di-brera-e-gia-direttore-della-medesima-istituzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/02\/13\/intervista-a-franco-marrocco-artista-contemporaneo-fra-i-piu-lucidi-e-testimoniali-docente-di-pittura-allaccademia-di-brera-e-gia-direttore-della-medesima-istituzione\/","title":{"rendered":"Intervista a  Franco Marrocco   artista contemporaneo   fra i pi\u00f9  lucidi  e  testimoniali. Docente di Pittura all\u2019Accademia di  Brera e gi\u00e0 direttore  della medesima Istituzione."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/STN5155_raddrizzata.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22008\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/STN5155_raddrizzata.jpg\" alt=\"\" width=\"394\" height=\"262\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/STN5155_raddrizzata.jpg 601w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/STN5155_raddrizzata-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 394px) 100vw, 394px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ho incontrato un amico di vecchia data e artista fra i pi\u00f9 significativi dell\u2019arte italiana contemporanea, che negli anni \u00a0\u00a0pi\u00f9 volte ho incontrato,\u00a0 ne ho condiviso il suo tracciato artistico, anche scrivendone in passato su Il Giornale.\u00a0 <strong>E\u2019 Franco <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_2397.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22009 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_2397.jpg\" alt=\"\" width=\"429\" height=\"289\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_2397.jpg 594w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_2397-300x202.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 429px) 100vw, 429px\" \/><\/a>Marrocco, docente di pittura all\u2019Accademia di Brera a Milano, e gi\u00e0 direttore della medesima Istituzione.<\/strong> Le sue opere pittoriche da sempre\u00a0 si sono indirizzate \u00a0\u00a0in direzione di una pi\u00f9 acuta\u00a0 indagine interiore, in una lucida trascrizione pittorica della condizione umana. <strong>Nel suo fare ha rintracciato molto\u00a0 di Rothko, e non solo, ma anche molta\u00a0 lezione dell\u2019avanguardia americana. Marrocco costruisce nelle opere una sorta di spazio\u00a0 mentale dilatato, partendo sempre\u00a0 dal dato fenomenico; in esse,\u00a0 \u00e8\u00a0 visibile il\u00a0 serrato confronto\u00a0 tra la coscienza \u00a0e la sollecitazione esterna che viene\u00a0 cos\u00ec ad essere destrutturata ed emblematizzata\u00a0 attraverso l\u2019emozione.\u00a0 E\u2019 un vero e proprio\u00a0 procedimento di astrazione, da qui l\u2019impressione \u00a0di vertiginosa profondit\u00e0 che emana dalle opere, \u00a0e la magnifica interna luminosit\u00e0.\u00a0<\/strong> A Franco Marrocco abbiamo rivolto alcune domande, raccogliendone una straordinaria\u00a0 intervista.<\/p>\n<p><strong>1 Caro professor\u00a0 Franco Marrocco, la tua pittura e la tua storia artistica si intrecciano con la storia dell\u2019arte e i movimenti degli anni Ottanta e oltre, con figure e situazioni di apertura internazionale che hanno trovato in Italia fuochi vivaci. Puoi darci un\u2019idea di questo in rapporto al presente?<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/02.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22010\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/02.jpg\" alt=\"\" width=\"371\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/02.jpg 459w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/02-300x261.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 371px) 100vw, 371px\" \/><\/a>Sono nato il 7 dicembre del 1956 in provincia di Caserta, cresciuto in Ciociaria e\u00a0 formato presso il Liceo Artistico e l\u2019Accademia di Belle Arti. Come molti artisti del sud, soprattutto di provenienza campana, nati negli anni Cinquanta, ho avuto il bisogno di spostarmi, dapprima a Roma e poi in Lombardia. Come per molti artisti \u201cnomadi\u201d il desiderio di confronto con altre realt\u00e0 \u00e8 servito soprattutto per capire meglio se stessi. Gli artisti hanno vissuto gli anni Ottanta<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/11_Brace_parole-mute_150x150.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-22011 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/11_Brace_parole-mute_150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/11_Brace_parole-mute_150x150.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/11_Brace_parole-mute_150x150-293x300.jpg 293w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a> come una primavera dell\u2019arte, nel mio caso della pittura. Dopo gli anni Sessanta e Settanta, in cui per gli artisti vi era stata generalmente una perdita di senso, vi furono dichiarazioni di morte dell\u2019arte da pi\u00f9 parti. Questo gener\u00f2 un senso di smarrimento e svuotamento. La mia generazione ha dato nuova linfa e nuove motivazioni al ritorno dell\u2019arte come necessit\u00e0 individuale e collettiva. L\u2019euforia di quegli anni \u00e8 testimoniata da mostre, incontri, discussioni. Si verific\u00f2 un\u2019apertura dell\u2019arte italiana all\u2019estero, il pregiudizio dell\u2019arte italiana come un\u2019arte \u201csocialcomunista\u201d fu superato. Oggi possiamo dire che questo interesse, nonostante la crisi, esiste ancora. La mia vicenda personale ne \u00e8 testimonianza, ho partecipato a mostre collettive e rassegne in diversi musei esteri, e ho tenuto personali in Messico, Los Angeles, Vienna, Berlino, Bruxelles, Strasburgo e Parigi.<\/p>\n<p><strong>2 La Direzione dell\u2019Accademia di Belle Arti di Brera, illustre istituzione artistica che ti ha visto impegnato in prima persona per anni e dove ancora oggi sei professore, ha maggiormente messo in evidenza non solo il tuo lavoro artistico ma soprattutto le progettualit\u00e0 del lavoro di corpo con il consiglio direttivo e dei cambiamenti in corso nell\u2019istituzione che ha fama mondiale. Cosa dici in proposito?<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_1624.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22012\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_1624.jpg\" alt=\"\" width=\"385\" height=\"289\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_1624.jpg 533w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_1624-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 385px) 100vw, 385px\" \/><\/a>L\u2019esperienza alla direzione all\u2019Accademia di Brera, dove insegno dal 1989, \u00e8 stata formativa soprattutto per quanto riguarda l\u2019insegnamento, la ricaduta sulla didattica \u00e8 stata qualcosa di unico ed importante in quanto ho avuto la possibilit\u00e0 di confrontarmi con Accademie e Universit\u00e0 di tutto il mondo, partecipando a dibattiti internazionali aventi per tema la formazione in arte sul contemporaneo. Le questioni dibattute in queste occasioni hanno portato, sia alla mia didattica che all\u2019Accademia di Brera che ho diretto, un contributo straordinario all\u2019innovazione della didattica anche a livello nazionale, poich\u00e9 parallelamente alla Direzione dell\u2019Accademia di Milano sono stato Presidente della Conferenza Nazionale dei Direttori delle Accademie di Belle Arti Italiane. Il confronto con le altre istituzioni italiane ed estere ha portato alla considerazione che l\u2019Accademia di Brera \u00e8 una delle Scuole dell\u2019Arte pi\u00f9 importanti al mondo. Questa importanza \u201cestera\u201d dell\u2019arte italiana non \u00e8 compresa dai nostri politici nonostante dicano che l\u2019arte e la cultura sono il nostro primo patrimonio, su cui \u00e8 necessario investire per le nuove generazioni. Dopo pi\u00f9 di vent\u2019anni dalla legge di riforma purtroppo non abbiamo un titolo pienamente terziario. Non \u00e8 mai stato fatto un piano nazionale per lo sviluppo e la salvaguardia della cultura e dell\u2019arte.<\/p>\n<p><strong>3 Cos\u2019\u00e8 stata per te l\u2019arte? Chi \u00e8 \u00a0oggi l\u2019artista? Come pensi possa agire \u00a0nella societ\u00e0 contemporanea? <\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019esperienza del vissuto. Per semplificazione la critica usa le categorie: pittura, scultura, pittura astratta, figurativa oppure concettuale. Credo che tutta l\u2019arte sia figlia di un <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_1720.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22013 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_1720.jpg\" alt=\"\" width=\"416\" height=\"316\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_1720.jpg 526w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_1720-300x228.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 416px) 100vw, 416px\" \/><\/a>pensiero che pu\u00f2 essere per ragioni storiografiche definita per stilemi, ma in sostanza tutta l\u2019arte \u00e8 concettuale. Un tempo gli artisti venivano definiti come pittori o scultori, oggi fare queste differenziazioni \u00e8 riduttivo. L\u2019arte \u00e8 forma, colore, spazio, \u00e8 l\u2019esperienza del vissuto tramite la quale noi traduciamo necessit\u00e0 esistenziali profonde, con modelli apparentemente collettivi ma in sostanza individuali, oserei dire sentimentali. L\u2019aspetto sentimentale \u00e8 la coscienza delle cose dove noi affrontiamo il quotidiano in modo frontale, senza ricorrere a sotterfugi o false procedure alchemiche. L\u2019artista con il proprio progetto si pone in modo disarmato rispetto alla vita per cercare delle risposte e per trovare il senso. Tutto ci\u00f2 l\u2019artista lo pu\u00f2 fare soltanto con un modello sentimentale dove cala se stesso, come l\u2019esploratore va alla scoperta di territori nuovi ben consapevole dei rischi che corre. Possiamo dire che l\u2019artista \u00e8 un tutt\u2019uno con il mondo, in sostanza \u00e8 un tutt\u2019uno con l\u2019arte stessa. Qualsiasi gesto \u00e8 figlio del pensiero che l\u2019ha generato, come il pensiero \u00e8 forgiato dall\u2019esperienza.<\/p>\n<p><strong>4 La tua pittura, il tuo stile innovativo sul versante dell\u2019informel,\u00a0 o meglio del nuovo racconto informale di piano internazionale con rimandi a tracciati americani,\u00a0 una volta pi\u00f9 carico come macchia e colore, mentre oggi \u00e8 avviato a una scarnificazione dei toni, attraverso nebulose e segni; tutto ci\u00f2 ti pare oggi gi\u00e0 compiuto o ancora in divenire?\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_2021.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22014\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_2021.jpg\" alt=\"\" width=\"431\" height=\"331\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_2021.jpg 521w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_2021-300x230.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 431px) 100vw, 431px\" \/><\/a>Credo, come dicevo, che non esistano categorie, la pittura \u00e8 informale, astratta, sarebbe inopportuno parlare oggi di informale. Sono passati quasi settant\u2019anni dalla pubblicazione di <em>Un Art Autre<\/em> di Michel Tapi\u00e9, saggio fondamentale sulle questioni dell\u2019informale, parlarne ora sarebbe quasi un contraccolpo storico. \u00c8 vero che nel mio lavoro pittorico passato e recente c\u2019\u00e8 l\u2019uso del colore e di immagini che possono far pensare questioni anche internazionali. Se volessimo affrontare il problema attraverso questi modelli dobbiamo per prima cosa ricercarli nella nostra interiorit\u00e0, nel nostro vissuto, attenti all\u2019esistenziale ma in termini di liricit\u00e0. Si pu\u00f2 parlare di liricit\u00e0 quando l\u2019immagine per immersioni opera affioramenti e si scontra con il problema dell\u2019arte come principio sentimentale, con uno sguardo differente. Come afferma Yves Bonnefoy in <em>Osservazioni sullo Sguardo<\/em>: \u201cgli occhi sono l\u2019apparenza sensibile, lo sguardo \u00e8 l\u2019inconscio, la visione incondizionata.\u201d Forse bisogna indagare quella parte dell\u2019interiorit\u00e0 pi\u00f9 profonda dove lo sguardo \u00e8 capace di riflettere quella porzione pi\u00f9 sensibile di noi stessi, pertanto l\u2019opera, l\u2019arte, diventa parte dell\u2019artista e viceversa.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_2576_raddrizzata.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-22015 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_2576_raddrizzata.jpg\" alt=\"\" width=\"458\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_2576_raddrizzata.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_2576_raddrizzata-300x134.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 458px) 100vw, 458px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>5\u00a0 Ti sei misurato con\u00a0 la storia,\u00a0 sia nel passato che\u00a0 nel\u00a0 presente,\u00a0 specie per i progetti museali che hai approntato. Alla luce oggi del difficile momento sociale, sanitario, politico ed economico\u00a0 che stiamo vivendo, pensi che la tua arte ne abbia risentito, o hai trovato in ci\u00f2 un naturale\u00a0 momento di riflessione? L\u2019arte avr\u00e0\u00a0 ancora un forte\u00a0 avvenire\u00a0 e con quali caratteristiche? <\/strong><\/p>\n<p>Se l\u2019artista si muove guardandosi, cercando sempre di indagare l\u2019aspetto pi\u00f9 interiore, mi pare automatico che tutto quello che stiamo vivendo emerger\u00e0 non in termini di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Listener.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-22016\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Listener.png\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"566\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Listener.png 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Listener-212x300.png 212w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>rappresentazione ma in modelli sicuramente ancora non codificati. Sono certo che l\u2019arte che stiamo facendo e che faremo porter\u00e0 in grembo tutto il disagio che stiamo vivendo. Non \u00e8 un problema legato al museo, forse i luoghi dove l\u2019arte verr\u00e0 mostrata saranno altri, proprio perch\u00e9 i rapporti umani sono diversi rispetto allo scorso anno. Probabilmente sono gi\u00e0 cambiate le esigenze. Forse l\u2019uomo avr\u00e0 bisogno di trovare un nuovo modello sociologico. Potrebbe accadere che il museo stesso perda di senso. Sono domande a cui \u00e8 troppo presto per dare risposte. Attualmente ho una mostra in corso presso il <em>Museo Arcos<\/em> di Benevento, il suo titolo \u00e8 <em>Le Stanze di Iside<\/em>. Nel museo sono conservate opere di forte interesse storico: reperti trovati nel sito archeologico del Tempio di Iside a Benevento. Con questa mostra ho voluto mettere in rela<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/segantini-200.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22017 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/segantini-200.jpg\" alt=\"\" width=\"525\" height=\"348\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/segantini-200.jpg 604w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/segantini-200-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 525px) 100vw, 525px\" \/><\/a>zione le opere dedicate ad Iside, che sono l\u00ec conservate, con la nostra contemporaneit\u00e0, cercando una possibile connessione tra passato e presente. Non \u00e8 la prima volta che lavoro mettendo in relazione l\u2019opera con lo spazio e la storia che la accoglie. Ho utilizzato questo metodo per la mostra <em>Concerto da Camera<\/em> presso la Villa Reale di Monza, oppure vent\u2019anni fa alla Reggia di Caserta. Le opere sonostate concepite per lo spazio, sono <em>site-specific<\/em>. Purtroppo la mostra al momento non \u00e8 visibile al pubblico, come tutte le altre in Italia. Alla domanda \u201cL\u2019arte avr\u00e0 ancora un forte avvenire e con quali caratteristiche?\u201d posso dire che sicuramente l\u2019arte avr\u00e0 uno spazio importante nel futuro, in quanto l\u2019arte \u00e8 vita, la vita \u00e8 arte. Sono inscindibili come \u00e8 sempre stato. Quali modelli? Posso dire sicuramente che sar\u00e0 posta pi\u00f9 attenzione alle questioni che riguardano il senso della nostra vita, rimettendo al centro\u00a0 l\u2019uomo con tutte le sue contraddizioni.<\/p>\n<p><strong>6 \u00a0La tua pittura ha\u00a0 trovato in questi anni\u00a0 stazioni di consenso\u00a0 e apprezzamento dalla critica pi\u00f9 accreditata, pensi che abbiano gi\u00e0 detto tutto del tuo lavoro o che qualcosa sar\u00e0 ancora da aggiungere\u00a0 rispetto all\u2019 impianto del nuovo-informale\u00a0 in cui ti sei calato in questi decenni ?<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_1708.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22018\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_1708.jpg\" alt=\"\" width=\"515\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_1708.jpg 602w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_1708-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 515px) 100vw, 515px\" \/><\/a>Ho trovato consenso ed apprezzamenti dalla critica pi\u00f9 accreditata ed anche spunti di riflessioni importanti, come ad esempio Luciano Caramel nella presentazione al catalogo della mia mostra personale al Chiostro di Voltorre del 1999 <em>Paesaggi Svelati<\/em>: \u201cI Paesaggi Svelati proposti in questa mostra sono paesaggi dello spirito, gli unici veramente da svelare, perch\u00e9 sono accostabili solo con le facolt\u00e0 percettive, in quanto non oggettivi per definizione.\u201d Il mio lavoro ha una forte componente immersiva, come diceva lo stesso Luciano Caramel nel testo appena citato. La pittura si \u00e8 fatta \u201cda centrifuga a centripeta\u201d, con una progressiva decantazione e concentrazione di qualcosa che era presente fin dall\u2019inizio. Credo che questo aspetto debba essere maggiormente evidenziato, non \u00e8 un problema di formale o aformale, l\u2019arte \u00e8 rivelatrice di altro, non \u00e8 quanto definisce Menna nella sua <em>Pittura-Pittura<\/em> dove il senso lo dobbiamo trovare negli strumenti del fare. Al contrario gli <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_2419-rotated-e1613240247472.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22019 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_2419-rotated-e1613240247472.jpg\" alt=\"\" width=\"331\" height=\"441\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_2419-rotated-e1613240247472.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/IMG_2419-rotated-e1613240247472-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 331px) 100vw, 331px\" \/><\/a>strumenti sono il veicolo per immersioni che fanno da draga per le emersioni di quanto \u00e8 sotto la pelle dell\u2019opera e dell\u2019artista stesso. Il mio lavoro necessita pertanto una dimensione temporale, proprio per mettere in relazione campi visivi elastici: la pittura che fa trasparire l\u2019interno di s\u00e9 e si relaziona con elementi plastici, \u201creperti\u201d posizionati nello spazio scandito da elementi, da segni che fungono da partizioni. Di volta in volta quest\u2019ultime cambiano a seconda del luogo dove sono installate. In qualche caso l\u2019opera ha bisogno di essere considerata come una distensione anche tautologica, senza perdere nulla anzi mettendo in evidenza le questioni intime e fecondative del fare arte.<\/p>\n<p><strong>7 Cosa pensi di poter fare in quest\u2019ultimo periodo che ti vedr\u00e0 partecipe ancora nella permanenza all\u2019accademia di Brera? Hai qualche progetto in cantiere?<\/strong><\/p>\n<p>Vorrei continuare a fare il docente all\u2019Accademia di Brera con la determinazione e il desiderio di sempre, come un giovane che ogni volta che va in aula si cala nella dimensione dell\u2019apprendista che si reca nella palestra per imparare. Proprio per questo dico che l\u2019Accademia \u00e8 quel laboratorio di idee e progetti dove si mette al centro lo studente con il proprio lavoro. Tutti impariamo dal lavoro degli studenti, anche del pi\u00f9 giovane, appena giunto a Brera. Spero di continuare a dare un contributo utile alla crescita della nostra istituzione, come ho fatto in questi anni, per dare senso alla mia vita e alle persone che mi sono vicine. Come mia moglie e le nostre due figlie, che sono il senso vero della vita e lo sguardo che connette il presente con il futuro. Sono previste mostre in musei e spazi pubblici di notevole interesse, anche dal punto di vista installativo. L\u2019ultimo mio lavoro ha acquisito un carattere fortemente plastico con innesti di materiali differenti. \u00c8 importante il rapporto tra lo spazio dell\u2019opera e lo spazio contenitore. Questo modello prevede che ogni volta che si progetta un lavoro bisogna considerare il luogo che lo accoglie. L\u2019opera ha acquisito una dimensione direi dinamica, in quanto si pu\u00f2 modificare, adattare o modulare in modo differente a seconda dello spazio che la accoglie. Questo metodo di affrontare il problema dell\u2019opera ha prodotto, nel mio caso, diverse modalit\u00e0 di comportamento, questo soprattutto dal punto di vista mentale. Il mio lavoro precedente appare statico rispetto a quello pi\u00f9 recente, che \u00e8 pi\u00f9 elastico. Quest\u2019ultimo essendo in un certo senso pi\u00f9 permeabile permette una migliore adattabilit\u00e0. Alcune mie opere, inoltre, sono state pensate e realizzate per spazi esterni, ho quindi ampliato l\u2019uso dei materiali aggiungendo alla terra cotta, da me utilizzata in precedenza, il corten, il bronzo e il vetro. Il risultato \u00e8 di forte impatto, con la possibilit\u00e0 di un rinnovato dialogo dell\u2019opera con l\u2019osservatore sia in luoghi dove la natura \u00e8 ancora incontaminata che in spazi urbani.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ho incontrato un amico di vecchia data e artista fra i pi\u00f9 significativi dell\u2019arte italiana contemporanea, che negli anni \u00a0\u00a0pi\u00f9 volte ho incontrato,\u00a0 ne ho condiviso il suo tracciato artistico, anche scrivendone in passato su Il Giornale.\u00a0 E\u2019 Franco Marrocco, docente di pittura all\u2019Accademia di Brera a Milano, e gi\u00e0 direttore della medesima Istituzione. Le sue opere pittoriche da sempre\u00a0 si sono indirizzate \u00a0\u00a0in direzione di una pi\u00f9 acuta\u00a0 indagine interiore, in una lucida trascrizione pittorica della condizione umana. Nel suo fare ha rintracciato molto\u00a0 di Rothko, e non solo, ma anche molta\u00a0 lezione dell\u2019avanguardia americana. Marrocco costruisce nelle opere [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/02\/13\/intervista-a-franco-marrocco-artista-contemporaneo-fra-i-piu-lucidi-e-testimoniali-docente-di-pittura-allaccademia-di-brera-e-gia-direttore-della-medesima-istituzione\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,53889,53888,9894,44441,87,35351,26,53833,17505,35188,28369,51665,4625,44754],"tags":[44576,414417,414419,202249,414418,414421,355195,414420],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22007"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22007"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22007\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22020,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22007\/revisions\/22020"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22007"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22007"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22007"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}