{"id":22114,"date":"2021-02-23T21:17:52","date_gmt":"2021-02-23T21:17:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=22114"},"modified":"2021-02-23T21:17:52","modified_gmt":"2021-02-23T21:17:52","slug":"henry-moore-in-toscana-una-mostra-al-museo-del-novecento-a-firenze-mette-in-risalto-il-legame-tra-lo-scultore-e-il-territorio-toscano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/02\/23\/henry-moore-in-toscana-una-mostra-al-museo-del-novecento-a-firenze-mette-in-risalto-il-legame-tra-lo-scultore-e-il-territorio-toscano\/","title":{"rendered":"Henry Moore in Toscana. Una mostra al Museo del Novecento a Firenze  mette in risalto il legame tra lo scultore e il territorio toscano."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/web-5biog-1972-0009757.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22115\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/web-5biog-1972-0009757.jpg\" alt=\"\" width=\"335\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/web-5biog-1972-0009757.jpg 825w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/web-5biog-1972-0009757-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/web-5biog-1972-0009757-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 335px) 100vw, 335px\" \/><\/a>Come evento collaterale dell\u2019esposizione <em>Henry Moore. Il disegno dello scultore<\/em><strong> il Museo Novecento ospita sino al 30 maggio 2021 nelle sale al secondo piano, attigue alla raccolta di Alberto Della Ragione, la mostra &#8220;<em>Henry Moore in Toscana&#8221;.<\/em> <\/strong>Il <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/moore2.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22116 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/moore2.png\" alt=\"\" width=\"339\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/moore2.png 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/moore2-234x300.png 234w\" sizes=\"(max-width: 339px) 100vw, 339px\" \/><\/a>progetto nasce con l\u2019intento di sottolineare il legame tra lo scultore e il territorio toscano e presenta una serie di opere provenienti da collezioni private che testimoniano, insieme a documenti e fotografie, l\u2019intensa relazione artistica e affettiva che leg\u00f2 lo scultore alla citt\u00e0 di Firenze e alla Toscana. Un rapporto intenso nato a partire dagli anni \u201920 quando, giovane studente, lo scultore soggiorn\u00f2 nelle principali citt\u00e0 toscane e poi consacrato nel 1972 con la grande mostra che la citt\u00e0 di Firenze gli dedic\u00f2 nel 1972 al Forte Belvedere. Il viaggio di studio in Italia del 1925 rappresent\u00f2 per Moore una sorta di rivelazione, l\u2019osservazione dal vivo dei capolavori dei maestri toscani del Trecento e Quattrocento lo accompagneranno a lungo e segneranno la sua formazione artistica insieme allo studio della scultura primitivista ed extraeuropea, scoperta al British Museum di Londra, delle avanguardie storiche, di Brancusi e Picasso.<br \/>\n\u201cLa mostra <em>Henry Moore in Toscana <\/em>aggiunge altra conoscenza al rapporto di amicizia tra l\u2019artista e il nostro territorio, circa cinquant\u2019anni dopo la mostra epocale al Forte di Belvedere &#8211; ha detto <strong>Sergio Risaliti<\/strong>, direttore artistico del Museo Novecento e curatore dell\u2019esposizione -. <strong>Il progetto nasce dalle costole della mostra concepita in collaborazione con la Fondazione Moore e ne vuole essere un importante corollario. Le opere provenienti da collezioni private -tutte acquistate negli anni a ridosso della antologica fiorentina- testimoniano \u00a0l\u2019intraprendenza culturale e il gusto di amanti dell\u2019arte contemporanea in grado di vedere il bello, la poesia, anche in forme di dirompente novit\u00e0 come quelle di Moore in quegli anni, in una citt\u00e0 fin troppo impermeabile alla contemporaneit\u00e0. <\/strong>Vogliamo definire illuminati quei collezionisti, grazie alla loro intuizione si dette vita alla grande operazione del Forte Belvedere,\u00a0 un vero Rubicone nella storia culturale e sociale fiorentina,\u00a0 e di l\u00ec a poco a quella realizzata a Prato che con la velocit\u00e0 e il senso del rischio, tipico della citt\u00e0 laniera, seppe aggiudicarsi una delle sculture monumentali di Moore presentate sui bastioni del Forte di San Giorgio. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Henry-Moore-a-Firenze.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22117\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Henry-Moore-a-Firenze.jpg\" alt=\"\" width=\"519\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Henry-Moore-a-Firenze.jpg 1090w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Henry-Moore-a-Firenze-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Henry-Moore-a-Firenze-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Henry-Moore-a-Firenze-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 519px) 100vw, 519px\" \/><\/a>Moore fu a Firenze giovanissimo, volendo perfezionare il suo gran tour italiano, quella forma di iniziazione alla grande arte classica e rinascimentale cui non poteva sottrarsi ogni artista anglo-sassone. Ma il suo non fu solo un innamoramento per l\u2019arte di Giotto, Donatello, Masaccio o Michelangelo. In Versilia, lo scultore venne in contatto con la realt\u00e0 manifatturiera locale, quella enorme tradizione di sapienza artigianale e artistica nelle mani degli scalpellini e dei cavatori. <strong>Fascinazione per il paesaggio delle cave Apuane e per la serenit\u00e0 salubre del litorale tra Forte dei Marmi e Carrara, dove Moore incontr\u00f2 una comunit\u00e0 artistica e di letterati con cui confrontarsi e costruire rapporti di stima e amicizia.<\/strong> Voglio sentitamente ringraziare tutti i prestatori delle opere che hanno aderito al progetto, coloro che hanno aperto le case, gli archivi di famiglia. Senza il contributo delle curatrici\u00a0e c<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/henry-moore3__Sculture_LH-801-cast-0_Menor_06-e1614114330552.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-22118 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/henry-moore3__Sculture_LH-801-cast-0_Menor_06-e1614114330552.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" \/><\/a>uratori del museo questo progetto non sarebbe stato possibile. Un ringraziamento va anche agli autori dei testi in catalogo che hanno arricchito di informazioni una vicenda collezionistica importante per la storia culturale e sociale toscana\u201d.<br \/>\nNei bronzetti esposti in queste sale \u2013 molti dei quali modelli preparatori di sculture monumentali \u2013 ricorrono alcuni soggetti cari all\u2019artista, dallo studio della figura umana e delle vertebre, alla rappresentazione delle donne sdraiate e delle mani, oltre a un equilibrio unico delle forme tra pieni e vuoti che fu carattere distintivo di tutta la sua pratica. Le immagini d\u2019epoca lo ritraggono con amici e intellettuali durante le estati trascorse tra la Versilia e le cave di marmo di Carrara, tracciando una storia fatta di legami e affetti continuativi.\u00a0Molti di questi amici, tra cui Maria Luigia Guaita, Giuliano Gori e Anna Maria Papi, segneranno la presenza dell\u2019artista sul territorio e il suo rapporto con le istituzioni locali, assicurando anche l\u2019arrivo di opere come\u00a0<em>Warrior with Shield<\/em>\u00a0(1953-1954) oggi ospitata nel chiostro detto \u2018di Arnolfo\u2019 della basilica di Santa Croce a Firenze e\u00a0<em>Large Square Form with Cut<\/em>\u00a0(1969) in piazza San Marco a Prato. La mostra e il catalogo che la accompagna rendono quindi omaggio tanto all\u2019artista quanto ai suoi collezionisti, che ne seppero valorizzare la figura e il genio nel segno del mecenatismo e di un amore indiscusso per l\u2019arte. Il legame tra lo scultore britannico e la Toscana \u00e8 ripercorso attraverso le tappe che scandiscono la mostra, articolata in sculture e fotografie. Sul finire degli anni Cinquanta Moore si reca per la prima volta a Querceta, nei pressi di Forte dei Marmi sul litorale toscano. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/111869-web_01_Sculture_LH_457a_cast_00_001.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22119\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/111869-web_01_Sculture_LH_457a_cast_00_001.jpg\" alt=\"\" width=\"457\" height=\"343\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/111869-web_01_Sculture_LH_457a_cast_00_001.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/111869-web_01_Sculture_LH_457a_cast_00_001-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 457px) 100vw, 457px\" \/><\/a>L\u2019occasione \u00e8 la produzione di una grande scultura commissionata dall\u2019Unesco nel 1957 per la sede centrale di Parigi. In quegli anni l\u2019artista si dedica prevalentemente alle opere in bronzo ma per la nuova creazione sceglie il travertino, la stessa pietra usata nella decorazione dell\u2019edificio Unesco, e, insieme agli artigiani delle cave carraresi della societ\u00e0 Henraux, lavora alacremente per scolpire una monumentale\u00a0<em>Reclining Figure\u00a0<\/em>(figura distesa)<em>.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Le tante visite compiute sulla riviera toscana e al monte Altissimo, \u201cun luogo affascinante ed eccitante\u201d ricorda Moore, dove nelle cave \u201cMichelangelo trascorse due anni della sua vita\u201d, lo convincono ad acquistare nel 1965 un villino dove passare le estati insieme alla moglie Irina e alla figliaMary. <\/strong>Le immagini provenienti dall\u2019Archivio Papi Cipriani raccontano con tono intimo\u00a0e familiare alcuni momenti di quegli <strong>anni toscani trascorsi tra il lavoro e la famiglia nelle cave, nello studio e sul litorale, insieme ad amici e intellettuali come Eugenio Montale, compagno di molti soggiorni, in\u00a0una normalit\u00e0 quotidiana in cui \u201cnon succedeva nulla, eppure succedeva tutto\u201d.<\/strong>\u00a0 Di l\u00ec a pochi anni nascer\u00e0 anche l\u2019idea della mostra al Forte di Belvedere, la pi\u00f9 grande retrospettiva mai realizzata dell\u2019artista che inaugur\u00f2 anche una nuova era per la cultura fiorentina e il suo rapporto con l\u2019arte contemporanea.\u00a0 \u201c<em>Dovevo avere probabilmente circa 11 anni quando decisi per la prima volta che volevo diventare scultore. Ricordo benissimo il momento preciso. Da ragazzo, a scuola, mi piacevano le lezioni d\u2019arte, mi piaceva disegnare. Nei miei primi ricordi mi vedo chiedere spesso a mio fratello pi\u00f9 grande di disegnarmi un cavallo o altre cose. Ma l\u2019episodio insignificante che ho fissato in mente \u00e8 legato alla scuola di religione dove i genitori mi mandavano con mia sorella pi\u00f9 piccola tutte le domeniche pomeriggio, credo soprattutto per liberarsi di noi\u2026il direttore ci faceva un discorso che aveva sempre un piccolo risvolto morale. E una domenica ci parl\u00f2 di Michelangelo che stava scolpendo nelle strade di Firenze &#8211; che erano il suo studio &#8211; la testa di un vecchio fauno. Un passante stette ad osservarlo due o tre minuti e poi disse: \u201cma un vecchio non potrebbe avere ancora tutti i denti\u201d. E Michelangelo prese immediatamente lo scalpello e fece saltar via due denti, e quindi &#8211; disse il direttore &#8211; ecco un grande uomo che ascolta. Consigli degli latri anche se nemmeno li conosce. La storia mi si \u00e8 fissata nella mente non per la morale, ma per via di quel personaggio, Michelangelo, un grande scultore. Cos\u00ec, invece di dire come gli altri bambini che volevo fare il macchinista o cose nel genere, quelle parole mi si stamparono nella mente e da quel momento seppi [cosa volevo diventare]\u201d, cos\u00ec\u00a0 affermava <\/em>Henry Moore.<br \/>\nIn occasione della mostra \u00a0realizzato un mediometraggio per raccontare attraverso testimonianze di personalit\u00e0 del mondo culturale toscano il ricordo della mostra del \u201872 e della presenza di Moore sul territorio.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Come evento collaterale dell\u2019esposizione Henry Moore. Il disegno dello scultore il Museo Novecento ospita sino al 30 maggio 2021 nelle sale al secondo piano, attigue alla raccolta di Alberto Della Ragione, la mostra &#8220;Henry Moore in Toscana&#8221;. Il progetto nasce con l\u2019intento di sottolineare il legame tra lo scultore e il territorio toscano e presenta una serie di opere provenienti da collezioni private che testimoniano, insieme a documenti e fotografie, l\u2019intensa relazione artistica e affettiva che leg\u00f2 lo scultore alla citt\u00e0 di Firenze e alla Toscana. Un rapporto intenso nato a partire dagli anni \u201920 quando, giovane studente, lo scultore [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/02\/23\/henry-moore-in-toscana-una-mostra-al-museo-del-novecento-a-firenze-mette-in-risalto-il-legame-tra-lo-scultore-e-il-territorio-toscano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,31446,9894,10357,41640,44545,44441,87,17505,35188,28369,17494,51665,4625],"tags":[414496,281390,414367,414497,409252,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22114"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22114"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22114\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22120,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22114\/revisions\/22120"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22114"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22114"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22114"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}