{"id":22132,"date":"2021-02-25T20:48:35","date_gmt":"2021-02-25T20:48:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=22132"},"modified":"2021-02-25T20:48:35","modified_gmt":"2021-02-25T20:48:35","slug":"i-teatri-storici-del-polesine-a-rivedere-quando-beniamino-gigli-la-callas-e-pavarotti-si-esibivano-la-mostra-a-palazzo-roncale-a-rovigo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/02\/25\/i-teatri-storici-del-polesine-a-rivedere-quando-beniamino-gigli-la-callas-e-pavarotti-si-esibivano-la-mostra-a-palazzo-roncale-a-rovigo\/","title":{"rendered":"I Teatri Storici del Polesine. A rivedere quando Beniamino Gigli, la Callas e Pavarotti  si esibivano. La mostra a Palazzo Roncale a Rovigo."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Rovigo.-Teatro-Sociale-WebC2A9hanninen-CF083829.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22133\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Rovigo.-Teatro-Sociale-WebC2A9hanninen-CF083829.jpg\" alt=\"\" width=\"384\" height=\"288\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Rovigo.-Teatro-Sociale-WebC2A9hanninen-CF083829.jpg 533w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Rovigo.-Teatro-Sociale-WebC2A9hanninen-CF083829-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/a>La passione per l\u2019opera, il teatro, la musica, il balletto erano (sono) di casa nel Polesine. Non solo nella citt\u00e0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Rovigo.-Teatro-Sociale-WebC2A9hanninen-CF084032.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22134 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Rovigo.-Teatro-Sociale-WebC2A9hanninen-CF084032.jpg\" alt=\"\" width=\"388\" height=\"291\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Rovigo.-Teatro-Sociale-WebC2A9hanninen-CF084032.jpg 533w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Rovigo.-Teatro-Sociale-WebC2A9hanninen-CF084032-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 388px) 100vw, 388px\" \/><\/a>capoluogo, Rovigo, ma in tutto il territorio.<\/strong> Basti pensare che c\u2019\u00e8 traccia documentata di almeno una cinquantina di teatri, attivi anche in paesini di poche anime, persi nel Delta del Po. Un fenomeno che per capillarit\u00e0 di presenze, in un territorio marginale e complesso com\u2019era quello del Polesine, \u00e8 davvero unico. <strong>Una mostra dal titolo \u201cI teatri storici del Polesine\u201d a Palazzo Roncale a Rovigo, aperta fino al 4 luglio 2021, mette in scena\u00a0 questi <\/strong>\u00a0<strong>teatri nati, quasi tutti, dalla volont\u00e0 di gruppi di privati che si sono tassati per costruirli e poi per sostenerne l\u2019attivit\u00e0.<\/strong> Soprattutto musicale, quasi gareggiando l\u2019un l\u2019altro per poter ingaggiare le migliori compagnie o per mettere in scena proprie \u201cproduzioni\u201d, come si direbbe oggi. Proprio perch\u00e9 derivano di una <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Lendinara.-Teatro-Ballarin-WebC2A9hanninen-CF085886.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22135\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Lendinara.-Teatro-Ballarin-WebC2A9hanninen-CF085886.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Lendinara.-Teatro-Ballarin-WebC2A9hanninen-CF085886.jpg 533w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Lendinara.-Teatro-Ballarin-WebC2A9hanninen-CF085886-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>\u201csociet\u00e0\u201d di persone, presero il nome di Teatri Sociali. Della stragrande maggioranza di questi teatri non resta che la memoria negli archivi. La grande cri<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Beniamino-Gigli2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22136 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Beniamino-Gigli2.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"402\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Beniamino-Gigli2.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Beniamino-Gigli2-205x300.jpg 205w\" sizes=\"(max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><\/a>si, che gi\u00e0 aveva cominciato a mordere da tempo, si fece drammatica nel Novecento, quando il Polesine visse una delle sue epoche pi\u00f9 difficili. Il substrato sociale che aveva voluto e sostenuto questi teatri si era via via indebolito e sfaldato. Molti di essi vennero abbandonati o abbattuti, altri trovarono una sopravvivenza, anch\u2019essa effimera, come cinema. Poi il buio. Oggi, di questo straordinario patrimonio, sopravvivono 7 teatri storici. Sei di essi sono attivi: il Sociale di Rovigo, innanzitutto, il Comunale ed il Ferrini ad Adria, e quelli di Badia Polesine, Loreo e Lendinara. Tutti restaurati anche grazie al concorso di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che promuove questa mostra. Per il settimo teatro, quello liberty di Castelmassa, il restauro \u00e8 in corso. Va detto che di teatri in Polesine oggi ne sono attivi altri oltre ai 7 in mostra. La selezione \u00e8 stata compiuta tendo conto di diversi parametri: data di apertura, interesse architettonici, livello dell\u2019attivit\u00e0 artistica. La storia di questi 7 teatri \u00e8 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Callas1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22137\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Callas1.jpg\" alt=\"\" width=\"272\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Callas1.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Callas1-189x300.jpg 189w\" sizes=\"(max-width: 272px) 100vw, 272px\" \/><\/a>costellata di grandi debutti, di prime di opere poi diventate celebri, di piccole grandi vicende che sono parte della storia italiana della musica e del costume. Tra i tanti debutti, quelli di Beniamino Gigli, appena prima dell\u2019entrata dell\u2019Italia nelle Grande Guerra, ne La Gioconda di Ponchielli; nel \u201944 a debuttare a Rovigo fu Renata Tebaldi nel Mefistofele di Arrigo Boito. Ma dal Sociale sono passati anche Maria Callas, nel \u201948 nel ruolo di Aida, e nel 1962, Luciano Pavarotti nei panni del Duca di Mantova nel Rigoletto. Poi le inaugurazioni storiche, con quella virtualmente doppia del primo Sociale <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Pavarotti.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22138 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Pavarotti.jpg\" alt=\"\" width=\"255\" height=\"367\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Pavarotti.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Pavarotti-208x300.jpg 208w\" sizes=\"(max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/><\/a>rodigino: il 3 marzo del 1819, per la sua solenne apertura venne decisa la messa in scena de L\u2019ombra di Fetonte quale \u201cOmaggio della riconoscenza rodigina cantato per musica, da rappresentarsi nella faustissima circostanza in cui la Sacra Cesarea Maest\u00e0 Francesco Primo, Imperatore d\u2019Austria\u2026onora coll\u2019Augusta presenza Sua la Citt\u00e0 Regia di Rovigo\u201d. La Poesia, ovvero le parole del libretto, erano opera dell\u2019Abate Antonio Sonda, \u201caccademico Concorde\u201d, mentre la musica era opera del signor \u201cSanto Campioni\u201d. A fare da sfondo alla vicenda di Fetonte era una scenografia che rappresentava Occhiobello. \u201cL\u2019ombra di Fetonte\u201d era stata composta gi\u00e0 nel 1916, ma l\u2019Imperatore quell\u2019anno non era riuscito a raggiungere Rovigo. Non ci riusc\u00ec nemmeno nella Gran Serata una indisposizione lo blocc\u00f2 in Palazzo Angeli. In Teatro lo rappresent\u00f2 l\u2019Imperatrice, entusiasta della serata e dell\u2019edificio. L\u2019inaugurazione ufficiale avvenne il 26 aprile, ovvero il mese successivo, con Adelaide di Borgogna, scritta appositamente per l\u2019evento da Pietro Generali su libretto di Luigi Romanelli. L\u2019Imperatore riusc\u00ec ad ammirare il Sociale solo il 21 luglio e, a leggere dal suo Diario, ne ammir\u00f2 l\u2019architettura e annot\u00f2 anche quanto le donne presenti fossero ben vestite. <strong>Per l\u2019inaugurazione, il 23 agosto 1884, del Teatro Cotogni di Castelmassa venne scelta l\u2019opera <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Del-Monaco.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22139\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Del-Monaco.jpg\" alt=\"\" width=\"243\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Del-Monaco.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Del-Monaco-211x300.jpg 211w\" sizes=\"(max-width: 243px) 100vw, 243px\" \/><\/a>Il Barbiere di Siviglia di Rossini, con la partecipazione straordinaria del famoso baritono Antonio Cotogni. Esibizione cos\u00ec memorabile da far intitolare il teatro al cantante.<\/strong> Poi un altro debutto storico: fu il Comunale di Adria ad accogliere la prima tappa dello storico tour dei giovanissimi Genesis, Ma di episodi altrettanto memorabili, i teatri del Polesine ne possono raccontare davvero <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Adria.-Teatro-Comunale-WebC2A9hanninen-CF084991-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22140 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Adria.-Teatro-Comunale-WebC2A9hanninen-CF084991-1.jpg\" alt=\"\" width=\"348\" height=\"258\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Adria.-Teatro-Comunale-WebC2A9hanninen-CF084991-1.jpg 539w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Adria.-Teatro-Comunale-WebC2A9hanninen-CF084991-1-300x223.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 348px) 100vw, 348px\" \/><\/a>tanti. Anche dal punto di vista architettonico, i teatri polesani, nelle loro differenti peculiarit\u00e0, sono di grande interesse. E le curatrici della mostra, Maria Ida Biggi e Alessia Vedova, hanno recuperato documentazioni e disegni originali di grandissimo interesse e qualit\u00e0. Altri materiali, preziosi per valore storico, sono stati proposti alla mostra dai responsabili dei singoli teatri, tutti direttamente coinvolti nel far rivivere al Roncale le loro vere e proprie epopee.<br \/>\n<strong>La mostra presenta i 7 teatri attraverso documenti originali (affiches, libretti d\u2019opera spesso autografati dai maggiori compositori, foto dedicate dai grandi interpreti, diversi e importanti filmati, scenografie, costumi\u2026 Descrivendoli nella loro architettura attraverso le immagini di un grande fotografo \u2013 Giovanni H\u00e4nninen \u2013 e di un abile videomaker, Alberto Amoretti. Attingendo alla realt\u00e0 aumentata per consentire ai visitatori di entrare dentro questi teatri, vivere l\u2019emozione degli eventi musicali che hanno ospitati. <\/strong>Per poi uscire da Palazzo Roncale e <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Badia-Polesine-Teatro-Balzan-WebC2A9hanninen-CF084746.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22141\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Badia-Polesine-Teatro-Balzan-WebC2A9hanninen-CF084746.jpg\" alt=\"\" width=\"366\" height=\"274\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Badia-Polesine-Teatro-Balzan-WebC2A9hanninen-CF084746.jpg 534w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/02\/Badia-Polesine-Teatro-Balzan-WebC2A9hanninen-CF084746-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 366px) 100vw, 366px\" \/><\/a>andarli a visitare di persona, perch\u00e9 nessuna immagine e nessun documento riusciranno mai a trasmettere l\u2018emozione che si prova nell\u2019entrare in un teatro carico di storia, in un mondo dove musica e fiaba, magicamente si fanno realt\u00e0. Di \u201cpresenze\u201d che si riverberano nei palchetti e sui velluti.<br \/>\n<strong>Da sottolineare che, in contemporanea, con questa mostra allestita nell\u2019intero Palazzo Roncale, nel dirimpettaio Palazzo Roverella il pubblico potr\u00e0 ammirare la grandiosa esposizione \u201cArte e Musica\u201d di cui ci occuperemo in un altro articolo. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La passione per l\u2019opera, il teatro, la musica, il balletto erano (sono) di casa nel Polesine. Non solo nella citt\u00e0 capoluogo, Rovigo, ma in tutto il territorio. Basti pensare che c\u2019\u00e8 traccia documentata di almeno una cinquantina di teatri, attivi anche in paesini di poche anime, persi nel Delta del Po. Un fenomeno che per capillarit\u00e0 di presenze, in un territorio marginale e complesso com\u2019era quello del Polesine, \u00e8 davvero unico. 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