{"id":22263,"date":"2021-03-08T19:26:39","date_gmt":"2021-03-08T19:26:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=22263"},"modified":"2021-03-08T19:26:39","modified_gmt":"2021-03-08T19:26:39","slug":"ecco-la-milano-del-futuro-ambiente-rigenerazione-la-torre-botanica-il-ponte-serra-e-la-biblioteca-degli-alberi-una-sfida-futurista-vinta-dal-gruppo-di-progettazione-italo-statunitense","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/03\/08\/ecco-la-milano-del-futuro-ambiente-rigenerazione-la-torre-botanica-il-ponte-serra-e-la-biblioteca-degli-alberi-una-sfida-futurista-vinta-dal-gruppo-di-progettazione-italo-statunitense\/","title":{"rendered":"Ecco la Milano del futuro. Ambiente, Rigenerazione, la Torre Botanica, il Ponte-Serra  e la Biblioteca degli Alberi. Una sfida  futurista vinta dal gruppo di progettazione italo-statunitense."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/04_COIMA_DSR-SBA_Pirelli-39_Aerial-Park-696x696-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22264\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/04_COIMA_DSR-SBA_Pirelli-39_Aerial-Park-696x696-1.jpg\" alt=\"\" width=\"426\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/04_COIMA_DSR-SBA_Pirelli-39_Aerial-Park-696x696-1.jpg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/04_COIMA_DSR-SBA_Pirelli-39_Aerial-Park-696x696-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/04_COIMA_DSR-SBA_Pirelli-39_Aerial-Park-696x696-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 426px) 100vw, 426px\" \/><\/a>A Milano, vera capitale d\u2019Italia, si lavora anche in tempo di Pandemia alla \u201cMilano del Futuro\u201d,<\/strong> <strong>un po\u2019 come si fece nei primi anni del Novecento, quando Milano cresceva, tanto che Umberto Boccioni artista futurista di chiara fama mise in piedi quell\u2019opera dal titolo \u201cLa citt\u00e0 che sale\u201d (dipinto su tela <\/strong><strong>199,3\u00d7301 cm <\/strong><strong>del 1910-11).<\/strong> \u00a0Ora\u00a0 due studi di architettura si sono aggiudicati il concorso bandito da Coima per la rigenerazione del complesso immobiliare noto come \u201cPirellino\u201d e la riqualificazione delle aree limitrofe. Tre interventi: una torre nuova tipo Bosco Verticale, una torre <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/02_COIMA_DSR-SBA_Pirelli-39_South-View-e1615230858652.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-22265 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/02_COIMA_DSR-SBA_Pirelli-39_South-View-e1615230858652.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"259\" \/><\/a>riqualificata e un ponte-verde simil High-Line newyorkese.<\/p>\n<p><strong>Potrebbe sorgere a Milano il primo progetto italiano del celebre studio d\u2019architettura americano Diller Scofidio + Renfro, famoso tra le altre cose per aver realizzato la High Line nella Grande Mela.<\/strong> <strong>Lo studio newyorkese e Stefano Boeri Architetti si sono infatti aggiudicati il concorso indetto nel 2019 da Coima Sgr S.p.A., per conto del Fondo COF II,<\/strong> finalizzato all\u2019elaborazione di nuove strategie per la riqualificazione del complesso P39, noto anche come il \u201c<strong>Pirellino<\/strong>\u201c, e di alcune aree limitrofe. Si tratta ovviamente di ex uffici comunali che il Comune di Milano ha abbandonato da anni e poi venduto alla considerevole cifra di 175 milioni: siamo infatti in una zona ambita, nel bel mezzo dello sviluppo di Porta Nuova, tra la Biblioteca degli Alberi, le Torri Unicredit, la nuova sede della Regione Lombardia e l\u2019appena ultimata torre Gioia 22. Il gruppo di progettazione italo-statunitense ha presentato il programma di intervento con cui ha superato i finalisti scelti per la seconda fase della selezione, ovvero gli studi <strong>3xn<\/strong> (Danimarca), <strong>David Chipperfield Architects<\/strong> (Inghilterra\/Italia),<strong> Heatherwick<\/strong> (Inghilterra), <strong>Vittorio<\/strong> <strong>Grassi<\/strong> (Italia) e <strong>Wilmotte<\/strong> (Francia). Sulla strategicit\u00e0 dell\u2019immobile si \u00e8 soffermato, descrivendo gli esiti del concorso al quale hanno partecipato 70 gruppi (359 gli studi coinvolti) da 15 Paesi, il CEO di COIMA, <strong>Manfredi Catella<\/strong>,\u00a0 -prima di lasciare la parola agli architetti Liz Diller e Stefano Boeri-, nella sua introduzione ha definito la torre e la sua area di pertinenza \u201c<em>un punto di confine della citt\u00e0<\/em>\u201d e \u201c<em>un luogo che pu\u00f2 produrre un impatto di rigenerazione urbana oltre propri i confini specifici<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/01_COIMA_DSR-SBA_Pirelli39_North-View.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22266\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/01_COIMA_DSR-SBA_Pirelli39_North-View.jpg\" alt=\"\" width=\"376\" height=\"551\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/01_COIMA_DSR-SBA_Pirelli39_North-View.jpg 956w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/01_COIMA_DSR-SBA_Pirelli39_North-View-205x300.jpg 205w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/01_COIMA_DSR-SBA_Pirelli39_North-View-699x1024.jpg 699w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/01_COIMA_DSR-SBA_Pirelli39_North-View-768x1125.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 376px) 100vw, 376px\" \/><\/a>Ecco i dati relativi al Concorso per la Rigenerazione di PIRELLI 39.\u00a0 <\/strong>Costruito negli anni Sessanta, con una superficie complessiva di oltre 60.000 mq su 26 piani per 90 metri di altezza (cui si somma il corpo basso, a forma di ponte, su via Melchiorre Gioia e tre piani interrati), Pirelli 39 \u00e8 un edificio attualmente vuoto, circondato da alcuni \u201c<em>spazi pedonali o pubblici che non sono stati ancora riqualificati come accaduto nel resto dell\u2019area di Porta Nuova<\/em>\u201d, ha precisato Catella. In qualit\u00e0 di committente, Coima ha inteso il progetto come \u201c<em>un\u2019opportunit\u00e0 di grande innovazione per Milano, oggi pi\u00f9 che mai<\/em>\u201d, assegnandogli una \u201c<em>valenza culturale e simbolica di uscita da un periodo cos\u00ec difficile. In questo progetto abbiamo concentrato tutte le nostre idee affinch\u00e9 diventi un paradigma per la rigenerazione urbana del futuro e interpreti l\u2019agenda del post-COVID e le linee guide di matrice europea sul social, sul verde e sulla modernizzazione<\/em>\u201d. Dai progetti candidati la committenza attendeva soluzioni innovative per affrontare, in particolare, tre temi: la ricomposizione e la riconnessione degli spazi pubblici dell\u2019area in esame; il riuso dell\u2019edificio esistente; la centralit\u00e0 degli aspetti ambientali. Nel marzo 2019 Coima si \u00e8 aggiudicata per 175 milioni di euro il complesso immobiliare di via Giovanni Battista Pirelli 39; a metterlo in vendita \u00e8 stato il Comune di Milano tramite un\u2019asta pubblica alla quale hanno partecipato cinque fra i maggiori operatori italiani e internazionali del mondo immobiliare e finanziario. Con questa operazione, prosegue l\u2019investimento di Coima nel <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2021-01-28-alle-12.38.09-e1615231000150.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-22267 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2021-01-28-alle-12.38.09-e1615231000150.jpg\" alt=\"\" width=\"463\" height=\"260\" \/><\/a>quadrante nord est di Porta Nuova, dopo gli interventi degli ultimi anni.<\/p>\n<p><strong>Pirelli 39 sar\u00e0 il primo progetto italiano interamente misurabile secondo criteri ESG<\/strong>: certificazioni LEED Platinum, WELL Gold, WiredScore; contributo per il raggiungimento della certificazione LEED e WELL for Community del quartiere Porta Nuova (primo distretto al mondo), zero uso di combustibili fossili; livello di emissioni operative di CO<sub>2<\/sub> gi\u00e0 allineato con gli obiettivi EU 2050; recupero edilizio &gt;70% dell\u2019edificio esistente e contenimento delle emissioni di costruzione (&lt; 600 kg CO<sub>2<\/sub>\/m<sup>2<\/sup>); copertura del fabbisogno annuale di energia &gt;65% da fonti rinnovabili; creazione di spazi pubblici e commerciali per contribuire all\u2019attivazione dell\u2019area; attivazione di +5.000 posti di lavoro per fasi progettuali, costruttive e di gestione; \u20ac500 Mln di Valore aggiunto Generato (contributo diretto, indiretto e indotto dell\u2019attivit\u00e0 economica svolta).<\/p>\n<p><strong>Ecco il Progetto di Diller Scofio+ Renfro e Stefano Boeri Architetti. \u00a0<\/strong>\u201c<em>Si trattava di immaginare un\u2019operazione di rigenerazione urbana in un punto molto importante di Milano, senza consumare un metro quadro in pi\u00f9 di suolo e facendo tre cose: rinnovare un edificio nobile della storia dell\u2019architettura moderna italiana e milanese; pensare a un edificio che \u2018mettesse i piedi nel parco\u2019 e che potesse rilanciare la ricerca sul rapporto tra architettura e botanica, che costituisce una delle sfide che tutte le citt\u00e0 del mondo stanno cercando di esplorare; pensare che il ponte, invece che essere abbattuto, potesse diventare qualcosa che oggi non esiste in Europa, cio\u00e8 un grande spazio pubblico verde aperto alla citt\u00e0, a ponte tra due porzioni di Milano<\/em>\u201d, ha affermato <strong>Stefano Boeri<\/strong>, introducendo il progetto vincitore. Da New York, <strong>Elizabeth Diller<\/strong> \u00a0<strong>ha aggiunto che occorre parlare di \u201c<em>triade<\/em>\u201d,<\/strong> specificando che il piano elaborato dai due studi prevede un modello di utilizzo misto di spazi pubblici-residenziale-terziario e si sostanzia nel recupero della torre esistente, nella riconversione dell\u2019edificio a ponte su Melchiorre Gioia e nella costruzione di una nuova torre; inclusi anche interventi nell\u2019area circostante, a partire dalla riduzione da 6 a 4 corsie di via Gioia fino allo sviluppo di un percorso ciclabile su entrambi i lati e di nuovi tratti pedonali. \u201c<em>L\u2019obiettivo \u00e8 aggiungere pi\u00f9 verde pubblico nella zona d\u2019intervento. Il concetto \u00e8 quello di realizzare un vero e proprio modello di utilizzo misto che sia sostenibile per la crescita urbana. La triade prevede un edificio per uffici, uno residenziale e uno culturale. Il progetto \u00e8 stato concepito come un ecosistema verde: sar\u00e0 un luogo in cui la natura si unir\u00e0 all\u2019arte, alla scienza, alla cucina. Avremo anche la serra, la galleria per mostre d\u2019arte e scientifiche, un caff\u00e8, un\u2019area mercato, un anfiteatro pubblico, ovvero tutta<\/em> <em>una serie di aree aperte al pubblico\u201d,<\/em> ha aggiunto <strong>la co-progettista<\/strong> <strong>Elizabeth Diller<\/strong> \u00a0<strong>della High-Line newyorkese.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ecco come sar\u00e0 la Torre del Pirellino. <\/strong>Diller si \u00e8 quindi soffermata sul progetto del Pirellino, precisando che al momento la torre non offre standard sufficienti per gli spazi per uffici, ne ha i requisiti\u00a0 costruttivi per mancata conformit\u00e0 ai requisiti sismici e la presenza di amianto. \u201c<em>\u00c8 dunque necessario un intervento profondo. Prevediamo una estensione della facciata nord, attualmente rivestita in alluminio e priva di una grande impronta architettonica, assicurando il mantenimento del profilo e della forma dell\u2019edificio originale.\u201d<\/em> Sulla facciata nord, fra il 7\u00b0 al 26\u00b0 piano sar\u00e0 dunque realizzata \u201c<em>una struttura astratta e molto snella<\/em>\u201d; rester\u00e0 invariata l\u2019altezza dell\u2019edificio che per\u00f2 verr\u00e0 dotato di una sorta di cappello.<\/p>\n<p><strong>Di particolare interesse la torre residenziale, che si chiamer\u00e0 Botanica<\/strong>, \u201c<em>abbiamo lavorato con un concetto analogo a quello del Bosco Verticale<\/em>\u201d, ha affermato Boeri \u201c<em>ma legandoci di pi\u00f9 alla tradizione del giardino all\u2019italiana\u201d. <\/em>Con questa costruzione ex novo si intende portare avanti<em> \u201cquel processo di forestazione urbana avviato in numerose citt\u00e0 europee<\/em>\u201d. L\u2019edificio sar\u00e0 alto 110 metri, distribuiti su 25 piani; i primi tre saranno pubblici e aperti alla citt\u00e0. In particolare fra le novit\u00e0 che differenzieranno questa torre rispetto al Bosco Verticale sono state annunciate: la presenza di 1.700 mq di vegetazione, che in questo caso saranno piantumati in modo tale che le fioriture, attraverso i rispettivi cromatismi, seguano le variazioni stagionali; l\u2019adozione di elementi strutturali in legno, u<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/03_COIMA_DSR-SBA_Pirelli-39_Greenhouse-Bridge-696x348-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22268\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/03_COIMA_DSR-SBA_Pirelli-39_Greenhouse-Bridge-696x348-1.jpg\" alt=\"\" width=\"534\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/03_COIMA_DSR-SBA_Pirelli-39_Greenhouse-Bridge-696x348-1.jpg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/03_COIMA_DSR-SBA_Pirelli-39_Greenhouse-Bridge-696x348-1-300x150.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 534px) 100vw, 534px\" \/><\/a>na scelta di \u201c<em>assoluta innovazione nel contesto italiano<\/em>\u201d; sui parapetti di tutti i balconi saranno collocati pannelli fotovoltaici, attraverso i quali si stima che l\u2019edificio possa autoprodurre il 65% del proprio fabbisogno energetico. Sicch\u00e8 non pi\u00f9 alberi come nel Bosco Verticale, bens\u00ec fiori e piante officinali: dopo il Bosco Verticale, l\u2019Orto Verticale. E ancora, aggiunge Boeri, \u201c<em>cambier\u00e0 colore durante il giorno e soprattutto durante le stagioni<\/em>\u201d proprio in virt\u00f9 delle essenze e delle erbe selezionate per i terrazzi.<\/p>\n<p><strong>Il Ponte Serra, un\u2019infrastruttura pubblica ed ecologica. <\/strong>Terza e ultima componente della triade \u00e8 il ponte-serra, inteso come elemento di collegamento fra le due torri, la citt\u00e0 e le due porzioni di Biblioteca degli Alberi, oltre che come parte pubblica dell\u2019intervento; nuovi corpi scala lo metteranno in relazione diretta col parco circostante. \u201c<em>Sar\u00e0 una serra unica, non solo perch\u00e9 si trover\u00e0 su un ponte ma perch\u00e9 \u00e8 stata concepita come un incubatore di vita<\/em>\u201d, ha sottolineato Diller. \u201c<em>Manterremo gli stessi volumi esistenti, dando per\u00f2 una leggerezza incredibile<\/em>. <em>Avremo quattro spazi: dalla serra vera e propria, che includer\u00e0 anche alberi e altre specie selezionate dai botanici, alla galleria, dalla caffetteria fino allo spazio didattico e formativo<\/em>\u201d. L\u2019obiettivo, quindi, \u00e8 riconvertire il volume esistente rendendolo un nuovo spazio per la citt\u00e0, destinato a eventi, mostre ed esposizioni, dotato di aree per incontri e per il tempo libero, che assolva nello stesso tempo il ruolo di elemento di connessione nel quartiere. Ma la parte pi\u00f9 affascinante del progetto \u00e8 quella pi\u00f9 in bilico.<\/p>\n<p><strong>Il progetto \u00e8 stato presentato da Manfredi Catella (CEO COIMA SGR), Elizabeth Diller (DS+R) e Stefano Boeri (Stefano Boeri Architetti).<\/strong> <strong>Manfredi Catella<\/strong>, Founder &amp; CEO di COIMA, ha dichiarato: \u201c<em>la presentazione di oggi \u00e8 un importante momento di confronto con Milano e con il nostro Paese. Anche alla luce dell&#8217;emergenza sanitaria ritengo che la rigenerazione del territorio rappresenti una chiave industriale strategica di rilancio del\u00a0 territorio italiano,\u00a0 da un punto di vista culturale, ambientale, sociale ed economico. Il nostro Paese \u00e8 ricco di edifici \u00a0iconici e luoghi straordinari che, come nel caso presentato oggi, hanno la necessit\u00e0 di essere riscritti e ripensati secondo criteri di sostenibilit\u00e0 e di innovazione: un percorso e una missione che gi\u00e0 da molto tempo condividiamo con i nostri investitori e che pu\u00f2 rappresentare una leva determinante per le nostre citt\u00e0 e per il nostro Paese<\/em>\u201d. <strong>Elizabeth Diller<\/strong>, partner di Diller Scofidio + Renfro, ha dichiarato: \u201c<em>Il nostro studio \u00e8 entusiasta di avere la possibilit\u00e0 di dare un contributo architettonico significativo alla citt\u00e0 di Milano, il nostro primo progetto in Italia. Poich\u00e9 gran parte del nostro lavoro si concentra sul futuro delle citt\u00e0, il progetto Pirelli 39 rappresenta una grande opportunit\u00e0 per un nuovo modello di sviluppo a uso misto e di crescita urbana sostenibile. Il progetto combina il riuso di edifici storici con un nuovo edificio responsabile dal punto di vista ambientale, e una vibrante destinazione culturale &#8216;vivente&#8217; dedicata all&#8217;arte e alla scienza delle piante<\/em>\u201d. <strong>Stefano Boeri<\/strong>, founder di Stefano Boeri Architetti, ha dichiarato: &#8220;<em>Il nostro progetto riporta in vita un nobile edificio (l&#8217;ex Pirellino), propone una torre dove la Botanica si intreccia con l&#8217;architettura e inventa con il nuovo Ponte\/Serra uno spazio verde aperto a tutta la citt\u00e0. In un periodo cos\u00ec difficile, questo progetto rilancia nel mondo la visione di una Milano che scommette sul futuro e affronta con coraggio le grandi sfide della crisi climatica<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Ecco la Milano del futuro, una Milano per i milanesi, dove urbanizzazione, ambiente, verde e vita si compenetrano nobilmente e sostenibilmente<\/strong><strong>. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza \u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>A Milano, vera capitale d\u2019Italia, si lavora anche in tempo di Pandemia alla \u201cMilano del Futuro\u201d, un po\u2019 come si fece nei primi anni del Novecento, quando Milano cresceva, tanto che Umberto Boccioni artista futurista di chiara fama mise in piedi quell\u2019opera dal titolo \u201cLa citt\u00e0 che sale\u201d (dipinto su tela 199,3\u00d7301 cm del 1910-11). \u00a0Ora\u00a0 due studi di architettura si sono aggiudicati il concorso bandito da Coima per la rigenerazione del complesso immobiliare noto come \u201cPirellino\u201d e la riqualificazione delle aree limitrofe. 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