{"id":22310,"date":"2021-03-13T19:53:59","date_gmt":"2021-03-13T19:53:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=22310"},"modified":"2021-03-13T19:54:52","modified_gmt":"2021-03-13T19:54:52","slug":"yayoi-kusama-a-retrospective-il-gropius-bau-di-berlino-dedica-una-grande-mostra-allartista-giapponese-che-ha-deciso-di-vivere-in-manicomio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/03\/13\/yayoi-kusama-a-retrospective-il-gropius-bau-di-berlino-dedica-una-grande-mostra-allartista-giapponese-che-ha-deciso-di-vivere-in-manicomio\/","title":{"rendered":"Yayoi Kusama. A Retrospective.  Il Gropius Bau di Berlino dedica una grande mostra  all\u2019artista giapponese che ha deciso di vivere in manicomio."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/YAYOI-KUSAMA-Courtesy-Ota-Fine-Arts-Victoria-Miro-David-Zwirner-696x464-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-22311\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/YAYOI-KUSAMA-Courtesy-Ota-Fine-Arts-Victoria-Miro-David-Zwirner-696x464-1.jpg\" alt=\"\" width=\"383\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/YAYOI-KUSAMA-Courtesy-Ota-Fine-Arts-Victoria-Miro-David-Zwirner-696x464-1.jpg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/YAYOI-KUSAMA-Courtesy-Ota-Fine-Arts-Victoria-Miro-David-Zwirner-696x464-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 383px) 100vw, 383px\" \/><\/a>E\u2019 questa la prima esposizione organizzata in Germania, la troviamo a Ber<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/132354486-21663038-12c0-4845-ba9e-f52ca7014c7b.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22312 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/132354486-21663038-12c0-4845-ba9e-f52ca7014c7b.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/132354486-21663038-12c0-4845-ba9e-f52ca7014c7b.jpg 634w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/132354486-21663038-12c0-4845-ba9e-f52ca7014c7b-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><\/a>lino al Gropius Bau\u00a0 e ripercorre 70 anni di carriera della celebre artista giapponese \u00a0Yayoi\u00a0 Kusama (Matsumoto, 1929), ricostruendo le sue mostre e le \u201cInfinity Mirror Room\u201d pi\u00f9 celebri. Dedicata a una delle artiste pi\u00f9 note al mondo,\u00a0 mette in luce in particolare l\u2019influenza che la sua arte ha avuto in Europa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La mostra \u00a0aperta fino al 1 agosto 2021 ricostruisce ben \u00a0otto mostre di Kusama tenute dagli anni dal 1952 al 1983, spaziando e dando voce\u00a0\u00a0 a come l\u2019opera dell\u2019artista giapponese si sia sviluppata nel corso di diversi \u00a0decenni. <\/strong>La retrospettiva parte dalle mostre allestite nella sua citt\u00e0 natale, Matsumoto, <em>Yayoi Kusama Solo Exhibition <\/em>e <em>Yayoi Kusama Recent Works<\/em>(1952), in cui emergeva gi\u00e0 la natura immersiva propria della sua ricerca successiva. Nel 1963 ci fu \u201c<em>Aggregation: One Thousand Boats Show\u201d<\/em>, la prima installazione ambientale di Kusama a New York, che consisteva in\u00a0 una barca a remi in legno rivestita da oggetti a forma di fallo realizzati in tessuto bianco. Questa tematica\u00a0 riapparve successivamente \u00a0nel \u201c<em>Driving Image <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/KUSAMA-INFINITY-image-2-696x463-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-22313\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/KUSAMA-INFINITY-image-2-696x463-1.jpg\" alt=\"\" width=\"510\" height=\"339\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/KUSAMA-INFINITY-image-2-696x463-1.jpg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/KUSAMA-INFINITY-image-2-696x463-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 510px) 100vw, 510px\" \/><\/a>Show\u201d <\/em>del 1964 a New York dove, nel 1965, realizzava \u00a0la sua prima \u201c<em>Infinity Mirror Room\u201d<\/em>, ovvero la tipologia di installazione, tipica, fondativa di uno stilema pop, \u00a0che ha reso l\u2019artista giapponese celebre in tutto <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Anti-War-naked-happening-and-flag-burning-on-the-Brooklyn-Bridge-1968-331x420-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-22319 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Anti-War-naked-happening-and-flag-burning-on-the-Brooklyn-Bridge-1968-331x420-1.jpg\" alt=\"\" width=\"331\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Anti-War-naked-happening-and-flag-burning-on-the-Brooklyn-Bridge-1968-331x420-1.jpg 331w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Anti-War-naked-happening-and-flag-burning-on-the-Brooklyn-Bridge-1968-331x420-1-236x300.jpg 236w\" sizes=\"(max-width: 331px) 100vw, 331px\" \/><\/a>il mondo. Si trattava \u00a0di una serie di sculture gonfiabili a forma tentacolare, dai colori vivaci e ricoperte da pois (segno tipico e tipologico di Kusama), racchiuse in una stanza piena di specchi. Tutto ci\u00f2 in un \u00a0continuo gioco di riflessi che dettavano \u00a0cos\u00ec l\u2019illusione di uno spazio infinito, un mondo fantastico, surreale e forsanche tecnologico e onirico, \u00a0certo psichedelico, \u00a0governato dalle singolari creature realizzate dall\u2019artista. <strong>Per l\u2019<em>Infinity Mirror Room <\/em>del 1965, dal titolo \u201c<em>Phalli\u2019s Field\u201d<\/em>, Kusama realizz\u00f2 un campo di falli, in cui i visitatori erano invitati a esplorare e immergersi. <\/strong><em>\u201cI pois sono una via verso l\u2019infinito\u201d<\/em>, spiegava Kusama gi\u00e0 nel 1968. E ancora: <em>\u201cQuando annulliamo la natura e il nostro corpo con i pois, diventiamo parte dell\u2019unit\u00e0 del nostro ambiente. Divento parte dell\u2019eterno e ci annulliamo nell\u2019Amore\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Un eterno moltiplicarsi di pois di diverse dimensioni in un complesso mondo dai colori forti, frutto di allucinazioni che l\u2019hanno tormentata fin da bambina. Cos\u00ec cominci\u00f2 <strong>la storia artistica di Yayoi Kusama<\/strong>, la novantenne \u00a0giapponese che da qualche anno <strong>ha deciso di vivere in un manicomio. <\/strong><strong>L\u2019artista in tutte le sue opere ha sempre riproposto gli stessi motivi, usandoli in forme e applicazioni diverse; tra <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Infinity-Mirror-Room-\u2013-Phalliu2019s-Field-1965-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-22315\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Infinity-Mirror-Room-\u2013-Phalliu2019s-Field-1965-2.jpg\" alt=\"\" width=\"412\" height=\"404\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Infinity-Mirror-Room-\u2013-Phalliu2019s-Field-1965-2.jpg 992w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Infinity-Mirror-Room-\u2013-Phalliu2019s-Field-1965-2-300x294.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Infinity-Mirror-Room-\u2013-Phalliu2019s-Field-1965-2-768x752.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 412px) 100vw, 412px\" \/><\/a>i pi\u00f9 ricorrenti, i pois, le forme falliche, gli occhi e i volti di profilo. Si sa che Yayoi Kusama ha cominciato a dipingere a 7 anni, da quando ha iniziato ad avere disturbi mentali ed emotivi.<\/strong> A 10 anni sono iniziate le allucinazioni e la pittura \u00e8 stata il mezzo che le ha permesso, fin da bambina, di esternare il<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/122709931-dda618dd-531a-4a98-bc44-3cb68762b091.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22316 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/122709931-dda618dd-531a-4a98-bc44-3cb68762b091.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/122709931-dda618dd-531a-4a98-bc44-3cb68762b091.jpg 684w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/122709931-dda618dd-531a-4a98-bc44-3cb68762b091-300x168.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a> suo complesso mondo interiore. Nata nel 1929, a fine degli anni \u201950 si trasferisce a New York, attirata dal potenziale sperimentale della scena artistica dell&#8217;epoca. Nel 1959 crea i suoi primi lavori della serie \u201c<strong>Infinity Net\u201d,<\/strong> grandi tele lunghe quasi 10 metri. Sempre negli stessi anni elabora una nuova serie di opere d\u2019arte chiamata Accumulatium o Sex Obsession. Ritorna in Giappone, durante i primi anni &#8217;70, dove inizia a scrivere poesie e romanzi surreali. Le sue opere sono esposte, come mostre permanenti, al <strong>Museum of Modern Art di New York,<\/strong> al <strong>Walker Art Center di Minneapolis<\/strong><strong>, alla Tate Modern di Londra e al National Museum of Modern Art di Tokyo.<\/strong> <strong>Dalla fine degli anni \u201970 Yayoi vive nell&#8217;ospedale psichiatrico Seiwa, in Giappone, per scelta personale, ma continua a dipingere ogni giorno nello studio a Shinjuku.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Pollen-1986-353x420-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22317 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Pollen-1986-353x420-1.jpg\" alt=\"\" width=\"307\" height=\"365\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Pollen-1986-353x420-1.jpg 353w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Pollen-1986-353x420-1-252x300.jpg 252w\" sizes=\"(max-width: 307px) 100vw, 307px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Kusama, pur essendo ormai novantenne, \u00e8 ancora molto attiva artisticamente e sta producendo molte nuove opere che vanno a completare la collezione \u201cMy Eternal Soul\u201d . Anche in questo caso ricorrono gli stessi motivi, \u00e8 come se <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Aggregation-One-Thousand-Boats-Show-1963-630x420-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-22318\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Aggregation-One-Thousand-Boats-Show-1963-630x420-1.jpg\" alt=\"\" width=\"401\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Aggregation-One-Thousand-Boats-Show-1963-630x420-1.jpg 630w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Aggregation-One-Thousand-Boats-Show-1963-630x420-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 401px) 100vw, 401px\" \/><\/a>l\u2019artista dipingesse <strong>ripensando alla giovane ragazza che era ma con una prospettiva diversa.<\/strong> Kusama ha gi\u00e0 completato pi\u00f9 di 500 opere, con un lavoro\u00a0 che termina ogni due-tre giorni. \u201cCi\u00f2 che\u00a0 distingue &#8211; racconta Yusuke Minami, curatore principale del National Art Centre di Tokyo &#8211; le opere pi\u00f9 recenti dalle precedenti, \u00e8 il tocco pittorico pi\u00f9 deciso e con maggiori dettagli\u201d. Kusama \u00e8 consapevole di essere arrivata quasi alla fine della sua vita e la nuova collezione sembra essere un regalo dell\u2019artista per le nuove e future generazioni. Al Hirshhorn Museum and Sculpture Garden durante tutto il periodo dell\u2019esposizione di &#8216;Infinity Mirror&#8217; i visitatori hanno fatto lunghe file per ammirare<strong> i 70 anni di carriera della Kusama<\/strong> che in questa esposizione sono \u00a0stati raccontati quasi integralmente; \u00a0curata nei minimi dettagli, ha comunque mantenuto quell\u2019aspetto enigmatico e difficile da spiegare che \u00e8 tipico delle creazioni di Yayoi. I visitatori si sono \u2018immersi\u2019 in sei grandi stanze di specchi riempite da immagini multicolor e un moltiplicarsi di luci.\u00a0 Ogni spazio era \u00a0costruito in moda tale da che l\u2019immagine riflettesse\u00a0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Untitled-c.-196263-440x420-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-22314\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Untitled-c.-196263-440x420-1.jpg\" alt=\"\" width=\"347\" height=\"331\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Untitled-c.-196263-440x420-1.jpg 440w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Untitled-c.-196263-440x420-1-300x286.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 347px) 100vw, 347px\" \/><\/a>all\u2019infinito.\u00a0 Celebrava \u00a0anche il periodo dei pois, con una raccolta di lavori degli anni \u201960, quando l\u2019artista si trovava a New York, e pezzi pi\u00f9 recenti della collezione \u201cMy eternal soul\u201d e poi l\u2019immancabile grande zucca gialla a pois neri, il suo lavoro pi\u00f9 simbolico e pi\u00f9 conosciuto nel mondo. Mentre specchi e pois creavano atmosfere oniriche a Washington, al National Art Center di Tokyo \u00e8 stata presentata un altro tipo di retrospettiva: <strong>\u201cMy<\/strong> <strong>eternal soul\u201d<\/strong>, 270 opere che raccontavano il pensiero pi\u00f9 recente di Kusama che in fondo rappresenta una sintesi tra i <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-The-End-of-Summer-1980-526x420-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22320 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-The-End-of-Summer-1980-526x420-1.jpg\" alt=\"\" width=\"432\" height=\"345\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-The-End-of-Summer-1980-526x420-1.jpg 526w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-The-End-of-Summer-1980-526x420-1-300x240.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 432px) 100vw, 432px\" \/><\/a>vecchi lavori e quelli nuovi.<\/p>\n<p>La sua cifra artistica si\u00a0 contraddistingue \u00a0per l\u2019analisi dei traumi psicologici e il desiderio di fuggirvi. Lei stessa, nel 1977, decise volontariamente di vivere nell\u2019ospedale psichiatrico Seiwa, sulla costa sudoccidentale del Giappone, nella prefettura di Shimane. Da l\u00ec, ogni giorno si reca al suo studio per dipingere. Ma questa eccentrica forma d\u2019esistenza altro non ha fatto che sviluppare ulteriormente la carriera di <strong>Yayoi Kusama<\/strong> (Matsumoto, 1929), che era iniziata a New York nel 1959 fra mille difficolt\u00e0, materiali e morali, ed esplose negli anni Sessanta, tra femminismo e pacifismo. Artista istallativa, performer, illustratrice di fiabe per bambini, regista di cortometraggi e lungometraggi, qualche anno fa \u00a0ha aperto a Tokio il suo museo per<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Kusama-in-her-studio-New-York-c.-1961-280x420-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-22321\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Kusama-in-her-studio-New-York-c.-1961-280x420-2.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"389\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Kusama-in-her-studio-New-York-c.-1961-280x420-2.jpg 280w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Yayoi-Kusama-Kusama-in-her-studio-New-York-c.-1961-280x420-2-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><\/a>sonale mentre da poco \u00a0le \u00e8 stata anche dedicata una biografia a fumetti; \u00a0a 91 anni, la sua carriera \u00e8 tutt\u2019altro che terminata. E lo dimostra la forza con cui il suo messaggio sprona l\u2019umanit\u00e0 a guardare avanti. Nonostante abbia dovuto rimandare due personali, l\u2019attivit\u00e0 di Kusama non si ferma; a indurla a rompere il silenzio, la spaventosa epidemia da Coronavirus che ad oggi ha causato nel mondo oltre 135.000 vittime. Una situazione mai vissuta a memoria d\u2019uomo, che gettato nel panico la popolazione mondiale. Ma il ruolo dell\u2019arte \u00e8 anche quello di infondere coraggio nei momenti pi\u00f9 bui (Picasso lo fece con i bombardamenti\u00a0 e la guerra) : Kusama lo fa affidandosi a un messaggio \u201ccontro questo terribile mostro\u201d, concepito come una poesia in versi liberi , densa di parole di speranza, e di amore per l\u2019umanit\u00e0, come recita una delle strofe: \u201c<em>Abbracciati nell\u2019amore profondo e negli sforzi delle persone di tutto il mondo \/\/ Ora \u00e8 il momento di alzarsi in piedi, per portare la pace \/\/ Ci siamo riuniti nel nome dell\u2019amore, e spero di soddisfare questo bisogno \/\/ \u00c8 giunto il momento di combattere e superare la nostra infelicit\u00e0\u201d. <\/em>Parole che arrivano \u00a0anche quest\u2019anno \u00a0a ridosso della primavera giapponese con le fioriture dei ciliegi.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0\u201cSiamo lieti che la nostra retrospettiva di Yayoi Kusama metta in mostra il lavoro di un\u2019artista visionaria\u201d<\/em><\/strong><strong>, ha dichiarato Stephanie Rosenthal, direttrice del Gropius Bau.<\/strong> <em>\u201c<strong>Kusama non solo ha stabilito uno status unico nel mondo dell\u2019arte degli anni Sessanta con la sua pratica multidisciplinare, ma le sue dichiarazioni politiche hanno anche contribuito al dibattito femminista dell\u2019epoca. Alcune questioni che oggi non hanno perso la loro importanza possono essere trovate sin dalle prime fasi della sua opera. Ricostruendo mostre innovative, che Kusama stessa ha progettato nei minimi dettagli, questa retrospettiva rifletter\u00e0 sulla presenza dell\u2019artista in Germania e ripercorrer\u00e0 lo sviluppo della sua arte dagli anni Cinquanta. Uno degli obiettivi della mostra di Berlino\u201d<\/strong><\/em><strong> &#8211; conclude Rosenthal-,<em>\u201c\u00e8 quello di affrontare la sua personalit\u00e0 artistica e sottolineare l\u2019importante ruolo che ha avuto in una rete internazionale di artisti, critici, curatori e gallerie\u201d<\/em>. La mostra include una nuova <em>Infinity Mirror Room<\/em>, dipinti recenti e un\u2019installazione nell\u2019atrio del Gropius Bau, creata appositamente per l\u2019esposizione.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E\u2019 questa la prima esposizione organizzata in Germania, la troviamo a Berlino al Gropius Bau\u00a0 e ripercorre 70 anni di carriera della celebre artista giapponese \u00a0Yayoi\u00a0 Kusama (Matsumoto, 1929), ricostruendo le sue mostre e le \u201cInfinity Mirror Room\u201d pi\u00f9 celebri. Dedicata a una delle artiste pi\u00f9 note al mondo,\u00a0 mette in luce in particolare l\u2019influenza che la sua arte ha avuto in Europa. La mostra \u00a0aperta fino al 1 agosto 2021 ricostruisce ben \u00a0otto mostre di Kusama tenute dagli anni dal 1952 al 1983, spaziando e dando voce\u00a0\u00a0 a come l\u2019opera dell\u2019artista giapponese si sia sviluppata nel corso di diversi [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/03\/13\/yayoi-kusama-a-retrospective-il-gropius-bau-di-berlino-dedica-una-grande-mostra-allartista-giapponese-che-ha-deciso-di-vivere-in-manicomio\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,41744,59281,53889,53888,53710,9894,10357,44648,44545,44441,87,35,28308,17505,35188,28369],"tags":[414611,11818,414610,857,414608,414606,414612,414607,355195,414609,74824],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22310"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22310"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22310\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22323,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22310\/revisions\/22323"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22310"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22310"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22310"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}