{"id":22493,"date":"2021-03-29T20:31:19","date_gmt":"2021-03-29T20:31:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=22493"},"modified":"2021-03-29T20:31:19","modified_gmt":"2021-03-29T20:31:19","slug":"al-monte-verita-di-ascona-canton-ticino-un-festival-delle-arti-padiglione-elisarion-da-primavera-allestate-2021-arte-nel-parco-con-un-omaggio-a-joseph-beuys-natura-spiritualita-e-sguard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/03\/29\/al-monte-verita-di-ascona-canton-ticino-un-festival-delle-arti-padiglione-elisarion-da-primavera-allestate-2021-arte-nel-parco-con-un-omaggio-a-joseph-beuys-natura-spiritualita-e-sguard\/","title":{"rendered":"Al Monte Verit\u00e0 di Ascona\/Canton Ticino  un Festival delle Arti (Padiglione Elisarion) da primavera all\u2019estate 2021. Arte nel Parco con un Omaggio a Joseph Beuys, natura, spiritualit\u00e0 e sguardi al femminile."},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/AltbOfMA.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22494\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/AltbOfMA.jpeg\" alt=\"\" width=\"406\" height=\"271\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/AltbOfMA.jpeg 599w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/AltbOfMA-300x200.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 406px) 100vw, 406px\" \/><\/a>Ascona, marzo 2021<\/em> \u2013 Con un <strong>programma tutto dedicato all\u2019Arte<\/strong>, il <strong>Monte Ver<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/WfLz3Obg.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22495 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/WfLz3Obg.jpeg\" alt=\"\" width=\"429\" height=\"322\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/WfLz3Obg.jpeg 533w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/WfLz3Obg-300x225.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 429px) 100vw, 429px\" \/><\/a>it\u00e0<\/strong> di <strong>Ascona <\/strong>\u2013 nato nel luogo del <strong>Canton Ticino<\/strong> in cui tra Otto e Novecento si stabil\u00ec una <strong>comunit\u00e0 alternativa<\/strong> frequentata da teosofi, riformatori, anarchici, comunisti, socialdemocratici, psicoanalisti, scrittori e artisti, tra le menti pi\u00f9 brillanti di tutta Europa \u2013 <strong>gioved\u00ec 1 aprile riapre al pubblico<\/strong>. Anche se l\u2019anno in corso presenta ancora molte incognite, la <strong>Fondazione Monte Verit\u00e0<\/strong> presenta una serie di <strong>appuntamenti strettamente connessi alla storia e alla natura del luogo<\/strong>, <strong>con uno sguardo al futuro e alla ricerca degli artisti contemporanei.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gioved\u00ec 1 aprile<\/strong> il Monte Verit\u00e0 aprir\u00e0 le sue porte con un <strong>appuntamento speciale<\/strong>, atteso dallo scorso anno: torner\u00e0 alla luce il <strong><em>Chiaro mondo dei beati<\/em><\/strong>, il grande polittico di <strong>Elis\u00e0r von Kupffer <\/strong>(1872-1942) esposto nel <strong>Padiglione Elisarion<\/strong>, che suggella il completamento del Complesso museale dopo un importante restauro ritardato dalla pandemia. Circa 9 metri di tela circolare per un dipinto panoramico che immerge il visitatore nella poetica di un artista unico nel suo genere, inserito nel contesto della collina asconese grazie alla lungimiranza e alla visione del celebre curatore <strong>Harald Szeemann<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/RQAAaKng.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22496\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/RQAAaKng.jpg\" alt=\"\" width=\"427\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/RQAAaKng.jpg 547w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/RQAAaKng-300x219.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 427px) 100vw, 427px\" \/><\/a>A seguire, nel mese di <strong>maggio<\/strong>, torner\u00e0 il momento dedicato a <strong><em>Giardini in Arte<\/em><\/strong>, <strong>rassegna <\/strong>simbolo della stretta <strong>unione tra arte e natura<\/strong>, che caratterizza l\u2019attivit\u00e0 di Monte Verit\u00e0 sin dalla sua nascita. Protagonis<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/nxRfY2hg.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22497 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/nxRfY2hg.png\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/nxRfY2hg.png 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/nxRfY2hg-198x300.png 198w\" sizes=\"(max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><\/a>ti di questa edizione <strong>quattro artisti italiani e svizzeri<\/strong> \u2013 <strong>Francesca Gagliardi, Marco Cordero<\/strong>, <strong>Johanna Gschwend<\/strong> e <strong>Moritz Hossli <\/strong>\u2013 che dopo una residenza nell\u2019estate 2020 presenteranno una serie di lavori ispirati agli umori e l&#8217;identit\u00e0 del luogo.<\/p>\n<p>Partendo da trine e ricami,<strong> Francesca Gagliardi<\/strong> realizzer\u00e0 scudi in bronzo e alluminio, allegoria di una femminilit\u00e0 forte e volitiva, e una scultura monumentale a forma di rossetto, feticcio totemico che allude alla fragilit\u00e0 della bellezza e alla caparbia fermezza femminile. <strong>Marco Cordero<\/strong> ha realizzato un calco della celebre roccia affacciata sul Lago Maggiore, uno dei punti magnetici del Monte Verit\u00e0, e quello di una parete di pietra, prelievo semantico di una porzione di natura. Inoltre, nella biblioteca del barone von der Heydt, l\u2019artista modificher\u00e0 lo spazio con volte di libri cuciti, scavati, scolpiti, mattoni di un\u2019architettura di carta.<\/p>\n<p><strong>Johanna Gschwend <\/strong>e <strong>Moritz Hossli<\/strong> presenteranno un video del dialogo aperto tra il lavoro di Gagliardi e Cordero e l\u2019ambiente circostante, documentando il loro avvicinamento allo spirito originale del Monte Verit\u00e0. Infine con l\u2019installazione<em> Monte<\/em>, <strong>Johanna Gschwend<\/strong> inviter\u00e0 il visitatore a deporre piccoli pezzi di corteccia su un nastro mobile, partecipando alla costruzione di un piccolo cumulo, allegoria del monte e della sua genesi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/processed.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22498\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/processed.jpeg\" alt=\"\" width=\"464\" height=\"322\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/processed.jpeg 577w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/processed-300x208.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 464px) 100vw, 464px\" \/><\/a>Sempre a<strong> maggio<\/strong> Monte Verit\u00e0 ospiter\u00e0 \u2013 nell\u2019ambito di un progetto espositivo curato dal Museo Comunale di Ascona \u2013 una nuova versione del <strong><em>Terzo Paradiso<\/em><\/strong> di <strong>Michelangelo Pistoletto<\/strong>, realizzata con le pietre della collina, che <strong>l\u2019artista doner\u00e0 poi al Monte<\/strong>. Tra le opere ambientali pi\u00f9 conosciute del grande artista, il <em>Terzo Paradiso<\/em> trover\u00e0 in questo luogo la perfetta espressione del concetto di infinito e di incontro tra natura e artificio. Nei primi \u00a0giorni di <strong>luglio Fabrizio Dusi<\/strong> \u2013autore che spazia dal linguaggio della scultura a quello del neon \u2013 porter\u00e0 \u00a0sul Monte Verit\u00e0 <strong>un nucleo importante di opere <em>site-specific<\/em><\/strong> ispirate ai temi iconici dell&#8217;ideale monteveritano del <strong>paradiso anarchico<\/strong>. Neon, ceramiche e forme in alluminio punteggeranno alcuni spazi interni ed esterni con <strong>parole-simbolo<\/strong>: <em>LIBERI<\/em>, <em>ANARCHY<\/em>, <em>UTOPIA<\/em>, oltre a immagini evocative di un <strong>ritorno allo stato di natura<\/strong>. Nel cuore del parco la coppia <strong><em>Eva e Adamo<\/em><\/strong> si ricollegher\u00e0 al ciclo pittorico <strong><em>Giardino dell\u2019Eden<\/em><\/strong> nella sala congressi: una narrazione di circa 7 metri con scene tipiche della vita della colonia, fra girotondi, danze, bagni di sole, con un evidente rimando visivo al <strong><em>Il Chiaro Mondo Dei Beati<\/em><\/strong>del Padiglione Elisarion. Alcune di queste opere resteranno <strong>patrimonio della Fondazione Monte Verit\u00e0<\/strong>. Ad <strong>agosto<\/strong>, inoltre, il <strong><em>Cabaret Voltaire<\/em><\/strong> si trasferir\u00e0 al Monte Verit\u00e0 per <strong>un fine settimana di <em>performance<\/em> e letture sceniche <\/strong>con <strong>artisti internazionali<\/strong>, tornando alle origini del filo ideale che univa Zurigo e Ascona alla nascita del movimento Dada.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/2im9tcYw.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22499 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/2im9tcYw.jpeg\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"452\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/2im9tcYw.jpeg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/2im9tcYw-226x300.jpeg 226w\" sizes=\"(max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nonostante le incertezze e le necessarie limitazioni, il <strong>programma 2021<\/strong> comprender\u00e0 anche <strong>appuntamenti di riflessione e di approfondimento<\/strong>, in presenza e <em>online<\/em>: dall\u2019omaggio a<strong> Joseph Beuys <\/strong>nel<strong> centenario dalla sua nascita<\/strong> agli <strong>incontri dedicati a figure femminili <\/strong>di Casa Anatta,come la <strong>Baronessa Saint L\u00e9ger, Olga Fr\u00f6be Kapteyn <\/strong>e<strong> Charlotte Bara<\/strong>, protagonista in primavera anche di un\u2019esposizione al Castello San Materno. Torner\u00e0 al Monte Verit\u00e0 anche <strong>Stefania Mariani<\/strong>, con una <strong>passeggiata teatrale <\/strong>nella natura, in cui lo spettatore sar\u00e0 protagonista di un\u2019esperienza immersiva.<\/p>\n<p>\u201c<em>Gli ultimi dodici mesi sono stati complessi anche per la programmazione delle proposte per il pubblico <\/em>\u2013 sottolinea <strong>Nicoletta Mongini<\/strong>,Responsabile Culturale della Fondazione Monte Verit\u00e0 \u2013 <em>La nostra bussola \u00e8 sempre rimasta puntata sul dialogo, sull\u2019incontro e sullo scambio con le persone che,\u00a0 prima possibile, potranno tornare a frequentare il Monte Verit\u00e0. Le riflessioni e gli stimoli che in questo ultimo anno hanno coinvolto tutti hanno consolidato la nostra consapevolezza di essere in un luogo dove natura, interiorit\u00e0, spiritualit\u00e0, arte e bellezza sono stati principi fondativi e mai abbandonati. Speriamo di accogliere nuovi sguardi e di continuare a coltivare lo spirito del Monte\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Monte Verit\u00e0<\/strong> | A cavallo fra Otto e Novecento il Ticino divent\u00f2 destinazione privilegiata di un gruppo di solitari anticonvenzionali, che trovarono nella regione terreno fertile in cui piantare quei semi dell\u2019utopia che non erano riusciti a coltivare a Nord. Il Ticino rappresentava per loro l\u2019antitesi a un mondo industrializzato, un santuario per lo spirito. Dal 1900 in poi il Monte Monescia, sopra Ascona, fu polo di attrazione per chi cercava una vita alternativa, una terza via fra il blocco capitalista e quello comunista. I fondatori giunsero da ogni dove: Henry Oedenkoven da Anversa, la pianista Ida Hofmann dal Montenegro, l\u2019artista Gusto Gr\u00e4ser e il fratello Karl Gr\u00e4ser dalla Transilvania. Uniti da un ideale comune, si insediarono sul Monte Monescia, che ribattezzarono Monte Verit\u00e0. Vestiti con gli indumenti &#8220;della riforma&#8221;, lavorarono giardini e campi, costruirono capanne in legno rilassandosi con l\u2019euritmia e bagni di sole. Adoravano la natura, predicandone la purezza e interpretandola simbolicamente come un&#8217;opera d\u2019arte ultima. La loro organizzazione sociale si basava su un sistema cooperativo e autarchico, dediti a coltivare la mente, cos\u00ec come l\u2019unit\u00e0 di corpo e anima. <strong>Frequentato nel tempo da teosofi, riformatori, anarchici, comunisti, socialdemocratici, psicoanalisti, scrittori, artisti ed emigrati di entrambe le guerre mondiali, il Monte vide approdare figure come Hermann Hesse o il coreografo Rudolf von Laban, le danzatrici Mary Wigman e Isadora Duncan, gli artisti Hugo Ball, Hans Arp, Marianne von Werefkin e Alexej von Jawlensky. Acquistato nel 1926 dal Barone von der Heydt, banchiere dell\u2019ex imperatore Guglielmo II, il Monte visse una seconda straordinaria stagione culturale.<\/strong> La costruzione di un albergo in stile Bauhaus fu affidata all&#8217;architetto Emil Fahrenkamp, progettista dell\u2019edificio Shell di Berlino. Grazie alla costruzione dell\u2019albergo, molti maestri del Bauhaus abitarono la collina, come Gropius, Albers, Bayer, Breuer, Feiniger, Schlemmer, Schawinksy o Moholy-Nagy, tutti sedotti e affascinati dal magnetismo di un luogo dove \u2013 come disse Ise Gropius \u2013 \u201c<em>la nostra fronte sfiora il cielo<\/em>\u2026&#8221;.<\/p>\n<p>Oggi Monte Verit\u00e0 \u00e8 di propriet\u00e0 del Cantone Ticino ed \u00e8 gestito dall\u2019omonima fondazione. Realt\u00e0 poliedrica, dal 1989 \u00e8 piattaforma congressuale del Politecnico di Zurigo, \u00e8 un albergo e ristorante e un centro culturale. Il Complesso museale raccoglie Casa Anatta, con l\u2019esposizione permanente <em>Monte Verit\u00e0. Le mammelle della verit\u00e0 di Harald Szeemann, <\/em>il Padiglione Elisarion che ospita il dipinto circolare Il <em>Chiaro mondo dei beati<\/em> di Elis\u00e0r von Kupffer, Casa Selma e Casa dei russi, le prime abitazioni dei fondatori della colonia. Ogni anno viene proposto un calendario culturale con esposizioni e incontri dedicati ad arte, filosofia, letteratura e attualit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ascona, marzo 2021 \u2013 Con un programma tutto dedicato all\u2019Arte, il Monte Verit\u00e0 di Ascona \u2013 nato nel luogo del Canton Ticino in cui tra Otto e Novecento si stabil\u00ec una comunit\u00e0 alternativa frequentata da teosofi, riformatori, anarchici, comunisti, socialdemocratici, psicoanalisti, scrittori e artisti, tra le menti pi\u00f9 brillanti di tutta Europa \u2013 gioved\u00ec 1 aprile riapre al pubblico. Anche se l\u2019anno in corso presenta ancora molte incognite, la Fondazione Monte Verit\u00e0 presenta una serie di appuntamenti strettamente connessi alla storia e alla natura del luogo, con uno sguardo al futuro e alla ricerca degli artisti contemporanei. Gioved\u00ec 1 aprile [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/03\/29\/al-monte-verita-di-ascona-canton-ticino-un-festival-delle-arti-padiglione-elisarion-da-primavera-allestate-2021-arte-nel-parco-con-un-omaggio-a-joseph-beuys-natura-spiritualita-e-sguard\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,9894,10357,53794,44545,44441,87,17505,35188,34308,51708,64,28369,4625,409394],"tags":[416231,416223,416225,416217,416222,416219,406532,416215,125109,416229,416218,416228,416220,66824,416230,416227,416221,416224,416216,355195,416226],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22493"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22493"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22493\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22500,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22493\/revisions\/22500"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22493"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22493"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22493"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}