{"id":22528,"date":"2021-03-31T19:56:28","date_gmt":"2021-03-31T19:56:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=22528"},"modified":"2021-03-31T19:56:28","modified_gmt":"2021-03-31T19:56:28","slug":"il-fotografo-roberto-rosso-con-listante-e-la-sua-luce-una-preziosa-mostra-alla-fondazione-atm-di-milano-incornicia-il-docente-di-brera-tra-i-grandi-fotografi-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/03\/31\/il-fotografo-roberto-rosso-con-listante-e-la-sua-luce-una-preziosa-mostra-alla-fondazione-atm-di-milano-incornicia-il-docente-di-brera-tra-i-grandi-fotografi-italiani\/","title":{"rendered":"Il fotografo Roberto Rosso con l&#8217;istante e la sua luce. Una preziosa  mostra alla Fondazione ATM di Milano incornicia il docente di Brera tra i grandi fotografi italiani."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2020-08-15-a-16.04.47-e1617219658544.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22529\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2020-08-15-a-16.04.47-e1617219658544.png\" alt=\"\" width=\"373\" height=\"372\" \/><\/a>La mostra dal titolo \u201c<strong>L\u2019istante e la sua luce<\/strong>\u201d dell\u2019artista <strong>ROBERTO ROSSO<\/strong>\u00a0 che rientra in un progetto artistico <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2020-08-18-a-11.25.38-e1617219691333.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22530 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2020-08-18-a-11.25.38-e1617219691333.png\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"281\" \/><\/a>internazionale, \u201c<strong>NUOVO ATLANTE DELLE ARTI<\/strong>\u201d,\u00a0 da me ideato e diretto\u00a0 per la FONDAZIONE ATM di MILANO, \u00a0istituzione \u00a0attestata internazionalmente, che\u00a0 focalizza l\u2019attenzione su talune figure in progress della nuova stagione artistica europea,\u00a0 riunisce un certo numero di opere che compongono una vera e propria installazione, capace di campionare\u00a0 il percorso\u00a0 singolare\u00a0 di questo illustre\u00a0 artista \u00a0fotografo \u00a0italiano. <strong>All\u2019inaugurazione\u00a0 presenti il Presidente\u00a0 della Fondazione\u00a0 ATM\u00a0 Giuseppe Natale e il Vicepresidente dell&#8217;Ordine dei Giornalisti della Lombardia\u00a0 Francesco\u00a0 Caroprese. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ecco cosa mi preme dire sulla mostra di Rosso. Il tentativo di leggere fenomenologicamente <em>la <\/em>fotografia conduce inevitabilmente all\u2019ammissione dello scacco che essa genera, mostrando l\u2019impossibilit\u00e0 di una rappresentazione sincera del reale. L\u2019obiettivo \u00e8 sempre intenzionalmente rivolto a un lato dell\u2019evento che \u201cprende di mira\u201d una \u201cparte\u201d che non soltanto non \u00e8 l\u2019intero, ma che non pu\u00f2 neanche rappresentarlo.<\/strong> Questa impotenza della fotografia, che la rende statutariamente inadeguata e imprecisa rispetto al reale, \u00e8 anche alla base della sua potenza. La fotografia rimarr\u00e0 sempre una traccia, un accenno, una sfida dello sguardo a colmare il vuoto dell\u2019invisibile, a <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2020-08-15-a-16.23.47-e1617219732401.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22531\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2020-08-15-a-16.23.47-e1617219732401.png\" alt=\"\" width=\"416\" height=\"294\" \/><\/a>superare l\u2019assenza dell\u2019osservatore con un\u2019azione di costruzione &#8211; di creazione dell\u2019immaginario &#8211; da parte di quest\u2019ultimo. La leggibilit\u00e0 dell\u2019immagine fotografica, che permette l\u2019azione decodificante, coinvolge totalmente il fruitore, non soltanto <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2020-08-15-a-16.16.58-e1617219781879.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22532 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2020-08-15-a-16.16.58-e1617219781879.png\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"277\" \/><\/a>perch\u00e9 questi necessita della sua esperienza passata e del suo bagaglio concettuale come pre-dato necessario per poter disambiguare la fotografia nel presente, a cui essa \u00e8 consegnata, ma anche perch\u00e9 lo spinge sempre, come ben sostiene Didi-Huberman, a un atto di immaginazione: immaginare ci\u00f2 che non \u00e8 nella memoria dell\u2019osservatore o immaginare il momento vissuto, oggettivato nella foto, con un movimento di <em>distacco<\/em>, di <em>spoliazione<\/em>, di <em>estrazione <\/em>dalla propria soggettivit\u00e0. \u00c8 proprio questa immaginazione che innesca il processo conoscitivo poich\u00e9 \u00abper sapere occorre immaginare\u201d. L\u2019immagine pu\u00f2 essere la rappresentazione di qualcosa o di qualcuno, anche raffigurazione realistica o astratta oppure visione rassomigliante alla realt\u00e0; non \u00e8 mai fisica, poich\u00e9 \u00e8 sempre una percezione visiva e, potendo essere anche mentale, non necessita di un supporto materiale. Ineliminabile affinch\u00e9 si possa cogliere un\u2019immagine \u00e8 invece la necessit\u00e0 di una mente che la pensi, prima ancora che due occhi che la vedano. Quello che viviamo \u00e8 infatti il tempo della <em>visual culture <\/em>in cui \u00e8 preminente l\u2019immagine tecnica, la cui potenza consiste nel calamitare l\u2019attenzione dell\u2019osservatore, dirigendone o condizionandone la decodifica.<strong> La seduzione dell\u2019immagine, infatti, ha un tale effetto sull\u2019uomo da \u201cadescarlo\u201d<\/strong> <strong>nella morsa della sua rete illusoria. Ne era consapevole anche Feuerbach. <\/strong>\u00a0\u00a0Roland Barthes suppone che, sebbene nella fotografia il messaggio sia all\u2019apparenza senza codice, in realt\u00e0 anche in essa esista un livello connotativo che non esaurisce <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2020-08-15-a-16.00.45-e1617219827149.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-22533\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2020-08-15-a-16.00.45-e1617219827149.png\" alt=\"\" width=\"416\" height=\"282\" \/><\/a>l\u2019informazione analogica mostrata dal suo lato denotativo in modo evidente. La connotazione nella fotografia \u00e8 dunque un\u2019ulteriore scrittura,\u00a0 una retorica della fotografia, un codice che limita le possibili interpretazioni dell\u2019osservatore, che la imprigiona entro dei confini di senso, che controlla il processo di significazione. \u00a0<strong>Barthes ritiene che la lettura della fotografia sia sempre \u201cstorica\u201d ovvero condizionata dalla situazione culturale, sociale e politica <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2020-08-15-a-15.56.26-e1617219860550.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22534 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2020-08-15-a-15.56.26-e1617219860550.png\" alt=\"\" width=\"414\" height=\"253\" \/><\/a>dell\u2019interpretante. <\/strong>Sono dunque due le direzioni della decifrazione: quella \u201cimposta\u201d dal cifrante attraverso le tecniche e quella seguita dal decifrante a partire dalle sue categorizzazioni. Il filosofo francese inoltre individua tre possibili livelli di connotazione: percettiva, cognitiva e ideologica o etica. La prima \u00e8 determinata dal modo naturale dell\u2019individuo di leggere un\u2019immagine: \u201cNon vi \u00e8 percezione senza categorizzazione immediata, la fotografia viene verbalizzata nel momento stesso in cui \u00e8 percepita; o meglio: non viene percepita se non verbalizzata\u201d. La seconda dipende dalla cultura e dalla conoscenza dell\u2019interpretante che coglie nei dettagli dell\u2019immagine un significato aggiuntivo che altrimenti non coglierebbe. La terza, quella ideologica, \u00e8 la pi\u00f9 infida poich\u00e9 \u201cintroduce ragioni o valori nella lettura dell\u2019immagine\u201d. \u00c8 chiaro che si suppone un effetto depotenziato di qualsiasi connotazione se si d\u00e0 per scontata la capacit\u00e0 critica del soggetto interpretante. Il punto che qui per\u00f2 si vuole sottolineare \u00e8 che, allo stato attuale, non \u00e8 pi\u00f9 possibile un\u2019affermazione siffatta. L\u2019ingombro dell\u2019immagine tecnica \u00e8 tale che ha vinto il suo apparente lato <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2020-08-15-a-15.48.05-e1617219901814.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-22535\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2020-08-15-a-15.48.05-e1617219901814.png\" alt=\"\" width=\"311\" height=\"198\" \/><\/a>denotativo che la fa apparire valorialmente indifferente e indifferenziata. L\u2019osservatore \u00e8 oggi uno spettatore e un consumatore prima ancora che un interpretante e per prima cosa \u201cconsuma\u201d -o se si vuole, \u201cdivora\u201d senza pi\u00f9 riconoscerne il sapore che \u00e8 rientrato nell\u2019ovvio- messaggi ideologici ed eticamente svuotati con cui vengono cifrate le immagini mediate dallo spettacolo e potenziate dall\u2019aspetto ludico. \u201c<strong>Vedere non \u00e8 credere ma interpretare\u201d, infatti. \u00a0Un\u2019altra caratteristica della percezione \u00e8 che <em>guardare <\/em>non \u00e8 sufficiente per <em>vedere: <\/em>occorre anche sapere che cosa <em>cercare<\/em>, oltre che prestare attenzione a ci\u00f2 che si guarda. Occorre dunque anche <em>imparare <\/em>a <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2020-08-15-a-15.22.12-e1617219936364.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22536 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2020-08-15-a-15.22.12-e1617219936364.png\" alt=\"\" width=\"483\" height=\"330\" \/><\/a>vedere. Questo dimostra l\u2019importanza di una cultura della visione. <\/strong>Flusser ritiene che l\u2019umanit\u00e0 sia giunta in quest\u2019epoca a un nuovo paradigma ermeneutico a cui corrisponde una nuova forma di pensiero. Una fase in cui imperano le immagini tecniche che diventano superfici \u201cpiene di d\u00e8i\u201d. Il fotografo non asservito si dovr\u00e0 sforzare di produrre informazioni impreviste, di estrarre, cio\u00e8, qualcosa dall\u2019apparecchio e di mettere in immagine ci\u00f2 che non figura nel suo programma. <strong>Una filosofia della fotografia \u00e8 necessaria affinch\u00e9 il fotografo recuperi la sua coscienza critica e trovi il suo spazio di libert\u00e0 \u201clottando\u201d contro le possibilit\u00e0 dell\u2019apparecchio, per fotografare l\u2019improbabile, l\u2019imprevisto che sfugge alla manipolazione dell\u2019oligarchia che controlla la decodificazione del simbolo attraverso la programmazione.<\/strong> In tal modo, per dirla con Flusser, si avr\u00e0 una fotografia informativa e non ridondante. Si avr\u00e0 una fotografia e non una semplice immagine tecnica. La fotografia infatti \u00e8 l\u2019impegno dello sguardo che cerca di cogliere il senso dello spazio e dei suoi oggetti, il loro segreto letteralmente indicibile e tuttavia osservabile, immaginabile. In tal senso opera una vera e propria <em>epoch\u00e9 <\/em>(<em>\u1f10\u03c0\u03bf\u03c7\u03ae<\/em>, <em>sospensione<\/em>), una sospensione dell\u2019oggettivit\u00e0 per permetterci di comprendere ci\u00f2 che appartiene a noi della realt\u00e0 che ci sta di fronte e ci\u00f2 che invece \u00e8 altro da noi. Insomma induce a una vera e propria azione fenomenologica che ci rende protagonisti attivi del reale.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2020-08-15-a-15.12.15-e1617220005790.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-22538\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/Schermata-2020-08-15-a-15.12.15-e1617220005790.png\" alt=\"\" width=\"459\" height=\"293\" \/><\/a>Il lavoro di Roberto Rosso\u00a0 \u00e8 in parallelo con un altro illustre fotografo, Jan Saudek, ceco di origine ebraica, il quale \u00e8 un fotografo concettuale. Non soltanto costruisce la sue foto ma ritocca l\u2019immagine attraverso tecniche di postproduzione o modalit\u00e0 pittorialiste<\/strong>. Eppure non controlla il messaggio. Sovverte il reale conosciuto, piuttosto, oppure avverte che \u00e8 una nostra costruzione. <em>Hungry For<\/em> <em>Your Touch <\/em>(1971) \u00e8 forse l\u2019emblema di questa costruzione del mondo che in noi \u00e8 inconsapevole ma che permette la visibilit\u00e0 dell\u2019inemendabile. \u00a0<strong>Che quella di Saudek sia fotografia in senso filosofico si denota dalla sua architettura, cos\u00ec come oggi lo vediamo in Roberto Rosso, che si \u00e8 addentrato nel mondo del food. Il soggetto non \u00e8 mai l\u2019unico protagonista della foto. Nella costruzione dell\u2019immagine ogni ente presente contribuisce all\u2019emersi<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/IL-VELIERO-e1617220051670.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-22539 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/IL-VELIERO-e1617220051670.png\" alt=\"\" width=\"504\" height=\"259\" \/><\/a>one di quello che Ronald Barthes chiamava <em>punctum<\/em>. Il suo coglimento e la sua interpretazione dipendono da noi. Quello che, guardando il prodotto fotografico di Roberto Rosso, chiamo\u00a0 \u201cl\u2019istante e la sua luce\u201d.\u00a0 <\/strong>La fotografia ha in s\u00e9, dunque, una condizione strabica, folle, che \u00e8 la sua condizione naturale, allucinatoria, iconica: <em>ci\u00f2 che \u00e8<\/em> <em>stato non \u00e8 qui<\/em>; <em>\u00e8 qui ci\u00f2 che non \u00e8 pi\u00f9<\/em>. L\u2019elemento che punge, che colpisce, che ferisce \u2013 il <em>punctum <\/em>&#8211; di una fotografia \u00e8 lo scarto determinato dalla convivenza di questi estremi: una contraddizione che si risolve in un unico segno da cui lo <em>spectator <\/em>\u00e8 travolto, modificato, rapito. Il <em>punctum <\/em>per\u00f2 non \u00e8 coglibile in tutte le foto, ma soltanto in quella che Barthes chiama <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/PEPERONI-e1617220127708.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22540\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/03\/PEPERONI-e1617220127708.png\" alt=\"\" width=\"462\" height=\"309\" \/><\/a>la foto essenziale. La fotografia che conserva &#8211; come quella <em>essenziale <\/em>&#8211; \u00e8 un\u2019opera in movimento, per dirla con Eco, il cui senso rimane sempre aperto poich\u00e9 \u00e8 passibile di un\u2019infinit\u00e0 di letture. Ha una funzione suggestiva ed estetica \u00abin cui il rimando semantico non si consuma nel riferimento al denotatum, ma si arricchisce continuamente ogni qual volta sia fruito godendo il suo insostituibile incorporarsi nel materiale di cui si struttura; il significato rimbalza continuamente sul significante e si arricchisce di nuovi echi; e tutto questo non avviene per un miracolo inspiegabile ma per la stessa natura interattiva del rapporto gnoseologico, tale quale \u00e8 spiegabile in termini psicologici, intendendo cio\u00e8 il segno linguistico in termini di \u201ccampo di stimoli\u201d. <strong>La distanza, l\u2019assenza, la costruzione, la manipolazione, la presenza, la riduzione, la<\/strong> <strong>contraffazione, la copia, l\u2019imitazione sono particolarit\u00e0 sempre riferibili al reale,<\/strong> <strong>su cui la fotografia costruisce dunque le sue caratteristiche tipologiche e stilistiche.<\/strong> <strong>Essa si comporta esattamente come un\u2019immagine mentale rispetto al suo oggetto.<\/strong> <strong>L\u2019oggetto intenzionale della fotografia \u00e8 il reale, su di esso il fotografo Roberto Rosso \u00a0lancia le<\/strong> <strong>sue \u201cesche intenzionali\u201d, quello che trae pu\u00f2 anche distanziarsene totalmente,<\/strong> <strong>ma \u00e8 comunque in quel mare che pesca. La fotografia \u00e8 il modo di pensare la<\/strong> <strong>realt\u00e0 del fotografo. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Roberto Rosso<\/strong> \u00e8\u00a0 nato a Varallo Sesia\u00a0 nel 1956,\u00a0 oggi vive a\u00a0 Milano\u00a0 e insegna all\u2019Accademia di Belle Arti di Brera.La formazione culturale dopo il conseguimento della maturit\u00e0 al Liceo Artistico, prosegue con gli Studi di Architettura\u00a0 realizzati presso il Politecnico di Milano, integrati a quelli di Scenografia, disciplina con cui otterr\u00e0 il Diploma di Laurea Accademico all\u2019Accademia di Belle Arti A.C.M.E. di Novara. L\u2019attivit\u00e0 di fotografo lo impegna in ambito culturale, in particolare nella riproduzione\u00a0 di Beni Artistici,collaborando con le Soprintendenze, i Restauratori, la Riserva del Sacro Monte di Varallo,le Case editrici, tra le quali l\u2019Istituto Geografico De Agostini per il quale ha eseguito diversi reportage di Architettura e di Geografia. Contemporaneamente sviluppa il lavoro nel campo della pubblicit\u00e0, partecipando a numerose campagne di comunicazione pianificate da diversi gruppi industriali di rilievo internazionale, del settore editoria,moda, design. Espone i suoi lavori di fotografia in diverse mostre d\u2019arte contemporanea. Tra le ultime attivit\u00e0 espositive: 2002 \u2013 Video Art Festival del Cinema di Ascona, &#8211; Mostra Personale; 2013 \u2013 Macs Mazda Temporary Space, Milano- Mostra Personale; 2016 \u2013 ARCA Spazio, Vercelli \u2013 Mostra Personale. Nel 2016 la donazione dello Stemma del Principato\u00a0 da lui elaborato per SAS Principe Alberto II di Monaco. Nel 2017 vince il Premio delle Arti Premio della Cultura per la Fotografia\u00a0 al Circolo della Stampa di Milano (presidente di Giuria l\u2019illustre Storico dell\u2019Arte Contemporanea Prof. Carlo Franza). Nel 2018 una sua opera rappresentante lo stemma pontificio di Papa Francesco viene donata al Pontefice ed entra nelle Collezioni Vaticane. Ancora nel 2018 vince a Firenze\u00a0 il Premium\u00a0 International Florence Seven Stars per la Fotografia (presidente di Giuria l\u2019illustre Storico dell\u2019Arte Contemporanea\u00a0 Prof. Carlo Franza). Nel novembre 2018 \u00e8 sempre l\u2019illustre Storico dell\u2019Arte Contemporanea a invitarlo e a presentargli una mostra personale dal titolo \u201c Il Terzo Millennio al Sacro Monte\u201d nel Progetto \u201cStrade D\u2019Europa\u201d al Plus Berlin di Berlino.\u00a0 Nel 2019 \u00e8 ancora il Professor Carlo Franza ad invitarlo unitamente a una serie di suoi allievi con una mostra dal titolo \u201c La Scuola di Fotografia dell\u2019Accademia di Brera\u201d nel progetto Scenari al Plus Florence di Firenze. Nell\u2019ottobre 2019 ancora al Plus Florence di Firenze nel Progetto Scenari, \u00e8 invitato dal Prof. Carlo Franza a tenere una mostra personale dal titolo \u201c Firenze. Nostalgia del vedere\u201d. Attualmente \u00e8 Titolare della Cattedra di Fotografia all\u2019Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; Titolare del Corso di Fotografia per Beni Culturali alla Scuola di Restauro dell\u2019Accademia di Brera; Gi\u00e0 Direttore della Scuola di Nuove Tecnologie per l\u2019Arte dell\u2019Accademia di Brera, Milano<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra dal titolo \u201cL\u2019istante e la sua luce\u201d dell\u2019artista ROBERTO ROSSO\u00a0 che rientra in un progetto artistico internazionale, \u201cNUOVO ATLANTE DELLE ARTI\u201d,\u00a0 da me ideato e diretto\u00a0 per la FONDAZIONE ATM di MILANO, \u00a0istituzione \u00a0attestata internazionalmente, che\u00a0 focalizza l\u2019attenzione su talune figure in progress della nuova stagione artistica europea,\u00a0 riunisce un certo numero di opere che compongono una vera e propria installazione, capace di campionare\u00a0 il percorso\u00a0 singolare\u00a0 di questo illustre\u00a0 artista \u00a0fotografo \u00a0italiano. All\u2019inaugurazione\u00a0 presenti il Presidente\u00a0 della Fondazione\u00a0 ATM\u00a0 Giuseppe Natale e il Vicepresidente dell&#8217;Ordine dei Giornalisti della Lombardia\u00a0 Francesco\u00a0 Caroprese. Ecco cosa mi preme dire sulla [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/03\/31\/il-fotografo-roberto-rosso-con-listante-e-la-sua-luce-una-preziosa-mostra-alla-fondazione-atm-di-milano-incornicia-il-docente-di-brera-tra-i-grandi-fotografi-italiani\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,9894,10357,44441,87,409075,28340,26,17505,35188,28369],"tags":[409075,406620,28312,409068,416237,252860,355195,4968,416238],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22528"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22528"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22528\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22541,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22528\/revisions\/22541"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22528"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22528"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22528"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}