{"id":22912,"date":"2021-05-03T23:10:23","date_gmt":"2021-05-03T23:10:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=22912"},"modified":"2021-05-03T23:11:33","modified_gmt":"2021-05-03T23:11:33","slug":"la-collezione-piccolomini-spannocchi-riunita-in-santa-maria-della-scala-a-siena-capolavori-in-gran-parte-provenienti-dalle-collezioni-gonzaga-di-mantova-e-dal-ramo-dasburgo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/05\/03\/la-collezione-piccolomini-spannocchi-riunita-in-santa-maria-della-scala-a-siena-capolavori-in-gran-parte-provenienti-dalle-collezioni-gonzaga-di-mantova-e-dal-ramo-dasburgo\/","title":{"rendered":"La Collezione Piccolomini  Spannocchi  riunita in Santa Maria della Scala a  Siena. Capolavori in gran parte provenienti dalle Collezioni Gonzaga di Mantova e dal ramo d\u2019Asburgo."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/8-5-1200x800-1-e1620082710293.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-22913\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/8-5-1200x800-1-e1620082710293.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/a>Marted\u00ec 11 maggio 2021, il Santa Maria della Scala\u00a0 a Siena d\u00e0 il via\u00a0 al \u00a0nuovo allestimento museale dedicato interamente alla Collezione Piccolomini Spannocchi finalmente riunita.<\/strong> Le sale del quarto livello dell\u2019antico ospedale ospiteranno in modo permanente quella che, per vari motivi, \u00e8 una delle collezioni pi\u00f9 interessanti e si presenta come una delle pi\u00f9 affascinanti e forse meno conosciute raccolte di opere d\u2019arte della citt\u00e0 di Siena. \u00a0<strong>Viene riunificata nell\u2019ex ospedale di Santa Maria della Scala la Collezione Spannocchi-Piccolomini: 165 opere, tra gli altri, di Lorenzo Lotto, Giovan Battista Moroni, Paris Bordon, Sofonisba Anguissola, <\/strong><strong>\u00a0\u00a0<\/strong><strong>\u00a0Giuseppe Cesari, Giovanni Antonio Bazzi detto Sodoma; tra i nordici, quelli di Albrecht D\u00fcrer, Otto van Veen, Albrecht Altdorfer, Peeter Snayers.<\/strong><\/p>\n<p>La realizzazione del progetto \u00e8 stata resa possibile grazie alla collaborazione tra la Direzione Regionale Musei della Toscana (Direttore Stefano Casciu), il Comune di Siena (Sindaco Luigi De Mossi), e la Soprintendenza ABAP per le province di Siena, Grosseto e Arezzo (Soprintendente Andrea Muzzi). A ci\u00f2 si unisce il contributo della Galleria degli Uffizi, con il prestito concesso dal Direttore Eike Schmidt\u00a0 delle due opere della collezione Piccolomini Spannocchi l\u00ec depositate dal 1913, e quello dell&#8217;Amministrazione Provinciale (Presidente Silvio Franceschelli) con la concessione delle due opere ancora conservate nella sua sede. Della raccolta \u00e8 parte integrante anche <strong>una serie di cartoni di Domenico Beccafumi<\/strong>, relativi al pavimento del Duomo di Siena: questi ultimi lavori, unica eccezione, resteranno alla Pinacoteca Nazionale di Siena mentre il resto, proveniente in massima parte proprio da questo museo (137 dipinti), viene riunito dopo oltre un secolo agli altri quadri della Piccolomini disseminati altrove. Si tratta in particolare di 24 opere dal Museo Civico di Siena oltre a 2 dalla <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/115305-siena.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22914 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/115305-siena.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/115305-siena.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/115305-siena-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a>Provincia di Siena e 2 dagli Uffizi. <strong>La Collezione Spannocchi nasce nel 1774 con il matrimonio tra Caterina Piccolomini e Giuseppe Spannocchi e riunisce le raccolte di famiglia provenienti in parte dai Giuseppe Spannocchi e dal ramo tirolese degli Asburgo. <\/strong>Nel 1835 la famiglia don\u00f2 la quadreria alla Comunit\u00e0 Civica di Siena da cui pass\u00f2 alla Galleria dell\u2019Istituto di Belle Arti. <strong>Ultimo passaggio, precedente all\u2019attuale, \u00e8 nel 1932 quando le opere giungono nella nuova Regia Pinacoteca Nazionale dei Palazzi Buonsignori e Brigidi, ordinata da Cesare Brandi.<\/strong> Il progetto di riunione (catalogo Pacini) \u00e8 curato dal direttore regionale Musei della Toscana Stefano Casciu, da Elena Rossoni e dal soprintendente Andrea Muzzi.<\/p>\n<p><strong>La storia.<\/strong> <strong>La Pinacoteca Nazionale di Siena raccoglie la pi\u00f9 importante collezione di dipinti su tavola a fondo oro del Trecento e del Quattrocento senese.<\/strong> Il primo nucleo della raccolta nacque alla fine del Settecento grazie alla passione di eruditi locali, come l\u2019abate Ciaccheri e l\u2019abate De Angelis, che vollero porre in salvo da distruzioni e alienazioni le opere d\u2019arte dell\u2019epoca pi\u00f9 antica, dei cosiddetti \u201cprimitivi\u201d. Fu cos\u00ec possibile recuperare tavole e polittici di grande rilevanza provenienti da conventi soppressi, compagnie laicali, chiese in rovina. Molte istituzioni locali concorsero durante il secolo successivo ad <strong>incrementare il gi\u00e0 cospicuo patrimonio devolvendo alla Galleria dell\u2019Accademia (era questo il nome originario del museo) un gran numero di capolavori: \u00e8 il caso dello Spedale di Santa Maria della Scala, che deposit\u00f2 il proprio prezioso patrimonio di dipinti alla Galleria, e <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/IMG2021031813085914_1000-e1620082777967.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22915\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/IMG2021031813085914_1000-e1620082777967.jpeg\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"345\" \/><\/a>della famiglia Spannocchi Piccolomini che don\u00f2 la propria collezione di oltre 150 quadri. Il Museo fu inaugurato nei Palazzi Buonsignori e Brigidi nel 1932 con l\u2019ordinamento scientifico di Cesare Brandi che, nel 1933, ne pubblic\u00f2 il catalogo.<\/strong> La storia pi\u00f9 recente della Pinacoteca ha visto, dalla fine degli anni Settanta dello scorso secolo, un processo di rinnovamento espositivo, nato sull&#8217;ondata delle molte esposizioni tematiche, dedicate alle correnti artistiche pi\u00f9 significative rappresentate nella raccolta. Il percorso La visita al museo inizia dal <strong>secondo piano dove sono esposti i dipinti dell\u2019epoca d\u2019oro della pittura gotica senese, dalle origini fino al Quattrocento passando per i capolavori di Duccio, Simone Martini, dei fratelli Pietro e Ambrogio Lorenzetti e dei tardo Trecentisti. Nel Quattrocento si riconferma la pittura raffinata e fantasiosa di Giovanni di Paolo e Sano di Pietro, ma anche le aperture al rinnovamento rinascimentale di Sassetta, Vecchietta, Matteo di Giovanni, fino alla piena adesione alla cultura classica da parte di Francesco di Giorgio Martini.<\/strong> <strong>Al primo piano \u00e8 testimoniata l\u2019evoluzione artistica verso il manierismo compiuta grazie all&#8217;apporto di Domenico Beccafumi, che troviamo ampiamente rappresentato insieme ai contemporanei Sodoma, Riccio, Marco Pino, Brescianino.<\/strong> Un\u2019ala \u00e8 stata dedicata ai pittori che dallo scadere del Cinquecento operarono prima in senso tardo manierista e poi in senso naturalista impressionati dalla novit\u00e0 di Caravaggio: Francesco Vanni, Rutilio Manetti e Bernardino Mei. Sempre al secondo piano, il recente allestimento del salone delle sculture lapidee offre al visitatore un suggestivo panorama sui tetti di Siena. <strong>Il terzo piano \u00e8 attualmente chiuso in quanto alcuni capolavori di opere fiamminghe e &#8216;nordiche&#8217;\u00a0della Pinacoteca nazionale della Collezione Spannocchi-Piccolomini si possono ammirare tra i protagonisti della mostra in corso a Santa Maria della Scala &#8220;Una citt\u00e0 ideale, Durer, Altdorfer e i maestri nordici dalla collezione Spannocchi a Siena&#8221; promossa dal Comune di Siena e dal Polo museale della Toscana, a cura di Cristina Gnoni Mavarelli, Maria Mangiavacchi e Daniele Pitt\u00e8ri. La collezione Spannocchi raccoglie le opere della Collezione Spannocchi \u2013 Piccolomini (in gran parte proveniente dalle collezioni Gonzaga di Mantova) con i dipinti di artisti del Quattro \u2013 Cinquecento dell\u2019Italia del nord, fiamminghi, tedeschi, olandesi tra cui spiccano per importanza il San Girolamo di Albrecht D\u00fcrer,\u00a0 la Nativit\u00e0 di Lorenzo Lotto<\/strong>. Il Museo \u00e8 riaperto al pubblico dal 2 luglio 2020.Ingresso al Museo gratuito per tutto il mese di Luglio.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Marted\u00ec 11 maggio 2021, il Santa Maria della Scala\u00a0 a Siena d\u00e0 il via\u00a0 al \u00a0nuovo allestimento museale dedicato interamente alla Collezione Piccolomini Spannocchi finalmente riunita. Le sale del quarto livello dell\u2019antico ospedale ospiteranno in modo permanente quella che, per vari motivi, \u00e8 una delle collezioni pi\u00f9 interessanti e si presenta come una delle pi\u00f9 affascinanti e forse meno conosciute raccolte di opere d\u2019arte della citt\u00e0 di Siena. \u00a0Viene riunificata nell\u2019ex ospedale di Santa Maria della Scala la Collezione Spannocchi-Piccolomini: 165 opere, tra gli altri, di Lorenzo Lotto, Giovan Battista Moroni, Paris Bordon, Sofonisba Anguissola, \u00a0\u00a0\u00a0Giuseppe Cesari, Giovanni Antonio Bazzi [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/05\/03\/la-collezione-piccolomini-spannocchi-riunita-in-santa-maria-della-scala-a-siena-capolavori-in-gran-parte-provenienti-dalle-collezioni-gonzaga-di-mantova-e-dal-ramo-dasburgo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,9894,80492,53747,53794,41640,44759,28386,44441,87,35351,35224,44560,42,35185,35188,51708,28369,7576,53611,44504,4625,44598],"tags":[417324,231217,417316,53861,417326,417310,417314,53723,295995,392194,417322,77068,417321,417317,417309,149030,53722,417312,417323,376351,417325,355195,417318,417311,417315,53720,66770,417320,417313,417319],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22912"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22912"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22912\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22918,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22912\/revisions\/22918"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22912"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22912"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22912"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}