{"id":22964,"date":"2021-05-10T20:32:04","date_gmt":"2021-05-10T20:32:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=22964"},"modified":"2021-05-10T20:32:04","modified_gmt":"2021-05-10T20:32:04","slug":"bruno-mangiaterra-artista-concettuale-con-una-straordinaria-mostra-al-circolo-esteri-della-farnesina-a-roma-evento-colto-e-straordinario-che-incornicia-la-pietra-filosofale-motore-archetipo-le","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/05\/10\/bruno-mangiaterra-artista-concettuale-con-una-straordinaria-mostra-al-circolo-esteri-della-farnesina-a-roma-evento-colto-e-straordinario-che-incornicia-la-pietra-filosofale-motore-archetipo-le\/","title":{"rendered":"Bruno Mangiaterra  artista  concettuale  con una straordinaria mostra al Circolo Esteri della Farnesina a Roma. Evento colto e  straordinario che incornicia la pietra filosofale, motore, archetipo, lezione e simbolo forte del mondo."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/20210504_171619-scaled-e1620677269397.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22965\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/20210504_171619-scaled-e1620677269397.jpg\" alt=\"\" width=\"459\" height=\"258\" \/><\/a>Presso il <strong>Circolo degli Esteri \u00a0di Roma <\/strong>(Via dell\u2019Acqua Acetosa 42), fondato nel 1936 con finalit\u00e0 di rappresentanza del <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/IMG-20210506-WA0000-2-e1620677305652.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22966 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/IMG-20210506-WA0000-2-e1620677305652.jpg\" alt=\"\" width=\"396\" height=\"297\" \/><\/a>Ministero degli Affari Esteri, \u00e8 stata inaugurata <strong>mercoled\u00ec 5 maggio \u00a02020<\/strong>, alle <strong>ore 18<\/strong>, la mostra personale dal titolo \u201c<strong><em>Le poetiche del pensiero<\/em><\/strong>\u201d di Bruno Mangiaterra, a cura del prof. <strong>Carlo Franza, il quale gi\u00e0 nel titolo ha voluto lasciar leggere nella mostra la mistica del pensiero concettuale dell\u2019artista, \u00a0la filosofia del mondo ruotante attorno alla \u201cpietra filosofale\u201d, che \u00e8 non solo motore, archetipo, ma lezione e simbolo \u00a0\u00a0forte<\/strong>. All\u2019inaugurazione insieme all\u2019artista, erano presenti <strong>Luigi Maria Vignali<\/strong>, <strong>Ministro Plenipotenziario e Presidente del Circolo degli Esteri-Roma <\/strong>che \u00a0ha introdotto l\u2019evento<strong>, il Professor Carlo Franza<\/strong>, <strong>Professore Ordinario di Storia \u00a0dell\u2019Arte Moderna e Contemporanea ed anche \u00a0giornalista e critico de \u201cIl Giornale\u201d,<\/strong> l\u2019<strong>Ambasciatore Umberto Vattani<\/strong> \u00a0<strong>ideatore &#8211; fondatore della Collezione Farnesina e Presidente della \u201cVenice International University\u201d e<\/strong> <strong>l\u2019Ambasciatore <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/IMG-20210506-WA0010-e1620677354860.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22967\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/IMG-20210506-WA0010-e1620677354860.jpg\" alt=\"\" width=\"437\" height=\"407\" \/><\/a>Gaetano Cortese che dirige la Collana sulle Ambasciate italiane nel mondo per l\u2019Editore Colombo di Roma. Presenti ancora numerosi diplomatici,\u00a0 intellettuali italiani e un nutrito pubblico interessato all\u2019evento. \u00a0La mostra fa parte di \u201cMONDI\u201d<\/strong> <strong>un progetto \u2013 a cura del Prof. Carlo\u00a0 Franza- appositamente ideato per il Circolo Esteri del Ministero Affari Esteri\u00a0 di Roma\u00a0 nel\u00a0 ventennale della Collezione Farnesina di Arte Contemporanea.<\/strong> Esso vive nobilmente sulle arti che riprogrammano il mondo, si campiona\u00a0 ad essere uno spettacolare archivio decentralizzato\u00a0 ove le diverse discipline si nutrono di arte-mondo mira a rappresentare come si <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/IMG-20210506-WA00122-e1620677389147.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22968 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/IMG-20210506-WA00122-e1620677389147.jpg\" alt=\"\" width=\"443\" height=\"332\" \/><\/a>abita la cultura globale, ovvero l\u2019altramodernit\u00e0, che altro non \u00e8 che una sorta di costellazione, una specie di arcipelago di\u00a0 singoli mondi e singoli artisti le cui isole interconnesse non costituiscono un continente unico di pensiero, ma\u00a0 lo specchio di un\u2019arte postproduttiva e frontaliera, mobile, ipermoderna, ipertesa, ipercolta, mente e cuore, ma anche progetto e destino della comunicazione estetica. <strong>Con \u201cMONDI\u201d(2020-2021) \u00a0si porgono dodici\u00a0 mostre personali di dodici\u00a0 i dodici\u00a0 artisti contemporanei, taluni\u00a0 di chiara fama. Questa mostra dal titolo \u201cLe poetiche del pensiero\u201d \u00e8 la terza\u00a0 del nuovo percorso, ed \u00e8 gi\u00e0 una novit\u00e0 in quanto si veicolano a Roma\u00a0 nomi dell\u2019arte contemporanea di significativo rilievo, che evidenziano e mettono in luce gli svolgimenti pi\u00f9 intriganti del fare arte nel terzo millennio.<\/strong> L\u2019esposizione riunisce una serie di opere dell\u2019artista Bruno Mangiaterra, gi\u00e0 apparso agli occhi della critica italiana come una figura delle pi\u00f9\u00a0 interessanti e\u00a0 propositive\u00a0 dell\u2019arte contemporanea, e\u00a0 ricordato come chiaro e significante\u00a0 interprete. <strong>Tra i discorsi inaugurali, illuminanti le parole dell\u2019Ambasciatore Umberto Vattani, ideatore e fondatore della Collezione Farnesina il quale ha trovato nella declinazione\u00a0 della tematica intrapresa dall\u2019artista italiano e lauretano \u00a0un\u2019attualit\u00e0\u00a0 senza<\/strong> <strong>precedenti<\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/20210504_171701.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22969\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/20210504_171701.jpg\" alt=\"\" width=\"457\" height=\"257\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/20210504_171701.jpg 533w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/20210504_171701-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 457px) 100vw, 457px\" \/><\/a>Entriamo nel vivo della mostra. \u00a0<\/strong>Pi\u00f9 stagioni di lavoro artistico\u00a0 hanno caratterizzato negli anni del secondo novecento il percorso\u00a0 di Bruno Mangiaterra, traversando le pianure dell\u2019arte concettuale, dell\u2019arte povera e del minimalismo,\u00a0 con stagioni misurate e dense di\u00a0 temperature, attitudini, inclinazioni, espressioni, contaminazioni, capaci &#8211; come lo sono state-\u00a0 di spingersi in un\u2019area qual\u2019 \u00e8 stato lo spazio espositivo\u00a0 concepito come un luogo da percorrere, all\u2019interno del quale le sue opere\u00a0 sono entrate\u00a0 in relazione tra\u00a0 loro e con gli spazi che le circondavano, in virt\u00f9 del valore fisico dei materiali stessi che le costituivano, per instaurare riflessioni e rimandi visivi e concettuali. <strong>Mangiaterra\u00a0 si \u00e8\u00a0 fin dagli anni Settanta mosso nella scena artistica italiana grazie alla consapevolezza \u00a0e interazione del pensiero della critica pi\u00f9 avvertita e la <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/20210504_171807.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22970 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/20210504_171807.jpg\" alt=\"\" width=\"455\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/20210504_171807.jpg 533w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/20210504_171807-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 455px) 100vw, 455px\" \/><\/a>produzione\u00a0 di\u00a0\u00a0 artisti italiani concettuali -penso a Scarpitta e non \u00e8 il solo- con anche\u00a0\u00a0 la scoperta degli\u00a0 statunitensi Donald Judd e Carl Andre\u00a0 che mostrarono da subito una lezione di\u00a0 solidit\u00e0, pensiero\u00a0 e ordine filosofico.<\/strong> Recentemente\u00a0 la sua\u00a0 presenza alla mia mostra storica dal titolo \u201cNarrazioni\u201d curata\u00a0 al Liceo Artistico Statale di Brera di Milano, lo ha trovato interessato al proprio mondo interiore, ovvero\u00a0 a interagire con i propri moti dell\u2019anima, mai dimenticando quanto diceva Picabia e cio\u00e8 che \u201cla testa \u00e8 tonda per permettere alle idee di circolare\u201d. E con questa frase lapallissiana, Mangiaterra ha lasciato\u00a0 ca<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/IMG-20210506-WA0009-e1620677588631.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22971\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/IMG-20210506-WA0009-e1620677588631.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"486\" \/><\/a>pire la sua volont\u00e0 di rinnovarsi e rinnovare la sua sigla espressiva, portando maggiormente avanti, incurante della disputa astrazione-figurazione, quell\u2019intellettualit\u00e0 e quella soglia che circoscrive un\u2019intima adesione ai moti dell\u2019anima. Per l\u2019artista\u00a0 lauretano alla base di ogni ideazione artistica vi \u00e8 un dialogo con lo spazio e con l\u2019osservatore, con il passato e con il presente, con il mondo e con la realt\u00e0, con la siepe e il bosco e l\u2019intera natura, sicch\u00e8 l\u2019esperienza estetica e percettiva\u00a0 non \u00e8 mai stata chiusa e conclusa, ma mutevole,\u00a0 evolvendosi\u00a0 e\u00a0 animandosi in una processualit\u00e0 incessa<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/IMG-20210506-WA0008-e1620677680263.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-22972 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/IMG-20210506-WA0008-e1620677680263.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"400\" \/><\/a>nte. E dopo il suo muoversi nell\u2019arte concettuale e nell\u2019arte povera, oggi il suo fare evolve verso un dato ancor pi\u00f9 filosofico,\u00a0 maggiormente vocato a un contenuto sensibile\u00a0 che pare richiamare\u00a0 non solo quanto disse Hegel, che l\u2019arte \u00e8 la parvenza sensibile dell\u2019idea e che tiene conto di nuove cartografie del sapere. <strong>E in questo viaggio esistenziale\/culturale, oggi <\/strong>\u00a0\u00a0<strong>un\u2019opera che l\u2019artista titola \u201cc\u2019est la po\u00e9sie des non lieux\u201d\u00a0 svela le fasi dell\u2019opus alchemico.<\/strong> Il derma estetico \u00e8 ci\u00f2 che ci sfiora, che trasmette vibrazioni sulla nostra pelle. Con\u00a0 Mangiaterra si va oltre le apparenze, la pelle delle cose e delle parole ci viene incontro come al loro primo apparire. Natura viene da \u201cnascor\u201d\u00a0 ovvero nascere, crescere, provenire, aver origine, cominciare. La natura stessa trasferisce in noi l\u2019immagine aurorale del suo gioco creativo, lo fa nell\u2019alternarsi caleidoscopico di forme e colori. Benjamin scriveva: \u201cin veli, che sono veli di pioggia, sul bambino cadono doni che gli rivelano il mondo\u201d.\u00a0 <strong>Oggi Bruno Mangiaterra ha prestato il fianco del suo lavoro all\u2019alchimia, a questa scienza immaginaria che contiene una grande potenza immaginativa e suggestiva. In essa vive un impulso spirituale utopistico in cui si destruttura e si realizza l\u2019oro, che vale come simbolo e come metafora, ad\u00a0 affrancarsi dalle umane miserie per innalzarsi in una zona superiore.<\/strong> I colori dell\u2019opus alchemico (nigredo, albedo, citrinitas, rubedo) portano all\u2019oro, alla pietra filosofale, rintracciata anche nel travaso naturale dei boschi che Mangiaterra ci lascia leggere. L\u2019oro o pietra filosofale, ricerca assoluta e finale, simbolo della ricchezza interiore, transita\u00a0 nel fare artistico, nel creare<strong>;\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>la base dell\u2019Opera (Opus) \u00e8 dunque la materia prima, ossia uno dei pi\u00f9 celebri misteri dell\u2019 alchimia.<\/strong><strong> C\u2019\u00e8 di pi\u00f9 se osservo <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/IMG-20210505-WA0007-e1620677726778.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22973\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/IMG-20210505-WA0007-e1620677726778.jpg\" alt=\"\" width=\"428\" height=\"321\" \/><\/a>che l\u2019aver lavorato Mangiaterra in ambito concettuale sia con\u00a0 materiali e installazioni, sia con il pensiero fermentante a volte e\u00a0 a volte pi\u00f9 riflessivo, lo mostra oggi palpitante alla cultura nell\u2019accezione pi\u00f9 ampia del termine, che comprende anche le espressioni estetiche del terzo millennio, tanto da non apparire\u00a0 strettamente minimalista e concettualista, lezione che pure ha rappresentato per lui una fonte d\u2019insegnamento e di meditazione preziosa, ma osmotico al rimando a un qualcosa di ulteriore,\u00a0 compresa la ricerca ininterrotta di uno spessore filosofico affidato a gesti, a materiali e a linguaggi nuovi. Gli stessi materiali sono un atto nel quale c\u2019\u00e8 un aspetto emozionale importante, anzi primario, ma anche filosofico e mistico. <\/strong>L\u2019alchimia, designata come Grande Arte (Ars magna) \u00e8 sempre stata considerata dai suoi adepti \u2013 che<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/IMG-20210506-WA0006-2-e1620677942771.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-22976 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/IMG-20210506-WA0006-2-e1620677942771.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"533\" \/><\/a> si autodefinivano artisti, poeti (poiet\u00e8s) o filosofi (il cui\u00a0 frutto magistrale era appunto chiamato Pietra filosofale \u2013 Lapis philosophorum) come l\u2019espressione per eccellenza dell\u2019attivit\u00e0 artistica. E, a proposito della Pietra filosofale, questa doveva portare all\u2019homo totus illuminato della conoscenza del suo mondo interiore. Basti pensare che\u00a0 sul frontone del tempio di Apollo a Delphi ci sono due parole incise : Gnoti Seauton (conosci te stesso), tanto che gli alchimisti non si stancavano di indicare\u00a0 che il loro oro (aurum philosophorum) non era l\u2019oro metallico (aurum vulgi), ma\u00a0\u00a0 la trasmutazione del piombo in oro valeva come\u00a0\u00a0 metafora per l\u2019autotrasformazione dell\u2019uomo. Il lavoro di Bruno Mangiaterra non \u00e8 mai stato isolato, ancor pi\u00f9 oggi perch\u00e9\u00a0 riguardo al rapporto fra arte e alchimia \u00e8 utile ricordare alcuni momenti rilevanti della riemersione del Mito dell\u2019Alchimia: la celebre mostra <em>Arte e Alchimia<\/em> di Arturo Schwarzt nel 1986 alla Biennale di Venezia (che ha avuto il merito di rilanciare il mito dell\u2019alchimia quale metafora di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/IMG-20210506-WA0004-e1620677812773.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-22974\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/IMG-20210506-WA0004-e1620677812773.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"400\" \/><\/a>processualit\u00e0 e di trasformazione), il catalogo tedesco dell\u2019omonima mostra <em>Art and Alchimy<\/em> (2014) al Kunstpalast di Dusseldorf, la mostra fiorentina <em>L\u2019Alchimia e le Arti. La Fonderia degli Uffizi, da laboratorio a stanza delle meraviglie<\/em> (2012-2013), dedicata alle arti decorative e alla raffinatezze della metallurgia di corte, fino alla citazione dell\u2019alchimia nel catalogo della mostra sui tarocchi viscontei <em>Il segreto dei segreti. I tarocchi Sola Busca<\/em> (2012-2013) presso la Pinacoteca di Brera. <strong>Le sequenze del suo lavoro che interrogano i luoghi e i non luoghi, le parole e la poesia, la finitezza del nostro immaginare\u00a0 e l\u2019infinit\u00e0 della natura, il vedere che \u00e8 un raccogliere e il processo creativo del sogno, le lacerazioni del mondo e le nostre lacerazioni, le divisioni in parti uguali della memoria, il diario degli anni, svela anzitempo come l\u2019intera sua arte e lo stesso modo di concepirla interrogano la poetica e le poetiche del pensiero nei suoi tratti pi\u00f9 intimi, riconoscendole il ruolo di maestra dell\u2019umanit\u00e0.\u00a0\u00a0 Non dimentichiamo che la bellezza \u00e8 misteriosa, e si d\u00e0 sempre\u00a0 in un velo,\u00a0 tanto che Bruno Mangiaterra nell\u2019intero percorso artistico mosso dal pensiero e\u00a0 dalla poesia,\u00a0 e dalla filosofia sempre pi\u00f9 nomade, per frammenti ha messo in piedi immagini inscalfibili e universali da poter essere tradotte e lette, senza perdere nulla di ci\u00f2 che in loro \u00e8 intimo, essenziale e poetico. D\u2019altronde l\u2019arte \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 che consiste nel produrre rapporti con il mondo intero, e materializzare\u00a0 -in una forma o nell\u2019altra- le sue relazioni con lo spazio e il tempo. Riscrivere la modernit\u00e0 \u00e8 stato il compito storico\u00a0 di questo inizio del XXI <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/20210504_171831-scaled-e1620677877119.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22975 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/20210504_171831-scaled-e1620677877119.jpg\" alt=\"\" width=\"455\" height=\"256\" \/><\/a>secolo, non beninteso ripartire da zero, ma inventare e selezionare le poetiche del pensiero come ha argomentatto Bruno Mangiaterra, in una narrativa lineare, capace di costituire nuovi alfabeti dell\u2019arte.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Bruno Mangiaterra<\/strong> \u00e8 nato a Loreto nel 1952. Negli anni dello studio pratica frequentemente artisti e critici d\u2019arte contemporanea e nel contempo effettualizza il suo lavoro ed espone alle prime mostre. Fin dal 1973, studente all\u2019Accademia di Belle Arti di Urbino, lavora ininterrottamente presentando il proprio lavoro in rassegne culturali personali e collettive, in Italia e all\u2019 estero. Vive e lavora nelle Marche a Loreto (An). E\u2019 docente di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico &#8220;E. Mannucci &#8221; di Ancona. E\u2019 stato segnalato pi\u00f9 volte da Giulio Turcato, ha pubblicato libri d\u2019arte e cartelle di incisioni con testi poetici e filosofi contemporanei tra gli altri : Carla Clementi, Giacomo Luigi Busilacchi, Umberto Piersanti, Eugenio De Signoribus, Plinio Acquabona, Paolo Volponi, Gianni D\u2019Elia, Giuseppe Cacciatore, Pasquale Venditti, Alessandro Cat\u00e0, Francesco Scarabocchi, Graziano Crinella. Le sue opere sono presenti in numerose Collezioni pubbliche e private. Ha ideato numerose rassegne di Arte Contemporanea e convegni culturali per Enti e Istituzioni. Hanno scritto di lui fra gli altri Giacomo Luigi Busilacchi (An), Carlo Cecchi (Jesi), Carla Clementi (An), Vincenzo Piermattei (An), Giancarlo Bassotti (Jesi), Mariastella Rizzo (Mi), Gualtiero De Santi (PU), Armando Ginesi (Jesi), Mariano Apa (Roma), Giorgio Verzotti (Mi), Toni Toniato (Ve), Carlo Melloni (Ap),Enrico Savini (Jesi), Daniela Bontempo (An), Eenzo Di Grazia (Firenze), Vittorio Erlindo (Mn), Pierre Restany (Mi), Giovanni Grassi (Sorrento), Donatella Gallone (Napoli), Grazia Maria Torri (Fo), M.Savini (Ap), E. Di Mauro (To), Roberto Lambarelli (Roma), Vittorio Rubiu (Roma), Giulio Turcato (Roma), Laura Monaldi (Ap), Bruno Ceci (Urbino), Lucilla Nicolini (An), Roberta Ridolfi (PU), Gabriele Perretta (Roma), Franco Jesurun (Trieste), Bruno Cantarini (Ancona), Luciano Marucci (Ap), Giovanni Bonanno (Palermo), Valerio Deh\u00f2 (Bo), Massimo Raffaeli (An), Carlo Franza (Mi) Enrico Capodaglio (PU), Daniela Simoni (Fermo), Marck Delrue (Belgio). Ha vinto nel 2008 il Premio delle Arti-Premio della Cultura al Circolo della stampa Milano. Nel 2011 \u00e8 presente alla\u00a0 54\u00b0 Esposizione Internazionale d\u2019arte della Biennale di Venezia, Padiglione Italia Marche.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Presso il Circolo degli Esteri \u00a0di Roma (Via dell\u2019Acqua Acetosa 42), fondato nel 1936 con finalit\u00e0 di rappresentanza del Ministero degli Affari Esteri, \u00e8 stata inaugurata mercoled\u00ec 5 maggio \u00a02020, alle ore 18, la mostra personale dal titolo \u201cLe poetiche del pensiero\u201d di Bruno Mangiaterra, a cura del prof. Carlo Franza, il quale gi\u00e0 nel titolo ha voluto lasciar leggere nella mostra la mistica del pensiero concettuale dell\u2019artista, \u00a0la filosofia del mondo ruotante attorno alla \u201cpietra filosofale\u201d, che \u00e8 non solo motore, archetipo, ma lezione e simbolo \u00a0\u00a0forte. All\u2019inaugurazione insieme all\u2019artista, erano presenti Luigi Maria Vignali, Ministro Plenipotenziario e Presidente [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/05\/10\/bruno-mangiaterra-artista-concettuale-con-una-straordinaria-mostra-al-circolo-esteri-della-farnesina-a-roma-evento-colto-e-straordinario-che-incornicia-la-pietra-filosofale-motore-archetipo-le\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,53889,53888,53709,53710,9894,28280,10357,108230,38618,28386,44545,44441,87,35351,35224,28308,26,80676,17505,35188,53852,28369,17494,4625,409394],"tags":[231149,355308,386469,35174,409236,409232,409355,417369,417371,417370,417372,390486],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22964"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22964"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22964\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22977,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22964\/revisions\/22977"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22964"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22964"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22964"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}