{"id":22978,"date":"2021-05-11T17:04:14","date_gmt":"2021-05-11T17:04:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=22978"},"modified":"2021-05-11T17:04:14","modified_gmt":"2021-05-11T17:04:14","slug":"le-memorie-triestine-di-leonor-fini-al-polo-museale-di-trieste-del-magazzino-porto-vecchio-una-grande-mostra-la-celebra-nel-25esimo-della-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/05\/11\/le-memorie-triestine-di-leonor-fini-al-polo-museale-di-trieste-del-magazzino-porto-vecchio-una-grande-mostra-la-celebra-nel-25esimo-della-morte\/","title":{"rendered":"Le memorie triestine di Leonor Fini. Al Polo Museale di  Trieste del Magazzino\/Porto Vecchio, una grande mostra la celebra nel 25esimo della morte."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/leonor-fini_paris-c-1938_anonymous_courtesy_of_leonor_fini_estate-e1620752102884.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22989\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/leonor-fini_paris-c-1938_anonymous_courtesy_of_leonor_fini_estate-e1620752102884.jpg\" alt=\"\" width=\"335\" height=\"465\" \/><\/a>A 25 anni dalla morte di <strong>Leonor Fini<\/strong>, pittrice surrealista, ma anche costumista, scenografa, incisore, illustratrice e scrittrice di fama e frequentazioni internazionali, a <strong>Trieste<\/strong>, al<strong> Polo museale<\/strong> del<strong> Magazzi<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/9zc_Leonor_Fini_sept144.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-22980 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/9zc_Leonor_Fini_sept144.jpg\" alt=\"\" width=\"354\" height=\"261\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/9zc_Leonor_Fini_sept144.jpg 354w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/9zc_Leonor_Fini_sept144-300x221.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/><\/a>no 26<\/strong> in<strong> Porto Vecchio<\/strong>, \u00a0ecco la mostra multimediale di pittura, luce, musica e percezione olfattiva, intitolata \u201c<strong>Leonor Fini. Memorie triestine<\/strong>\u201d, \u00a0dal 26 giugno al 20 agosto 2021.\u00a0 Una rilettura del tutto inedita della personalit\u00e0 e della creativit\u00e0 dell\u2019artista (Buenos Aires 1907 &#8211; Parigi 1996), analizzando il suo intenso e fondamentale rapporto con la citt\u00e0 d\u2019origine della madre, \u00a0Trieste appunto, dove Malvina Braun condusse la figlia all\u2019et\u00e0 di un anno e dove Leonor si form\u00f2 sul piano artistico culturale e su quello umano e personale fino all\u2019et\u00e0 di circa vent\u2019anni, rimanendovi sempre molto legata.<br \/>\nLa rassegna \u00e8 promossa dall\u2019Associazione Foemina APS in coorganizzazione con l\u2019Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste, in collaborazione con la Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, con l\u2019Assessorato alla Cultura del Comune di Laveno-Mombello (Varese) e il MIDeC &#8211; Museo Internazionale del Design Ceramico di Laveno-Mombello e la Media partnership del quotidiano Il Piccolo\/GEDI Gruppo Editoriale. Grazie a una ricca sequenza di testimonianze per la maggior parte inedite e rare (disegni, dipinti, acquerelli, incisioni di Leonor, documenti, libri, affiche, lettere, una sezione filmografica curata dal regista belga Yves Warson, video interviste, abiti appartenuti all\u2019artista e un approfondimento <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/9zc_Leonor_Fini_sept146.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-22981 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/9zc_Leonor_Fini_sept146.jpg\" alt=\"\" width=\"354\" height=\"261\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/9zc_Leonor_Fini_sept146.jpg 354w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/9zc_Leonor_Fini_sept146-300x221.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/><\/a>sul piano letterario e grafologico della sua personalit\u00e0), l\u2019esposizione rivela, oltre al risvolto pi\u00f9 intimo e privato della Fini, anche un approfondimento sul clima culturale della Trieste del Novecento. Qui lei visse nella casa materna, sempre in compagnia di un gatto, che sarebbe divenuto poi il leitmotiv principe della sua arte, e a stretto contatto con il colto milieu internazionale e d\u2019avanguardia che connotava la citt\u00e0 all\u2019epoca, frequentando assiduamente personaggi triestini suoi coetanei, che sarebbero divenuti famosi a livello int<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/9zd_Leonor_Fini_nov142.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-22982 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/9zd_Leonor_Fini_nov142.jpg\" alt=\"\" width=\"283\" height=\"354\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/9zd_Leonor_Fini_nov142.jpg 283w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/9zd_Leonor_Fini_nov142-240x300.jpg 240w\" sizes=\"(max-width: 283px) 100vw, 283px\" \/><\/a>ernazionale, quali per esempio il futuro gallerista Leo Castelli, il famoso critico, estetologo e artista Gillo Dorfles, Bobi Bazlen, il grande traghettatore della letteratura dell\u2019Est europeo in Italia, e il pittore Arturo Nathan, accanto a Italo Svevo e Umberto Saba. Di particolare interesse, in mostra, sono il video con le interviste inedite della curatrice sulla Fini a Dorfles, a Daisy, la sorella di Nathan, e ad altri personaggi che la conobbero e la sezione dedicata alle porcellane decorate da Leonor, finora mai citate nei numerosi cataloghi dedicati all\u2019artista.<br \/>\n<strong>La mostra, gi\u00e0 presentata con successo all\u2019Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, dove la Fini \u00e8 molto nota, essendo stata legata ai Surrealisti francesi, il cui linguaggio vanta in Belgio protagonisti internazionali quali Magritte e Delvaux, sar\u00e0 allestita, dopo <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/leonor_fini_figuracongatto-e1620751727415.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22979 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/leonor_fini_figuracongatto-e1620751727415.jpg\" alt=\"\" width=\"431\" height=\"293\" \/><\/a>Trieste, a Parigi, dove la pittrice si trasfer\u00ec ventitreenne, guadagnando largo consenso e rimanendovi fino alla morte. <\/strong>Come nelle altre sedi, la vernice sar\u00e0 sottolineata da una performance multimediale di luce e musica e, a Trieste, anche olfattiva, ispirata alla Fini e creata site speci?c da Accerboni. Sar\u00e0 realizzata una macroproiezione luminosa, mentre il musicista italo-brasiliano Paolo Troni interpreter\u00e0 dal vivo alcune sue composizioni inedite ispirate a Leonor e concepite espressamente per la rassegna, che saranno diffuse quale colonna sonora all\u2019interno della sede espositiva durante tutta la durata dell\u2019esposizione. Verr\u00e0 inoltre creato un profumo dedicato alla pittrice, intitolato \u201cLol\u00f2\u201d, il soprannome con cui tutti, amici e famigliari, la chiamavano a Trieste nel suo periodo giovanile, e l\u2019essenza verr\u00e0 diffusa in mostra, rappresentandone la \u201ccolonna olfattiva\u201d.<br \/>\nL\u2019esposizione si situa in un ciclo di manifestazioni, ideato e curato da Accerboni e dedicato a personaggi internazionali della cultura triestina del \u2018900, iniziato con la mostra Arturo Nathan. Silenzio e luce, concepita per celebrare il pittore anglo-indo-triestino, grande amico di Leonor e di Dorfles, e proseguito con l\u2019Incontro multimediale con Umberto Saba per ricordare il centenario dell\u2019inizio dell\u2019attivit\u00e0 a Trieste della libreria di uno dei maggiori poeti italianidel \u2018900, e con la mostra \u201cIl segno rivelatore di Gillo\u201d, dedicata al grande critico e pittore triestino. Il percorso proseguir\u00e0 il prossimo anno a Parigi con la mostra sulla Fini, per testimoniare anche il particolare milieu culturale d\u2019avanguardia e cosmopolita della Trieste del primo Novecento e tra le due guerre. Nathan, Saba, Dorfles e la Fini sono infatti delle personalit\u00e0 che negli anni Trenta si conobbero e si frequentarono a Trieste assieme a Bobi Bazlen, Leo Castelli e Svevo, prima di decollare verso l\u2019internazionalit\u00e0. Tutte le manifestazioni del ciclo presentano un\u2019impronta multimediale, proponendo a ogni inaugurazione una diversa performance di luce e musica, creata da Accerboni site specific per ogni sede.<br \/>\n<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/9zm_Leonor_Fini_lithographie_avr191.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-22983\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/9zm_Leonor_Fini_lithographie_avr191.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"151\" \/><\/a>In mostra sono presenti una sessantina tra disegni, acquerelli, oli, chine e incisioni, quasi tutti inediti, e un rarissimo libro contenente 49 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/9zp_Leonor_Fini_lithographie_fev201.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-22984 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/9zp_Leonor_Fini_lithographie_fev201.jpg\" alt=\"\" width=\"156\" height=\"200\" \/><\/a>riproduzioni di straordinari disegni a colori, in cui la Fini reinterpreta la figura del gatto, che lei considerava una sorta di divinit\u00e0, in chiave favolistica, trasformando i felini nei personaggi pi\u00f9 disparati, come in una sorta di inesauribile, magico racconto fantastico.<\/strong> Tra le opere esposte compaiono i lavori donati da Leonor alla cugina triestina Mary Frausin, cui l\u2019artista era legatissima, e la ricca collezione di opere &#8211; molte fuori commercio e prove d\u2019autore &#8211; regalate all\u2019amico triestino Giorgio Cociani, al quale la pittrice era unita dalla passione per i gatti e con il quale aveva intrattenuto per circa vent\u2019anni una fitta corrispondenza. <strong>E quasi una trentina fra lettere e cartoline inedite, spesso \u201cistoriate\u201d dall\u2019artista con disegni e collage, inviate a Cociani, vengono ora esposte accanto a importanti e rari libri d\u2019arte a lei dedicati, affiche di sue prestigiose personali, documenti, foto e a una vasta e pluridecennale rassegna stampa italiana e straniera, che sar\u00e0 consultabile dai visitatori.<\/strong> Presenti inoltre alcune lettere di Nathan, alcuni stralci di lettere di Gillo Dorfles, altra corrispondenza e una decina di preziosi capi d\u2019abbigliamento appartenuti alla Fini.<br \/>\n<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/fini_pastorella.320x0.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-22985\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/fini_pastorella.320x0.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"411\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/fini_pastorella.320x0.jpg 320w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/fini_pastorella.320x0-234x300.jpg 234w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a>Lungo il percorso espositivo sono messi in dialogo anche tre dipinti molto importanti: uno della Fini, uno di Nathan e uno di Dorfles, a testimoniare simbolicamente la loro affinit\u00e0 elettiva, la pittura introspettiva e visionar<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/2015_PAR_04038_0111_000leonor_fini_gardienne_des_phoenix083456-scaled-e1620752006682.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-22986 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/2015_PAR_04038_0111_000leonor_fini_gardienne_des_phoenix083456-scaled-e1620752006682.jpg\" alt=\"\" width=\"353\" height=\"506\" \/><\/a>ia che li accomunava e la loro grande amicizia.<\/strong> Nella stessa ottica di approfondimento e comparazione delle tre personalit\u00e0, sar\u00e0 esposta un\u2019indagine grafologica e letteraria dei loro scritti. Di grande interesse anche la sezione che comprende una ventina di rare porcellane e bozzetti con motivo di figure femminili mascherate e maschere carnevalesche policrome, decorate intorno al \u201951 mediante decalcomanie tratte da disegni della Fini per la Societ\u00e0 Ceramica Italiana (S.C.I.) di Laveno-Mombello (Varese): una vera chicca, poich\u00e9 finora tali manifatture non sono mai state citate nei numerosi cataloghi dedicati all\u2019artista. A completare il percorso ci sono un video ideato dalla curatrice con interviste inedite a parenti e amici triestini della Fini \u2013 tra quest\u2019ultimi Gillo Dorfles e Daisy Nathan, sorella del pittore &#8211; e una sezione filmografica curata dal regista belga Yves Warson.<br \/>\nIn occasione della mostra verranno istituiti un Premio di pittura, che sar\u00e0 attribuito a una giovane promessa dell\u2019arte, un Premio per la migliore illustrazione ispirata all\u2019opera della Fini, che fu anche una raffinata illustratrice, e un Concorso per bambini, in cui verr\u00e0 premiata la migliore interpretazione della figura del gatto, personaggio cardine della creativit\u00e0 di Leonor. Nel contesto della rassegna avranno luogo numerosi eventi collaterali, visite guidate e laboratori dedicati ad adulti e bambini, sempre ispirati alle sue opere. Tra gli appuntamenti di approfondimento, uno vedr\u00e0 protagonista Cristina Battocletti, giornalista de Il Sole 24 Ore, esperta di cultura triestina e del Nord Est, un altro, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/Leonor-Fini-la-Tenebrosa-1978.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-22987\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/Leonor-Fini-la-Tenebrosa-1978.jpg\" alt=\"\" width=\"397\" height=\"527\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/Leonor-Fini-la-Tenebrosa-1978.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/Leonor-Fini-la-Tenebrosa-1978-226x300.jpg 226w\" sizes=\"(max-width: 397px) 100vw, 397px\" \/><\/a>Lilly Frausin, cugina di Leonor, che sar\u00e0 intervistata dalla curatrice. Altri incontri avverranno con Maria Grazia Spirito, gi\u00e0 direttrice del MIDeC \u2013 Museo Internazionale del Design Ceramico di Laveno Mombello (Varese), che illustrer\u00e0 le porcellane decorate con i disegni della Fini e prodotte dalla Societ\u00e0 Ceramica Italiana della cittadina lombarda, e con Mauro Galli, presidente dell\u2019Associazione Grafologica Italiana \u2013 sezione di Trieste, che verter\u00e0 sulla grafia e quindi sulla personalit\u00e0 della Fini in rapporto alle grafie e al temperamento degli amici Nathan e Dorfles; <strong>un ulteriore approfondimento sar\u00e0 svolto da Cristina Benussi, gi\u00e0 direttore del Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e preside della Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste, che parler\u00e0 della valenza letteraria di Leonor, che fu anche scrittrice e autrice di due poemi, la cui lettura scenica sar\u00e0 oggetto di un altro appuntamento collaterale.<\/strong> Sono previsti inoltre laboratori di fumetto per bambini e d\u2019illustrazione per adulti con Paola Ramella, disegnatrice triestina di fama internazionale e titolare della Scuola Zerocinque.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/OIPZKJ9O0SU.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-22988 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/OIPZKJ9O0SU.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"288\" \/><\/a><br \/>\nNell\u2019ambito del progetto espositivo verr\u00e0 editato un volume, curato da Accerboni, in cui saranno pubblicate tutte le opere esposte, il carteggio inedito con l\u2019amico triestino Giorgio Cociani e con altri personaggi e un approfondimento ragionato sui temi sviluppati nell\u2019esposizione. Al libro sar\u00e0 annesso il video delle interviste integrali e inedite della curatrice sulla Fini.<\/p>\n<p><strong>Leonor Fini.<\/strong> \u00a0Nata a Buenos Aires nel 1907 da padre di origini beneventane e madre triestina di origine tedesca, Leonor Fini si form\u00f2 artisticamente nei primi vent\u2019anni della sua vita nel fervido e vivace milieu culturale della Trieste dell\u2019epoca, sospeso tra pensiero mitteleuropeo e suggestioni italiane, a contatto con personalit\u00e0 di livello internazionale. Nella sua citt\u00e0, in cui nel 1969 il Gruppo giuliano cronisti le avrebbe conferito il San Giusto d\u2019Oro, aveva stretto grande amicizia con i pittori Arturo Nathan, Carlo Sbis\u00e0 ed Edmondo Passauro, ritrattista e pittore di figura che in quegli anni influenz\u00f2 notevolmente la sua ispirazione e la sua maniera. Dopo aver raffigurato, secondo uno stile ancora sul filo della tradizione, personaggi eminenti della citt\u00e0 giuliana, <strong>a Milano Leonor assimil\u00f2 l\u2019influenza novecentista grazie all\u2019incontro con il classicismo di Achille Funi e con il tonalismo di Carlo Carr\u00e0 e Arturo Tosi.<\/strong> Trasferitasi nel 1931 a Parigi, abbandon\u00f2 tale riferimento linguistico, per divenire in breve una delle pi\u00f9 importanti, significative e raffinate rappresentanti del Surrealismo, in seguito anche al <strong>fatale contatto con pittori quali Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Filippo de Pisis, Massimo Campigli e con i Surrealisti d\u2019oltralpe.<\/strong> Fu autrice di un lessico molto personale e pervaso d\u2019inquietudine, assai apprezzato da critica e pubblico in un\u2019epoca in cui non era facile per le donne operare nel campo dell\u2019arte, a causa di molti pregiudizi. <strong>Inseritasi nell\u2019\u00e9lite parigina, grazie anche all\u2019amico scrittore e drammaturgo Andr\u00e9 Pieyre de Mandiargues e a de Pisis, venne presto a contatto con Andr\u00e9 Breton, poeta, critico d\u2019arte e teorico del Surrealismo, e con il suo ambito, cui era accomunata dal piacere per la simbologia onirica e per il fantastico, che sapeva esprimere con delicatezza, grande personalit\u00e0 ed eleganza decorativa.<\/strong> Legatissima a Trieste e alla figura materna, Leonor, donna dai molti amori, mantenne comunque per quasi quarant\u2019anni &#8211; secondo un personale concetto di fedelt\u00e0 &#8211; <strong>una triangolazione affettiva stabile con il diplomatico e pittore Stanislao Lepri e con l\u2019intellettuale polacco Kostantin Jelenski,<\/strong> <strong>con i quali condivise la propria abitazione parigina fino alla loro morte.<\/strong> Da allora si isol\u00f2 volontariamente, ritirandosi pi\u00f9 tardi in una fattoria a St-Dy\u00e9 sur Loire, fino alla <strong>sua scomparsa, avvenuta nel \u201996 a Parigi.<\/strong>Oltre alle numerose e importanti esposizioni a lei dedicate in Belgio (1965), Italia (1983, 2005), Giappone (1972-\u201973, 1985-\u201986, 2005), USA (Weinstein Gallery, S. Francisco 2001-2002, 2006, 2008; CFM Gallery, New York 1997, 1999), Parigi ha ospitato sue importanti personali alla Galleria Minsky (dal 1998 al 2002, nel 2004 e 2007 e dal 2008 a oggi). In Germania \u00e8 stata presente nel 1997-\u201998 al Panorama Museum di Bad Frankenhausen (Turingia).<br \/>\nIn Italia sue opere si trovano al Museo d\u2019Arte Moderna Revoltella di Trieste, Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea e Museo Mario Praz di Roma, Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea Palazzo Massari di Ferrara. In Francia: a Parigi al Museo d\u2019Arte Moderna della Citt\u00e0 di Parigi, Centre Georges Pompidou e Teatro Nazionale dell\u2019Opera; al Museo di Grenoble. Una mostra permanente e uno spazio rievocativo a lei dedicati sono ospitati dal 2008 al Museo-Hospice Saint-Roch di Issoudun in Francia. \u00c8 presente in Belgio al Museo d\u2019Arte Moderna di Bruxelles, in Svizzera al Museo di Arte e Storia di Ginevra, in Inghilterra alla Tate Modern di Londra, in Giappone al Miyazaki Prefectural Art Museum di Miyazaki, negli Stati Uniti all\u2019Art Institute di Chicago.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>A 25 anni dalla morte di Leonor Fini, pittrice surrealista, ma anche costumista, scenografa, incisore, illustratrice e scrittrice di fama e frequentazioni internazionali, a Trieste, al Polo museale del Magazzino 26 in Porto Vecchio, \u00a0ecco la mostra multimediale di pittura, luce, musica e percezione olfattiva, intitolata \u201cLeonor Fini. Memorie triestine\u201d, \u00a0dal 26 giugno al 20 agosto 2021.\u00a0 Una rilettura del tutto inedita della personalit\u00e0 e della creativit\u00e0 dell\u2019artista (Buenos Aires 1907 &#8211; Parigi 1996), analizzando il suo intenso e fondamentale rapporto con la citt\u00e0 d\u2019origine della madre, \u00a0Trieste appunto, dove Malvina Braun condusse la figlia all\u2019et\u00e0 di un anno e [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/05\/11\/le-memorie-triestine-di-leonor-fini-al-polo-museale-di-trieste-del-magazzino-porto-vecchio-una-grande-mostra-la-celebra-nel-25esimo-della-morte\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,53889,74779,53709,53710,66803,66558,35499,9894,417373,28386,44545,44441,87,35351,53741,44697,26,17505,35188,28369,7576,51665,4625,409394,44754],"tags":[417376,231314,417374,417377,93597,294728,44595,44465,417375,386584,417378,355195,25102],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22978"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22978"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22978\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22990,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22978\/revisions\/22990"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22978"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22978"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22978"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}