{"id":23025,"date":"2021-05-15T13:41:27","date_gmt":"2021-05-15T13:41:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=23025"},"modified":"2021-05-15T13:41:27","modified_gmt":"2021-05-15T13:41:27","slug":"per-germano-celant-a-un-anno-dalla-morte-pubblicato-uno-degli-ultimi-lavori-del-celebre-critico-darte-un-volume-dedicato-a-34-mostre-da-lui-progettate-e-curate-tra-il-1967-e-il-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/05\/15\/per-germano-celant-a-un-anno-dalla-morte-pubblicato-uno-degli-ultimi-lavori-del-celebre-critico-darte-un-volume-dedicato-a-34-mostre-da-lui-progettate-e-curate-tra-il-1967-e-il-2018\/","title":{"rendered":"Per Germano Celant.  A un anno dalla morte pubblicato uno degli ultimi lavori del celebre critico d&#8217;arte, un volume dedicato a 34 mostre da lui progettate e curate tra il 1967 e il 2018."},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/processed-e1621085274981.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-23026\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/processed-e1621085274981.jpeg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" \/><\/a>Per cinquant\u2019anni ho praticato diverse scritture: la teorica per la stesura saggi,<\/em> <em>l\u2019editoriale per la costruzione di libri e di cataloghi, e infine l\u2019espositiva [&#8230;].<\/em> The Story of (my) Exhibitions<em> tenta di portare l\u2019attenzione su quest\u2019ultimo tipo di scrittura(<\/em>Germano Celant). <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/10.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23027 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/10.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/10.jpg 591w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/10-300x178.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Milano. <\/em><strong>562 pagine<\/strong>, oltre <strong>300 immagini<\/strong> di cui molte inedite, una ricca raccolta di <strong>documenti<\/strong> e <strong>testi critici<\/strong>: <strong><em>The Story of (my) Exhibitions <\/em><\/strong><em>\u2013 <\/em>uno degli ultimi imponenti lavori editoriali di <strong>Germano Celant<\/strong>, pubblicato da <strong>Silvana Editoriale<\/strong> in collaborazione con <strong>Studio Celant<\/strong> \u2013 testimonia il percorso storico e critico di <strong>34 mostre da lui progettate e curate tra il 1967 e il 2018<\/strong>. A un anno dalla sua scomparsa <strong>Silvana Editoriale in collaborazione con Studio Celant <\/strong>pubblica uno degli ultimi lavori del celebre critico d&#8217;arte, un volume imponente, a cui stava lavorando da tempo.<\/p>\n<p>\u201c<em>Celant stava lavorando da tempo a un progetto editoriale che fosse la sintesi della sua ampia indagine critica e questo volume, di cui ha seguito tutte le fasi di lavorazione, ne rappresenta l\u2019esito. In ognuna <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/5-e1621085397790.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-23028\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/5-e1621085397790.jpg\" alt=\"\" width=\"404\" height=\"269\" \/><\/a>delle mostre presentate al suo interno \u00e8 possibile riconoscere il metodo curatoriale attraverso il quale, avvalendosi di diversi linguaggi e media differenti nell\u2019accostare opere d\u2019arte e materiale documentario, giungeva alla creazione del dispositivo \u2018mostra\u2019. Lo Studio Celant ha lavorato insieme all\u2019editore Silvana Editoriale per fare in modo che la pubblicazione fosse realizzata seguendo la sua <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/CIODnX3Q-scaled-e1621085631678.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23029 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/CIODnX3Q-scaled-e1621085631678.jpeg\" alt=\"\" width=\"335\" height=\"404\" \/><\/a>idea originale<\/em>.\u201d (Studio Celant)<\/p>\n<p>Il volume racconta la <strong>logica dell\u2019esporre che ha caratterizzato il lavoro di Celant<\/strong>, la <strong>metodologia della ricerca e le diverse tipologie di allestimento<\/strong> utilizzate di volta in volta, presentando una selezione di mostre in ordine cronologico che riflettono la complessit\u00e0 del suo contributo alla storia delle esposizioni.<\/p>\n<p>Si parte dal 1967 con la prima definizione dell\u2019Arte Povera, per poi dedicarsi alle vicende contemporanee internazionali con <strong><em>Conceptual art, Arte povera, Land art <\/em><\/strong>(1970) alla Galleria Civica d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Torino, per approdare nel 1976 alla grande mostra sul tema <strong><em>Ambiente\/Arte<\/em><\/strong>, alla Biennale di Venezia.<\/p>\n<p>L\u2019excursus continua coprendo <strong>diversi ambiti di ricerca,<\/strong> presentati nelle pi\u00f9 importanti sedi espositive e museali italiane e internazionali nei decenni successivi: dalla ripresa e rilettura in chiave storica dell\u2019Arte Poverain mostre come <strong><em>Coerenza in coerenza<\/em><\/strong> (1984) alla Mole Antonelliana di Torino, <strong><em>The Knot Arte Povera at P.S.1<\/em><\/strong> (1985) a New York, <strong><em>Arte Povera 2011 <\/em><\/strong>in varie sedi, alle vicende dell\u2019arte italiana del Novecento in mostre come <strong><em>Identit\u00e9 italienne. L\u2019art en Italie depuis 1959<\/em><\/strong> (1981) al Centre Georges Pompidou di Parigi, <strong><em>Arte Italiana. Presenze 1900-1945 <\/em><\/strong>(1989) aPalazzo Grassi a Venezia, <strong><em>Italian Metamorphosis 1943-1968 <\/em><\/strong>(1994-95) al Solomon R. Guggenheim Museum di New York.<\/p>\n<p>E ancora il tema della contaminazione tra linguaggi come arte e moda in esposizioni come <strong><em>Il Tempo e la Moda<\/em><\/strong> (1996) alla Biennale di Firenze, arte e architettura come in <strong><em>Arti &amp; Architettura 1900-2000<\/em><\/strong> (2004) a Genova, arte e musica in <strong><em>Art or Sound<\/em><\/strong> (2014) alla Fondazione Prada di Venezia, o ancora arte e cibo nella mostra <strong><em>Arts &amp; Foods<\/em><\/strong> (2015) alla Triennale di Milano.<\/p>\n<p>Al tema del <em>reenactment<\/em>, infine, sono dedicati progetti espositivi come <strong><em>When Attitudes Become Form. Bern 1969\/Venice 2013<\/em><\/strong>, alla Fondazione Prada di Venezia e <strong><em>Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943<\/em><\/strong> (2018) alla Fondazione Prada a Milano.<\/p>\n<p>Una panoramica da cui emerge <strong>l\u2019evoluzione della pratica curatoriale di Celant<\/strong>, dall\u2019interpretazione personale all\u2019attenzione per il documento storico, con lo sguardo sempre rivolto verso i media non tradizionali (libro, disco, fotografia) e verso gli sconfinamenti tra i diversi linguaggi (arte, architettura, design).<\/p>\n<p><strong><em>The Story of (my) Exhibitions <\/em><\/strong>rivela la ricchezza di uno straordinario percorso umano e professionale, in cui una costante tensione culturale, alimentata dal rigore scientifico, si risolve nella spettacolare messa in scena delle opere d\u2019arte, capaci di suggestioni e sensibilit\u00e0 ad ampio spettro: una dicotomia che rivela la profondit\u00e0 del lavoro di Celant, traccia il perimetro della sua eredit\u00e0 scientifica e ne rappresenta <strong>un vivo testamento intellettuale<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Per cinquant\u2019anni ho praticato diverse scritture: la teorica per la stesura saggi, l\u2019editoriale per la costruzione di libri e di cataloghi, e infine l\u2019espositiva [&#8230;]. 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