{"id":23052,"date":"2021-05-18T20:06:44","date_gmt":"2021-05-18T20:06:44","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=23052"},"modified":"2021-05-18T20:06:44","modified_gmt":"2021-05-18T20:06:44","slug":"alberto-biasi-la-visibilita-dellinvisibile-il-pioniere-dellarte-programmata-in-mostra-alla-m77-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/05\/18\/alberto-biasi-la-visibilita-dellinvisibile-il-pioniere-dellarte-programmata-in-mostra-alla-m77-di-milano\/","title":{"rendered":"Alberto Biasi. La visibilit\u00e0 dell&#8217;invisibile. Il Pioniere dell\u2019Arte Programmata  in mostra alla M77 di Milano."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/115627-unnamed_4_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23053\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/115627-unnamed_4_.jpg\" alt=\"\" width=\"423\" height=\"317\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/115627-unnamed_4_.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/115627-unnamed_4_-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 423px) 100vw, 423px\" \/><\/a><strong>M77<\/strong>\u00a0presenta\u00a0<strong><em>La visibilit\u00e0 dell&#8217;invisibile<\/em><\/strong>, progetto espositivo dedicato all&#8217;artista\u00a0<strong>Alberto Biasi<\/strong>\u00a0(Padova, 1937), a cura<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_006-e1621366629389.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23054 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_006-e1621366629389.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"280\" \/><\/a> di\u00a0<strong>Alberto Salvadori<\/strong>\u00a0e appositamente concepito per gli spazi della galleria. L\u2019esposizione, compatibilmente con eventuali restrizioni dovute all&#8217;evolversi della pandemia, sar\u00e0 aperta fino \u00a0a domenica 19 settembre 2021. Alberto Biasi \u00e8 tra i maggiori protagonisti dell&#8217;arte italiana del dopoguerra: pioniere dell&#8217;<strong>Arte Programmata\u00a0<\/strong>e co-fondatore dello storico Gruppo N, Biasi ha incentrato la propria ricerca artistica sulla ricerca ottico-cinetica estesa alla realizzazione di installazioni, ambienti e, pi\u00f9 recentemente, di sculture. Con questa mostra, M77 e il curatore Alberto Salvadori hanno inteso tornare alle origini della lunghissima carriera dell&#8217;artista padovano, valorizzandone soprattutto gli\u00a0<strong>aspetti gestaltici ed esperienziali<\/strong>\u00a0e il ruolo rivoluzionario svolto per introdurre nel nostro paese il concetto stesso di\u00a0<strong>ambiente\/opera d&#8217;arte<\/strong>. I quattro ambienti e l&#8217;installazione esposti da M77 non giocano solo con lo spazio e la luce, ma anche e soprattutto con chi si trova a percorre i mondi che l&#8217;artista ha preparato per lui: il visitatore, con le sue reazioni e risposte alle stranianti proposte dell&#8217;artista, \u00e8 il vero protagonista dell&#8217;opera.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_008-e1621366661904.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23055\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_008-e1621366661904.jpg\" alt=\"\" width=\"384\" height=\"256\" \/><\/a>&#8220;Ho scelto <em>La visibilit\u00e0 dell&#8217;invisibile\u00a0<\/em>come titolo dell&#8217;esposizione&#8221;, spiega Salvadori, &#8220;perch\u00e9 nel lavoro di Biasi tengo a sottolineare la centralit\u00e0 della dimensione di\u00a0<strong>partecipazione co-creativa del fruitore<\/strong>\u00a0attraverso lo strutturarsi fenomenologico delle esperienze proposte dall&#8217;artista in un percorso autenticamente personale, piuttosto che la pur importante ricerca sulla percezione visiva in senso stretto. Nello studiare il primo Biasi non \u00e8 possibile sopravvalutare il gusto quasi dadaistico e il piacere ludico con cui vengono concepite e proposte le sue installazioni-ambiente; lo stesso dicasi per l&#8217;influsso di\u00a0<em>Opera Aperta<\/em>\u00a0di Eco, davvero decisivo&#8221;.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_047-e1621366704318.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23056 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_047-e1621366704318.jpg\" alt=\"\" width=\"385\" height=\"257\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>All&#8217;ingresso dell&#8217;edificio di M77 in via Mecenate il visitatore verr\u00e0 accolto da\u00a0<em>La mostra del pane<\/em>, installazione<\/strong> <strong>del<\/strong>\u00a0<strong>1961<\/strong>\u00a0di chiara ascendenza duchampiana in cui vengono\u00a0<strong>esposti i panini realizzati da un fornaio di fantasia<\/strong>, chiamato Giovanni Zorzon a ricordare Giorgione, quasi-conterraneo di Biasi. Quelle che furono senza dubbio le prime opere di arte cinetica programmata di Biasi, gli ambienti\u00a0<strong><em>Proiezioni di luce e ombra<\/em><\/strong>\u00a0(1961) e\u00a0<strong><em>Light Prism<\/em><\/strong>\u00a0(1962)\u00a0sono invece lavori accomunati dal\u00a0<strong><em>cinetismo reale<\/em><\/strong>, cio\u00e8 dall&#8217;intervento di piccoli motori elettrici che introducono un moto programmato nello spazio che il visitatore \u00e8 chiamato ad attraversare e nella sua illuminazione.<br \/>\nCon\u00a0<strong><em>Eco<\/em><\/strong>, del 1974, il ruolo dell&#8217;azione dello spettatore come parte determinante dell\u2019operazione artistica \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente: si tratta di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_044-e1621366736340.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23057\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_044-e1621366736340.jpg\" alt=\"\" width=\"311\" height=\"466\" \/><\/a>un\u00a0<strong>environment che ruba l\u2019ombra del fruitore<\/strong>\u00a0generando un\u2019impronta\\ombra di chi si mette in rapporto con una parete fotosensibile. Si crea cos\u00ec un\u2019opera effimera, evanescente, destinata a scomparire dopo pochi attimi dalla sua creazione. Il quarto ambiente in mostra,\u00a0<strong><em>Io sono, tu sei, egli \u00e8<\/em><\/strong>\u00a0(1973) \u00e8 profondamente\u00a0<strong>concettuale<\/strong>: suddivide lo spazio in una sorta di trittico in cui si manifestano le riflessioni maturate dall\u2019artista sulla propria identit\u00e0 e sulla propria corporeit\u00e0 dotata di sensi. La pittura \u00e8 lo\u00a0<em>egli \u00e8<\/em>, il\u00a0<em>tu sei<\/em>\u00a0\u00e8 l\u2019happening,\u00a0<em>io sono<\/em>\u00a0rappresenta la tautologia.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_040-e1621366768371.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23058 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_040-e1621366768371.jpg\" alt=\"\" width=\"269\" height=\"403\" \/><\/a><br \/>\nLa mostra \u00e8 accompagnata da un <strong>catalogo<\/strong>\u00a0costruito intorno a un testo in cui il curatore Alberto Salvadori sviluppa e riprende le fila di un approfondito dialogo con l\u2019artista. Il volume \u00e8 corredato da materiali d&#8217;archivio sulle opere esposte, da un&#8217;accurata biografia di Biasi e da una bibliografia. L&#8217;apparato iconografico \u00e8 costituito dalle\u00a0<em>installation views\u00a0<\/em>realizzate in mostra.<\/p>\n<p><strong>Alberto Biasi<\/strong> nasce a Padova il 2 giugno 1937. Negli anni della guerra si trasferisce per un breve periodo dalla nonna paterna a Carrara San Giorgio, un piccolo paesino nel padovano. Orfano di madre, alla fine del conflitto bellico torna a Padova, dove frequenta le scuole elementari e medie, iscrivendosi successivamente al Liceo Classico. La sua attitudine verso le discipline artistiche lo spinge tuttavia a conseguire il diploma di maturit\u00e0 artistica e a iscriversi nel 1958 all\u2019Istituto d\u2019Architettura di Venezia e nel 1962 al Corso Superiore di Disegno Industriale. In questi anni insegna Disegno e Storia dell\u2019Arte nella scuola pubblica e, a <strong>partire dai primi anni Settanta e fino al 1988, occupa la cattedra di Grafica Pubblicitaria all\u2019Istituto Professionale di Padova.<\/strong> La sua carriera artistica inizia gi\u00e0 nel 1959, anno che coincide con la formazione del Gruppo Ennea, un\u2019associazione distudenti di Architettura con cui Biasi partecipa a manifestazioni artistiche come la IV Biennale Giovanile d\u2019Arte di Cittadella, dove ottiene un premio conferitogli per mano di Virgilio Guidi. Nel 1960 partecipa alla stagione espositiva della Galleria Azimut di Milano e con Enrico Castellani, Heinz Mack, Piero Manzoni e Manfredo Massironi espone nella mostra La nuova concezione artistica organizzata al Circolo del Pozzetto di Padova. Durante i frequenti <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_038-e1621366852740.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23059\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_038-e1621366852740.jpg\" alt=\"\" width=\"385\" height=\"257\" \/><\/a>viaggi verso Milano, a quel tempo crocevia di artisti di fama internazionale, Biasi e Massironi maturano l\u2019idea di fondare il Gruppo N che diventa in poco tempo protagonista delle principali esposizioni nazionali e internazionalisull\u2019arte cinetica. Oltre ad aprire una sede espositiva nella citt\u00e0 di Padova, il Gruppo N aderisce al movimento delle \u201cNuove Tendenze\u201d ed espone a Zagabria, Parigi e Venezia, entrando in contatto con altri sperimentatori europei. Nel 1962 il Gruppo N espone <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_021-e1621366899813.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23060 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_021-e1621366899813.jpg\" alt=\"\" width=\"397\" height=\"265\" \/><\/a>nella mostra itinerante Arte Programmata \u2013 titolo che si riferisce al software dei computer \u2013 organizzata da Bruno Munari e ospitata nei Negozi Olivetti di Milano, Roma, Venezia e in gallerie e musei londinesi e americani. Nel 1964 il Gruppo N \u00e8 invitato alla XXXII Biennale Internazionale di Venezia e l\u2019anno successivo al MoMA di New York per partecipare alla famosa mostra The Responsive eye. La breve storia del Gruppo N si conclude nel settembre 1964, nonostante il tentativo di Biasi di creare l\u2019anno successivo, insieme a Landi e Massironi, il Gruppo Enne 65. Nel 1967 il Museo Stzuki di \u0141\u00f3d\u017a dedica un\u2019importante retrospettiva al <strong>Gruppo N, che viene presentato dai testi critici di Giulio Carlo Argan e Umbro Apollonio.<\/strong> Dopo questa esperienza collettiva, Biasi prosegue autonomamente la sua ricerca artistica, riprendendo con coerenza i risultati raggiunti e <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_023-e1621366961275.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23061\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_023-e1621366961275.jpg\" alt=\"\" width=\"433\" height=\"289\" \/><\/a>aggiornandoli mediante nuove soluzioni espressive. La sua produzione artistica si \u00e8 costantemente rivolta verso l\u2019indagine percettiva, attraverso cicli di lavori che hanno indagato i problemi relativi alla percezione visiva e all\u2019interazione con l\u2019opera. Nel 1959 Biasi esordisce come artista con le Trame, nate dall\u2019osservazione della natura e costituite da sovrapposizioni di carte forate, garze di cotone o reti metalliche che, creando un reticolo modulare, interagiscono con la luce e generano effetti ottico- cinetici. Dallo studio degli effetti <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_027-e1621366998191.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23062 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_027-e1621366998191.jpg\" alt=\"\" width=\"283\" height=\"424\" \/><\/a>visivi nascono anche i Rilievi ottico-dinamici, realizzati sovrapponendo due livelli in cui il primo \u00e8 costituito da strutture lamellari che, distanziate tra loro, creano dei segmenti dai quali emerge l\u2019immagine del secondo livello, spesso rappresentato da forme lineari o curve. Solo con la partecipazione dello sguardo del fruitore queste opere sprigionano il loro dinamismo e la loro continua mutevolezza. Lo stesso fenomeno avviene nelle Torsioni, anch\u2019esse studiate per \u201cprovocare\u201d gli occhi di chi le guarda. Realizzate con lamelle che convergono verso il centro, queste opere creano un dinamismo ottico, che stimola l\u2019osservatore a spostare il proprio punto di vista. Sempre a partire dai primi anni Sessanta Biasi inizia a progettare gli Ambienti, opere che si fondono con il luogo espositivo, inglobando completamente il pubblico, che diventa \u201cattore\u201d e parte dell\u2019<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_016-e1621367448377.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23063\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/AB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_016-e1621367448377.jpg\" alt=\"\" width=\"262\" height=\"393\" \/><\/a>opera. Se con i Light Prisms la dimensione spaziale \u00e8 costituita da fasci di luce colorata attivati da elettromotori, in altri ambienti come Eco e il trittico Io sono, tu sei, egli \u00e8 il pubblico \u00e8 chiamato a partecipare e interagire direttamente con l\u2019installazione. Dagli anni Settanta l\u2019artista elabora un nuovo linguaggio personale attraverso i Politipi, che si caratterizzano per le forme geometriche e i colori cangianti, ai quali dagli anni Novanta abbina inserti pittorici con richiami figurali. Intorno al 2000 nasce il ciclo degli Assemblaggi, in cui Biasi accosta e unisce pi\u00f9 tele che vengono appunto \u201cassemblate\u201d tra loro e che ritrovano un equilibrio nel proprio \u201cpunto di rottura\u201d. Queste opere tridimensionali in dialogo con lo spazio, dall\u2019apparente rigidit\u00e0 delle forme geometriche e dal colore uniforme, trasmettono tuttavia una sensazione di irregolarit\u00e0 data dalle lamelle che violentemente entrano a far parte dell\u2019opera, interrompendo l\u2019omogeneit\u00e0 della parte pittorica. La ricerca artistica di Alberto Biasi prosegue ancora oggi, a distanza di oltre sessant\u2019anni, grazie alla rielaborazione di soluzioni formali che continuano a offrire nuove possibilit\u00e0 di lettura della sua arte, un\u2019arte visiva che trasmette conoscenza e sapere attraverso gli occhi. Ha partecipato a numerosissime esposizioni collettive e a importanti rassegne nazionali e internazionali come la XXXII e la XLII Biennale di Venezia, la X, XI e XIV Quadriennale di Roma, la XI Biennale di San Paolo e ha esposto in note Biennali della grafica, ricevendo riconoscimenti come il World Print Competition \u201973 del California College of Arts and Crafts in collaborazione con il San Francisco Museum of Modern Art. Hanno reso omaggio all\u2019attivit\u00e0 artistica di Biasi spazi privati e musei italiani e stranieri, come il Muzeum Sztuki di \u0141\u00f3d\u017a, Il Museo Civico agli Eremitani, l\u2019Hermitage di San Pietroburgo, il Museu Dioces\u00e0 di Barcellona, Palazzo Ducale di Urbino, Palazzo dei Priori di Perugia, il MACBA di Buenos Aires, il MAC di Santiago del Cile, il MARCA di Catanzaro, Palazzo Reale di Genova e Palazzo Pretorio a Cittadella. Le opere di Alberto Biasi fanno parte delle pi\u00f9 belle e autorevoli collezioni pubbliche e museali italiane e straniere tra cui il Museum of Modern Art di New York, la Galleria Nazionale di Roma, l\u2019Hermitage di San Pietroburgo, il Centre Pompidou di Parigi, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia e molte altre prestigiose sedi espositive.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>M77\u00a0presenta\u00a0La visibilit\u00e0 dell&#8217;invisibile, progetto espositivo dedicato all&#8217;artista\u00a0Alberto Biasi\u00a0(Padova, 1937), a cura di\u00a0Alberto Salvadori\u00a0e appositamente concepito per gli spazi della galleria. L\u2019esposizione, compatibilmente con eventuali restrizioni dovute all&#8217;evolversi della pandemia, sar\u00e0 aperta fino \u00a0a domenica 19 settembre 2021. Alberto Biasi \u00e8 tra i maggiori protagonisti dell&#8217;arte italiana del dopoguerra: pioniere dell&#8217;Arte Programmata\u00a0e co-fondatore dello storico Gruppo N, Biasi ha incentrato la propria ricerca artistica sulla ricerca ottico-cinetica estesa alla realizzazione di installazioni, ambienti e, pi\u00f9 recentemente, di sculture. Con questa mostra, M77 e il curatore Alberto Salvadori hanno inteso tornare alle origini della lunghissima carriera dell&#8217;artista padovano, valorizzandone soprattutto gli\u00a0aspetti gestaltici [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/05\/18\/alberto-biasi-la-visibilita-dellinvisibile-il-pioniere-dellarte-programmata-in-mostra-alla-m77-di-milano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,53889,53888,53709,53710,9894,41704,10357,53898,44441,87,26,17505,409394],"tags":[417426,406652,406692,417427,355195,417428,417425],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23052"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23052"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23052\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23064,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23052\/revisions\/23064"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23052"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23052"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23052"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}