{"id":23139,"date":"2021-05-25T17:28:09","date_gmt":"2021-05-25T17:28:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=23139"},"modified":"2021-05-25T17:28:09","modified_gmt":"2021-05-25T17:28:09","slug":"federica-galli-e-il-green-grand-tour-in-una-eccelsa-mostra-a-palazzo-morando-a-milano-cento-acqueforti-raccontano-paesaggi-cascine-e-alberi-monumentali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/05\/25\/federica-galli-e-il-green-grand-tour-in-una-eccelsa-mostra-a-palazzo-morando-a-milano-cento-acqueforti-raccontano-paesaggi-cascine-e-alberi-monumentali\/","title":{"rendered":"Federica Galli  e il  Green Grand Tour  in una eccelsa mostra a Palazzo Morando a Milano. Cento acqueforti raccontano paesaggi, cascine e alberi monumentali."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/3RUydyHQ-scaled-e1621962187452.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23140\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/3RUydyHQ-scaled-e1621962187452.jpeg\" alt=\"\" width=\"342\" height=\"391\" \/><\/a>Sono trascorsi dieci anni dalla scomparsa di Federica Galli l\u2019acquafortista cremonese\u00a0 che ci ha lasciato fogli preziosi, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/galli-al-torchio-e1621962224242.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23141 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/galli-al-torchio-e1621962224242.jpg\" alt=\"\" width=\"391\" height=\"357\" \/><\/a>preziosissimi, dove il paesaggio d\u2019Italia e di Lombardia \u00e8 raccontato con immagini indimenticabili, avendo campionato poi gli alberi che sono stati il suo tratto distintivo; ebbene questi fogli -acqueforti\u00a0 stampate per lo pi\u00f9 nella stamperia di G<\/strong><strong>iuliano Grittini a Corbetta-\u00a0 oggi in mostra riescono \u00a0ancora a stupire e a mostrare la freschezza e la poesia del suo sguardo sulle terre d\u2019acqua lombarde. La mostra di Federica Galli\u00a0 in corso a Palazzo Morando a Milano<\/strong> rientra nel palinsesto \u201cI talenti delle donne\u201d voluto dall\u2019Assessorato alla cultura milanese per il 2020 e in seguito esteso al primo semestre 2021. Professionista di chiara fama, donna\u00a0 riservata \u00a0ma non timida, Federica Galli \u00e8 stata una personalit\u00e0 artistica di respiro internazionale, nonostante il suo lavoro si sia focalizzato sul paesaggio italiano e le citt\u00e0 rappresentate siano state esclusivamente Milano e Venezia. Lungimirante &#8211; visto che oggi si parla di ambiente- nelle scelte iconografiche, Federica Galli, classe 1932, ha iniziato a rappresentare alberi e natura ben prima che divenissero temi d\u2019attualit\u00e0. Nei suoi fogli, tratteggiate\u00a0 le campagne lombarde e dunque la Padana, e gli alberi. Pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni di attivit\u00e0, all&#8217;inizio solo pittrice\u00a0 dopo aver frequentato l&#8217;Accademia di Brera ed aver avuto come compagni di strada tutti i maggiori artisti degli anni Cinquanta, poi nel 1963 l&#8217;abbandono della pittura per dare inizio, anche se la sua prima acquaforte data 1954, a quella brillante carriera nel campo della <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/aOApjdBQ-e1621962273574.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23142\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/aOApjdBQ-e1621962273574.jpeg\" alt=\"\" width=\"361\" height=\"356\" \/><\/a>grafica d&#8217;autore. La tecnica dell&#8217;acquaforte \u00e8 veramente eccelsa, direi quasi aristocratica, resa con il solo uso del bianco-nero, con una <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/VKDNmDPA-scaled-e1621962431336.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23144 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/VKDNmDPA-scaled-e1621962431336.jpeg\" alt=\"\" width=\"416\" height=\"268\" \/><\/a>ragnatela di segni e macchie che mettono a nudo paesaggi di campagna, vedute di citt\u00e0 e alberi su fogli pregiati. <strong>Dino Buzzati la salut\u00f2 nel\u00a0 1969 come una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 vive e originali affermatesi nella grafica. Non \u00e8 stato il solo. Il poeta Raffaele Carrieri la indicava come \u201cla pittrice che parla con gli alberi\u201d.<\/strong> Lusinghieri successi\u00a0 in campo internazionale, testimonianze di critica forte come quella di Giovanni Testori, per gli oltre cinquant&#8217;anni di raffinato e poetico magistero artistico, avendo da sempre scavato nel mondo bucolico, nella campagna lombarda e tra le sue cascine, alla ricerca di precisi angoli e finestre, di fondali, di orizzonti\u00a0 tagliati da filari di alberi, tutto riportato sulla lastra di zinco con una mano decisa, con una padronanza tecnica, una pazienza certosina.\u00a0 <strong>Non meno singolari i suoi alberi monumentali catturati su e gi\u00f9 per l&#8217;Italia, colossi centenari divenuti documento insieme estetico e geografico. Alberi grandiosi sopravvissuti\u00a0 e sparsi sul nostro territorio come santuari da venerare, e da leggere visivamente come mappa del verde italiano, prezioso pi\u00f9 dell&#8217;oro. <\/strong><\/p>\n<p>Una donna borghese, colta, franca, acuta, curiosissima, mai intimorita dalle abilit\u00e0 altrui, di cui anzi si nutre per arricchire il proprio bagaglio artistico e culturale, Federica Galli s\u2019infatua del segno <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/c0MjgCXg.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23145\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/c0MjgCXg.jpeg\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"608\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/c0MjgCXg.jpeg 455w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/c0MjgCXg-124x300.jpeg 124w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/c0MjgCXg-425x1024.jpeg 425w\" sizes=\"(max-width: 252px) 100vw, 252px\" \/><\/a>di Rembrandt dopo averne visitato una mostra ad Amsterdam, giovanissima. \u00c8 il momento in cui intuisce che all\u2019incisione deve dedicare i suoi sforzi e s\u2019impegna in piccole, ma significative, acqueforti di tema milanese, citt\u00e0 d\u2019adozione che ama incondizionatamente. Nei primi anni \u201960 decide di abbandonare definitivamente la pittura per dedicarsi in esclusiva al segno inciso, impegno che non tradir\u00e0 mai. Lavora fino all\u2019ultimo lasciandoci quasi novecento incisioni che abbracciano temi diversi: alberi\u00a0 -\u00e8 stata chiamata la Signora degli Alberi-, paesaggi padani, alpini, marittimi, ma anche architetture rurali e urbane, sempre attenta al nuovo senza trascurare la storia vera\u00a0 e le tradizioni del nostro paese. Un equilibrio che segna tutta la sua carriera e le sue scelte. I soggetti sono sempre reali e classici, interpretati con linguaggio figurativo, ma sviluppati con uno stile inedito e personale, inequivocabile e irripetibile.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/Ejs3orvw.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23146 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/Ejs3orvw.jpeg\" alt=\"\" width=\"456\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/Ejs3orvw.jpeg 709w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/Ejs3orvw-300x184.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 456px) 100vw, 456px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Ecco come si presenta il Percorso della Mostra <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2013Introduzione a Federica Galli<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2013Cascine lombarde<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2013Natura, Pianura Padana<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2013Alberi<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2013Vecchia Milano<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2013Milano rinata<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2013Vedute di Venezia<\/strong><\/p>\n<p>La mostra\u00a0 mette a fuoco non solo la vita, ma i temi principali affrontati da Federica Galli. Apre il viaggio l\u2019introduzione alla figura della <strong>donna <\/strong>prima ancora che all\u2019artista. Giovanissima sfida la famiglia e, consapevole del suo talento si trasferisce dalla provincia di Cremona a Milano, dove frequenta prima il liceo artistico e poi l\u2019Accademia di Brera. Caparbia e determinata, ospitale e collaborativa con le numerose personalit\u00e0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/k9I-NaHg.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23148 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/k9I-NaHg.jpeg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/k9I-NaHg.jpeg 995w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/k9I-NaHg-298x300.jpeg 298w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/k9I-NaHg-150x150.jpeg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/k9I-NaHg-768x774.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a>della cultura incrociate nella lunga carriera, \u00e8 altrettanto presente nelle attivit\u00e0 intraprese negli anni nel club delle Soroptimist, di cui \u00e8 socia fondatrice.<\/p>\n<p><strong>Nella prima sala sono esposti libri, lettere, documenti, oggetti, premi \u2013tra i tantissimi che ha ricevuto\u2013 e alcuni dei molti documenti che testimoniano le relazioni di altissimo respiro internazionale stabilite negli anni.<\/strong> <strong>Un percorso intenso che racconta di come poeti, scrittori, saggisti, giornalisti frequentavano assiduamente la casa di Federica Galli e del marito, Giovanni Raimondi, caporedattore del <em>Corriere<\/em> <em>della Sera<\/em>.<\/strong> Ci sono, inoltre, alcuni dipinti e sculture di maestri celebri della sua epoca, ora parte integrante della collezione della Fondazione che tutela il suo archivio. Fra questi, \u00a0di grande emozione sia un ritratto <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/iz5Tbs1Q.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23147\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/iz5Tbs1Q.jpeg\" alt=\"\" width=\"363\" height=\"366\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/iz5Tbs1Q.jpeg 1001w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/iz5Tbs1Q-298x300.jpeg 298w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/iz5Tbs1Q-150x150.jpeg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/iz5Tbs1Q-768x773.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 363px) 100vw, 363px\" \/><\/a>dell\u2019artista a misura naturale scolpito nel legno da <strong>Ernesto Ornati <\/strong>e uno dipinto da <strong>Giancarlo Vitali<\/strong>, oltre a opere di incisori, pittori e scultori come <strong>Luciano<\/strong> <strong>Zanoni<\/strong>, con cui intreccia l\u2019intera vita professionale sotto l\u2019egida del comune critico di riferimento che \u00e8 stato \u00a0<strong>Giovanni Testori<\/strong>.<\/p>\n<p><strong><em>Ho avuto una vita meravigliosa<\/em><\/strong><strong>. Cos\u00ec inizia l\u2019 introduzione a Federica Galli.<\/strong> Il testo \u00e8 stato commissionato a <strong>Cristina<\/strong> <strong>Muccioli <\/strong>dal Soroptimist International Club <strong><em>alla Scala <\/em><\/strong>di cui la Galli \u00e8 stata socia fondatrice nel 1984 e al quale ha partecipato attivamente fino al 2009, anno della scomparsa. La studiosa analizza e approfondisce le qualit\u00e0 che hanno permesso a Federica Galli di emergere, pur applicandosi in una tecnica e in uno stile controcorrente per il tempo: un\u2019occasione per indagare e riflettere sulle facolt\u00e0 e i talenti che permettono alle donne di avere fortuna in ambiti apparentemente ostili.<\/p>\n<p><strong>Cascine lombarde. <\/strong>\u00a0Il tema d\u2019apertura della mostra \u00e8 rappresentato dalle cascine, fra i soggetti pi\u00f9 cari e longevi nell\u2019attivit\u00e0 di Federica<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/LtaxeK3Q.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23149 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/LtaxeK3Q.jpeg\" alt=\"\" width=\"318\" height=\"322\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/LtaxeK3Q.jpeg 924w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/LtaxeK3Q-296x300.jpeg 296w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/LtaxeK3Q-768x777.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 318px) 100vw, 318px\" \/><\/a>Galli. Il testo introduttivo \u00e8 a cura dell\u2019architetto genovese <strong>Stefano Fera<\/strong>, che propone delle riflessioni storico-culturali attualissime sul ruolo architettonico delle case rurali, sulla loro genesi e sulle funzioni a cui sono chiamate oggi. Numerose sono le acqueforti esposte che provengono dalla collezione del <strong>Castello<\/strong> <strong>Sforzesco di Milano<\/strong>, che possiede la quasi totalit\u00e0 dei soggetti incisi dell\u2019autrice lombarda. In esposizione al Morando \u00e8 presente una selezione delle numerose cascine disseminate sul territorio padano. Federica Galli\u00a0 nasce a Soresina, in provincia di Cremona, e le prime cascine che rappresenta sono proprio quelle della sua infanzia, per poi allargare il cerchio e ricordare stagioni, architetture, paesaggi e funzioni identitarie dell\u2019intera campagna padana. Luoghi che sotto il suo bulino assumono toni poetici e romantici, pur senza snaturare la realt\u00e0.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/R3eVRS8A.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-23150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/R3eVRS8A.jpeg\" alt=\"\" width=\"331\" height=\"331\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/R3eVRS8A.jpeg 331w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/R3eVRS8A-300x300.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/R3eVRS8A-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 331px) 100vw, 331px\" \/><\/a>Lo studio dell\u2019incisore<\/strong>. Si prosegue con l\u2019introduzione della tecnica prioritaria di Federica Galli: l\u2019acquaforte, cos\u00ec poco conosciuta e in realt\u00e0 molto presente nell\u2019intera storia dell\u2019arte moderna. L\u2019attivit\u00e0 vede in prima linea gli esperti stampatori e storici dell\u2019arte che da anni s\u2019impegnano, sotto l\u2019egida della Fondazione Federica Galli, a diffondere l\u2019alchemica e affascinante tecnica calcografica. Nelle visite guidate e nei workshop si potr\u00e0 rivivere la magia della creazione dell\u2019opera sotto forma di multiplo, scoprendone le innumerevoli finalit\u00e0 culturali. Introduce la sezione un testo di <strong>Lorenza<\/strong> <strong>Salamon<\/strong>, presidente della fondazione testamentaria voluta da Federica Galli.<\/p>\n<p><strong>Natura, Pianura Padana.<\/strong> E con gli odori della carta e dell\u2019inchiostro ancora impressi il visitatore viene introdotto nell\u2019area pi\u00f9 significativa della mostra, quella che chiamiamo \u201cNatura\u201d, accompagnata da un testo di <strong>Andrea Dusio<\/strong>, giornalista e saggista che ha sempre guardato la natura con curiosit\u00e0, passione e profondit\u00e0, cercando di svelarne gli arcani e l\u2019attualit\u00e0. <strong>Ventun paesaggi fra cui alcuni del sottobosco di Pisani Dossi: il bosco alle porte di Milano, ad Albairate, l\u2019ultimo residuo dell\u2019originaria foresta planiziale lombarda. <\/strong>Sono rappresentate le lanche gelate e primaverili, i fili d\u2019erba, le rogge, gli intrecci di arbusti. Quasi a sentire l\u2019odore di rugiada, di foglie secche, di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/RzK-1TUQ-e1621962823337.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-23151 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/RzK-1TUQ-e1621962823337.jpeg\" alt=\"\" width=\"418\" height=\"315\" \/><\/a>resina, di acqua stantia, appunto di natura. Si tratta della sezione pi\u00f9 viva della mostra.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/vdaSfCFw-e1621962890129.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-23152\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/vdaSfCFw-e1621962890129.jpeg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"276\" \/><\/a>La Signora degli Alberi<\/strong>. <strong>Tema forte e significante, mitologia del nostro tempo, quello degli alberi<\/strong> ( vedi il mio\u00a0 \u201cI colossi vegetali di Federica Galli in Libero, marzo 2006), \u00a0un ciclo che la Galli inizia nel lontano 1982 e che da quel momento scandisce la sua intera attivit\u00e0, alla costante ricerca di piante significative non solo per motivi botanici, ma anche letterari, storici, estetici, leggendari. Il filo rosso tracciato dall\u2019artista delinea un <strong>Green Grand Tour <\/strong>contemporaneo in Italia, con l\u2019illustrazione di alberi presenti nelle regioni, dal Friuli alla Sicilia. Un ciclo di settanta opere, realizzate in trent\u2019anni di lavoro, che consacrano Federica Galli definitivamente come la \u201cSignora degli Alberi\u201d. Introduce la sezione <strong>Tiziano<\/strong> <strong>Fratus<\/strong>, poeta, saggista e giornalista che da anni perfeziona il concetto di Homo Radix, attivo su\u00a0 una riconciliazione fra umano e natura.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/sRbIlXyQ-e1621962941766.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-23153\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/sRbIlXyQ-e1621962941766.jpeg\" alt=\"\" width=\"482\" height=\"246\" \/><\/a>Milano<\/strong>. A <strong>Stefano Zuffi<\/strong>, storico dell\u2019arte milanese, \u00e8 stato commissionato il delicato compito di illustrarci l\u2019amore della Galli per la sua citt\u00e0 d\u2019adozione: Milano, il capoluogo lombardo a cui spesso si guarda per <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/Y-3TMBig-e1621963006205.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-23154 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/Y-3TMBig-e1621963006205.jpeg\" alt=\"\" width=\"410\" height=\"308\" \/><\/a>cogliere l\u2019evoluzione della nazione. La Galli arriva a Milano nel 1954 e trova la citt\u00e0 ancora lacerata dai bombardamenti: le case di ringhiera lamentano il disagio di chi le abita, i monumenti sono spesso diroccati. La Galli osserva, studia, incide e restituisce ferite e dolore, ma anche la voglia di rinascita dei milanesi, e cos\u00ec ci catapulta nelle grandi imprese architettoniche della ripresa della citt\u00e0: gli scavi della prima metropolitana, negli anni \u201960; la nascita della stazione della Bovisa, polo periferico che sar\u00e0 sede delle facolt\u00e0 pubbliche pi\u00f9 innovative; l\u2019avveniristica impresa d\u2019ingegneria della costruzione del terzo anello di San Siro; la bellezza delle Basiliche milanesi.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/Rg64oevA-e1621963083638.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23155\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/Rg64oevA-e1621963083638.jpeg\" alt=\"\" width=\"468\" height=\"312\" \/><\/a>Vedute di Venezia<\/strong>. Chiudono la mostra il salottino del circolo letterario -che permette di rivivere l\u2019atmosfera culturale della Milano degli anni \u201980 e \u201990- e l\u2019esposizione dello spettacolare portfolio delle vedute di Venezia. La genesi delle vedute dedicate alla citt\u00e0 lagunare \u00e8 ben descritta dal testo di <strong>Mauro<\/strong> <strong>Broggi <\/strong>che, come assistente per dieci anni di Renzo Zorzi, ha vissuto all\u2019interno dell\u2019Olivetti l\u2019impegno culturale promosso con lungimiranza dall\u2019azienda di Ivrea. Per conto dell\u2019Olivetti, Federica Galli ha lavorato a trentanove scorci veneziani, accettando la sfida di confrontarsi direttamente con i grandi vedutisti del passato. Le sue acqueforti, impegnative sia per formato che per scelte stilistiche, si distinguono per la capacit\u00e0 di offrire uno sguardo inedito e d\u2019effetto su una delle citt\u00e0 pi\u00f9 stereotipate e fotografate al mondo. Per l\u2019occasione, nel 1987, la Fondazione Giorgio Cini dell\u2019isola di San Giorgio a Venezia ha organizzato un\u2019importante esposizione, modificando appositamente il proprio statuto per ospitare l\u2019opera di un artista vivente. Ieri come oggi le \u201cVenezie\u201d di Federica Galli stupiscono e meravigliano per qualit\u00e0 e arditezza.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/XmBldVlA-e1621963166958.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23156 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/XmBldVlA-e1621963166958.jpeg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La Fondazione Federica Galli. <\/strong>Federica Galli ha lasciato la propria eredit\u00e0 a una fondazione testamentaria, indicandone presidente e consiglieri. L\u2019ente che porta il suo nome ha sede <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/ISj2XR1A-scaled-e1621963225539.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23157\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/05\/ISj2XR1A-scaled-e1621963225539.jpeg\" alt=\"\" width=\"317\" height=\"416\" \/><\/a>nello storico Palazzo Cicogna, in via San Damiano 2 a Milano, dove vengono conservate e tutelate le opere, l\u2019archivio e la memoria della sua fondatrice. Fra le <strong>numerose attivit\u00e0 <\/strong>promosse e coordinate dalla fondazione vi \u00e8 un corposo e attivo processo di <strong>alfabetizzazione sul<\/strong> <strong>ruolo dell\u2019incisione<\/strong>, della grafica e del multiplo nella cultura occidentale moderna, con attivit\u00e0 che vengono svolte in sede per piccoli gruppi, o nelle <strong>scuole <\/strong>e nelle sedi cui viene invitata. Le iniziative didattiche sono sostenute per intero dalla <strong>vendita delle stampe originali<\/strong>, lasciate da Federica Galli per questo scopo. La fondazione si profonde, inoltre, nella divulgazione dell\u2019arte della Galli attraverso l\u2019organizzazione di mostre, volumi e convegni beneficiando del significativo materiale lasciato dall\u2019artista.<\/p>\n<p><strong>A visitarla e a\u00a0 visionarla questa mostra\u00a0 della\u00a0 Federica Galli in Palazzo Morando a Milano, artista di chiara fama, unica e singolare acquafortista\u00a0 che ha campionato l\u2019intero paesaggio italiano, lascia vedere come un\u2019artista italiana e lombarda abbia scandito nella sua intera esistenza una lezione mirabile, esemplare, \u00a0anticipando quanto oggi molti vengono predicando sull\u2019ambiente.<\/strong>\u00a0 I fogli della Federica Galli sull\u2019Italia verde, sono lezioni che parlano e valgono pi\u00f9 di\u00a0 una laurea \u00a0\u00a0in\u00a0 Scienze e tecnologie per il verde e il paesaggio\u00a0 o la Laurea in Verde ornamentale e tutela del Paesaggio.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sono trascorsi dieci anni dalla scomparsa di Federica Galli l\u2019acquafortista cremonese\u00a0 che ci ha lasciato fogli preziosi, preziosissimi, dove il paesaggio d\u2019Italia e di Lombardia \u00e8 raccontato con immagini indimenticabili, avendo campionato poi gli alberi che sono stati il suo tratto distintivo; ebbene questi fogli -acqueforti\u00a0 stampate per lo pi\u00f9 nella stamperia di Giuliano Grittini a Corbetta-\u00a0 oggi in mostra riescono \u00a0ancora a stupire e a mostrare la freschezza e la poesia del suo sguardo sulle terre d\u2019acqua lombarde. La mostra di Federica Galli\u00a0 in corso a Palazzo Morando a Milano rientra nel palinsesto \u201cI talenti delle donne\u201d voluto dall\u2019Assessorato [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/05\/25\/federica-galli-e-il-green-grand-tour-in-una-eccelsa-mostra-a-palazzo-morando-a-milano-cento-acqueforti-raccontano-paesaggi-cascine-e-alberi-monumentali\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,53889,53888,53709,53710,93595,9894,10357,53794,28386,44545,44441,87,35224,35408,44706,26,17505,35188,44805,28369,51665,4625,409394],"tags":[416293,417492,417489,417494,417496,417493,417495,417490,417491,355195,417488],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23139"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23139"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23139\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23158,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23139\/revisions\/23158"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23139"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23139"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23139"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}