{"id":23302,"date":"2021-06-14T22:09:41","date_gmt":"2021-06-14T22:09:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=23302"},"modified":"2021-06-14T22:09:41","modified_gmt":"2021-06-14T22:09:41","slug":"lo-sguardo-inquieto-etnografia-tra-scienza-e-narrazione-in-un-libro-di-berardino-palumbo-antropologo-di-chiara-fama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/06\/14\/lo-sguardo-inquieto-etnografia-tra-scienza-e-narrazione-in-un-libro-di-berardino-palumbo-antropologo-di-chiara-fama\/","title":{"rendered":"Lo sguardo inquieto. Etnografia tra scienza e narrazione in un libro di Berardino Palumbo antropologo di chiara fama."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/06\/CHsr7cv6DiGD_s4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23304\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/06\/CHsr7cv6DiGD_s4.jpg\" alt=\"\" width=\"269\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/06\/CHsr7cv6DiGD_s4.jpg 381w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/06\/CHsr7cv6DiGD_s4-188x300.jpg 188w\" sizes=\"(max-width: 269px) 100vw, 269px\" \/><\/a>Attraverso la scrittura gli etnografi descrivono i modi in cui le persone, in un qualche luogo e in un certo momento, percepiscono il mondo e vi interagiscono. Gli antropologi e i sociologi lavorano sul campo.<\/strong> <strong>Ne so qualcosa in proposito viste le mie ricerche su Rocco Scotellaro e i suoi Contadini del Sud.<\/strong> <strong>Ho tra le mani il libro del collega Professor \u201cBernardino Palumbo, Lo sguardo inquieto. Etnografia tra scienza e narrazione. \u00a0Marietti 2021, pp.211\u201d.<\/strong>\u00a0 Pi\u00f9 che un metodo o la fase iniziale ed empirica di un procedimento conoscitivo teorico, l&#8217;etnografia si configura quindi come un viaggio nelle molteplici sfaccettature dell&#8217;esperienza. Dal moltiplicarsi (come sottolinea giustamente Palumbo: \u201cA partire dall\u2019apodittica affermazione di Clifford Geertz (\u2018What does the ethnographer do? \u2013 he writes\u2019) [\u2026] e attraverso il moltiplicarsi delle riflessioni sulle sue diverse dimensioni [\u2026] i vari problemi legati alla scrittura etnografica e alle forme della rappresentazione antropologica sono stati per oltre un decennio al centro di accesi dibattiti\u00bb (p. 173) \u00a0e dal raffinarsi delle rappresentazioni etnografiche emergono anche nuove forme di riconfigurazione teorica del sapere antropologico, generose, aperte, comparative, critiche, ma soprattutto pi\u00f9 sensibili alle dinamiche di potere, pi\u00f9 attente alla storia e interessate a mettere in discussione le coordinate di fondo di quello stesso spazio pubblico nel quale l&#8217;antropologia dovrebbe tornare a coinvolgersi. Testimoniale\u00a0 la scelta \u00abpoetica\u00bb ovvero lo stile narrativo di Palumbo, perch\u00e9 rende evidente come ogni scrittura etnografica sia anche una forma di narrazione del \u2013 e di riflessione sul \u2013 s\u00e9: \u201cperch\u00e9, con l\u2019etnografia, nell\u2019etnografia \u00e8 <em>anche<\/em> di me stesso\/a che inevitabilmente parlo e scrivo, del mio mutare nel tempo come essere umano e come studioso\/a, della mia diversa implicazione nei mondi e con le persone con le quali ho condiviso momenti della mia e della loro vita\u201d (pag. 12).\u00a0 <strong>Il primo capitolo \u00e8 incentrato sulla ricerca svolta in Sannio, una sorta di <em>Bildungsroman<\/em> ( della sua formazione per la stesura della tesi di laurea),<\/strong> il capitolo si apre con la telefonata che riceve da Italo Signorini, suo relatore di tesi e maestro, per proporgli un viaggio a San Marco per poi svolgere l\u00ec una ricerca sul comparatico. Il secondo campo, presenti\u00a0 altri ricercatori sul campo (un collega, Mariano Pavanello, condivider\u00e0 con lui questa esperienza), <strong>lascia vivere le sue esperienze ghanesi, gli Nzema che appartengono alla letteratura pi\u00f9 generale sull\u2019Africa occidentale. <\/strong>La ricerca sul campo in Ghana \u00e8 breve, ma\u00a0 intensa, come le intense\u00a0 pagine dedicate a Mieza, lo \u201cstorico\u201d interprete di molti degli antropologi che hanno lavorato l\u00ec. <strong>Parlare dell\u2019informatore privilegiato Moke Mieza permette a Palumbo di riflettere sugli intrecci tra l\u2019antropologia e la realt\u00e0.<\/strong> La vicenda biografica di Mieza ci racconta di un uomo che intesse abilmente rapporti di alleanza con il potere domi nante\u00a0 dominante\u00a0 e che gli permettono di costruirsi una solida posizione. Mediatore certo, la figura di Mieza si costruisce \u00a0complessivamente sui gi\u00e0 complicati intrecci che il campo crea,\u00a0\u00a0 e su ci\u00f2 che agli antropologi \u00a0\u00a0interessa dell\u2019<em>interpretative turn<\/em>.\u00a0 <strong>Infine \u201c<\/strong><em><strong>U jocu\u201d<\/strong><\/em><strong>. Cos\u00ec si intitola il capitolo dedicato all\u2019esperienza di ricerca in Sicilia<\/strong>. Riflessioni ampie ed esistenziali\u00a0\u00a0 su i giochi politici, sul tempo lungo della storia, sulla ritualit\u00e0, la patrimonializzazione, la costruzione della mascolinit\u00e0. Colpisce\u00a0 una scena,\u00a0 l\u2019incontro con gli amministratori caricati di precisi stereotipi siciliani che vogliono doppiopetto scuro e magari persone di mezza et\u00e0. E invece giovani, da un lato e dall\u2019altro. Ecco cosa scrive Palumbo: \u201cIo sono attirato dall\u2019assessore ai beni culturali, Aldo, fisico (ancora) atletico, impostato. Guardo le sue scarpe da ginnastica e, da quelle, intuisco che sport doveva avere praticato: \u2018Tu giocavi a pallavolo\u2019, gli dico. Risponde di s\u00ec, senza alcun apparente segno di stupore. \u2018E facevi il centrale\u2019, proseguo \u2013 deduzione piuttosto semplice, per chi come me aveva giocato oltre vent\u2019anni, vista la sua struttura fisica\u201d (pag. 114).\u00a0 Battute semplici, \u00a0complicit\u00e0 giocata su un comune passato sportivo e su una certa propensione politica. <strong>Ma l\u2019antropologia scava comportamenti e azioni,\u00a0 il gioco \u00e8 pi\u00f9 complesso, cos\u00ec come lo sono gli interessi in campo. <\/strong>\u00a0Il gioco mostra la \u00a0divisione \u00a0in due \u201cpartiti\u201d, come \u00a0i fedeli delle due chiese, che organizzano due cicli rituali, spesso contrapposti e carichi di tensione. E partiti sono, \u00a0perch\u00e9 buona parte della politica locale si gioca\u00a0 su questa contrapposizione e forma a livello locale. \u00a0<strong>E sul\u00a0 prezzo di schierarsi: \u201cD\u2019altro canto, avevo oramai compreso come, nella scena locale, assumersi le responsabilit\u00e0 che si devono assumere in funzione della propria traiettoria sociale \u00e8 passaggio decisivo nella messa in forma e nell\u2019esibizione del \u2018s\u00e9\u2019\u201d (pag. 156).<\/strong> La ricerca siciliana restituisce la densit\u00e0 umana\u00a0 qui pi\u00f9 forte che mai. \u00a0Il libro mostra pagine che hanno accompagnato \u00a0il percorso di ricerca dell\u2019autore.<\/p>\n<p><strong>Un <\/strong><strong>\u00a0prezioso volume, di rilevanza scientifica perch\u00e9 vissuto sul campo, \u00a0che offre alcuni modelli di ricerca etnografica nel Sannio, in Sicilia e in Ghana e si conclude con l&#8217;edizione critica di un testo poetico.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ecco\u00a0 il Sommario: \u00a0Introduzione. 1. Sannio: madrine e compari. 2. Ghana: le noci della. 3. Sicilia: <em>u jocu<\/em>. 4. Scritture. Ringraziamenti. Note sull&#8217;autore <\/strong><\/p>\n<p><strong>Berardino Palumbo<\/strong>,\u00a0professore ordinario di Antropologia sociale all\u2019Universit\u00e0 di Messina, ha condotto ricerche etnografiche in Ghana e in Italia. \u00c8 autore di saggi pubblicati sulle principali riviste scientifiche e dei volumi <em>Madre-Madrina<\/em> (Franco Angeli 1991), <em>Identit\u00e0 nel tempo<\/em> (Argo 1997), <em>L&#8217;Unesco e il campanile<\/em> (Moltemi 2003), <em>Politiche dell&#8217;inquietudine<\/em> (Le lettere 2009) e <em>Lo strabismo della dea<\/em> (Ed. MuePaqualino 2018). Con Marietti 1820 ha pubblicato <em>Piegare i santi. Inchini rituali e pratiche mafiose<\/em> (2020).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Attraverso la scrittura gli etnografi descrivono i modi in cui le persone, in un qualche luogo e in un certo momento, percepiscono il mondo e vi interagiscono. Gli antropologi e i sociologi lavorano sul campo. Ne so qualcosa in proposito viste le mie ricerche su Rocco Scotellaro e i suoi Contadini del Sud. Ho tra le mani il libro del collega Professor \u201cBernardino Palumbo, Lo sguardo inquieto. Etnografia tra scienza e narrazione. \u00a0Marietti 2021, pp.211\u201d.\u00a0 Pi\u00f9 che un metodo o la fase iniziale ed empirica di un procedimento conoscitivo teorico, l&#8217;etnografia si configura quindi come un viaggio nelle molteplici sfaccettature [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/06\/14\/lo-sguardo-inquieto-etnografia-tra-scienza-e-narrazione-in-un-libro-di-berardino-palumbo-antropologo-di-chiara-fama\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,44545,17030,42,26,47,16571,28369,41632,51665,4625,44754],"tags":[53945,418738,418742,35375,17491,418740,414567,355195,418737,41636,418741,4667],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23302"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23302"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23302\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23305,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23302\/revisions\/23305"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23302"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23302"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23302"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}