{"id":23361,"date":"2021-06-22T18:21:59","date_gmt":"2021-06-22T18:21:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=23361"},"modified":"2021-06-22T18:21:59","modified_gmt":"2021-06-22T18:21:59","slug":"dante-e-la-miniatura-a-bologna-al-tempo-di-oderisi-da-gubbio-e-franco-bolognese-la-mostra-al-museo-civico-medioevale-di-bologna-per-le-celebrazioni-del-settimo-centenario-della-morte-del-sommo-poe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/06\/22\/dante-e-la-miniatura-a-bologna-al-tempo-di-oderisi-da-gubbio-e-franco-bolognese-la-mostra-al-museo-civico-medioevale-di-bologna-per-le-celebrazioni-del-settimo-centenario-della-morte-del-sommo-poe\/","title":{"rendered":"Dante e la miniatura a Bologna al tempo di Oderisi da Gubbio e Franco Bolognese. La mostra al Museo  Civico Medioevale di Bologna   per le celebrazioni del Settimo Centenario della morte del Sommo Poeta."},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/06\/95463df6dfd370a5ef1f4da6158ed909_XL-e1624385165231.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23362\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/06\/95463df6dfd370a5ef1f4da6158ed909_XL-e1624385165231.jpg\" alt=\"\" width=\"325\" height=\"480\" \/><\/a>Bologna, 2021<\/em> &#8211; Il <strong>Museo Civico Medievale di Bologna<\/strong> aderisce alle celebrazioni per il Settimo Centenario della morte del Sommo Poeta con il progetto espositivo <strong><em>Dante e la miniatura a Bologna al tempo di Oderisi da Gubbio e Franco Bolognese<\/em><\/strong>, <strong>aperta fino<\/strong> <strong>\u00a0al 3 ottobre 2021<\/strong>. La mostra &#8211; curata da Massimo Medica, responsabile Musei Civici d&#8217;Arte Antica di Bologna, nonch\u00e9 curatore della preziosa esposizione <em>Le Arti al tempo dell&#8217;esilio<\/em> allestita nella Chiesa di San Romualdo a Ravenna fino all&#8217;8 settembre 2021, secondo grande appuntamento del ciclo espositivo <em>Dante. Gli occhi e la mente<\/em>, promosso dal Comune di Ravenna &#8211; Assessorato alla Cultura e dal MAR Museo d&#8217;Arte della citt\u00e0 di Ravenna in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi \u2013 presenta<strong> 14 codici miniati<\/strong> riconducibili alla <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/06\/116737-6_Maestro_Bibbia_Gerona_Graduale_Ms_526.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23363 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/06\/116737-6_Maestro_Bibbia_Gerona_Graduale_Ms_526.jpg\" alt=\"\" width=\"415\" height=\"311\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/06\/116737-6_Maestro_Bibbia_Gerona_Graduale_Ms_526.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/06\/116737-6_Maestro_Bibbia_Gerona_Graduale_Ms_526-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 415px) 100vw, 415px\" \/><\/a><strong>produzione miniatoria bolognese tra seconda met\u00e0 del XIII e inizi del XIV secolo<\/strong>, selezionati dal patrimonio collezionistico di assoluto pregio del Museo Civico Medievale di Bologna.\u00a0 Richiamandosi al rapporto, intenso e fecondo, che Dante Alighieri ebbe in vita con la citt\u00e0 di Bologna, le ragioni della mostra muovono dallo sguardo curioso e dalla attenta sensibilit\u00e0 critica che egli dovette rivolgere verso le <strong>arti figurative<\/strong>, di cui dimostr\u00f2 di essere a conoscenza nei pi\u00f9 importanti sviluppi coevi al suo tempo. Come \u00e8 noto Dante soggiorn\u00f2 a Bologna in pi\u00f9 occasioni: una prima volta probabilmente intorno al 1286-87, quando forse frequent\u00f2, come \u201cstudente fuori corso\u201d, l&#8217;Universit\u00e0. Pi\u00f9 prolungato dovette essere invece il secondo soggiorno, che vide il poeta trattenersi in citt\u00e0 per almeno due anni, dal 1304 al 1306. Dopo avere lasciato Verona, e poi Arezzo, Dante ricercava ora nella scrittura e nello studio il motivo del suo riscatto che l&#8217;avrebbe risollevato dall&#8217;ignominia dell&#8217;esilio, iniziato nel 1302. Ed \u00e8 probabile che in queste circostanze avesse scelto proprio Bologna come possibile nuova meta, atta a garantirgli le necessarie risorse per vivere e anche per studiare e scrivere. Una presenza che dovette consentirgli di entrare in contatto con alcuni di quei luoghi deputati alla produzione e alla vendita dei libri, dove probabilmente aveva avuto notizia dello stesso miniatore Oderisi da Gubbio di cui racconta l&#8217;incontro, tra i superbi, nell&#8217;XI canto del<em> Purgatorio<\/em>: \u00abOh!\u00bb, diss&#8217;io lui, \u00abnon se\u2019 tu Oderisi,\/ l&#8217;onor d\u2019Agobbio e l&#8217;onor di quell&#8217;arte\/ ch&#8217;alluminar chiamata \u00e8 in Parisi?\u00bb\/ \u00abFrate\u00bb, diss&#8217;elli, \u00abpi\u00f9 ridon le carte\/ che pennelleggia Franco Bolognese;\/ l&#8217;onore \u00e8 tutto or suo, e mio in parte.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/06\/Dante-Miniature_Mostra-Bologna--e1624385230323.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23364\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/06\/Dante-Miniature_Mostra-Bologna--e1624385230323.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"281\" \/><\/a>Ed \u00e8 in particolare in questo canto, spesso oggetto di riflessioni da parte degli storici dell&#8217;arte, a lasciar trapelare l&#8217;interesse del poeta per le discipline pittoriche e per l&#8217;arte della decorazione miniata del libro. Le terzine lasciano infatti intuire i rapporti del poeta con il mondo della produzione libraria ai pi\u00f9 alti livelli, che non doveva limitarsi alla conoscenza personale dell&#8217;eugubino, come testimoniato dal riferimento all&#8217;<em>enluminure <\/em>parigina e all&#8217;altro miniatore <strong>Franco Bolognese<\/strong>, dimostrando come il sapere artistico di Dante fosse aggiornato, e non limitato solo alle figure pi\u00f9 note di Cimabue e Giotto, ma anche edotto su un&#8217;arte pi\u00f9 esclusiva ed elitaria come quella del minio. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/06\/dante-miniatura-bologna-fiera-dedicata-passioni-del-sommo-e1624385271354.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23365 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/06\/dante-miniatura-bologna-fiera-dedicata-passioni-del-sommo-e1624385271354.jpg\" alt=\"\" width=\"447\" height=\"235\" \/><\/a><br \/>\nOderisi da Gubbio risulta in effetti documentato a Bologna tra gli anni Sessanta e Settanta del Duecento, il che induce a credere che egli avesse operato nell&#8217;ambito della miniatura locale del cosiddetto <strong>\u201cprimo stile\u201d <\/strong>&#8211; una scuola tradizionale ancora legata allo stile bizantino &#8211; le cui caratteristiche ritornano, come documentano alcuni dei codici esposti, nella stesura rapida e corsiva, giocata su una gamma assai limitata di colori (ufficio del tempo, ms. 511; antifonario del tempo, ms. 513; lezionario, ms. 514; antifonario del tempo, ms. 515; antifonario del tempo, ms. 516; collettario, ms. 612). A questa prima fase dovette seguire pi\u00f9 tardi una diversa e pi\u00f9 aggiornata corrente di stile capace di rinnovare, nel ricorso ad una sintassi figurativa legata ai modelli della tradizione bizantina, il carattere delle decorazione dei codici bolognesi in una direzione goticizzante.\u00a0 Questa ulteriore corrente, definita <strong>\u201csecondo stile\u201d<\/strong>, ebbe come protagonista il cosiddetto <strong>Maestro della Bibbia di Gerona<\/strong>, nome che gli deriva da una sontuosissima Bibbia oggi conservata alla Biblioteca Capitolare di Gerona. Come risulta dai graduali da lui miniati per la chiesa di San Francesco (mss. 526,527) la sua attitudine a confrontarsi con i modelli pi\u00f9 colti della cultura ellenistico-bizantina rivive nelle cadenzate euritmie che caratterizzano le varie figurazioni, ripensate si direbbe direttamente sugli esempi della miniatura di et\u00e0 paleologa, ma anche antecedenti collegabili alla rinascenza macedone. Il tutto interpretato con una verve ed una vitalit\u00e0, anche cromatica, di sapore tutto occidentale, tale da presupporre un confronto anche con le coeve novit\u00e0 della pittura monumentale, ben documentate a Bologna negli anni del pi\u00f9 antico soggiorno di Dante, dalla <em>Maest\u00e0<\/em> che Cimabue esegu\u00ec per la chiesa dei Servi. \u00a0Ed \u00e8 forse a questo cambiamento che Dante allude nella Commedia quando dopo avere fatto riferimento ad Oderisi da Gubbio parla appunto dell&#8217;altro miniatore, il fantomatico Franco Bolognese \u201cl&#8217;onor \u00e8 or tutto suo, e mio in parte\u201d, come del resto potrebbe lasciare intendere anche l&#8217;ambientazione del poema nell&#8217;anno 1300, quando sicuramente Oderisi era gi\u00e0 defunto. \u00a0I riflessi di questo stile aulico si possono cogliere in buona parte dei codici miniati a Bologna tra la fine del Duecento e i primissimi anni del Trecento (graduale, ms.521; antifonario, ms.529, antifonario ms.532, matricola dei Merciai del 1303, ms.629) dove tuttavia appare crescente anche l&#8217;adesione ad un ritmo narrativo di stampo ormai gotico che in taluni casi sembra gi\u00e0 presupporre la conoscenza di certi modelli giotteschi.<br \/>\n<strong>I codici in mostra:<\/strong><\/p>\n<p>Miniatore bolognese (Bologna, seconda met\u00e0 del XIII secolo) Antifonario del tempo, 1260-70<br \/>\nMs. 516, provenienza convento di Sant\u2019Agnese<\/p>\n<p>Maestro del Collettario (1265 \u2013 1270)<br \/>\nLezionario Ms. 514, provenienza Convento di Santa Maria Maddalena di Val di Pietra<\/p>\n<p>Maestro del Collettario (1265 \u2013 1270) Lezionario, ms. 612, provenienza Convento di Santa Maria Maddalena di Val di Pietra<\/p>\n<p>Miniatore bolognese, (Bologna, seconda met\u00e0 del XIII secolo) Antifonario del tempo Ms. 513, provenienza Convento di Sant\u2019Agnese<\/p>\n<p>Miniatore bolognese, (Bologna, seconda met\u00e0 del XIII secolo)\u00a0 Ufficio del tempo Ms. 511, provenienza convento di Sant\u2019Agnese<\/p>\n<p>Miniatore bolognese, (Bologna, seconda met\u00e0 del XIII secolo) Antifonario del tempo Ms. 515, provenienza Convento di Sant\u2019Agnese 3<\/p>\n<p>Maestro della Bibbia di Gerona, (Bologna, ultimo quarto del XIII secolo) Graduale Ms. 527, provenienza San Francesco<\/p>\n<p>Miniatore bolognese, (fine del secolo XIII \u2013 inizi del XIV)<br \/>\nAntifonario del tempo, 1290 -1305 Ms. 528, provenienza Chiesa di San Francesco<\/p>\n<p>Miniatore bolognese, (fine del secolo XIII \u2013 inizi del XIV)<br \/>\nAntifonario del tempo, 1290 -1305<br \/>\nMs. 529, provenienza Chiesa di San Francesco<\/p>\n<p>Miniatore bolognese, (fine del secolo XIII \u2013 inizi del XIV)<br \/>\nAntifonario del tempo, 1290 -1305<br \/>\nMs. 532, provenienza Chiesa di San Francesco<\/p>\n<p>Maestro di Sant\u2019Agnese, (Bologna, fine XIII secolo \u2013 inizio XIV secolo) Graduale Ms. 521, Provenienza Convento di Sant\u2019Agnese<\/p>\n<p>Miniatore bolognese, (seconda met\u00e0 del XIII secolo)<br \/>\nMatricola e Statuti della Societ\u00e0 dei Drappieri, 1284-1286<br \/>\nMs. 627<\/p>\n<p>Miniatore bolognese, (inizi del XIV secolo)<br \/>\nMatricola della Societ\u00e0 dei Merciai, 1303<br \/>\nMs. 629<\/p>\n<p>Maestro della Bibbia di Gerona, (Bologna ultimo quarto del XIII secolo) Graduale Ms. 526, Provenienza San Francesco<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Bologna, 2021 &#8211; Il Museo Civico Medievale di Bologna aderisce alle celebrazioni per il Settimo Centenario della morte del Sommo Poeta con il progetto espositivo Dante e la miniatura a Bologna al tempo di Oderisi da Gubbio e Franco Bolognese, aperta fino \u00a0al 3 ottobre 2021. La mostra &#8211; curata da Massimo Medica, responsabile Musei Civici d&#8217;Arte Antica di Bologna, nonch\u00e9 curatore della preziosa esposizione Le Arti al tempo dell&#8217;esilio allestita nella Chiesa di San Romualdo a Ravenna fino all&#8217;8 settembre 2021, secondo grande appuntamento del ciclo espositivo Dante. 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