{"id":23455,"date":"2021-07-01T18:18:34","date_gmt":"2021-07-01T18:18:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=23455"},"modified":"2021-07-01T18:18:34","modified_gmt":"2021-07-01T18:18:34","slug":"arca-di-luce-e-il-nuovo-itinerario-allinterno-del-duomo-di-arezzo-del-palazzo-vescovile-e-del-museo-diocesano-di-arte-sacra-mudas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/07\/01\/arca-di-luce-e-il-nuovo-itinerario-allinterno-del-duomo-di-arezzo-del-palazzo-vescovile-e-del-museo-diocesano-di-arte-sacra-mudas\/","title":{"rendered":"Arca di luce \u00e8 il nuovo itinerario all\u2019interno del Duomo di Arezzo, del Palazzo Vescovile e del Museo diocesano di arte sacra (MUDAS)."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Duomo-Arezzo-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-23456\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Duomo-Arezzo-1.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Duomo-Arezzo-1.jpg 450w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Duomo-Arezzo-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a>Dallo scorso <strong>22 maggio 2021<\/strong>, nella piazza dove si erge il <strong>Duomo di Arezzo<\/strong>, Chiesa Cattedrale della <strong>diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro<\/strong>, retta dall\u2019<strong>arcivescovo mons. Riccardo Fontana<\/strong> con la nuova gestione di <strong>Opera Laboratori<\/strong>, \u00e8 possibile visitare questo spazio sacro con una nuova modalit\u00e0 di \u201clettura\u201d che prevede la possibilit\u00e0 di seguire <strong>un itinerario storico-artistico, oltre che religioso<\/strong>. <strong>Il fulcro del percorso spirituale parte dall\u2019Arca di San Donato<\/strong>, <strong>in cui sono custoditi i resti mortali del Santo Patrono di Arezzo e secondo vescovo della citt\u00e0. Si tratta di uno scrigno prezioso che, dall\u2019oscurit\u00e0 della chiesa, per la luminosit\u00e0 dei marmi levigati e gli inserti vitrei, risplende<\/strong> <strong>come \u201carca di luce\u201d<\/strong>, ispirata alla pagina biblica in cui si racconta che Mos\u00e8, ricevuti da Dio \u201c<em>i Comandamenti<\/em>\u201d, fece costruire un\u2019arca rivestita d\u2019oro puro per conservarvi le \u201c<em>Tavole della Legge<\/em>\u201d, segno visibile dell\u2019Alleanza tra Dio e il suo Popolo (Esodo 25, 10-22)<\/p>\n<p>Un\u2019<em>arca di luce<\/em> \u00e8 anche il magnifico <strong>ciclo di vetrate di Guillaume de Marcillat<\/strong>, eseguite tra il 1516 e il 1524, influenzate dal Manierismo della scuola di Raffaello, conservate in Cattedrale. Delle otto che vennero commissionate al Maestro vetraio francese, perduta quella raffigurante i <em>Santi Antonio e Nicol\u00f2<\/em>, restano le vetrate con <em>Santa Lucia e San Silvestro papa<\/em>, <em>La Pentecoste<\/em>, <em>Il battesimo di Cristo<\/em>, <em>La vocazione di Matteo<\/em>, <em>La resurrezione di Lazzaro<\/em>, <em>La cacciata dei mercanti dal tempio<\/em>, <em>Cristo e l\u2019adultera<\/em>. Allo stesso artista fu commissionata, nel 1520, la decorazione ad affresco delle prime tre volte della navata centrale del Duomo con episodi del <em>Vecchio Testamento<\/em>, in cui il pittore, nelle forme e nei colori manieristici, mostra il suo tributo al grande Michelangelo.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Duomo-Arezzo-interno-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-23457 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Duomo-Arezzo-interno-1.jpg\" alt=\"\" width=\"447\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Duomo-Arezzo-interno-1.jpg 447w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Duomo-Arezzo-interno-1-300x201.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 447px) 100vw, 447px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Arca di luce<\/em> \u00e8 anche uno degli attributi della Vergine, a cui, all\u2019interno del Duomo, \u00e8 dedicata un\u2019ampia cappella, detta della <strong>Madonna del Conforto<\/strong>, realizzata a seguito di un miracolo avvenuto il 15 febbraio 1796: la piccola immagine di Maria fu vista risplendere e le scosse di terremoto, che in quei giorni flagellavano la citt\u00e0, cessarono. Sulla cancellata vi \u00e8 scritto \u201c<em>Confortetur cor tuum<\/em>,<em> ecce Mater tua<\/em>\u201d, (il tuo cuore sia confortato: ecco tua Madre) e, all\u2019interno, bellissime terrecotte robbiane invetriate.<\/p>\n<p>Il Duomo di Arezzo conserva molti altri capolavori di varie epoche e artisti, fra cui l\u2019affresco di <strong>Piero della Francesca<\/strong> con la solenne figura di <em>Maria Maddalena<\/em> eseguita forse nel 1459, mentre il Maestro di Sansepolcro dipingeva, nella sottostante Basilica di San Francesco il ciclo che rappresenta la <em>Leggenda della vera croce.<\/em> La luce, ancora protagonista, proviene dal lato sinistro mettendo in risalto le delicate forme del volto ed evidenziando le ricerche prospettiche del pittore. Le larghe campiture del colore insieme ai riflessi fiamminghi riscontrabili in alcuni particolari come le ciocche definite dei capelli sparsi sulle spalle e la trasparenza del vaso degli unguenti rendono l\u2019opera una sorta di visione celestiale.<\/p>\n<p><strong>Il percorso continua di fronte al Duomo dove sorge il<\/strong> <strong>Palazzo Vescovile<\/strong>, <strong>sede del vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro.<\/strong> Dal 2011, articolato in cinque sale, ha sede il <strong>MUDAS<\/strong> &#8211; Museo Diocesano di Arte Sacra, una collezione di dipinti, sculture, manoscritti miniati, parati e oreficerie provenienti dal territorio della diocesi, mentre al primo piano si possono ammirare <strong>la quadreria, gli affreschi di Teofilo Torri e la Camera dei Papi. <\/strong>Tra le opere pi\u00f9 importanti del Museo nella prima sala si segnalano tre rari crocifissi lignei, databili tra la fine del XII secolo e i primi decenni del XIII, la cui fattura testimonia l\u2019abilit\u00e0 degli artefici aretini dell\u2019epoca nella disciplina dell\u2019intaglio. La seconda sala \u00e8 dedicata al tema dell\u2019Annunciazione mentre nella terza sala sono conservate le opere di Bartolomeo della Gatta, monaco camaldolese fiorentino, pittore originalissimo, che visse ed oper\u00f2 a lungo ad Arezzo.<\/p>\n<p><strong>La quarta sala \u00e8 dedicata a Giorgio Vasari, ma custodisce anche opere di altri pittori, tra cui la predella di una tavola di Luca Signorelli. Il nucleo di opere vasariane \u00e8 ben rappresentato dallo stendardo processionale eseguito da Giorgio Vasari per la Compagnia dei Peducci nel 1549 e costituito da due raffinatissime tele raffiguranti la\u00a0<em>Predica del Battista\u00a0<\/em>e il<em>\u00a0Battesimo di Ges\u00f9,\u00a0<\/em>un grande tondo databile al 1557, in origine un cielo da baldacchino in seta rossa raffigurante la\u00a0<em>Madonna della<\/em>\u00a0<em>Misericordia<\/em>\u00a0che ripete un\u2019iconografia molto diffusa nell\u2019arte aretina tra XV e XVI secolo.<\/strong> L\u2019ultima sala contiene quadri, sculture lignee, terrecotte e preziosi oggetti liturgici.\u00a0Si segnala la preziosa\u00a0<em>Pace di Siena<\/em>, splendido esempio databile agli inizi del Quattrocento di oreficeria franco-fiamminga, gi\u00e0 donata da Pio II alla Cattedrale di Siena, prima che il concistoro senese a sua volta la donasse alla Cattedrale di Arezzo nel 1799.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Museo-esterno.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-23458\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Museo-esterno.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Museo-esterno.jpg 450w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Museo-esterno-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a>Il visitatore pu\u00f2 muoversi all\u2019interno dell\u2019itinerario grazie alla <strong>nuova audioguida<\/strong>, che pu\u00f2 essere ritirata, insieme al <strong>Pass unico,<\/strong> per l\u2019accesso al Duomo e al Museo diocesano, presso il punto di accoglienza situato di fronte alla Cattedrale, all\u2019ingresso del MUDAS, dove \u00e8 stato allestito anche il nuovo <strong>Bookshop<\/strong> con pubblicazioni e merchandising inerenti i capolavori presenti nel circuito espositivo<strong>, frutto di secoli di fede, storia e arte<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Dichiarazioni<\/strong><\/p>\n<p>\u201c<em>L\u2019arte \u00e8 collocata\u00a0dal\u00a0Magistero della Chiesa<\/em> <em>tra quelle discipline che elevano l\u2019uomo, possedendo una autentica connotazione umanistica\u201d. L<\/em>\u2019Arcivescovo mons. <strong>Riccardo Fontana<\/strong> spiega che: \u201cL\u2019uomo \u00ab<em>quando coltiva la terra col lavoro delle sue braccia o con l&#8217;aiuto della tecnica, affinch\u00e9 essa produca frutto e diventi una dimora degna di tutta la famiglia umana, e quando partecipa consapevolmente alla vita dei gruppi sociali, attua il disegno di Dio, manifestato all&#8217;inizio dei tempi, di assoggettare la terra e di perfezionare la creazione, e coltiva se stesso<\/em>\u00bb<em> (Gaudium et Spes, n. 57).\u00a0 E, in questo contesto, collochiamo l\u2019arte sacra, che \u2013 esprimendo un sentimento religioso \u2013 ci aiuta ad esprimere la bellezza del creato e, dunque, del Creatore<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<em>Illuminanti a tale proposito le parole della Costituzione sulla Sacra liturgia<\/em> Sacrosanctum Concilium <em>del Concilio Vaticano II,<\/em> \u00abfra le pi\u00f9 nobili attivit\u00e0 dell\u2019ingegno umano sono annoverate, a pieno diritto, le belle arti, soprattutto l\u2019arte religiosa e il suo vertice l\u2019arte sacra\u00bb (n. 122), <em>che mi sembra opportuno ricordare in questa\u00a0 felice circostanza che vede la diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro aprire nuovamente, con rinnovata vigor\u00eca, dopo mesi difficili ed inquieti, i nostri musei diocesani, arricchiti da nuovi percorsi\u201d. <\/em>\u201c<em>Gi\u00e0 da qualche settimana<\/em> \u2013 continua l\u2019Arcivescovo \u2013 <em>il museo diocesano di Cortona ha riaperto al pubblico e cos\u00ec il MuDAS di Arezzo, grazie alla nuova gestione di Opera Laboratori, nota ed apprezzata organizzazione, esperta del settore. Particolarmente, sono lieto che la proposta culturale, denominata <\/em>Arca di luce<em>,<\/em> <em>comprenda non solo le preziose sale del MuDAS, quelle significative del Palazzo vescovile, cos\u00ec ricche di arte e storia, ma anche il Duomo di Arezzo, la Chiesa Cattedrale della nostra Diocesi. All\u2019interno del quale,\u00a0l\u2019arte \u2013 integralmente\u00a0sacra \u2013 trova la propria specifica identit\u00e0 nella sacralit\u00e0 del rito che vi si svolge e nell\u2019essere specchio di verit\u00e0 per la celebrazione e la liturgia\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Anche <strong>Serena Nocentini<\/strong>, direttore dell\u2019Ufficio Beni Culturali della diocesi, sottolinea il significato di visitare le \u201c<em>chiese ed i musei con un<\/em> rinnovato <em>e<\/em> consapevole sguardo sulle opere d\u2019arte sacra e sulla bellezza che da esse si genera\u201d.\u00a0 \u201c<em>Si tratta<\/em> \u2013 continua Nocentini \u2013 <em>del patrimonio prezioso di tutta la Comunit\u00e0, testimonianza di quel fecondo colloquio intercorso nei secoli &#8211; tra Arte e Fede, tra Chiesa, Arte e Societ\u00e0 -, matrice sostanziale di quell\u2019identit\u00e0 culturale europea\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>\u201c<em>Il desiderio e l\u2019auspicio \u00e8<\/em> <em>che, con questa esperienza, si possa riconoscere proprio nell\u2019identit\u00e0 e nei linguaggi dell\u2019opera d\u2019arte una delle fonti pi\u00f9 autentiche e pure dell\u2019esperienza di fede cristiana, dell\u2019educazione alla bellezza e una maggiore coscienza e rispetto del nostro patrimonio culturale. Gi\u00e0 durante la chiusura dettata dalla recente pandemia<\/em> \u2013 prosegue Serena Nocentini -, <em>abbiamo avuto pi\u00f9 tempo per riflettere e probabilmente continueremo ad averlo. Dobbiamo cogliere questo momento per ridare la giusta priorit\u00e0 ai nostri luoghi della cultura, sperando di non dover vivere pi\u00f9 una situazione come questa\u201d. <\/em>In conclusione, \u201c<em>voglio essere ottimista per poter credere che, con questa ulteriore consapevolezza, i nostri musei possano tornare a vivere prima di tutto per la propria Comunit\u00e0 e per il proprio territorio, sfatando definitivamente il valore di meta turistica troppo spesso assegnato alle nostre realt\u00e0, mettendo in secondo piano, di conseguenza, il conteggio dei visitatori a favore della qualit\u00e0 della visita e del servizio offerto<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dallo scorso 22 maggio 2021, nella piazza dove si erge il Duomo di Arezzo, Chiesa Cattedrale della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, retta dall\u2019arcivescovo mons. 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