{"id":23508,"date":"2021-07-05T19:21:58","date_gmt":"2021-07-05T19:21:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=23508"},"modified":"2021-07-05T19:21:58","modified_gmt":"2021-07-05T19:21:58","slug":"massimo-campigli-e-gli-etruschi-una-mostra-impareggiabile-a-palazzo-franchetti-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/07\/05\/massimo-campigli-e-gli-etruschi-una-mostra-impareggiabile-a-palazzo-franchetti-a-venezia\/","title":{"rendered":"Massimo Campigli e gli Etruschi. Una mostra impareggiabile  a Palazzo Franchetti a Venezia."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/32A6778-e1625512098475.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-23509\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/32A6778-e1625512098475.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" \/><\/a>Nelle sale del piano nobile di <\/strong><strong>ACP<\/strong><strong> \u2013 Palazzo Franchetti<\/strong>, <strong>in piazza San Marco, a<\/strong> <strong>Vene<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/2_Campigli-e1625512128904.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23510 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/2_Campigli-e1625512128904.jpg\" alt=\"\" width=\"292\" height=\"374\" \/><\/a>zia<\/strong>, il <strong>23 maggio 2021<\/strong> <strong>si \u00e8 inaugurata \u00a0la mostra &#8220;Massimo Campigli e gli Etruschi. Una pagana felicit\u00e0\u201d,<\/strong> a cura di Franco Calarota con la supervisione generale di Alessia Calarota, che vuole proporsi come un vero dialogo tra le opere del maestro e gli esempi del passato da cui ha tratto cos\u00ec forte ispirazione. \u201c[&#8230;] <em>Nei miei quadri entr\u00f2 una pagana felicit\u00e0 tanto nello spirito dei soggetti che nello spirito del lavoro che si fece pi\u00f9 libero e lirico<\/em>\u201d. \u00c9 con queste parole, belle,\u00a0 bellissime, \u00a0che lo stesso Massimo Campigli <strong>descrive la visita al Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma nel 1928<\/strong>, attribuendole una valenza fondamentale per lo sviluppo della fase pi\u00f9 matura della sua produzione artistica.<\/p>\n<p>Le <strong>circa 35 opere di Campigli \u00a0<\/strong>selezionate per la mostra si affiancano a una cinquantina di <strong>reperti della civilt\u00e0 etrusca<\/strong>, molti dei quali inediti ed esposti qui per la prima volta, individuati dalla Soprintendente Margherita Eichberg assieme agli studiosi del Comitato Scientifico Leonardo Bochicchio, Simona Carosi, Daniele Federico Maras, Rossella Zaccagnini, affiancati dal direttore di ricerca Arch. Giovanni Cesarini.\u00a0 Il <strong>catalogo<\/strong>, edito da Silvana Editoriale, si completa con testi di Enrico Mascelloni e Eva Weiss.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/4_Campigli-e1625512161379.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-23511\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/4_Campigli-e1625512161379.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"316\" \/><\/a>E&#8217; un dialogo profondo quello che si instaura nelle sale del piano nobile di ACP \u2013 Palazzo Franchetti. Le composizioni volutamente arcaicizzanti di Campigli, ben rappresentate <strong>in mostra<\/strong> con <strong>dipinti che spaziano dal 1928 al 1966<\/strong>, ritrovano le origini della loro ispirazione pi\u00f9 profonda nei reperti etruschi esposti con cui si instaura una naturale condivisione di atmosfere, segni e colori. Come sottolinea Franco Calarota: \u201c<em>A partire dalla famosa visita al Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma nel 1928 si assiste a una sorta di ritorno a una purezza primordiale nell&#8217;arte di Campigli, a un sapore antico fatto di colo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/7_Campigli.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-23513 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/7_Campigli.jpg\" alt=\"\" width=\"293\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/7_Campigli.jpg 820w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/7_Campigli-176x300.jpg 176w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/7_Campigli-600x1024.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/7_Campigli-768x1311.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 293px) 100vw, 293px\" \/><\/a>ri tenui come dipinti ad affresco cos\u00ec simili a come il tempo ci ha restituito le immagini etrusche, di forme plasmate secondo il disegno di statue votive o di anfore, di figure femminili con busti a clessidra che si astraggono in immagini atemporal<\/em>i\u201d. Due opere in mostra, \u201cBusto con vaso blu\u201d e \u201cZingari\u201d, sono proprio del 1928 e segnano chiaramente il passaggio verso una nuova figurazione, che si fa sempre pi\u00f9 evidente in opere come \u201cDonne con l&#8217;ombrellino\u201d del 1940 fino alla \u201cDonna seduta\u201d del 1961.<\/p>\n<p>La ricchezza tipologica dei reperti in mostra \u2013 dai vasi alle statuine, dai gioielli ai sarcofagi, ecc. &#8211; permette di rintracciare un alfabeto e un universo di legami che, a partire da generali evocazioni, si declinano in riferimenti puntuali nelle diverse <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/3_Campigli.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23514\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/3_Campigli.jpg\" alt=\"\" width=\"282\" height=\"399\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/3_Campigli.jpg 990w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/3_Campigli-212x300.jpg 212w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/3_Campigli-724x1024.jpg 724w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/3_Campigli-768x1086.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 282px) 100vw, 282px\" \/><\/a>sezioni della mostra: la prima dedicata alla figura umana, divisa in <em>gli uomini e le donne<\/em>; la seconda agli <em>animali<\/em>, composta da uccelli, cavalli, animali selvatici ed infine la terza con <em>forme e geometrie<\/em>. <strong>Molti dei reperti sono assolutamente inediti<\/strong> e provengono da importanti operazioni di recupero di materiale archeologico, anche da rinomati musei internazionali, e ora nella disponibilit\u00e0 della <strong>Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e l\u2019Etruria Meridionale<\/strong>. Come scrive la Soprintendente Margherita Eichberg: \u201c<em>sono stati privilegiati i volti di terracotta, dai quali l&#8217;artista trasse ispirazione per l\u2019ideazione di un tipo di ritratto stereotipo e svincolato dalla riproduzione diretta della realt\u00e0; i bronzi e i vasi di ceramica decorati con figure umane (maschili e femminili) e animali, soggetti che compaiono \u2013 quasi citazioni \u2013 nelle opere dell\u2019artista; i vasi di bucchero e di impasto con forme geometriche e curve che hanno ispirato le sagome femminili in alcune sue opere; infine i gioielli, una vera passione di Campigli. In aggiunta, sono state selezionate \u2013 e proposte in riproduzione nell\u2019allestimento \u2013 immagini di ritratti dalle tombe dipinte di Tarquinia<\/em>\u201d. Una nota meritano sicuramente <strong>due preziosi sarcofagi in terracotta del Museo Civico di Viterbo<\/strong>: un sarcofago fittile femminile della seconda met\u00e0 del III sec. a.C. e un sarcofago fittile maschile della fine del III, inizio del II sec. a.C.<\/p>\n<p>Attraverso il richiamo di queste formule espressive appartenenti a una gloriosa civilt\u00e0 passata, l&#8217;arte di Campigli rivela una profonda originalit\u00e0 proprio nella coesistenza tra antichi splendori e attualit\u00e0, immergendo il visitatore in una dimensione dove il tempo sembra fermarsi o scorrere tranquillo in una quiete imperturbabile. Ci mostra un Novecento contemporaneo \u00a0con i fari puntati alle et\u00e0 pi\u00f9 antiche del Mediterraneo scrivendo cos\u00ec una pagina molto interessante di quello che l&#8217;archeologo Massimo Pallottino ha definito come \u201cromanzo etrusco\u201d, un mito che dal Rinascimento in poi continua ad esercitare una forte fascinazione di generazione in generazione.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nelle sale del piano nobile di ACP \u2013 Palazzo Franchetti, in piazza San Marco, a Venezia, il 23 maggio 2021 si \u00e8 inaugurata \u00a0la mostra &#8220;Massimo Campigli e gli Etruschi. Una pagana felicit\u00e0\u201d, a cura di Franco Calarota con la supervisione generale di Alessia Calarota, che vuole proporsi come un vero dialogo tra le opere del maestro e gli esempi del passato da cui ha tratto cos\u00ec forte ispirazione. \u201c[&#8230;] Nei miei quadri entr\u00f2 una pagana felicit\u00e0 tanto nello spirito dei soggetti che nello spirito del lavoro che si fece pi\u00f9 libero e lirico\u201d. \u00c9 con queste parole, belle,\u00a0 bellissime, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/07\/05\/massimo-campigli-e-gli-etruschi-una-mostra-impareggiabile-a-palazzo-franchetti-a-venezia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[35425,59246,74779,66803,66558,9894,10357,28386,44441,87,35351,26,66655,17505,35188,28369,409394],"tags":[386584,418884,418885,418887,355195,418886],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23508"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23508"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23508\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23515,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23508\/revisions\/23515"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23508"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23508"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23508"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}