{"id":2351,"date":"2014-06-07T21:13:43","date_gmt":"2014-06-07T21:13:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=2351"},"modified":"2014-06-07T21:13:43","modified_gmt":"2014-06-07T21:13:43","slug":"quattro-artisti-italiani-a-berlino-giusi-santoro-adolfo-de-turris-linda-sacchi-ed-emanuela-pugliese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/06\/07\/quattro-artisti-italiani-a-berlino-giusi-santoro-adolfo-de-turris-linda-sacchi-ed-emanuela-pugliese\/","title":{"rendered":"Quattro artisti italiani a Berlino: Giusi Santoro, Adolfo De Turris, Linda Sacchi ed Emanuela Pugliese."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/pag_16.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2354\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/pag_16.png\" alt=\"\" width=\"780\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/pag_16.png 780w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/pag_16-300x153.png 300w\" sizes=\"(max-width: 780px) 100vw, 780px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/quadro-per-berlino1.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2356\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/quadro-per-berlino1.png\" alt=\"\" width=\"780\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/quadro-per-berlino1.png 780w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/quadro-per-berlino1-300x153.png 300w\" sizes=\"(max-width: 780px) 100vw, 780px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/2013-66009-224122_40736_10525_t1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2358\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/2013-66009-224122_40736_10525_t1.jpg\" alt=\"\" width=\"326\" height=\"322\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/2013-66009-224122_40736_10525_t1.jpg 326w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/2013-66009-224122_40736_10525_t1-300x296.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 326px) 100vw, 326px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/Adolfo-De-Turris__Pali-blu_g.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2359\" style=\"width: 317px;height: 300px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/Adolfo-De-Turris__Pali-blu_g.jpg\" alt=\"\" width=\"709\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/Adolfo-De-Turris__Pali-blu_g.jpg 709w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/Adolfo-De-Turris__Pali-blu_g-300x253.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 709px) 100vw, 709px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/IMG_4140.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2360\" style=\"width: 309px;height: 443px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/IMG_4140.jpg\" alt=\"\" width=\"2364\" height=\"3397\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/IMG_4140.jpg 2364w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/IMG_4140-208x300.jpg 208w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/IMG_4140-712x1024.jpg 712w\" sizes=\"(max-width: 2364px) 100vw, 2364px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/taz22.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2361\" style=\"width: 308px;height: 205px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/taz22.jpg\" alt=\"\" width=\"4608\" height=\"3072\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/taz22.jpg 4608w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/taz22-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/taz22-1024x682.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 4608px) 100vw, 4608px\" \/><\/a>Al Plus Berlin di Berlino con \u201cStrade d&#8217;Europa\u201d si campiona, in una citt\u00e0 come Berlino, cuore d&#8217;Europa, lo specchio di un\u2019arte di frontiera,<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> assolutamente in movimento, ipermoderna, ipertesa, ipercolta, mente e cuore, ma anche progetto e destino della comunicazione estetica. Artisti italiani sono stati invitati con una personale a dar mostra alle loro opere. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Il progetto \u00e8 locato in un edificio neogotico \u2013 gi\u00e0 nobile scuola di grafica &#8211; con cent&#8217;anni di storia alle spalle, a ridosso del pi\u00f9 lungo tratto superstite dell&#8217;ex Muro di Berlino, nel quartiere di Friedrichshain, la zona pi\u00f9 movimentata della citt\u00e0, ricca di art caf\u00e8, locali, negozi di abiti vintage, antiquariato, musica e altro.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> Il terzo millennio che fa vivere i processi creativi in un clima di saccheggiamento della realt\u00e0, perch\u00e8 il futuro \u00e8 ora, fra rappresentazioni e interpretazioni, ci porta a cogliere il nuovo destino della bellezza. Con l&#8217;arte si vogliano aprire finestre sul mondo, con l&#8217;arte si vogliano aprire stagioni eroiche, con l&#8217;arte si vuole inaugurare una nuova civilt\u00e0. Strade d&#8217;Europa \u00e8 un punto di partenza. Con \u201cStrade d&#8217;Europa\u201d si trovano ad essere coinvolti, ogni volta, sei artisti con sei mostre personali. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Adesso \u00e8 la volta, tra gli altri, di Adolfo De Turris, Giusi Santoro, Emanuela Pugliese e Linda Sacchi. Ecco chiaro il percorso di Adolfo De Turris , un artista capace com&#8217;\u00e8 stato di esercitare la passione e la cultura del fare unitamente alla sensibilit\u00e0 e al gusto estetico. Egli mette in scena lavori in cui vivono temi capaci di ossificare la realt\u00e0 ma anche di liberare la creativit\u00e0 e i sogni.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> Qui realt\u00e0 e immaginario si offrono come risvolti di un particolare sentire, per cui l&#8217;artista ne svela le relazioni formali interne all&#8217;immagine, e affidando al segno grafico, a volte controllato in ogni sua evoluzione, a volte estremamente libero, il compito di indagare lo spazio per dare corpo alle cose e alle figure. La suggestione non manca e la lirica cresce in tutti i paesaggi dove affiorano figure e corpi vegetali oltrech\u00e8 pendii e colline varie, capaci di riandare alle sorprese sironiane e di quel Sironi anteguerra, dove realismo, realismo magico, surrealismo e visionarismo accendono il racconto di un mondo piccolo eppur grande, un piccolo mondo antico letto fiabescamente, sicch\u00e8 figure animali e paesaggi sono apparizioni della mente pi\u00f9 che della realt\u00e0. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Nella Sala Hoffmann, gioiello del primo novecento, ecco venti grandi teleri di un&#8217;artista italiana che racconta la stagione del nuovo informale.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>E\u2019 il caso del lavoro informale di Giusi Santoro, pittrice italiana di sensibile talento, che argomenta non solo l\u2019effusione della materia, quasi che cominci da zero,ma la fa ritrovare sulla tela come corrosa da un tempo che vi batte a tratti, per cui sembra mostrare i suoi quadri come si mostra una ferita, secondo gli stilemi del pudore.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> C\u2019\u00e8 di pi\u00f9, il suo \u00e8 un esercizio mentale, d\u2019avanguardia, che volge verso un paesaggio astratto, selvaggio e dinamico, trasfigurato da finestre di colore che affiorano qua e l\u00e0, fruga la realt\u00e0 sotto il profilo dell\u2019avventura,e ogni fantasia diventa cifra capillare, stazione di meditazione e di pausa. Materia e colore vivono questa solennit\u00e0 astratta e il mondo informale, risorge tra spessori e frantumi, tumulti, urti, gorghi, graffiature e soprattutto ai toni che sanguinano<\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>&#8230; <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">Monocromi o poco pi\u00f9, con il privilegio del bianco, certi dipinti recentissimi che non devono leggersi in antitesi a quelli dove vi partecipa l\u2019immagine figurale. Semmai quell\u2019immagine irrequieta via via \u00e8 divenuta ossificazione del simbolo, divenuta poi naturalmente nuvola di colore. Qui la presenza di Philip Guston e Hans Hofmann \u00e8 pi\u00f9 certa, proprio nei fondi con stesure monocrome, interrotte da presenze dai margini sfumati. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>I dipinti di Giusi Santoro paiono cos\u00ec pareti colorate, un segnare un di l\u00e0 e un di qu\u00e0 del mondo. Le tinte, poi, fanno si che l\u2019opera non sia una parete che divide, ma il punto generatore di uno spazio sempre nuovo. Giusi Santoro con questi nuovi dipinti pare quasi saturare i colori, e in queste grandi dimensioni una generale assenza di profondit\u00e0 fisica \u00e8 sopperita da una profondit\u00e0 spirituale capace di riferire capacit\u00e0 trasformative<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">; il quadro non rappresenta pi\u00f9 cose, ma \u00e8 cosa in s\u00e8, non racconta pi\u00f9, \u00e8 gi\u00e0 compiuto e sufficiente a se stesso, leggendosi materia colorata. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Simboli e fervidit\u00e0 segnica caratterizzano il lavoro della giovane Emanuela Pugliese, frutto ormai di un linguaggio essenziale, straniante, automatico e astrattivo, tramutabile in iconogrammi e morfemi grezzi di codice comunicativo, ma testimoniale nello spazio grazie a immagini vibranti e organiche.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> La degenerazione del rappresentato vive sui sentimenti colti della fantasia, si aggrappa a una significazione formale della civilt\u00e0 contemporanea, mostra una larga entit\u00e0 rappresentativa, compie un viaggio di momenti creativi nei quali l&#8217;insistenza poetica fonda la ragione dei propri ritmi lirici. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Emanuela Pugliese, pur giovane, si avvia con le sue varianti di forma-colore e ombra-luce a un recupero visivo che riporta le cose a una pi\u00f9 limpida enucleazione formale. E&#8217; il suo mondo quotidiano a rivivere nei lavori, oggetti, figure e cose, soprattutto animali, gatti, pesci, cani, un bestiario mitografico capace di assumere una valenza forte, dominante e assoluta di una finestra aperta sul mondo, un piccolo mondo antico che sale sull&#8217;altare della poesia.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> Persino l&#8217;oggettivare un&#8217;immagine fotografica diventa una finestra di poesia. Le ansie del vivere sono svelate da vedutismi scarni e strutture postimpressioniste capaci di porgere una specificazione realistica della contemporaneit\u00e0. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Giovane artista Linda Sacchi che ha scoperto e umanizzato la materia, la fisionomia del mondo attraverso una figuralit\u00e0 che fa vivere i presentimenti di una condizione umana, nel senso della durata di qualit\u00e0 e di immediatezza, senza classificazioni stucchevoli e leziose. Lettura narrativa della realt\u00e0 che vive in molte opere della Sacchi, la quale sembra gi\u00e0 riedificare rigorosamente i profili del vissuto, oggetti, cose e animali che si succedono in ordine memoriale, come un inventario civile e pubblico.<\/strong><\/span> <span style=\"font-size: medium\">Rivisita la natura, il mondo, riprendendo e producendo una tormentata e inquietante interpretazione delle forme a volte, in altre occasioni circolano influorescenze cromatiche <\/span><span style=\"font-size: medium\">fauves, creative e fantastiche. Il protocollo figurativo che lascia leggere \u00e8 espressionista, tormentato e inquietante, ma gi\u00e0 bastevole per coglierne una poetica sua tutta personale che sottilmente trascrive una fenomenologia del nostro tempo. Opere tutte in tensione che danno il grado di osservazione e di crescendo dell&#8217;arte italiana contemporanea.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<span style=\"font-size: medium\">Carlo Franza<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Al Plus Berlin di Berlino con \u201cStrade d&#8217;Europa\u201d si campiona, in una citt\u00e0 come Berlino, cuore d&#8217;Europa, lo specchio di un\u2019arte di frontiera, assolutamente in movimento, ipermoderna, ipertesa, ipercolta, mente e cuore, ma anche progetto e destino della comunicazione estetica. Artisti italiani sono stati invitati con una personale a dar mostra alle loro opere. Il progetto \u00e8 locato in un edificio neogotico \u2013 gi\u00e0 nobile scuola di grafica &#8211; con cent&#8217;anni di storia alle spalle, a ridosso del pi\u00f9 lungo tratto superstite dell&#8217;ex Muro di Berlino, nel quartiere di Friedrichshain, la zona pi\u00f9 movimentata della citt\u00e0, ricca di art caf\u00e8, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/06\/07\/quattro-artisti-italiani-a-berlino-giusi-santoro-adolfo-de-turris-linda-sacchi-ed-emanuela-pugliese\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,9894,44648,87,35351,35224,35266,28308,17505,35188,28369],"tags":[51610,51612,11818,51609,51611,51608,17477],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2351"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2351"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2351\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2363,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2351\/revisions\/2363"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2351"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2351"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2351"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}