{"id":23572,"date":"2021-07-08T22:15:04","date_gmt":"2021-07-08T22:15:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=23572"},"modified":"2021-07-08T22:15:04","modified_gmt":"2021-07-08T22:15:04","slug":"dante-e-napoleone-a-confronto-due-colonne-delloccidente-due-miti-in-mostra-a-palazzo-tosio-ateneo-di-brescia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/07\/08\/dante-e-napoleone-a-confronto-due-colonne-delloccidente-due-miti-in-mostra-a-palazzo-tosio-ateneo-di-brescia\/","title":{"rendered":"Dante e Napoleone a confronto. Due colonne dell\u2019Occidente, due miti,  in mostra a Palazzo Tosio-Ateneo di Brescia."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/gmSDKPWg-e1625781418928.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23573\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/gmSDKPWg-e1625781418928.jpeg\" alt=\"\" width=\"352\" height=\"470\" \/><\/a>Diciamo subito col dire che Brescia\u00a0 ci offre sempre delle mostre di altissimo livello.\u00a0 Ora \u00e8 la volta di una mostra che gi\u00e0 nel\u00a0 titolo \u00a0\u00e8 preziosa e illuminante.\u00a0 Ateneo di Brescia, Accademia di Scienze Lettere e Arti, \u00a0con Fondazione Brescia Musei,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Z7r7ErzQ-2-scaled-e1625781464384.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23574 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Z7r7ErzQ-2-scaled-e1625781464384.jpeg\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"355\" \/><\/a> \u00a0celebrano due miti a 700 anni dalla morte di Dante e, al contempo, a 200 anni da quella di Napoleone. Un progetto che indaga valori, ideali e sentimenti che si addensarono intorno ai due personaggi, descrive un\u2019epoca, i suoi protagonisti, il collezionismo, le tendenze, all\u2019insegna di un comune denominatore: l\u2019Europa. Oltre 80 sono le opere<\/strong> in mostra, intitolata<strong><em> \u201cDante e Napoleone\u201d<\/em>, visitabile fino al 15 dicembre 2021, \u00a0<\/strong>a cura di<strong> Roberta D\u2019Adda e Sergio Onger; dipinti, sculture, disegni, stampe e medaglie<\/strong> provenienti da collezioni pubbliche e private, in dialogo con il<strong> percorso permanente della casa-museo di Paolo Tosio.<br \/>\n<\/strong><strong>Il culto per queste due \u00a0altissime figure che appartengono all\u2019Occidente e per gli ideali che esse incarnano trova diverse testimonianze nelle collezioni italiane ed europee che si vennero costituendo in particolare nell\u2019Ottocento<\/strong>; in questo caso a Brescia, grazie a Paolo Tosio (1775 \u2013 1842), nobiluomo raccolse nel suo palazzo, progettato da Rodolfo Vantini (prima sede della Pinacoteca cittadina a lui co-titolata, trasferita dal 1904 a Palazzo Martinengo e ora sede dell\u2019Ateneo) un\u2019importante collezione d&#8217;arte con capolavori di Raffaello, Lotto e Moretto, pittura fiamminga e nord europea, oltre a commissionare opere neoclassiche e romantiche, cos\u00ec come alcune decorazioni parietali, intorno al mito di Dante e Napoleone.<br \/>\nLa mostra spiega \u00a0e sottolinea la funzione\u00a0 culturale gi\u00e0 immaginata da Tosio per la sua abitazione, funzione certamente condivisa con i componenti del suo illustre cenacolo, e\u00a0 cio\u00e8 \u00a0quella di <strong>assegnare alla propr<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/MDyC_l_Q-scaled-e1625781511194.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-23575 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/MDyC_l_Q-scaled-e1625781511194.jpeg\" alt=\"\" width=\"241\" height=\"373\" \/><\/a>ia dimora una funzionecivile, costruendo un proprio personale pantheon, selezionando e coltivando l\u2019immaginario simbolico di cui dovevano nutrirsi i contemporanei.<br \/>\n<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/olAXDU1w-scaled-e1625781601539.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23576\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/olAXDU1w-scaled-e1625781601539.jpeg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"417\" \/><\/a>Le opere selezionate per l\u2019esposizione, lasciano sufficientemente scoprire \u00a0l\u2019interesse largamente diffuso per queste due figure; Alighieri, \u00a0in quanto riferimento delle aspirazioni civili e identitarie della nazione, della quale il poeta era considerato l\u2019unificatore dal punto di vista linguistico; Bonaparte, \u00a0in quanto percepito come colui che, grazie alla costituzione della Repubblica prima e del Regno italico poi, aveva avviato un processo di formazione della coscienza nazionale che diede vita al Risorgimento e all&#8217;unificazione della Penisola. Nella vita culturale e politica dell\u2019Italia dell\u2019Ottocento, ampiamente squadernata \u00a0dall\u2019esposizione, Dante e Napoleone svelano il rolo centrale che hanno avuto in Italia. Ruolo che per Bonaparte, soprattutto dopo la sua morte, come per Alighieri, si \u00e8 ammantato di valori ideali, assurgendo alla dimensione del mito. Come spesso \u00a0avviene, il fenomeno culturale \u00a0dice molto pi\u00f9 sull\u2019epoca che sugli stessi personaggi. Intellettuali e patrioti assegnavano alla lingua una funzione decisiva nell\u2019edificazione della nazione e il Sommo Poeta ne era stato il maggior plasmatore. Allo stesso tempo il generale corso &#8211; nato in un contesto culturale fortemente legato all\u2019Italia, grazie ai genitori di origine toscana &#8211; aveva generato in molti italiani la consapevolezza dell\u2019identit\u00e0 nazionale e temprato migliaia di giovani all\u2019esercizio delle armi.<br \/>\n<strong>Va sottolineato che nell\u2019Ottocento, il collezionismo privato contribu\u00ec in modo originale al grande processo di diffusione del mito di Dante e Napoleone, meritandosi di comparire a pieno titolo tra i custodi della loro memoria.<\/strong> Ripercorrere quella esperienza, grazie a Paolo Tosio, con una esposizione allestita in un luogo simbolo, \u00e8 un importante modo per celebrare i loro anniversari di morte.<br \/>\nEcco allora muoversi nella mostra e\u00a0 stupirsi non poco che \u00a0nelle raffinate sale neoclassiche della casa museo di palazzo Tosio,\u00a0 sale ancora l\u2019atmosfera <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/QcWNq0yQ-e1625781844633.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-23578 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/QcWNq0yQ-e1625781844633.jpeg\" alt=\"\" width=\"341\" height=\"286\" \/><\/a>del vivace salotto culturale che l\u00ec si riuniva. Pi\u00f9 precisamente, nell\u2019appartamento recentemente <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/vGh5n6QQ-e1625781799113.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23577\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/vGh5n6QQ-e1625781799113.jpeg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"380\" \/><\/a>riallestito che gi\u00e0 ospita il <strong><em>Busto di Napoleone<\/em><\/strong> di<strong> Democrito Gandolfi<\/strong> (copia da Canova) e il <strong><em>Conte Ugolino con i figli nella torre della fame<\/em><\/strong> di <strong>Giuseppe Diotti<\/strong>, opera del 1832 che all\u2019epoca della sua esposizione a Brera dest\u00f2 non poco scandalo, perch\u00e9 giudicata troppo cruda. <strong>Tra le opere in mostra: <em>Ritratto a tre quarti di Napoleone in \u201cpetit habillement\u201d di re d\u2019Italia<\/em> del <\/strong>1805, di <strong>Andrea Appiani<\/strong> (1754-1817), &#8211; gi\u00e0 noto come copia\u00a0 e riscoperto come prezioso originale anche grazie al restauro realizzato in coincidenza con la mostra &#8211; uno dei tanti ritratti presenti nelle collezioni cittadine, segno della fedelt\u00e0 filonapoleonica della nobilt\u00e0; le miniature, dipinte su avorio, commissionate dalla famiglia imperiale a <strong>Giambattista Gigola<\/strong> (1767-1841) per farne oggetto di doni ora di affetto, ora di rappresentanza; i <em>Fasti di Napoleone<\/em> ideati da Andrea Appiani per il palazzo Reale di Milano, illustrati in una prestigiosa serie di 35 acqueforti.<\/p>\n<p>Una non piccola sorpresa\u00a0 quel piccolo capolavoro romantico\u00a0 costituito dal disegno di<strong> Luigi Basiletti<\/strong> (1780-1859), databile al 1821 e molto probabilmente eseguito dopo il fatidico 5 maggio, che rappresenta un Napoleone piccolissimo e in <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/1uRtQJWQ-scaled-e1625781921170.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23579 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/1uRtQJWQ-scaled-e1625781921170.jpeg\" alt=\"\" width=\"245\" height=\"223\" \/><\/a>solitudine, sulla roccia di Sant\u2019Elena, sopraffatto dagli elementi e dalla forza del destino, con lo sguardo rivolto all\u2019oceano. Il pittore dovette essere stato colpito dal melanconico epilogo \u201cdell\u2019uom fatale\u201d, tanto da dedicargli questo disegno, nonostante sei anni prima, nel 1815, comunicando al conte Tosio che il <em>Ganimede con l\u2019aquila di Giove<\/em> di <strong>Bertel Thorvaldsen<\/strong> (in mostra) gli sarebbe presto stato recapitato, avesse commentato: \u201cAvrete gi\u00e0 inteso come Napoleone sia fuggito dal Isola del Elba. Ci sar[anno] altre gravi sciagure alla nostra generazione!!!\u201d.<br \/>\nIl progetto\u00a0 complessivo e la mostra bresciana\u00a0 \u00e8 stata avviata e inaugurata\u00a0 nel fatidico il 5 maggio (pure\u00a0 cantato dal Manzoni) \u00a0e si chiude il 15 dicembre 2021, ricorrenza dei solenni funerali di Napoleone, tenutisi a Parigi nel 1840.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Diciamo subito col dire che Brescia\u00a0 ci offre sempre delle mostre di altissimo livello.\u00a0 Ora \u00e8 la volta di una mostra che gi\u00e0 nel\u00a0 titolo \u00a0\u00e8 preziosa e illuminante.\u00a0 Ateneo di Brescia, Accademia di Scienze Lettere e Arti, \u00a0con Fondazione Brescia Musei, \u00a0celebrano due miti a 700 anni dalla morte di Dante e, al contempo, a 200 anni da quella di Napoleone. 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